Mutina Boica: conferenze e spettacoli per scoprire chi fosse davvero Spartaco

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Nell’ambito dell’ottava edizione della rievocazione storica a cura di Crono organizzazione eventi viene approfondita in diversi appuntamenti la figura di Spartaco: nel fine settimana tre importanti incontri a tema, in collaborazione con i Musei Civici, e quattro spettacolari ricostruzioni di battaglie animeranno la manifestazione, oltre al ricco programma in partenza già da giovedì 8

Mutina Boica, da giovedì 8 a domenica 11 settembrepresso il Parco Ferrari, il Novi Ark e i Musei Civici di Modena – a ingresso gratuito – prevede un ricco programma di appuntamenti per approfondire la figura e il mito di Spartaco, filo conduttore dell’edizione di quest’anno.
Per riflettere su una componente fondamentale della civiltà romana, ovvero l’esercizio della schiavitù, Laura Parisini tiene una conferenza – in collaborazione con il Museo Civico Archeologico di Modena – dal titolo “Servi sunt, immo homines”: un intervento che illustra, a partire dalla figura del Gladiatore Ribelle, la condizione degli schiavi nel mondo romano e a Mutina dal punto di vista delle fonti storiche e archeologiche (sabato,ore 17.00, Musei Civici, Sala dell’Archeologia).
Laura Parisini, modenese, si è laureata in Lettere, indirizzo classico, presso l’Università di Bologna. Ha poi conseguito la laurea in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Attualmente svolge il dottorato in Storia Culture Civiltà all’Università di Bologna, con un progetto di ricerca sui mestieri del lusso a Roma nelle fonti epigrafiche.
A seguire, al Novi Ark, si potrà assistere al tradizionale arrivo del corteo storico e a una visita guidata che illustrerà testimonianze di vita servile a Mutina narrate dalle iscrizioni funerarie. Dal Novi Ark, la visita proseguirà attraverso monumenti conservati nei Lapidari al piano terra di Palazzo dei Musei.
Un’analisi della figura e del mito di Spartaco (e della strumentazione politica che ne è conseguita) sarà invece a cura di Marxiano Melotti nell’ambito del suo intervento dal titolo “Spartaco e il mito del gladiatore” (domenica, ore 16.00, Parco Ferrari). In quest’occasione si potranno sottolineare le rielaborazioni alle quali questa figura è stata sottoposta arrivando a scoprire come lo Spartaco “storico” risulti schiacciato dal mito che sopra di esso è andato costituendosi, a partire già dalla età romana.
Marxiano Melotti è docente di Metodologia della ricerca archeologica e di Turismo archeologico nel corso di laurea in Scienze del Turismo della Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca e di Antiche Civiltà del Mediterraneo per il Consorzio Universitario Nettuno. È vicesegretario generale della Fondazione per l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) e collabora con l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM), università pubblica per l’alta formazione.
E ancora nell’ambito dell’incontro “A tavola con i celti”, a cura di Anna Bondini, studiosa di archeologia celtica, si tratterà dell’alimentazione presso i Celti in un evento in collaborazione con Villani salumi, che sarà preceduto dalle dimostrazioni in ambito culinario ai campi storici da parte dei gruppi di rievocazione storica, accostando in tal modo divulgazione e ricostruzione (domenica, ore 17.00, Parco Ferrari). Anna Bondini, archeologa del Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo, è autrice di studi e pubblicazioni sulle popolazioni celtiche del Nord Italia.
Anche quest’anno poi, al Parco Ferrari, saranno tanti gli spettacoli realizzati con il coinvolgimento di centinaia di rievocatori e stuntmen: a partire da Bvstvarii,a cura di Ludus Picenus(venerdì, ore 22.00) che illustrerà come avvenivano i combattimenti tra gladiatori al tempo della Repubblica romana, mostrando alcuni aspetti di questo fenomeno molto diverso da come Hollywood ce lo ha rappresentato.
Ma chi erano realmente i gladiatori, quei combattenti che tutti noi abbiamo imparato a conoscere attraverso la rappresentazione che ne hanno dato film e serie televisive? Come e quando si è sviluppato questo fenomeno diffuso in tutti gli anfiteatri dell’impero romano? Lo spettacolo Historiae Munerariae(sabato, ore 21.30) illustrerà l’origine della gladiatura, nata come omaggio funebre e divenuta spettacolo tra disciplina e ritualità. A interpretarlo Ars Dimicandi, un gruppo storico di fama internazionale che ha da poco preso parte anche al cast dell’ultimo kolossal “Ben Hur’”, remake della celebre pellicola del 1959.
E ancora altri due grandi spettacoli di rievocazione storica: 73 a.C. La rivolta di Capua, ricostruzione dell’inizio della storia del gladiatore Spartaco, quando con una settantina di compagni sfidò la sua condizione di schiavo fuggendo dalla scuola gladiatoria di Capua per poi sconfiggere i romani sul Vesuvio e radunare migliaia di schiavi fuggitivi (sabato, ore 22.30) e 72 a.C. Apud Mutinam, rievocazione della battaglia campale avvenuta nel 72 a.c. nei dintorni di Modena tra l’esercito di Spartaco e le legioni romane di Caio Casso Longino, padre del famoso Cesaricida (domenica, ore18.00). Le battaglie vedranno il coinvolgimento di oltre 200 rievocatori affiancati dal gruppo di cavalleria de “I Cavalieri della Fenice” e saranno raccontate attraverso le voci degli attori Tony Contartese, Saverio Bari e Lara Guidetti. La regia e la scrittura dei testi sono a cura di Crono Eventi.
Per informazioni e dettagli sul programma:
www.cronoeventi.it
 

Torna Mutina Boica: dall’8 all’11 settembre l’ottava edizione dedicata a Spartaco

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TORNA MUTINA BOICA: DALL’8 ALL’11 SETTEMBRE L’OTTAVA EDIZIONE DEDICATA A SPARTACO
TORNA MUTINA BOICA: DALL'8 ALL'11
SETTEMBRE L'OTTAVA EDIZIONE DEDICATA A SPARTACODa giovedì 8 a domenica 11 settembre torna per l’ottava edizione la rievocazione storica a cura di Crono organizzazione eventi. Quest’anno la manifestazione ha come filo conduttore la figura di Spartaco che, nel 72 a.C., durante la sua lunga marcia verso le Alpi, proprio nei dintorni di Modena ha affrontato vittoriosamente le legioni romane intenzionate a sbarrargli la strada. Appuntamento presso il Parco Ferrari, il Novi Ark e i Musei Civici di Modena a partire dalle ore 18.00 di giovedì fino alla notte di domenica

Visitare accampamenti ricostruiti come in epoca romana, assistere a battaglie campali e giochi equestri realizzati con il coinvolgimento di centinaia di rievocatori e stuntmen, seguire conferenze a tema, didattiche, laboratori, oltre a grandi spettacoli di ricostruzione storica: questo e tanto altro sarà possibile nel corso dell’ottava edizione di Mutina Boica, da giovedì 8 a domenica 11 settembrepresso l’area del ParcoFerrari, il Novi Ark e i Musei Civici di Modena.La manifestazione è realizzata con il contributo delComune di Modena e in partenariato con i Musei Civici, è a ingresso gratuito, e prevede un programma con una media di dieci appuntamenti al giorno tra incontri, laboratori didattici e rievocazioni.

