Anno tematico 2019 Rembrandt e il Secolo d’oro

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Nel 2019 ricorrono 350 anni dalla scomparsa di Rembrandt van Rijn. L’opera del grande maestro e il periodo di enorme ricchezza e progresso in cui visse, il cosiddetto Secolo d’oro, vengono commemorati durante tutto il 2019, all’interno dell’anno tematico Rembrandt e Il Secolo d’oro, con mostre speciali in tutta Olanda, che presenteranno vari aspetti della vita e del lavoro di questo grande maestro olandese e dei suoi più rappresentativi contemporanei.

Mostre in tutto il paese

Per la ricorrenza dei 350 anni dalla morte di Rembrandt, mostre esclusive ad Amsterdam, Delft, Dordrecht, Haarlem, Hoorn ed Enkhuizen, Leida, Middelburg e L’Aia presenteranno vari aspetti della vita e del lavoro di questo formidabile maestro olandese, di alcuni suoi contemporanei (tra cui Pieter de Hooch al Museum Prinsenhof di Delft , Frans Hals al Frans Hals Museum di Haarlem e Nicolaes Maes al Museo Mauritshuis de l’Aia), oltre a diverse opere realizzate nel ricco e fiorente periodo denominato Secolo d’oro.

Il programma, che copre un intero anno, offre un’opportunità straordinaria per visitare l’Olanda e conoscere le sue bellissime cittadine storiche in parte ancora poco conosciute.  Saranno visibili dipinti concessi in prestito mai esposti prima. Queste mostre consentono di approfondire la conoscenza di Rembrandt e dell’epoca fiorente in cui visse l’artista.

Scoprire il Secolo d’oro olandese

Fiorenti commerci sia in Europa che in terre lontane, sviluppi scientifici che hanno cambiato il mondo, un esercito potente e numerose imprese in campo artistico, la Repubblica olandese era una forza da non sottovalutare. Il notevole potere marittimo ed economico e il contributo dato all’arte nel 17° secolo sono i temi centrali di un intero anno di celebrazioni che si svolgeranno nelle principali città olandesi del Secolo d’oro durante tutto il 2019 per esplorare il retaggio che tale periodo prosperoso ha lasciato all’Olanda. Proprio in quell’epoca venne fondata la Compagnia olandese delle Indie orientali (la prima società al mondo ufficialmente quotata in borsa), si diffusero nuovi generi e soggetti in ambito pittorico e furono realizzati importanti progressi tecnici.

Il tocco magistrale di Rembrandt sotto i riflettori

Nato a Leida nel 1606, Rembrandt dedicò gli anni della formazione all’apprendimento dell’arte e della pittura. Nel 1624 istituì un proprio atelier prima di trasferirsi ad Amsterdam nel 1631. Rembrandt si distinse per l’ampio ventaglio di soggetti raffigurati, comprendente ritratti, autoritratti, paesaggi, scene allegoriche e storiche, temi biblici e mitologici, fino agli studi sugli animali. Nonostante subisse l’influenza dei maestri italiani, Rembrandt non abbandonò mai l’allora Repubblica olandese, ricca e altamente acclamata per i progressi in ambito commerciale, scientifico, militare e artistico. Oggi i visitatori di tutto il mondo affollano i musei olandesi per contemplare da vicino le opere più celebri di Rembrandt.

Al via un anno denso di eventi in Repubblica Ceca

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Anche il 2019 in Cechia si presenta affollato di appuntamenti per tutti i gusti. Eventi imperdibili e spunti originali per una breve fuga all’insegna di cultura, musica e folklore.

Musica per… tutte le orecchie

Si parte in corsa, con un appuntamento dal sapore tutto italiano, ma internazionale al tempo stesso. Il 25 gennaio, l’immensa Arena O2 di Praga, tra i palazzetti polifunzionali più moderni d’Europa, dall’ottima acustica, vibrerà delle più belle canzoni di Ennio Morricone.

Sempre nella capitale e sempre in tema di buona musica, il 17 febbraio al Forum Karlin si esibirà la cantautrice francese Zaz, il cui improvviso successo internazionale l’ha portata sui palchi di tutto il mondo.

E non c’è Praga senza Opera. Gli appassionati del genere potranno ascoltare, il 28 marzo alla Casa Municipale, il meglio del repertorio di José Cura, celebre tenore argentino, ma anche compositore e direttore.

Altra musica: il 7 maggio, all’Arena O2, arriva niente meno che Elton John, leggenda britannica e mito senza confini.

E non c’è bella stagione senza Primavera di Praga, il rinomato festival internazionale di musica classica, le cui note vibreranno in diverse location della capitale –tra cui il Rudolfinum e la Casa Municipale- dal 12 maggio al 4 giugno.

Praga non disdegna però nemmeno la musica moderna, con i concerti della star britannica George Ezra il 21 maggio all’Arena Tipsport, e dei Muse, rock band britannica alternativa, il 26 maggio all’aeroporto Letnany.

Ancora musica con la M maiuscola, dal 13 giugno al 7 luglio, con il Festival internazionale Smetanova Litomysl, prestigioso omaggio alla musica classica (ma anche a quella contemporanea), nonché ottimo pretesto per (ri)scoprire il fascino di questa perla Unesco, in Boemia orientale. Cornice d’eccellenza del festival sarà il castello rinascimentale.

A dare il benvenuto all’estate, infine, en plein di concerti a giugno nella capitale: Maroon5 e Slipknot all’Arena O2 rispettivamente il 5 e 11 giugno,  ZZ Top e Kiss all’arena Eden il 19 giugno, Orchestra Filarmonica Ceca il 19 giugno in piazza Hradcanske, il 21 e 22 giugno  ai Prague Exhibition Grounds il Metronome Festival, rassegna di musica elettronica cui parteciperà anche Liam Gallagher, e infine… Phil Collins, il 25 giugnoall’Arena O2.

Corri e lascia correre

Per gli sportivi, invece, in primavera è tempo di scaldare… i polpacci! Il 6 aprile torna la Mezza Maratona di Praga, che vedrà correre per le strade della capitale e lungo la Moldava alcuni tra i migliori maratoneti del mondo, ma anche una folla di semplici appassionati. E non è che un “riscaldamento” appunto: il 5 maggio tocca alla Maratona di Praga, che da 25 anni si corre su un percorso spettacolare di 42 km (ma c’è anche la mini-maratona)  nel centro storico e nei parchi della capitale, con la colonna sonora di oltre 30 gruppi musicali. Per ammirare gli agonisti, non solo maratoneti, dagli spalti invece, l’appuntamento è invece il 20 giugno a Ostrava con il Grand Prix Golden Spike, gara internazionale di atletica che vede le stelle sportive (tra le quali in passato si annovera persino Usain Bolt) sfidarsi in decine di diverse discipline.

C’era una volta e ancora c’è

Storia e tradizioni di Cechia rivivono in occasione della Festa della rosa a cinque petali, quando Cesky Krumlov, città sotto tutela Unesco in Boemia meridionale, risprofonda per tre giorni –dal 21 al 23 giugno– in pieno Rinascimento. Un viaggio romantico all’epoca degli ultimi signori della dinastia Rosenberg. Corteo in costume, giocolieri, musici, tornei di cavalieri, scacchi viventi, giochi e musica d’epoca e tanto altro. Altrettanta magia durante la Festa delle Argenterie Reali, in programma a Kutna Hora, in Boemia centrale, dal 23 al 25 giugno. Una straordinaria rievocazione in stile medievale e barocco, che ricorda l’epoca fiorente della dinastia reale dei Premyslidi e le antiche tradizioni della città quando fu importante centro minerario.

TEFAF Maastricht ospiterà le opere delle Collezioni di Stato di Dresda

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Maastricht Marketing/Sarah Leonara

TEFAF Maastricht ospiterà le opere più belle delle Collezioni di Stato provenienti da Dresda.
Anticipazione sui nuovi allestimenti e riaperture del 2019

TEFAF ospiterà 23 opere di rilievo provenienti sia dai Paraderäume (Appartamenti di Stato) del Residenzschloss (Palazzo Reale) di Dresda che dalla Semperbau (Galleria Semper), che ospita la Gemäldegalerie (Galleria degli Antichi Maestri) e la Skulpturensammlung (Collezione di Sculture). Tutti i pezzi in mostra appartengono alle Staatliche Kunstsammlungen Dresden (Collezioni d’Arte di Stato di Dresda) e costituiranno l’esposizione di opere in prestito ospitata nella sezione di TEFAF Paper durante l’edizione 2019 di TEFAF Maastrichtt. La mostra farà da preludio all’apertura dei Paraderäume prevista per settembre 2019 e alla riapertura della Semperbau che si terrà a dicembre 2019. I visitatori della Fiera avranno la straordinaria opportunità di ammirare dipinti come ‘Ratto di Ganimede’, 1635, di Rembrandt van Rijn (1606 – 1669) prima che facciano ritorno alle esposizioni permanenti di Dresda. TEFAF Maastricht, la fiera d’arte e antiquariato più importante del mondo, avrà luogo dal 16 al 24 marzo al polo fieristico MECC (Maastricht Exhibition and Congress Centre) di Maastricht, Paesi Bassi.

L’apertura dei Paraderäume nel mese di settembre 2019 sarà il culmine di un ampio progetto di restauro e ristrutturazione del Palazzo Reale di Dresda. Nel 1997, il governo della Sassonia decise di ricreare i Paraderäume, ovvero le stanze volute da Augusto II di Polonia 300 anni fa, nel settembre 1719, e distrutte durante la guerra. Magnifici tessuti, porcellane e arredi della Rüstkammer (Sala d’Armi), Porzellansammlung (Collezione di Porcellane) e del Kunstgewerbemuseum (Museo di Arti Decorative) metteranno in luce il ritrovato splendore della Corte Sassone all’interno dei Paraderäume.

Inoltre, dopo anni di ricostruzione e restauro, la Semperbau riaprirà le sue porta a dicembre 2019. La galleria ospita dipinti di fama mondiale e importanti sculture, che verranno ora presentati in una nuova ambientazione mirata a enfatizzare al meglio l’impareggiabile prestigio e significato dei loro artisti. Il disegno degli interni seguirà un’organizzazione dei dipinti basata sull’origine geografica e la scuola dei loro autori, ponendo l’accento sui temi più importanti trattati durante ogni periodo. L’intero design enfatizzerà inoltre l’influenza reciproca tra pittura e scultura, sottolineando l’importanza della scultura antica per la pittura rinascimentale e barocca.

Tra le 23 opere di rilievo che verranno messe in mostra a TEFAF Maastricht spiccano la corona di Augusto il Forte, principe elettore di Sassonia e re di Polonia, creata nel 1697 (in prestito dalla Rüstkammer); una rara serie di cinque vasi Meissen, quattro rappresentanti i rispettivi elementi e il quinto, al centro, raffigurante lo stemma e il ritratto di Luigi XV, creata da Johann Joachim Kändler (in prestito dalla Porzellansammlung); lo straordinario dipinto Ratto di Ganimede, 1635, di Rembrandt van Rijn (1606 – 1669) (in prestito dalla Gemäldegalerie); e una magnifica scultura, Apollo e Dafne, in stile Bernini, ca.1700 (in prestito dalla Skulpturensammlung).

“L’edizione di quest’anno di TEFAF Maastricht ospiterà delle opere esclusive delle Collezioni d’Arte di Stato di Dresda. Desideriamo fornire un assaggio dei capolavori presenti nelle nostre collezioni e che esporremo quando riapriremo a fine 2019. Le opere d’arte della Rüstkammer, del Kunstgewerbemuseum, della Gemäldegalerie Alte Meister, della Skulpturensammlung e della Porzellansammlung saranno così presentate a un pubblico numeroso ed esperto, fornendo una vera e propria anteprima delle nostre riaperture. Il completamento del palazzo reale rappresenta davvero un progetto europeo sotto molti punti di vista, inclusa la cultura materiale e la ricerca delle maestrie artigiane più tradizionali del continente. Siamo lieti di esporre a TEFAF Maastricht, essendo una delle migliori fiere d’arte del mondo”, ha dichiarato il Direttore Generale delle Staatliche Kunstsammlungen Dresden (Collezioni d’Arte di Stato di Dresda), il Prof. Dr. Marion Ackermann.