L’edizione 2016 di Mutina Boica – ormai consolidatasi come uno dei principali appuntamenti a livello nazionale di rievocazione storica di epoca romana – ha come filo conduttore la figura di Spartaco, che nel 72 a.C. durante la sua lunga marcia verso le Alpi, proprio nei dintorni di Modena ha affrontato vittoriosamente le legioni romane intenzionate a sbarrargli la strada.

Prosegue anche quest’anno l’importante collaborazione con i Musei Civici, per cui alcuni appuntamenti avranno luogo presso Palazzo dei Musei e il Novi Ark: tra gli altri, sabato 10 settembre Laura Parisini tiene una conferenza dal titolo “Servi sunt, immo homines. Riflessioni sul tema della schiavitù nel mondo romano” (ore 17.00, Sala dell’Archeologia). A seguire, al Novi Ark, si potrà assistere al tradizionale arrivo del corteo storico (sempre sabato 10, ore 18.00) e a una visita guidata gratuita che illustrerà testimonianze di vita servile a Mutina narrate dalle iscrizioni funerarie e monumenti conservati al piano terra di Palazzo dei Musei, nei Lapidari, per concludere il giro con un aperitivo presso la caffetteria dei Musei. Nell’ambito della collaborazione con i Musei Civici avranno luogo anche altri due interessanti incontri di approfondimento, ovvero “Spartaco e il mito del gladiatore”, a cura di Marxiano Melotti – docente di Metodologia della ricerca archeologica e di Turismo archeologico nel corso di laurea in Scienze del Turismo della Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca – che tratterà la sua figura affrontando il tema dello sviluppo del mito che ne nacque a partire già dall’età romana, e a “A tavola con i celti”, a cura dell’archeologa e funzionaria del Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo Anna Bondini (domenica 11, ore 16.00 e 17.00, Parco Ferrari).

Anche quest’anno poi, al Parco Ferrari, saranno tante le messe in scena di combattimenti tra gladiatori, come Bvstvarii, a cura di Ludus Picenus(venerdì, ore 22.00) e Historiae Munerariae, lo spettacolo della gladiatura tra disciplina e ritualità nata come omaggio funebre, a cura di Ars Dimicandi, una delle più importanti scuole di gladiatura d’Italia e gruppo storico di fama internazionale, che ha anche partecipato al cast di grandi produzioni tv e cinematografiche, come il serial Rome-HBO e l’ultimo kolossal “Ben Hur’”, remake della celebre pellicola del 1959 (sabato, ore 21.30). Oppure come i due grandi spettacoli di rievocazione storica: 73 a.C. La rivolta di Capua, ricostruzione dello scoppio della ribellione di Spartaco e dei suoi gladiatori contro Roma(sabato, ore 22.30) e 72 a.C. Apud Mutinam, rievocazione della battaglia campale avvenuta nel 72 a.c. nei dintorni di Modena tra l’esercito di Spartaco e le legioni romane, entrambi a cura di Crono Eventi(domenica, ore18.00).

Non mancheranno poi altri interessanti approfondimenti a tema, come “Spartaco: rivoluzionario moderno o avventuriero del suo tempo?” a cura di Gabriele Sorrentino (sabato, presso lo stand di Terra e Identità al Parco Ferrari, ore 18.30) e “I celti della Valle del Po negli eserciti di Roma”, presentazione a cura di Adolfo Morganti delle Edizioni il Cerchio (domenica, Parco Ferrari, ore 18.45).

Mutina Boica propone quest’anno un ricco programma musicale, che prevede una serie di concerti con musica a tema: da quello deiSleeping Romance a quello dei Drunk Butchers (giovedì alle 21.00 e alle 22.30),da quello dei Meneguinnes alla performance deiCorte di Lunas (venerdì alle 20.30 e alle 23.00), dal tributo a “The dark side of the moon” cantato in latino degli Occulta lunae pars a quello dei seguitissimi Alban fùam (sabato alle 20.00 e alle 23.00), a quello dei Drunken sailor (domenica alle 21.00). Ascoltando la musica si potrà anche gustare il “Menù dell’Attore”: attori al servizio del pubblico si cimenteranno tra i tavoli di Mutina Boica proponendo racconti teatrali ispirati alla vicenda di Spartaco (venerdì, sabato e domenica a partire dalle ore 20.00). E poi ben 10 stand gastronomici e 45 espositori del mercatino artigianale a tema storico(che aprono i loro battenti giovedì e venerdì alle ore 18.00, sabato e domenica a partire dalle 12.00), i campi storici (sabato dalle ore 11.00 e domenica già alle 10.30) e, con Illo tempore – Spartaco, approfondimenti tra storytelling e teatro per scoprire chi era davvero Spartaco (sabato dalle ore 15.00 in tre atti).

E ancora: sessioni di archeologia sperimentale sulla lavorazione della pasta vitrea con “La Magia del vetro” (sabato alle ore 19.00) e fusione del bronzo e lavorazione del vetro (domenica alle ore 19.00) e un ricco programma di attività, pensate anche per i più piccoli. Sabato e domenica si va da quelle didattiche gratuite ai campi storici che prevedono spiegazioni su i giochi del legionario, le armi dei celti e di Roma, la filatura e tessitura della lana, la preparazione di ghiande missili,la scoperta del latte e formaggi dal neolitico all’età romana e la sepoltura nelle tombe celtiche oltre a un approfondimento su “Il maiale e l’alimentazione nella cucina celtica”,al gioca con la storia, tanti laboratori – a pagamento e su prenotazione – per bambini che vanno dall’addestramento e battaglia dei bambini (Piccoli guerrieri crescono!) alla lavorazione dell’argilla e pittura con pigmenti naturali, dal tiro con l’arco storico, al battesimo della sella (info e prenotazioni: 388.5612977 – 366.4749947) ai laboratori di lavorazione del metallo e sperimentazioni di fusione del bronzo, con la collaborazione del Parco Archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale.

Mutina Boica, che l’anno scorso ha registrato oltre 30.000 presenze, è un’iniziativa di Crono organizzazione eventi, realizzata con il contributo del Comune di Modena, della Regione Emilia Romagna e dellaFondazione Cassa di Risparmio di Modena nell’ambito del progetto Funder35 rivolto all’impresa culturale giovanile e gode del Patrocinio di Istituti culturali quali Mibact, IBC, SABAP-BO e della collaborazione di personalità del mondo accademico. E’ organizzata in partenariato con i Musei Civici di Modena e grazie al sostegno, tra gli altri, di BPER: Banca, Conad e Villani Salumi – che da anni, a valorizzazione delle iniziative del nostro territorio, contribuiscono con una fornitura di prodotti utilizzati nell’ambito della manifestazione – e al coinvolgimento di oltre 30 associazioni di rievocazione italiane ed estere,composte da volontari e appassionati,impegnate nel programma culturale della manifestazione e degli spettacoli.

Piccoli “cuochi per un giorno” insieme agli chef stellati: torna il Festival nazionale di cucina per bambini, l’1 e 2 ottobre a Modena

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Piccoli “cuochi per un giorno” insieme agli chef stellati: torna il Festival nazionale di cucina per bambini, l’1 e 2 ottobre a Modena

Sabato 1 e domenica 2 ottobre Modena è ancora una volta la capitale della cucina 0-12 con la quinta edizione di “Cuochi per un giorno”, il Festival nazionale di cucina per bambini. Decine gli eventi, gli stand e i laboratori in programma: grandi chef come Ascanio Brozzetti, Gino Fabbri, Franco Aliberti, Piergiorgio Siviero e Diletta Zenna, Giovanni Mandara, Rino Duca, insegneranno ai piccoli cuochi a cucinare numerose ricette, dagli antipasti ai dolci. L’appuntamento è presso il club la Meridiana, alle porte della città. Parte del ricavato andrà ai comuni colpiti dal terremoto, per la ricostruzione di scuole e asili, e a Dynamo Camp, un luogo di vacanza per bambini con gravi patologie

Cucinare allena concentrazione e pazienza, ecco perche? vale la pena iniziare da bambini. Torna a ottobre “Cuochi per un giorno” (www.cuochiperungiorno.it), il Festival nazionale di cucina per bambini. Quattro edizioni, un grande successo: per il 2016 l’appuntamento è sabato 1 e domenica 2 ottobre a Modena, presso il club la Meridiana (via Fiori 23): una villa settecentesca e un parco secolare faranno da sfondo alle creazioni culinarie dei piccoli cuochi. L’evento è ideato da Laura Scapinelli e dallo staff de “La Bottega di Merlino”, libreria per ragazzi e laboratori creativi di Modena.

Due giornate, decine di appuntamenti e laboratori in cui gli chef in erba potranno annusare, toccare, dosare, impastare, miscelare, modellare, cuocere e mettersi alla prova, imparando tante cose nuove.
Sono in programma vere e proprie lezioni di cucina con importanti chef “stellati” da tutta Italia per incuriosire anche mamma e papà: è già confermata la partecipazione di Franco Aliberti (chef del ristorante La Présef a La Fiorida in Valtellina), Ascanio Brozzetti (pastry chef, ristorante Le Calandre di Padova), il vincitore della “Coppa del mondo della pasticceria” Gino Fabbri (pasticceria La Caramella di Bologna), Marta Pulini (chef Bibendum catering di Modena), Luca Marchini (chef del ristorante Erba del Re di Modena), Piergiorgio Siviero e Diletta Zenna (chef e pastry chef del Ristorante Lazzaro 1915 di Pontelongo), il “pizzaiolo on the road” Giovanni Mandara(proprietario della Piccola Piedigrotta nel cuore di Reggio Emilia), Rino Duca (chef dell’osteria Il grano di pepe di Ravarino, in provincia di Modena), Stefano Ciotti (chef del ristorante Nostrano di Pesaro), Matteo Berti (coordinatore didattico di Alma, Scuola Internazionale di Cucina di Colorno), Lisa Casali (scienziata ambientale, esperta di cucina sostenibile di Milano). Ci sarà persino il contributo diMassimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, tre stelle Michelin e secondo ristorante al mondo nella lista dei The World’s 50 Best Restaurants Awards 2015.
Con il loro aiuto e la supervisione di un’animatrice ogni piccolo partecipante potrà cimentarsi in fantasiose ricette, vivendo un’esperienza ludica ma allo stesso tempo formativa, con la possibilità di imparare le regole del mangiar sano.

Non mancheranno attività interattive collaterali: al Festival saranno presenti numerosi stand per avvicinarsi alla cucina attraverso diversi linguaggi espressivi. Ci saranno una libreria culinaria, spettacoli e storie in cucina, angoli sensoriali e giochi.
Si potrà persino imparare a creare, passo dopo passo, un vero e proprio orto grazie alle attività di Vivi verde Coop e il Gioco di inOrto della Louis Bonduelle Foundation.
Ma non è finita: i più coraggiosi, grazie alla collaborazione di Entonote, potranno cucinare e assaggiare un cibo fuori luogo per noi occidentali, ma all’ordine del giorno in altre parti del mondo: gli insetti, gustosi e sostenibili in cucina!

Cucinare coinvolge i 5 sensi, migliora concentrazione, manualita? e precisione, arricchisce il vocabolario e allena al rispetto delle regole e alla pazienza. “Cuochi per un giorno” è un’occasione per tutti gli uder 12: “I bambini posseggono le doti giuste per cucinare: passione, creatività e curiosità – spiega Laura Scapinelli, ideatrice del festival – Stare ai fornelli coniuga il “fare davvero” con il desiderio di imitare l’adulto e realizza quelli che Maria Montessori definiva “esercizi di vita pratica”, cioè azioni concrete con scopi precisi, che aiutano il corpo e la mente a crescere. Nei due giorni del festival i bambini si divertono a mescolare con le mani, spianare, dar forma alla frolla o alla sfoglia, tramandare le ricette locali. Il nostro, poi, è un festival ecosostenibile: insegnamo ai piccoli chef anche a cucinare con gli avanzi, proponendo diverse attività legate al recupero e al riuso”. Ma c’è molto di più, perché cucinando s’impara: tra pentole e ingredienti i bambini, infatti, imparano a mangiare e ad avere un rapporto sano con il cibo.

Inoltre, attraverso la loro partecipazione, i bambini aiutano altri bambini: parte del ricavato della manifestazione verrà infatti devoluto ai comuni colpiti dal terremoto, per la ricostruzione di scuole e asili, e – come lo scorso anno – a Dynamo Camp, l’unica struttura italiana di Terapia Ricreativa pensata per ospitare bambini affetti da patologie gravi o croniche nel periodo di post ospedalizzazione e/o in fase di remissione dalla cura; qui minori che convivono con la malattia possono praticare attività ludiche e sportive: è un’esperienza di svago, divertimento, relazione e socialità in un ambiente naturale e protetto.

Dove e quando: sabato 1 e domenica 2 ottobre dalle 10.00 alle 20.00 alle porte di Modena, presso il club la Meridiana, in via Fiori, 23.
Quanto: Il prezzo del biglietto varia a seconda delle attività a cui si sceglie di partecipare. Tutte le informazioni e il regolamento si trovano sul sito www.cuochiperungiorno.it.
Infoline e prenotazioni: La Bottega di Merlino, tel. 059.212221 www.cuochiperungiorno.it

Nella foto: Massimo Bottura e Marta Pulini cucinano insieme ad altri due piccoli chef