-Note per i giornalisti-
Per comunicati stampa e immagini ad alta risoluzione visitate www.tefaf.com/press

TEFAF Maastricht
TEFAF Maastricht, la Fiera d’arte e antiquariato più importante del mondo, si fregia dei migliori mercanti d’arte ed esperti del mondo. È stata la prima fiera d’arte a essere organizzata dai galleristi per i galleristi, e da sempre rappresenta un’ispirazione per gli amanti e i compratori d’arte. La trentaduesima edizione di TEFAF Maastricht si terrà al Maastricht Exhibition and Congress Centre dal 16 al 24 marzo 2019.
TEFAF. Your Art Community.
L’arte, più di un asset
TEFAF condivide con il suo principale sponsor, AXA Art, la visione di un’arte che va oltre lo status di solo asset. Questa partnership fornisce ai collezionisti d’arte un servizio unico che copre l’intera gamma di prevenzione dei rischi, conservazione, recupero e restauro, consentendo loro di mantenere le proprie collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axa-art.com

Pilsen, un gioiello di arte, design e architettura

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Una meta alternativa a Praga o una splendida gita fuoriporta per chi scelga comunque la capitale

Tra i più potenti centri industriali della Cecoslovacchia, ai tempi della Prima Repubblica Pilsen ospitava una forte e ricca comunità ebraica, ai cui facoltosi investitori si deve il merito di aver ingaggiato l’allora ancora semisconosciuto Adolf Loos. Il grande architetto austriaco, riconosciuto oggi come uno dei pionieri dell’architettura moderna, ha firmato in città otto splendidi interni, divenuti simbolo del top in fatto di design e cultura del living. Quattro oggi sono aperti al pubblico.
Un poker eccezionale per gli amanti dell’abitare con stile. Quattro degli otto appartamenti di alto design firmati da Adolf Loos, archistar di inizio Novecento, e punte di diamante dell’architettura di Pilsen, sono oggi visitabili. I diversi tour guidati, consultabili al sito www.adolfloosplzen.cz, conducono nel mondo di eleganza e stile dell’interior design di inizio secolo. Un tripudio di salotti lussuosi, raffinate sale da pranzo, pareti a specchio, boiserie, caminetti-gioiello e bagni-capolavoro, ma anche accessori, soprammobili, opere d’arte e ammennicoli vari. Tutti testimonianza di un certo bien vivre, riservato all’èlite.

Appartamenti Kraus e Vogl

Il primo tour svela in tutto il loro splendore gli appartamenti delle famiglie Kraus e Vogl. Si inizia con casa Kraus, al numero 10 di via Bendova. Qui si resta a bocca aperta di fronte al salone dal soffitto a pannelli di mogano e dalle pareti in marmo svizzero Cipollino, cui però nulla ha da invidiare la sala da pranzo con pareti a specchio. Il marmo velato verde scuro alle pareti delle camere crea suggestioni magiche. Un vero gioiellino funzionalista, poi, la camera da letto con gli armadi a muro e la toeletta. Meno di 400 metri più in là, in Klatovska trida 12, ecco l’appartamento originale del dottor Josef Vogl, dalle pareti rivestite in marmo e travertino. Colpisce la grande sala da pranzo con mobili a incasso.

Casa Brummel

Il secondo tour porta in Husova 58, dove ammirare uno spazioso appartamento bifamiliare, ancora parzialmente arredato con mobilio originale e considerato tra le opere più originali di Loos a Pilsen. La visita, di un’ora circa, comincia già dalla tromba delle scale, realizzata su modello di quella di Goethe a Weimar. Tra le chicche, la cabina armadio in legno di ciliegio, che nasconde anche un gande bagno, e il soggiorno con caminetto gigante e terrazza panoramica sul giardino.

Residenza Semler

Con il terzo tour si arriva in Klatovska 110. E’ qui la residenza Semler, unico esempio a Pilsen di applicazione da parte di Loos del suo celebre principio del Raumplan (soluzione spaziale). Gli interni furono progettati, verosimilmente su idea di Loos, da un suo allievo e collaboratore: Heinrich Kulka. Dell’appartamento si visita la vasta zona di rappresentanza: ampio soggiorno, guardaroba, sala da pranzo e cucina.

Altre architetture del periodo tra le due Guerre

A Pilsen gli appassionati del genere, dopo aver ammirato le opere di Loos, possono visitare anche gli edifici a firma di Hanus Zapal, il più grande architetto della città, il cui talento fu a lungo trascurato. Oggi la sua vasta produzione -sparsa in tutta la Boemia occidentale e capace di riassumere l’intera architettura moderna, dal neoclassicismo all’art nouveau, passando attraverso il modernismo, il cubismo di Kotera, il rondocubismo, il purismo e il funzionalismo- è oggetto di nuovi studi e di grande apprezzamento.

Un altro riconoscimento Unesco per la Repubblica Ceca. Blaudruck è patrimonio UNESCO

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Un altro riconoscimento Unesco per la Repubblica Ceca. L’antica arte tintoria conosciuta come Blaudruck e perpetuata da secoli dagli artigiani di Germania, Austria, Ungheria, Cechia e Slovacchia è oggi ufficialmente Bene Immateriale dell’Umanità.Una maestria antica che va oltre i confini, che accomuna più Paesi in fatto di tradizione e passione, non può che essere considerata patrimonio di tutti. E non poteva sfuggire all’occhio attento dell’Unesco, che ha affidato all’Umanità i gesti sapienti tramandati dai tintori della Mitteleuropa, dove ancora oggi i tessuti dall’inconfondibile blu indaco e dai disegni a stampo sono un’eccellenza inimitabile. Di cui la Cechia va giustamente fiera.