Gli anni ruggenti dell’ Art Decò ai Musei San Domenico di Forlì

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Un gusto, una fascinazione, un linguaggio che ha caratterizzato la produzione artistica italiana ed europea negli anni Venti, con esiti soprattutto americani dopo il 1929. Ciò che per tutti corrisponde alla definizione Art Déco fu uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale. Il successo di questo momento del gusto va riconosciuto nella ricerca del lusso e di una piacevolezza del vivere, tanto più intensi quanto effimeri, messa in campo dalla borghesia europea dopo la dissoluzione, nella Grande guerra, degli ultimi miti ottocenteschi e la mimesi della realtà industriale, con la logica dei suoi processi produttivi. Dieci anni sfrenati, “ruggenti” come si disse, della grande borghesia internazionale, mentre la storia disegnava, tra guerra, rivoluzioni e inflazione, l’orizzonte cupo dei totalitarismi.
Dopo le grandi mostre dedicate a Novecento e al Liberty, nel 2017 Forlì dedica una grande esposizione all’Art Déco italiana.
La relazione con il Liberty, che lo precede cronologicamente, fu dapprima di continuità, poi di superamento, fino alla contrapposizione. La differenza tra l’idealismo dell’Art Nouveau e il razionalismo del Déco appare sostanziale. L’idea stessa di modernità, la produzione industriale dell’oggetto artistico, il concetto di bellezza nella quotidianità mutano radicalmente: con il superamento della linea flessuosa, serpentina e asimmetrica legata ad una concezione simbolista che vedeva nella natura vegetale e animale le leggi fondamentali dell’universo, nasce un nuovo linguaggio artistico. La spinta vitalistica delle avanguardie storiche, la rivoluzione industriale sostituiscono al mito della natura, lo spirito della macchina, le geometrie degli ingranaggi, le forme prismatiche dei grattaceli, le luci artificiali della città.
Nell’ambito di una riscoperta recente della cultura e dell’arte negli anni Venti e, segnatamente, di quel particolare gusto definito “Stile 1925”, dall’anno della nota Esposizione universale di Parigi dedicata alle Arts Decoratifs, da cui la fortunata formula Art Déco, che ne sancì morfologie e modelli, nasce l’idea di una mostra che proponga immagini e riletture di una serie di avvenimenti storico-culturali e di fenomeni artistici che hanno attraversato l’Italia e l’Europa nel periodo compreso tra il primo dopoguerra e la crisi mondiale del 1929, assumendo via via declinazioni e caratteristiche nazionali, come mostrano non solo le numerosissime opere architettoniche, pittoriche e scultoree, ma soprattutto la straordinaria produzione di arti decorative.

Il gusto Déco fu lo stile delle sale cinematografiche, delle stazioni ferroviarie, dei teatri, dei transatlantici, dei palazzi pubblici, delle grandi residenze borghesi: si trattò, soprattutto, di un formulario stilistico, dai tratti chiaramente riconoscibili, che ha influenzato a livelli diversi tutta la produzione di arti decorative, dagli arredi alle ceramiche, dai vetri ai ferri battuti, dall’oreficeria ai tessuti alla moda negli anni Venti e nei primissimi anni Trenta, così come la forma delle automobili, la cartellonistica pubblicitaria, la scultura e la pittura in funzione decorativa.

Le ragioni di questo nuovo sistema espressivo e di gusto si riconoscono in diversi movimenti di avanguardia (le Secessioni mitteleuropee, il Cubismo e il Fauvismo, il Futurismo) cui partecipano diversi artisti quali Picasso, Matisse, Lhote, Schad, mentre tra i protagonisti internazionali del gusto vanno menzionati almeno i nomi di Ruhlmann, Lalique, Brandt, Dupas, Cartier, così come la ritrattistica aristocratica e mondana di Tamara de Lempicka e le sculture di Chiparus, che alimenta il mito della danzatrice Isadora Duncan.

Ma la mostra avrà soprattutto una declinazione italiana, dando ragione delle biennali internazionali di arti decorative di Monza del 1923, del 1925, del 1927 e del 1930, oltre naturalmente dell’expo di Parigi 1925 e 1930 e di Barcellona 1929. Il fenomeno Déco attraversò con una forza dirompente il decennio 1919-1929 con arredi, ceramiche, vetri, metalli lavorati, tessuti, bronzi, stucchi, gioielli, argenti, abiti impersonando il vigore dell’alta produzione artigianale e proto industriale e contribuendo alla nascita del design e del “Made in Italy”.

La richiesta di un mercato sempre più assetato di novità, ma allo stesso tempo nostalgico della tradizione dell’artigianato artistico italiano, aveva fatto letteralmente esplodere negli anni Venti una produzione straordinaria di oggetti e di forme decorative: dagli impianti di illuminazione di Martinuzzi, di Venini e della Fontana Arte di Pietro Chiesa, alle ceramiche di Gio Ponti, Giovanni Gariboldi, Guido Andloviz, dalle sculture di Adolfo Wildt, Arturo Martini e Libero Andreotti, alle statuine Lenci o alle originalissime sculture di Sirio Tofanari, dalle bizantine oreficerie di Ravasco agli argenti dei Finzi, dagli arredi di Buzzi, Ponti, Lancia, Portaluppi alle sete preziose di Ravasi, Ratti e Fortuny, come agli arazzi in panno di Depero.

Obiettivo dell’esposizione è mostrare al pubblico il livello qualitativo, l’originalità e l’importanza che le arti decorative moderne hanno avuto nella cultura artistica italiana connotando profondamente i caratteri del Déco anche in relazione alle arti figurative: la grande pittura e la grande scultura. Sono qui essenziali i racconti delle opere di Galileo Chini, pittore e ceramista, affiancato da grandi maestri, come Vittorio Zecchin e Guido Andloviz, che guardarono a Klimt e alla Secessione viennese; dei maestri faentini Domenico Rambelli, Francesco Nonni e Pietro Melandri; le invenzioni del secondo futurismo di Fortunato Depero e Tullio Mazzotti; i dipinti, tra gli altri, di Severini, Casorati, Martini, Cagnaccio di San Pietro, Bocchi, Bonazza, Timmel, Bucci, Marchig, Oppi, il tutto accompagnato dalla straordinaria produzione della Richard-Ginori ideata dall’architetto Gio Ponti e da emblematici esempi francesi, austriaci e tedeschi fino ad arrivare al passaggio di testimone, agli esordi degli anni Trenta, agli Stati Uniti e al Déco americano.

Non si è mai allestita in Italia una mostra completa dedicata a questo variegato mondo di invenzioni, che non solo produce affascinanti contaminazioni con il gusto moderno – si pensi per esempio al quartiere Coppedè a Roma o al Vittoriale degli Italiani, ultima residenza di Gabriele d’Annunzio – ma evoca atmosfere dal mondo mediterraneo della classicità, così come la scoperta nel 1922 della tomba di Tutankhamon rilanciò in Europa la moda dell’Egitto. E poi echi persiani, giapponesi, africani a suggerire lontananze e alterità, sogni e fughe dal quotidiano, in un continuo e illusorio andirivieni dalla modernità alla storia.

Trattandosi di un gusto e di uno stile di vita non mancarono influenze e corrispondenze col cinema, il teatro, la letteratura, le riviste, la moda, la musica. Da Hollywood (con le Parade di Lloyd Bacon o le dive, come Greta Garbo e Marlene Dietrich o divi come Rodolfo Valentino) alle pagine indimenticabili de Il grande Gatsby (1925), di Francis Scott Fitzgerald, ad Agata Christie, a Oscar Wilde, a Gabriele D’Annunzio

La mostra è curata da Valerio Terraroli, con la collaborazione di Claudia Casali e Stefania Cretella, ed è diretta da Gianfranco Brunelli. Il prestigioso comitato scientifico è presieduto da Antonio Paolucci.

Segreteria organizzativa
Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
Ufficio mostre:
0543 1912030-31

La Pop Art italiana invade la Villa dei Capolavori!

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Dal 10 settembre all’11 dicembre 2016 la Fondazione Magnani Rocca, presso Parma, ospita una grande mostra sulla Pop Art italiana, composta da circa settanta opere provenienti da importanti istituzioni pubbliche e prestigiose collezioni private.