Tovaglie, selle per la tavola, tendaggi, costumi tipici, camicie, grembiuli, sciarpe e foulard, scamiciati per bambine, borse di tela, cuscini, gilet, pupazzi… da secoli e secoli la Blaudruck –tipica tecnica artigianale di tintura del lino e del cotone di blu indaco, rigorosamente dopo averla decorata con disegni impressi con stampi di legno e metallo cosparsi di colla naturale, perché rimangano bianchi- è regina dell’arte tessile in tutto il Centro Europa.

L’effetto dei decori –fiori, foglie, ghirigori ma anche disegni geometrici- che sembrano stampati e invece semplicemente non si sono, come invece il resto del tessuto, impregnati del blu intenso durante la tintura, è talmente elegante e delicato, che ricorda quello di fragili stoviglie artistiche, tanto che questo tipo si è soprannominato “porcellana”. La Blaudruck -in tedesco, stampa blu- non è quindi in realtà una tecnica di stampa, ma di arte tintoria. Dalle probabili, lontanissime origini indiane e orientali, si è sviluppata in Europa Centrale a partire dal XVII secolo e ogni Paese ha poi elaborato la sua personale tecnica. Pur partendo da parametri comuni, ogni artigiano può creare prodotti diversi dosando per esempio l’intensità del fondo blu, che dipende dall’ossigenazione del tessuto. La stoffa, precedentemente impressa con i motivi prescelti, viene tesa e immersa in enormi catini contenenti acqua e pigmento, quindi tolta dall’acqua colorata e lasciata a colare la tintura in eccesso e asciugare. Un procedimento tutt’altro che semplice, che richiede passione ed esperienza e che si tramanda di generazione in generazione con passione. La stessa dei mastri artigiani che realizzano gli stampi, con l’impronta scolpita direttamente nel legno o realizzata in ferro e incastonata nella matrice.

I sopravvissuti della magia blu

Sono naturalmente sempre meno i maestri della Blaudruck ed ecco perché l’Unesco ha sentito l’esigenza di tutelare dalla scomparsa questa tecnica artigianale. In Repubblica Ceca oggi sono soltanto due le aziende specializzate nella tecnica, naturalmente a conduzione familiare. Una è a Straznice, in Moravia meridionale. Frantisek Joch Jr, alla quinta generazione di tintori indaco, nonostante la veneranda età, muove ancora gli ingranaggi della produzione artigianale. L’altra è a Olesnice, sempre in Moravia meridionale. A conduzione familiare da oltre 150 anni, la stamperia di Jiri Danzinger Jr utilizza ancora gli stampi originali e una procedura esclusivamente manuale.

Non hanno buttato lo stampo, per fortuna

Una nota particolare va a chi lavora in silenzio, dietro le quinte blu indaco di quest’arte antica: gli artigiani degli stampi. Senza la loro abilità nel realizzare le matrici, ma anche nel riparare quelle antiche, questo tipo di stoffa ricercatissima avrebbe già cessato di esistere. Milan Bartos e Jaroslav Plucha di Dvur Kralove nad Labem sono gli ultimi creatori e restauratori di stampi per Blaudruck della Repubblica Ceca. Milan ha ereditato la sua pittoresca bottega di via Rybova, piena zeppa di attrezzi del mestiere, dal nonno nel 1972. Oggi, con il suo collaboratore Plucha, lavora per i due ultimi laboratori cechi della Blaudruck.

Hradec Kralove e i suoi palazzi: il gran salotto funzionalista della Repubblica Ceca.

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Una perla boema poco conosciuta al turismo italiano, capolavoro di architettura e di urbanistica firmato dalle archistar del funzionalismo. Un progetto visionario per una città moderna e funzionale, firmato da Josef Gocar e realizzato in collaborazione con il suo maestro Jan Kotera e il meglio degli architetti e degli artisti dell’epoca.

Capoluogo della Regione e del distretto omonimi, nella Boemia nordorientale, Hradec Kralove è un gioiello da scoprire. Un esempio straordinario di concretizzazione dei dettami del funzionalismo, moderno indirizzo di architettura e design che sposa l’aspetto estetico a quello pratico. Durante la ricostruzione nel primo dopoguerra il funzionalismo ha lasciato in Repubblica Ceca importanti tracce, sparse in lungo e in largo per il Paese. A meno di 100 chilometri da Praga, alla confluenza dei fiumi Elba e Orlice, Hradec Kralove ha completamente cambiato il proprio volto, in nome del funzionalismo. Sullo sfondo di architetture gotiche, rinascimentali e barocche, si è imposta una città moderna che vive la propria epoca d’oro proprio dopo la prima Guerra Mondiale, quando occorreva ripianificare il territorio e le idee innovative erano benvenute. Ecco allora farsi avanti con un visionario piano regolatore per la città l’architetto locale Josef Gocar, allievo di Jan Kotera e tra i più significativi rappresentanti dell’arte europea d’avanguardia.

Cerchi concentrici, come a Vienna
Ne è nato un impianto urbano unico in Repubblica Ceca, a cerchi concentrici, ispirato a quello di Vienna, dall’aspetto armonioso ed elegante –tanto da far meritare al centro di Hradec Kralove il soprannome di “salotto della Repubblica”- che alterna ampi viali, edifici monumentali e spazi verdi. Tutto quello che c’è da vedere della moderna città è raccolto lungo un bellissimo viale pedonale, lungo 3,5 chilometri e contrassegnato da 11 tappe imperdibili: il museo, le chiese, il giardino d’inverno, la scalinata, la scuola, la spa, la centrale elettrica, il palazzo di giustizia e la stazione ferroviaria. Tutto quel che serve, tutto a portata di mano (o meglio di piedi) e con un risultato estetico di tutto rispetto.