La mostra intende fornire una lettura articolata e innovativa delle vicende che hanno portato alla nascita e alla diffusione di una “via italiana” alla Pop Art, pienamente in sintonia con le analoghe esperienze maturate in ambito internazionale e al tempo stesso linguisticamente autonoma rispetto ai modelli statunitensi ed europei del periodo.

Per evidenziare la specificità della declinazione italiana della Pop, la mostra prende avvio con due opere esemplari provenienti dalle stesse collezioni della Fondazione, una ‘Piazza d’Italia’ di Giorgio de Chirico e un ‘Sacco’ di Alberto Burri, due fonti primarie, storiche, dell’approccio italiano alla contemporaneità, alla figurazione e all’oggetto. Non a caso, d’altra parte, inizialmente la critica aveva parlato di una stagione “neo-metafisica” a proposito dell’opera di autori come Mario Schifano o Tano Festa, e lo stesso Schifano, come è noto, omaggerà esplicitamente Giacomo Balla e il Futurismo in due serie pittoriche centrali nello sviluppo del suo percorso.

La mostra procede poi con quelli che si possono considerare i precursori del linguaggio Pop propriamente detto, una serie di autori che, a partire dagli anni dell’immediato secondo dopoguerra hanno affrontato i temi del nuovo paesaggio visivo in un paese che andava uscendo dai traumi della guerra e aprendosi a nuovi, inediti stili di vita, capaci di generare naturalmente anche nuove immagini: Gianni Bertini, Enrico Baj, Mimmo Rotella, Fabio Mauri, hanno saputo cogliere per primi la nuova temperie culturale, il nuovo clima anche sociale che andava maturando negli anni Cinquanta, e le loro opere si pongono, stilisticamente e temporalmente, a fianco di quelle dei neo-dadaisti statunitensi come Jasper Johns e Robert Rauschenberg o dei coevi esponenti del francese “Nouveau Rèalisme”. Assieme a loro, alla fine degli anni Cinquanta anche autori come Schifano, Renato Mambor, Gianfranco Baruchello riflettono sui temi dello schermo e dell’oggettualità della pittura, ponendo le basi per lo sviluppo della vera e propria stagione d’oro della Pop Art italiana tra il 1960 e il 1966.

Un momento di straordinario fervore artistico che investe l’intera penisola, che ha i suoi centri nevralgici nelle città di Milano e di Roma, ma che trova luoghi di diffusione estremamente significativi anche a Torino e in Toscana, per non citare che i centri dove maggiore è l’incidenza di tale tendenza sulla scena artistica. In questa sezione si vedranno quindi i capolavori di Mimmo Rotella ed Enrico Baj, degli autori romani riuniti sotto l’etichetta di “Scuola di Piazza del Popolo”, i già citati Schifano, Festa, Mambor, Mauri e poi Franco Angeli, Umberto Bignardi, Mario Ceroli, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Cesare Tacchi, Claudio Cintoli, le opere degli artisti operanti a Milano come Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Piero Manzoni, Emilio Tadini, Antonio Fomez, i torinesi Piero Gilardi, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto, i toscani Roberto Barni, Adolfo Natalini, Gianni Ruffi, Roberto Malquori.

Una lettura che si conclude con la presentazione di un altro fenomeno cruciale nell’evoluzione del linguaggio Pop in Italia, vale a dire quella declinazione che, a partire dal 1966 e almeno fino ai primi anni Settanta utilizza le immagini e gli stilemi della cultura di massa per realizzare un’arte esplicitamente politica, che riflette il nuovo clima sociale diffuso in tutto il mondo alla fine del decennio: in questa sezione si trovano opere di alcuni autori presenti in quelle precedenti come Schifano, Angeli, Bertini, ma soprattutto degli esponenti di quella ”figurazione critica” – come Giangiacomo Spadari, Paolo Baratella, Fernando De Filippi, Sergio Sarri, Umberto Mariani, Bruno di Bello o Franco Sarnari – che si rivelano oggi come un’ulteriore, originale contributo italiano alla diffusione del “popism” in ambito internazionale.

Ciò che rende questa mostra un autentico unicum, irripetibile nel panorama espositivo non solo nazionale, è la possibilità di vedere una serie di sculture nelle straordinarie sale della Villa dei Capolavori, la dimora storica di Luigi Magnani, artefice della Fondazione Magnani Rocca: gli animali in metacrilato di Gino Marotta, le sculture di Pino Pascali, i legni di Mario Ceroli, la “Prima televisione a colori” di Gianni Ruffi dialogano con gli arredi e i dipinti della Fondazione, in un sorprendente confronto tra il mondo classico e la cultura popolare degli anni Sessanta. Anche uno splendido e rarissimo quadro di Domenico Gnoli, grande artista morto giovanissimo, proveniente da un’importante collezione privata, entra in dialogo con capolavori della pittura antica della Fondazione.

In mostra, accompagnano le opere pittoriche e scultoree alcuni significativi pezzi di design dell’epoca, oltre a rimandi all’editoria e alla discografia, che permettono allo spettatore di immergersi appieno nel clima culturale del tempo, momento cruciale di svecchiamento della cultura italiana in chiave internazionale, al confronto diretto con la nuova cultura di massa, analizzata in quegli stessi anni da grandi intellettuali attivi nel nostro paese come Pier Paolo Pasolini o Umberto Eco. Nel percorso della mostra, il video sul mondo del Piper Club di Roma, vero tempio della musica e del costume giovanile anni Sessanta, completa l’affresco di questo particolare periodo.

La mostra, curata da Stefano Roffi e Walter Guadagnini – già autore di storiche ricognizioni sull’argomento come “Pop Art UK 1956-1972”, “Pop Art Italia 1958-1968”, entrambe alla Galleria Civica di Modena, “Pop Art 1956-1968” alle Scuderie del Quirinale a Roma, nonché di numerose personali dedicate ai protagonisti del movimento – è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, contenente i saggi dei curatori e di altri studiosi, oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.

ITALIA POP. L’arte negli anni del boom
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 10 settembre all’11 dicembre 2016. Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso, aperto lunedì 31 ottobre.
Ingresso: € 10,00 valido anche per le raccolte permanenti e per la Stanza dedicata a Monet – € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it
Il martedì ore 15.30, il sabato ore 16 e la domenica e festivi ore 11.30, 15, 16, 17, visita alla mostra ITALIA POP e alla Sala dedicata a Monet con guida specializzata; è possibile prenotare via mail a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 15,00 (ingresso e guida).
Mostra e Catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Walter Guadagnini e Stefano Roffi,
saggi in catalogo di Antonio Carnevale, Mauro Carrera, Walter Guadagnini, Gaspare Luigi Marcone, Stefano Roffi, Alberto Zanchetta.

La mostra è realizzata grazie a: FONDAZIONE CARIPARMA, CARIPARMA CRÉDIT AGRICOLE.
Media partner: Gazzetta di Parma, Kreativehouse.
Sponsor tecnici: Angeli Cornici, AON SpA – Fine Arts, Jewellery & Private Solutions Specialty, XL Insurance Company SE
Rappresentanza Generale per l’Italia, Butterfly Transport, Fattorie Canossa, Gufram, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico.