Utile, ma anche bello
Funzionalista convinto, Gocar nella ristrutturazione di piazze, complessi scolastici, sedi rappresentative e palazzi istituzionali decide di non sacrificare il Bello alla praticità. Il suo complesso di scuole primarie e secondarie -dal kindergarten al college- con impianti ricreativi e sportivi è un vero e proprio esordio in Repubblica Ceca. Precursore dei tempi, il progetto è ancora di estrema attualità e assolutamente adeguato alle moderne esigenze educative e aggregative.
La Galleria d’arte moderna di Hradec Kralove, il cui edificio in Art Nouveau è già un capolavoro di per sé, ospita una collezione unica in Repubblica Ceca, con opere del periodo compreso tra i due conflitti mondiali e straordinari esempi di cubismo ceco e surrealismo tra gli Anni ‘20 e ’70. All’interno di un monumentale edificio liberty, progettato da Gocar con una singolare planimetria che ricorda le chiese medievali a pianta a croce latina, ecco anche il Museo della Boemia orientale, con imponenti collezioni archeologiche, scientifiche e storiche.
Piazza Masaryk rappresenta perfettamente il concetto funzionalista di area urbana di Gocar. Tra gli interventi principali, la modifica della facciata dell’ex sede di Anglobanka e la commissione di una statua di Masaryk (fondatore e primo presidente della Cecoslovacchia) allo scultore Otto Gutfreund.

“Deviazioni sul tema”
Chi è arrivato fin qui, dopo aver visto anche i grandi magazzini Wenke a Jaromer, non può non mettere in conto una deviazione nella vicina regione di Pardubice, a caccia di altri gioielli firmati Gocar. Come i monumentali edifici industriali dei Winternitz Mills sulle rive del Chrudimka, i palazzi della ex Anglobanka e della Casa Distrettuale (oggi centro commerciale) sulla piazza del capoluogo, lo stabilimento termale cubista di Lazne Bohdanec.

Dordrecht: la culla del Secolo d’oro olandese

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Dordrecht, antica città con una storia ricca e ancora ben tangibile. Durante il Medioevo la città salì alla ribalta trasformandosi in un punto nevralgico commerciale e governativo per tutta la regione. Grazie al suo precoce sviluppo, per Dordrecht il Secolo d’Oro ebbe inizio già a partire dal quattordicesimo secolo, prima ancora che nel resto del paese. La città fu anche testimone della nascita dei Paesi Bassi nella sua forma moderna: nel 1572 si tenne infatti “La prima assemblea degli stati liberi”, tenutasi nella Corte dei Paesi Bassi (‘Het Hof van Nederland’), un ex monastero agostiniano. Questo evento importantissimo segnò l’inizio della Repubblica indipendente dei Paesi Bassi, predecessore del paese che noi oggi conosciamo. L’assemblea pose anche le basi per lo sviluppo di un periodo floridissimo, il Secolo d’oro per l’appunto. Per Dordrecht questo fu però il punto di fine del proprio periodo di benessere, poiché molte altre città la superarono in grandezza ed importanza. Oggi il palazzo ‘Het Hof van Nederland’ ospita un museo interattivo dove i visitatori possono scoprire di più riguardo a questo evento storico e all’importanza di Dordrecht nel passato. La città fu anche la patria di moltissimi maestri della pittura olandese, come numerosi degli allievi di Rembrandt, come Aelbert Cuyp, Nicolaes Maes, Aert de Gelder, Samuel van Hoogstraten e Ferdinand Bol. Molti dei loro lavori si trovano oggi nella collezione del Museo di Dordrecht.

Dordrechtsmuseum

In occasione dell’anno tematico Rembrandt e il Secolo d’oro, dall’11 novembre 2018 al 26 maggio 2019, il Museo di Dordrecht presenta la mostra: “Work, pray and admire – un nuovo sguardo su arte e calvinismo”.

Una mostra per approfondire la conoscenza artistica di questo periodo storico, conoscere di più riguardo al legame tra arte e calvinismo e sfatare alcuni dei miti più persistenti sul calvinismo. Oltre ai dipinti si può scoprire di più riguardo a musica, letteratura e architettura ecclesiastica ed osservare opere di grandi pittori dal 17° fino al 20° secolo, come Rembrandt van Rijn, Ferdinand Bol, Vincent van Gogh, Piet Mondriaan e Theo van Doesburg.

Museo di Dordrecht

Il museo di Dordrecht è uno dei più importanti musei di belle arti d’Olanda, grazie ad un’imponente collezione di dipinti olandesi dal 16° secolo fino ad oggi. Dordrecht ha avuto un ruolo molto importante durante il Secolo d’oro, pertanto ottima occasione per visitare il museo e allo stesso tempo passeggiare e scoprire il centro di Dordrecht, per una giornata all’insegna della storia.

www.dordrechtsmuseum.nl

 

L’Aia La città reale affacciata sul mare

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Casa del famoso quadro di Vermeer “La Ragazza con l’Orecchino di Perla”, L’Aia è incredibilmente ricca di cultura e storia: da una fusione tra antichi maestri e modernità, dai negozi ai sontuosi palazzi, dalla cucina internazionale ai prodotti tipici, la città ha moltissimo da offrire. Tratto inconfondibile è il suo skyline, che combina la modernità dei nuovi edifici con i bellissimi palazzi storici del centro città. Durante il Secolo d’Oro, L’Aia fu una città importante anche per la pittura: molti maestri olandesi, come Jan van Goyen, Paulus Potter e Jan Steen abitarono e lavorarono qui. Constantijn Huygens, architetto, diplomatico e compositore, nonché uno dei più grandi poeti del periodo, fu un altro illustre cittadino. Il Museo Mauritshuis, situato nel cuore della città in prossimità degli edifici del Parlamento, ospita alcuni dei dipinti più importanti del Secolo d’Oro; Capolavori quale “Lezione di anatomia del dottor Tulp” di Rembrandt e “Veduta di Delft” di Vermeer, sono annoverati tra i pezzi della collezione permanente del museo, all’intero delle sue sontuose sale del diciassettesimo secolo.

Museo Mauritshuis

Rembrandt at the Mauritshuis, dal 31 gennaio al 15 settembre 2019

Johan Maurits: immagine e percezione, dal 4 aprile al 7 luglio del 2019

Nicolaes Maes, dal 17 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020

Il museo Mauritshuis a L’Aia possiede una delle più importanti collezioni di dipinti di Rembrandt in Olanda, seconda solo a quella del Rijksmuseum di Amsterdam. Nell’anno tematico dedicato al famoso pittore e al Secolo d’oro, dal prossimo 31 gennaio fino al 15 settembre, il museo espone i 18 dipinti acquisiti come autentici Rembrandt all’interno della mostra “Rembrandt at the Mauritshuis”. Tra questi spiccano capolavori assoluti quali “Lezione di anatomia del dottor Tulp”, “Saul e Davide” e l’ultimo Autoritratto realizzato nel 1669.

Per la prima volta da quando è stata inaugurato, il museo Mauritshuis espone l’intera collezione dei dipinti di Rembrandt e per ogni opera viene narrata la storia straordinaria della sua acquisizione da parte del museo. Da chi è stata scoperta, comprata ed esaminata la tela?

Qual è la differenza tra un Rembrandt autentico e un’imitazione? La collezione del museo Mauritshuis vanta undici dipinti incontestabilmente attribuibili alla mano del grande maestro. Dopo uno studio approfondito, rimangono ancora dubbi sul fatto che l’autore di altri due dipinti sia effettivamente Rembrandt piuttosto che un suo allievo. Visitando la mostra “Rembrandt at the Mauritshuis” si ha l’opportunità di scoprire cosa rende un Rembrandt un vero Rembrandt e comprendere come la percezione delle opere dell’autore sia cambiata enormemente con il passare del tempo.

Il museo Mauritshuis presenterà, dal 4 aprile al 7 luglio del 2019, una mostra incentrata sull’immagine e sulla vita di Johan Maurits di Nassau-Siegen (1604-1679), da cui il museo prende nome. La mostra, intitolata “Johan Maurits: immagine e percezione”, getterà luce su vari aspetti di questo personaggio storico, dalla sua reputazione come governatore del Brasile olandese nel sedicesimo secolo fino a riletture contemporanee del suo operato, invitando anche i visitatori a pensare e condividere una loro interpretazione sul tema.

Dal 17 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 verrà invece proposta una retrospettiva sul pittore Nicolaes Maes, uno degli allievi più prominenti di Rembrandt. Questa è la prima retrospettiva su questo artista originario di Dordrecht. Maes iniziò la sua carriera di pittore dipingendo rappresentazioni dalla Bibbia, in cui l’influenza del maestro Rembrandt è chiaramente visibile. Negli anni seguenti dipinse scene più intime di vita quotidiana aventi molto spesso come protagoniste figure femminili impegnate nei lavori domestici. Dal 1660 Maes sviluppò poi uno stile ritrattistico elegante che divenne subito molto richiesto tra i suoi clienti, sia a Dordrecht che ad Amsterdam. Esponendo più di trenta dipinti, la mostra al Mauritshuis dona un’ampia prospettiva su tutti gli aspetti dell’opera di Maes.

www.mauritshuis.nl

 

Haags Historisch Museum

Golden Age in The Hague, dal 28 aprile all’8 settembre 2019

“Golden Age a L’Aia”, dal 28 aprile all’8 settembre 2019 Durante il Secolo d’oro l’Aia non rappresentava solo il centro del potere e della politica dei Paesi Bassi. Gli Orange, i reggenti dal grande potere, vivevano in questa città. Intorno al il Binnenhof, il più antico centro governativo del mondo, sorgevano sontuosi palazzi per diplomatici e ricchi cittadini. La mostra si concentra sulla società de l’Aia di quei tempi, soffermandosi sulle differenze tra la nostra immagine e la realtà. Era tutto davvero così “d’oro” come sembra?

www.haagshistorischmuseum.nl

 

Delft La città di Vermeer e della porcellana

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Passeggiando a fianco degli antichi canali del centro storico di Delft sembra di essere trasportati nel Secolo d’Oro. In quel periodo la città fu centro di ritrovo per moltissimi artisti e studiosi: da Vermeer a Pieter de Hooch, dallo scienziato Anthony van Leeuwenhoek al giurista Hugo de Groot. Le sue famose ceramiche hanno contribuito a renderla un centro di commercio prosperoso, facendo del prodotto un marchio famoso in tutto il mondo anche oggi.

Museum Prinsenhof

Esattamente 450 anni fa iniziò la Guerra d’Indipendenza dei Paesi Bassi dagli Spagnoli (1568-1648), nota anche come “la Guerra degli ottant’anni” che portò al formale riconoscimento dell’indipendenza dei Paesi Bassi. Guglielmo d’Orange, noto anche come Guglielmo il Taciturno, nonché il “padre della patria”, si rifugiò dietro le mura della sicura Delft, precisamente nel Prinsenhof, oggi diventato il Museo Prinsenhof, dove visse e lavorò e dove diresse l’insurrezione contro gli spagnoli. Il 10 luglio 1584 il Museo fu teatro di uno degli eventi più importanti e tragici della storia dei Paesi Bassi. Fu proprio nell’attuale Museo Prinsenhof di Delft che venne ucciso Guglielmo d’Orange da Baldassarre Gerard. Lo testimoniano i fori di proiettile ancora visibili in uno dei muri del museo.

Visitando la mostra “Guglielmo d’Orange è qui”, al Museo Prinsenhof fino al 3 marzo 2019, si fa un passo indietro nel tempo seguendo le orme di questo personaggio fondamentale per i Paesi Bassi. Si vedono le stanze nelle quali ha vissuto, lavorato e preso decisioni importanti. Si comprende il ruolo fondamentale che ha giocato nella rivolta contro i governanti spagnoli durante i suoi anni a Delft e qual è stata la sua influenza per l’Olanda odierna.  Nella mostra ci si trova inoltre di fronte a una serie di tesi e ideali di Guglielmo d’Orange, la cui storia oltre ad essere molto attuale, dà anche molti spunti di riflessione.