10 appuntamenti per un magnifico settembre

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Settembre è alle porte e, per chi ama l’arte, sarà un mese veramente magnifico. Sono almeno dieci gli appuntamenti da non perdere, tutti in luoghi davvero belli, fuori dalla calca delle grandi città.
Un contesto d’eccezione, la “Villa dei Capolavori”, sede della Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo nel parmense, propone, dal 3 settembre, “Le Ninfee di Monet” e aggiunge, dal 10 settembre “Italia Pop”, l’arte degli anni del boom (entrambe sino all’11 dicembre).
E’ già un evento, al Museo del Violino a Cremona la mostra indagine su “Janello Torriani. Genio del Rinascimento”, l’inventore di affascinanti automi e meccanismi rivoluzionari al servizio di due imperatori, Carlo V e Filippo II (sino al 29 gennaio 2017).
Ad un precedente Re ed Imperatore, Carlo IV di Boemia è dedicato un originale omaggio storico a Monza, città della Corona Ferrea, una delle quattro corone che l’Imperatore-umanista, ammirato da Petrarca, cinse. Al Museo del Duomo, sino al 2 ottobre.
Due originalissime e spettacolari mostre in terra polesana. A Rovigo, in Palazzo Roverella “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia”, indagine che riunisce con un taglio originale opere di rilievo da mezza Europa (sino al 14 gennaio). Parallelamente, nella palladiana Villa Badoer a Fratta Polesine, negli ambienti del nuovo Museo Nazionale Archeologico, “Storia del Profumo, profumo della storia”. Per annusare che la storia, quella con la S maiuscola, non è fatta solo di battaglie, incoronazioni e altri grandi eventi. È fatta anche di profumi
A conclusione di un Centenario che lo ha visto celebrare con decine di mostre e iniziative in tutta Europa e a New York, Città di Castellodedica una grandiosa mostra al suo Alberto Burri, presso gli Ex Seccatoi Tabacco. Titolo: “Alberto Burri. Lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A”, sino al 6 gennaio, a cura di Bruno Corà. Per “tirare le fila” delle molte novità emerse da questo Centenario.
È tra gli eventi più attesi dell’intera stagione la originale, sontuosa mostra che i Diamanti a Ferrara dedicano all’ “Orlando Furioso” nei 500 anni dell’Ariosto. Già il titolo “Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi? ” fa intuire che nulla in questa mostra sarà ovvio, a partire dagli incredibili prestiti ottenuti. In Palazzo dei Diamanti, sino all’8 gennaio.
A Roma, foreste, acqua, sassi, ninfee sono i soggetti delle grandi carte che Giovanni Frangi espone sino al primo novembre al Palazzo Poli, sede dell’Istituto Nazionale per la Grafica, in una mostra spettacolare dal titolo “Settembre”.
Sempre in Emilia Romagna il 24 e 25 settembre a ModenaFiere accenderà i motori Il Salone delle Eccellenze “Modena Motor Gallery”. Tra le proposte: “Enzo Ferrari Vs Colin Chapman”, ovvero Ferrari e Lotus, un confronto tra due “miti automobilistici” ma non solo.

E con questi magnifici bolidi si sfreccerà ad ottobre. Un altro mese di grandissimi appuntamenti.

Ancora eventi in Settembre sull’alpeggio di Folgaria Lavarone Lusérn

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Continua la lunga estate ricca di eventi e appuntamenti sull’Alpe Cimbra con le tante iniziative in programma per il mese di settembre. Un calendario che annoveraappuntamenti gastronomici, culturali e all’aria aperta per chi ama il trekking e lamountain bike.

Si inizia con sabato 3 e domenica 4 settembre con due iniziative dedicate alla magicomondo delle malghe: “Malgaro per un giorno” a Malga Millegrobbe (si mungeranno le mucche e si impareranno i piccoli segreti per fare un buon formaggio di malga) e “Albe in Malga” domenica 4 settembre. Un evento che ha avuto grande successonelle varie date estive e che chiude le date dell’estate 2016: ci si sveglia prima del sorgere del sole, si vanno a recuperare le mucche al pascolo e si riportano nella stalla dove tutti insieme si effettuerà la mungitura. E poi si prepara il formaggio secondo la tradizione più semplice e antica. Il tutto accompagnato da colazione e pranzo all’insegna della buona cucina trentina. E’ possibile dormire direttamente in malga.

Il 7 settembre ritorna l’escursione di “Nordic walking con Pino Dellasega”, personaggio di spicco nel mondo del Nordic Walking, che accompagnerà gli ospiti lungo due spettacolari sentieri tematici a Lavarone: il Respiro degli Alberi e il Sentiero delle Sorgenti. Lungo il percorso verranno proposti degli assaggi di prodotti tipici del territorio. Il pomeriggio alle ore 17.30 a Lavarone, presso il Centro Congressi, avrà luogo la presentazione del libro di Pino Dellasega “Santiago de Compostela–Ho camminato con le stelle”.

Dall’8 all’11 settembre ritorna il classico appuntamento della “Sagra della Madonnina”: una festa in origine degli abitanti del luogo ma nel tempo sempre più coinvolgente per i turisti. Musica, gastronomia, giochi, tornei di abilità, il triathlon del boscaiolo e il dolce suono della Banda Folkloristica di Folgaria.

Qui dove osano le Aquile: la biodiversità sull’Alpe Cimbra è tra le più alte dell’arco alpino grazie ad un habitat che favorisce la permanenza e riproduzione delle specie animali – numerose le aquile che nidificano sulle nostre montagne, cervi, caprioli, marmotte e camosci si incontrano facilmente passeggiando nei boschi – e vegetali tipiche dell’ambiente alpino ma anche luogo di sosta di tanti uccelli migratori. Mirco Dalprà, fotografo naturalista e grande conoscitore del territorio, vi accompagnerà all’alba nei luoghi dove poter immortalare con il vostro obiettivo – o anche solo fissare nella vostra memoria – questi splendidi esemplari…il tutto accompagnato da anedotti, racconti ed esperienze personali. Tre le date in calendario: l’11, il 18 e il 25 settembre con svolgimento in luoghi diversi e tipicamente più affollati dalla fauna locale – marmotte, camosci, caprioli…e le Aquile -.

Per gli amanti della musica il 16 settembre si svolgerà nella chiesa San Lorenzo di Folgaria uno dei concerti previsti all’interno della rassegna “Settimana Mozartiana”.

Il 17 settembre l’Apt Alpe Cimbra e MeetMount organizzano un raduno outdoor conescursione gratuita bike o trekking sulla vetta di Cima Vezzena.

Uno dei grandi appuntamenti di fine estate è “La Desmontegada Cimbra-abevazzan in pèrge”. Nel mese di settembre nei territori alpini si festeggia ogni anno il rientro degli animali a valle dalle malghe e dai verdi pascoli che li hanno ospitati per tutto il periodo estivo. Nella piccola comunità cimbra di Luserna/Lusérn, la “desmontegada”, la discesa dagli alpeggi che qui chiamano “abevazzan in pèrge”, diventa occasione di festa per la piccola comunità cimbra e propone una serie di lieti eventi tra escursioni, gastronomia, avvicinamento agli animali e dimostrazioni della vita in malga.
Un modo davvero piacevole per trascorrere una giornata all’aria aperta in buona compagnia… un’emozione da non perdere!