Per la mostra, il Museo Prinsenhof ha preso in prestito svariati ritratti da diverse collezioni. Uno dei pezzi più importanti è il ritratto di Luisa Giuliana, una delle figlie di Guglielmo d’Orange e madre del Re d’inverno, Federico V del Palatinato. Per la prima volta dopo molto tempo, Luisa Giuliana si ricongiunge con sua madre e terza moglie di Guglielmo d’Orange, Carlotta di Borbone. E tutto questo avviene nel posto in cui Luisa era nata e dove entrambe avevano vissuto. I dipinti fanno parte di una serie di ritratti di famiglia creati da Daniël van den Queborn, successivamente finiti in diverse collezioni.

Il prossimo anno, dal 19 ottobre 2019 fino al 16 febbraio 2020, nel Museo Prinsenhof Delft sarà possibile visitare anche la prima retrospettiva, organizzata nei Paesi Bassi, del famoso pittore del XVII secolo Pieter de Hooch (1629 – 1684).

Il titolo della mostra è “Pieter de Hooch a Delft. Oltre l’ombra di Vermeer”. Con questa prima retrospettiva nella sua città, Pieter de Hooch riceve finalmente l’attenzione che merita, data la sua rilevanza come pittore. Dopo Johannes Vermeer, Pieter de Hooch è considerato a livello internazionale il pittore più famoso nella Delft del XVII secolo. Al centro della mostra, prevista per il 2019-2020, ci saranno i quadri che Pieter de Hooch ha realizzato a Delft (ca. 1652-1660): le opere con i cortili e gli interni più belli ritornano nella città in cui sono stati dipinti quasi 400 anni fa.

Capolavori provenienti da collezioni internazionali, mai visti finora nei Paesi Bassi Sono circa 30 i capolavori di Pieter de Hooch che arriveranno a Delft dai principali musei europei e americani. Tra questi ci sono molti dipinti famosi che non sono mai stati esposti (oppure lo sono stati molto tempo fa) nei Paesi Bassi, come “Donna e serva in un cortile” del Museo di Stato dell’Hermitage (San Pietroburgo) e “Cortile di una casa a Delft” della National Gallery (Londra). Si aggiungono inoltre opere in prestito da musei come il Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid), la Kunsthaus di Zurigo e la National Gallery of Art (Washington). Tra queste è da segnalare il capolavoro straordinario “Giocatori di carte in un interno” dalla Royal Collection britannica. La mostra include inoltre opere in prestito dalla Mauritshuis, dal Museo Boijmans Van Beuningen, dal Museo di Amsterdam e naturalmente dal Rijksmuseum, che vanta una delle più ampie collezioni di De Hooch al mondo.

“Nel 2019 offriremo a Pieter de Hooch il podio che merita esponendo a Delft i suoi quadri più belli. Le 30 opere esposte offriranno ai visitatori un’opportunità unica per studiare nel dettaglio lo stile e il linguaggio visivo di Pieter de Hooch. È la prima volta che un simile numero di capolavori di De Hooch ritorna nella “sua” Delft, dove quasi 400 anni fa ha raffigurato i cortili e gli interni più belli della città. Diventa così possibile vivere l’atmosfera del XVII secolo tipica di Delft, con edifici e chiese straordinari”.

– Janelle Moerman, direttrice del Museo Prinsenhof Delft

Dal 2017, in preparazione alla mostra, sono state realizzate diverse ricerche combinate: ricerche di tipo storico-artistico, sulle tecniche e sui materiali e sugli aspetti topografici dell’opera di Pieter de Hooch, una ricerca in archivio e infine una ricerca storica sulla rivalutazione del pittore. Per queste ricerche il Museo Prinsenhof Delft collabora con il Rijksmuseum, con l’Università TU di Delft, con un archivista e storico dell’arte e uno storico dell’architettura. Nella mostra saranno presentati i risultati delle diverse ricerche, con una descrizione dettagliata nel catalogo dell’esposizione.

La ricerca in ambito tecnico e sui materiali condotta da restauratori e ricercatori del Rijksmuseum si concentra su sei dipinti di Pieter de Hooch provenienti dalla collezione del museo, opere che risalgono al periodo compreso tra il 1650 e il 1670 circa. Per ampliare il gruppo di quadri oggetto della ricerca, sono in fase di studio anche i dipinti del Museo Boijmans Van Beuningen, della Gemäldegalerie der Academie der Bildenden Künste (Vienna), della Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe e di una collezione privata. La ricerca promette di fornire nuovi spunti in ambito storico-artistico, in ambito tecnico e sui materiali dell’opera del pittore di Delft.

http://prinsenhof-delft.nl/en-english

Amsterdam La capitale del Secolo d’Oro

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Amsterdam non è solo la capitale dei Paesi Bassi, ma anche quella del Secolo d’oro nel 1600.

Edifici che si affacciano sui canali, musei pieni di tesori inestimabili, questa è l’essenza della città. Il Diciassettesimo secolo vide Amsterdam emergere come uno dei centri economici e commerciali più prosperosi del mondo. Con il fiorente commercio arrivò anche un maggiore benessere, e di conseguenza fiorirono le arti e le scienze. Amsterdam diventò in breve tempo un vibrante centro di cultura che ancora oggi non ha perso questo fascino. Molti dei risultati di questa fiorente rivoluzione artistica sono proprio i dipinti dei maestri olandesi: la bellezza e la profondità dei ritratti di scene di vita e di persone ammirati ancora oggi.

Rijksmuseum, Amsterdam

“Tutti i Rembrandt”, dal 15 febbraio al 10 giugno 2019

“Rembrandt-Velázquez” dall’11 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020

350 anni dopo la sua morte il Rijksmuseum di Amsterdam celebra Rembrandt con grandi mostre; Si potrà visitare la più grande collezione di dipinti del pittore in una sola mostra e scoprire perché Rembrandt è ancora oggi uno dei più grandi artisti al mondo durante l’anno tematico Rembrandt e il Secolo d’oro.