E poi ancora il 24 e il 25 settembre “September Fest” lungo le vie del centro di Folgaria e fino al 2 novembre “Autunno in Quota”.

Il programma completo di tutti gli eventi è consultabile sul sito alpecimbra.it

 

Nel mese di settembre sono molti i musei aperti sull’Alpe Cimbra con ingresso gratuito con la Trentino Guest Card:
• FORTE BELVEDERE: fino al 18 settembre tutti i giorni.
• HAUS VON PRUKK: fino a 18 settembre tutti i giorni, poi solo i weekend
• CENTRO DOCUMENTAZIONE LUSERNA
• BASE TUONO: fino 8 settembre tutti i gionri, poi solo sabati, domeniche e festivi.
• MASO SPILZI: aperto fino al 10 settembre
• CASA MUSEO CIRILLO GROTT
• MULINO CUEL: sabati e domeniche

 

Festival dell’esplorazione e dell’avventura nel Garda Trentino: dal 30 sett. al 3 ottobre la quinta edizione dell’Adventure Awards Days

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ADVENTURE AWARDS DAYS (5^ EDIZIONE)
IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELL’AVVENTURA E DELL’ESPLORAZIONE
30 SETTEMBRE – 3 OTTOBRE 2016 | ARCO DI TRENTO (TN)
Nel Garda Trentino, con epicentro il Comune di Arco di Trento, si svolgerà la 5^ edizione degli Adventure Awards Days, il festival internazionale dedicato all’avventura e all’esplorazione. Quattro giorni di appuntamenti tra running, trekking, yoga nei boschi, mountain bike, workshop di fotografia e storytelling, spettacoli, concerti all’alba e al tramonto in quota, presentazione di libri e film d’avventura
Special guest: il pianista di fama internazionale REMO ANZOVINO, l’ultra maratoneta MICHELE GRAGLIA, l’esploratrice antartica CHIARA MONTANARI e tanti altri
Torna la quinta edizione dell’ ADVENTURE AWARDS DAYS, il festival internazionale dedicato all’avventura e all’esplorazione che cambia location e da Livigno si sposta nel Garda Trentino, dal 30 settembre al 3 ottobre, e avrà nel comune di Arco di Trento l’epicentro di una rassegna che coinvolgerà tutto il bellissmo territorio montano e lacustre della regione, meta ideale e sicura per gli sport all’aria aperta.
ATTIVITA’ E NOVITA’ DELL’EDIZIONE 2016 (Info e programma completo: www.adventureawards.it) :
4 giorni intensi di incontri con i protagonisti del mondo dell’outdoor, workshop, presentazioni di libri e proiezione di film di avventura (Rassegna International Film Festival), trekking notturno e diurno, concerti all’alba e al tramonto sulle vette, sessioni di yoga nei boschi, tour in bici e pedalate collettive con i protagonisti del BAM! (raduno europeo viaggiatori in bicicletta), training camp, corse in montagna e tante altre iniziative, molte delle quali gratuite, consultabili e prenotabili sul sito ufficiale. Novità di questa edizione: l’Arco Rock Star, un photo contest di due giorni dedicato all’arrampicata e ilThebest4 – selezioni dei migliori eventi outdoor per 4 categorie (verticale, orizzontale, acqua e due ruote) – che quest’anno prevede una sezione di appuntamenti per disabili.
PROTAGONISTI E OSPITI: http://www.adventureawards.it/ospiti/ 
Tra i tanti protagonisti invitati all’evento, segnaliamo lo special guest: il pianista e compositore di Pordenone REMO ANZOVINO, che darà vita – domenica 2 ottobre ore 18.30 – a un magico concerto in piano solo al tramonto presso il Rifugio San Pietro di Arco di Trento, in mezzo alla natura delle Dolomiti trentine, a cui si arriverà con trekking guidato e pedalata collettiva in mezzo al Parco dell’Arciduca. Anzovino, fra gli esponenti più affermati e innovativi della musica strumentale contemporanea, nella sua lunga carriera ha collaborato con i più grandi jazzisti italiani quanto con artisti come la band Tre Allegri Ragazzi Morti o Mauro Ermanno Giovanardi, ha composto omaggi a Pasolini quanto pezzi semplici e bellissimi, ed è per questo che è stato definito dalla critica “Il Van Gogh del piano 2.0”. Qui una sua recente esibizione all’Arena di Verona:https://youtu.be/8WnCxT8MTHQ
Sul versante sport, il festival ospiterà, tra i tanti, l’ultra maratoneta taggese che vive negli USA MICHELE GRAGLIA che dal mondo della moda (ex modello) ha cambiato la sua vita dedicandosi alla passione per la corsa, tentando imprese sportive eccezionali. CHIARA MONTANARI, ingegnere, con diverse spedizioni all’attivo nel continente più inospitale della terra, l’Antartide, da cui è nato un libro (Cronache dai ghiacci: 90 giorni in Antartide. ed. Mondadori), ed insignita dell’Ambrogino d’oro, civica benemerenza del Comune di Milano, dal sindaco Pisapia nel 2014. MARCO CALZA’ atleta divenuto cieco nel 2010, a quasi 40 anni, che nonostante l’invalidità ha continuato a praticare sport come sci in pista e sci alpinismo in terre inospitali e al festival sarà tra i tutor della sezione disabili del Thebest4. STEFANO GREGORETTI celebre ultra-runner di Riccione, vincitore della Gobi Desert e della Yukon Arctic Ultra. A Gennaio 2015, insieme ad altri 2 atleti canadesi del suo team, ha compiuto in semi-sufficienza, ovvero con il solo supporto di acqua e cibo, il coast to coast dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico sfidando il più vasto deserto del continente americano
LA FILOSOFIA E LA “MISSIONE” DEL FESTIVAL: http://www.adventureawards.it/festival/ 
L’Adventure Awards Days offre a tutti la possibilità di vivere la propria esperienza attraverso l’azione o il racconto, e di incontrare i grandi esploratori che ogni anno si danno appuntamento all’interno del festival per condividere le proprie passioni, emozioni e le esperienze nei luoghi più estremi e inospitali della Terra. È il festival di chi ama gli sport outdoor e la natura, di chi vuole provare a fare della sua vita un’avventura unica, di chi apprezza la bellezza e di chi sa emozionarsi per un sogno.
Il festival è patrocinato dal Comune di Arco di Trento e di Garda Trentino S.p.a.
Dettagli evento:
ADVENTURE AWARDS DAYS (5^ edizione) dal 30 settembre al 3 ottobre – Garda Trentino (Comune di Arco di Trento e zone limitrofe)
Info al pubblico e programma completo: www.adventureawards.it
hashtag dedicati #AAD16 e # GardaTrentino

I Nabis, Gauguin e la pittura italiana a Palazzo Roverella

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Da mare a mare, anzi da Oceano a Laguna, lungo percorsi che si sono dipanati, intrecciati, fusi in giro per tutta l’’Europa. Questa è la grande avventura d’arte che descrive l’affascinante mostra che Giandomenico Romanelli ha deciso, su invito della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, di raccontare al pubblico di Palazzo Roverella, a partire dal 17 settembre 2016.

Già il titolo “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia” offre l’idea di un percorso di colore e di emozioni; unitario eppure variegato, fitto di storie che sono diventate leggende, anticipatore di tendenze e di mode. E non solo nel campo dell’arte.

Un centinaio di opere, molte conosciute, altre da scoprire, quattro grandi “isole” e tanto, tanto colore. Sarà una mostra di emozioni. E di storie intense. Storie di artisti in fuga, da città, da legami, da loro stessi, in molti casi. Che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica o quello dolce e casalingo della Laguna veneziana. Quasi fossero alla ricerca del valore purificatore dell’acqua e degli elementi naturali.

A Pont Aven, sulla costa della Bretagna, Paul Gauguin giunse nel febbraio del 1888. Vi era già stato per un breve soggiorno due estati prima. Il sodalizio con Van Gogh nel frattempo era finito, l’olandese aveva scelto il sud della Francia, lui la Bretagna. Qui si era andato formando un eden primitivo e quasi incontaminato, popolato da una comunità internazionale di giovani artisti che, dipingendo spesso insieme, traevano ispirazione dal paesaggio e dalle loro comuni esperienze e riflessioni.

Alla loro ricerca sottendevano tensioni intellettuali. Molti cercavano la semplicità, nella vita così come nell’arte. Una semplicità fortemente creativa, decantata dai fumi tardo-impressionisti, tesa all’essenziale. Profeti di un nuovo che attingeva ad un primigenio, all’essenza. Pur in una visione assolutamente soggettiva della realtà e della natura essi cercavano anche di coglierne i significati simbolici nascosti.

Il linguaggio espressivo e antinaturalistico del gruppo entrò anche in contatto con le poetiche del primitivismo e dell’esotismo assai in voga nell’Europa di fine Ottocento. Confluì in varie correnti artistiche e ne influenzò nascita e caratteri.
Su tutti spicca l’esperienza parigina dei Profeti, o meglio Nabis, dall’antico ebraico. Fu una stagione straordinaria: essa segnò davvero la nascita dell’arte moderna. Liberi dal naturalismo e dalla ‘imitazione’ della realtà, i Nabis crearono un linguaggio pittorico nuovo: colori intensi, profili marcati, rinuncia al dettaglio, esplosione di emozioni violente. Sarà una pittura sintetica ed elementare, frutto di una semplificazione fino all’essenziale (donde la definizione di Sintetisti per un gruppo di loro). Da questa visione uscirà l’esperienza dei Fauves e via via sino all’Art Nouveau, all’Espressionismo e all’astrazione.

Questi stimoli innovativi contaminarono l’Europa, senza tralasciare l’Italia. Ed è proprio sul versante nazionale che si concentra la seconda parte di questa magnifica rassegna.

La “stagione bretone” dell’arte italiana tra gli anni ’80 dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo è ben individuabile. La si incontra in diversi artisti, o meglio in precise fasi della loro produzione.
Sono pittori che in molti casi hanno vissuto a Parigi e che nella capitale francese, o comunque oltralpe, hanno acquisito caratteri e cadenze linguistiche di inequivocabile qualificazione gauguiniana a Pont–Aven.

Non a caso la rassegna continua con Gino Rossi e la sua Burano. Rossi, uomo e artista pregno di illuminazioni e di tenebre, “straordinario campo di forze, di polarita’, di tensioni, di urgenze e di riflessioni”. E, con lui, il grande Arturo Martini e il gruppo gravitante su Ca’ Pesaro.

Gauguin e Rossi, due storie lontanissime eppure vicine: il primo conquistato, catturato e tragicamente sedotto dai paradisi tahitiani, il secondo scivolato in un fulminante itinerario sin dentro i gironi d’inferno di un manicomio di provincia.
Eppure capaci, entrambi, di una pittura dove la semplicita’ è purezza primigenia e insieme ingenuita’, affinamento alchemico e traduzione di un pensiero filosofico cristallino, lucido e tragicamente fragile.

L’ultima parte della rassegna è un grande capitolo dedicato agli eredi di questo universo artistico. Il Sintetismo, calato nella nuova sensibilità borghese e moderna grazie a protagonisti come Paul Sérusier, Émile Bernard, Paul Elie Ranson, Maurice Denis e gli svizzeri Cuno Amiet e Felix Vallotton (presenti in mostra con celebri capolavori), vive una stagione straordinaria anche in Italia: Felice Casorati, Oscar Ghiglia, Cagnaccio di SanPietro, Mario Cavaglieri.
Sarà una scoperta per molti poter leggere sotto una nuova luce e grazie a un insolito e rivelatore punto di vista opere e artisti in grado di affacciarsi senza complessi d’inferiorità sul palcoscenico dell’arte mondiale in anni di rivoluzionarie esperienze culturali e morali.
Info: www.palazzoroverella.com

Ecco HYPE di Banca Sella

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Buzzoole
C’è una grossa novità nell’aria, si chiama HYPE ed è una carta-conto che rivoluziona il modo di gestire i propri acquisti, le spese e i risparmi. È perfetta per chi viaggi spesso ma in generale è davvero l’ideale per chi ha bisogno di comodità e facilità di controllo e gestione delle proprie finanze. Infatti la finalità di HYPE è quella di fornire agli utenti tutta la sicurezza e l’affidabilità di un conto bancario attraverso un prodotto a servizio degli utenti, smart e davvero senza costi.

 

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In sintesi, registrandoti in 5 minuti direttamente online, con HYPE hai un IBAN e una carta di pagamento MasterCard con cui comprare online, nei negozi e prelevare denaro dagli sportelli ATM di tutto il mondo senza commissioni (particolare molto interessante per chi viaggia molto all’estero, come me, e vede spesso le commissioni di prelievo superare anche i 5 euro). Oltre alla sua convenienza, i servizi innovativi che la differenziano dalle altre semplici prepagate sono tutti nell’app: è infatti possibile inviare e richiedere denaro in tempo reale (realmente alla velocità di un messaggio su WhatsApp) ai propri contatti della rubrica telefonica. Funzione davvero comoda per organizzare qualsiasi attività con gli amici, dai regali di gruppo alle vacanze, o per farsi inviare denaro in caso di necessità da qualcuno a distanza. Si possono impostare obiettivi di risparmio automatico, come appunto un volo per qualche località esotica, HYPE accumulerà una piccola quota ogni giorno, a seconda della propria disponibilità, aiutandoci ad esaudire i nostri desideri. Inoltre sarà presto possibile dimenticare a casa portafogli e contanti, dato che tramite il proprio smartphone con un solo tap sarà possibile pagare in circa 80.000 negozi in Italia.

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HYPE start è il piano di ingresso completamente gratuito, funziona come le classiche prepagate ma fornisce tutti i servizi innovativi di HYPE. È possibile ricaricare il conto fino a 2.500€ all’anno e risulta perfetto come conto-spese, per acquisti online o per i vizi di tutti i giorni.
Per i più smart invece HYPE Plus che con solo 1€ al mese può essere ricaricato fino a 50.000€ all’anno. HYPE può essere usato in parallelo al proprio conto bancario o addirittura come soluzione
alternativa e completa, ad un costo notevolmente conveniente.

Per noi che ci muoviamo parecchio è un gran bel servizio, no? ;)