Durante la prima metà dell’anno il Rijksmuseum inizia in grande stile con la mostra “Tutti i Rembrandt”, dal 15 febbraio al 10 giugno 2019. Per la prima volta in assoluto il museo mostra contemporaneamente e in una sola mostra tutte le opere di Rembrandt presenti nella sua collezione. Ben 22 dipinti, 60 disegni e 300 stampe da ammirare. Il Rijksmuseum ha la più grande e importante collezione di Rembrandt al mondo. Per questo motivo la mostra “Tutti i Rembrandt” è un’occasione unica per ammirare al contempo i suoi autoritratti intimi, le grandiose scene e straordinari schizzi e per scoprire perché ancora oggi Rembrandt è uno dei maggiori artisti al mondo.

Nell’autunno 2019, dall’11 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 si avrà la possibilità di ammirare le grandi opere dei maestri olandesi e spagnoli del Secolo d’oro durante la mostra “Rembrandt-Velázquez”. Grazie ad una collaborazione unica con il Museo del Prado di Madrid, si potranno vedere per la prima volta dipinti di maestri spagnoli come Velázquez, Murillo e Ribera al fianco dei maestri olandesi Rembrandt, Vermeer e Hals e comprendere le differenze di pensiero tra Spagna e Olanda in ambito di religione, bellezza ed emozioni. Un vero must per gli amanti dell’arte del Secolo d’oro!

www.rijksmuseum.nl

 

Casa Museo di Rembrandt, Amsterdam

“Rembrandt in Paris” fino al 6 gennaio 2019

“Ispirati da Rembrandt” 7 giugno al 1° settembre 2019

“LABoratory Rembrandt” 21 settembre 2019 a febbraio del 2020

Tra le mostre che la Casa Museo Rembrandt propone in occasione dell’anno tematico, ci sarà l’esposizione “Rembrandt in Paris” in corso fino al 6 gennaio 2019, che illustra l’influenza che il maestro olandese ebbe sui pittori francesi dell’avant-garde e dell’Impressionismo.

La rete sociale di Rembrandt, 1 febbraio – 19 maggio 2019

Altra iniziativa del 2019 dedicata a Rembrandt e al Secolo d’oro è la mostra incentrata sulla rete sociale del pittore. In questa esposizione, l’attenzione è rivolta ai contatti dell’artista e al ruolo che svolgevano nell’ambito della sua vita e del suo lavoro. Oltre allo spiccato talento artistico, infatti, Rembrandt possedeva la capacità di mantenere solide relazioni sociali.

Come si addice a chi sa gestire sapientemente numerose conoscenze interpersonali, Rembrandt sfruttò in modo consapevole le sue relazioni sociali allo scopo di trarne vantaggi a livello sia finanziario che artistico.

Grazie alla mostra sarà possibile addentrarsi nella vita sociale di Rembrandt attraverso alcuni ritratti dei suoi conoscenti, come ad esempio l’amico di gioventù Jan Lievens e l’intenditore d’arte Jan Six. Un aspetto sorprendente è lo stile informale dei dipinti, dei disegni e delle stampe, tra cui vi sono opere di Rembrandt raramente o mai esposte prima d’ora in Olanda.   

Dal 7 giugno al 1° settembre 2019 la mostra “Ispirati da Rembrandt” metterà in mostra alcuni dei pezzi più importanti della collezione del museo, tra cui dipinti del maestro olandese e di altri pittori da lui influenzati, come Degas e Picasso.

“LABoratory Rembrandt” si terrà invece dal 21 settembre 2019 a febbraio del 2020 e trasformerà l’atelier dell’artista in un workshop, dove nuovi spunti e studi verranno rivelati riguardo alle sue opere.

https://www.rembrandthuis.nl/en/

 

Archivi Civici Amsterdam

Rembrandt Privé, dal 7 dicembre 2018 – 7 aprile 2019

Chi era l’uomo dietro l’artista? Visitando la mostra Rembrandt Privé, allestita presso l’Archivio Civico di Amsterdam, si possono scoprire aspetti della vita personale del grande maestro della pittura fino ad oggi ancora sconosciuti. Nell’ambito di questa straordinaria esposizione vengono presentati documenti originali del diciassettesimo secolo grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia.

Storie personali di Rembrandt

Rembrandt ha vissuto gran parte della sua vita ad Amsterdam e, oltre a meravigliose opere d’arte, ha lasciato molte tracce negli archivi. Numerosi documenti originali del diciassettesimo secolo sono conservati presso l’Archivio Civico di Amsterdam. Notizie riguardanti il lavoro e i committenti dell’artista, i suoi figli, le donne della sua vita, fino ai problemi economici sono reperibili negli archivi. Si tratta di un vero e proprio tesoro di informazioni che, grazie alle tecnologie moderne, puó finalmente essere condiviso con il pubblico.

Documenti straordinari portati alla luce

I documenti risalenti all’epoca di Rembrandt sono spesso difficili da leggere e da interpretare. Tuttavia, grazie alla tecnologia della realtà aumentata, tali documenti vengono fatti rivivere con l’ausilio di immagini, suoni e opere d’arte provenienti, tra l’altro, dal Rijksmuseum e dalla Casa Museo di Rembrandt. Viene data voce alle persone che raccontano le storie custodite nei documenti. In questo modo la mostra Rembrandt Privé presenta un quadro molto intimo della vita di Rembrandt e illustra fatti tratti dagli archivi, fino ad ora sconosciuti.

www.amsterdam.nl/

 

Museo Nazionale Marittimo

Per tutto il 2019 al Museo Marittimo di Amsterdam si terrà la mostra ‘Dare to Discover’, un’esperienza di realtà virtuale che trasporta i visitatori nella Amsterdam navale del Diciassettesimo secolo, quando i Paesi Bassi erano un’indiscussa potenza mondiale dei mari.

www.hetscheepvaartmuseum.com