La notte [was: il Concorso Confuso, il post che non ho mandato]

[quello che non ho mandato al concorçao meravigliao del sor Confuso per vincere un libro da lui mandato ve lo piazzo qui. Le cose che scrivo so’ come il maiale, non si butta via nulla. Il racconto si intende svincolato dalle esperienze vi ta della suddetta ma frutto di cinque minuti di cervello in corto circuito.]

La notte i ritmi rallentano.

[Quella notte… poi, ancor di più.]

Non si abbassa solo la temperatura esterna, sembra che anche si moduli il tuo battito e il tuo respiro fino a seguire il silenzio che ti circonda. I suoni si ovattano, anche perché di rumori artificiali è difficile che se ne formino quando stai in un paesotto della montagna bavarese ad aspettare il treno. Perché quello prima lo hai perso fermandoti a discutere con la persona che ti aveva accompagnato fin lì.

Quello che ora ha la sua testa ciondoloni verso il vetro della stazione, lo stesso vetro su cui tu ti specchi e vedi il tuo indice tormentare il labbro inferiore. Dividi il campo visivo in tre piani, prima lui, poi te riflessa poi il paesaggio intorno. Fisso, immobile, congelato dal buio rischiarato solo dai lampioni gialli fuori nel parcheggio.

Metti il volume del walkman un po’ troppo alto nelle tue orecchie e lui si sveglia. Quei pochi decibel che possono variare tutto.

«Che ore sono?»

«È presto. O è tardi, dipende il tuo punto di riferimento…»

«È freddo… da morire proprio.»

«Smaltita la birra di norma fa così… credimi, qui è molto meno freddo che fuori. Ma è anche novembre.»

«Credo che in qualche modo debba chiedere scusa per prima.»

«No, è la tensione delle feste in famiglia. Prima o poi parte lo sclero. Solo che se è bilaterale, se ci incazziamo sia io che te per due cose diverse… non passa in fretta… Ma non servono le scuse. È naturale.»

Inspiri profondamente fino a riempire tutti i polmoni curandoti che l’aria espirata a forza dal naso non vada a turbare quella omeostasi acustica. Consegni al buio tutta la tua stanchezza e la tensione che hai accumulato e ti fai confortare da quel buio a te così familiare e consolatore. Perché sai benissimo che non credi a ciò che hai detto, ma le bugie sembravano inventate proprio da chissà quale degli dei per sposarsi a quella fase del giorno. In un tuo strano schema mentale di fattura medievale trovavi il connubio tra dì e verità e tra la notte e la finzione. Perché stavi ora proprio cercando di inscenare che tutto andasse bene, che quel rapporto continuasse per il meglio.

Reclini il capo all’indietro.

Un solo auricolare nel tuo orecchio e l’altro ad ascoltare i suoni della notte. La macchina che passa, l’albero che scricchiola, l’acqua che sembra sibilare sul letto di cemento, la campana del paese che rintocca con un ton grave e secco ad ogni mezz’ora.

Dall’altra parte dell’orecchio però hai ancora i Muse che cantano Sunburn. Il sole però non brucia ma inizia solo pallidamente a sorgere timido e rosaceo tra un valico roccioso al di là dei binari.

[on air: Muse: Sunburn]


0 thoughts on “La notte [was: il Concorso Confuso, il post che non ho mandato]”

  1. bello.

    oggi riascolto battisti

    Donna Selvaggia Donna

    Entusiasma anche me
    l’entusiasmo che dentro hai.
    Ma così non si può: troppo amore oppure l’odio no.
    Infantile finché vuoi
    ma gentile qualche volta in più se puoi.
    Piace molto anche a me ascoltare la musica
    ma se interrompo per te io divento insensibile
    È possibile che sia
    tutto orribile o bellissimo bambina mia?
    Donna selvaggia donna mi piace quasi tutto quello che fai.
    Donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei
    Molto se vuoi tutto non puoi.
    Donna selvaggia donna di solo sesso non si vive mai.
    Senza trucchi tu sei
    molto bella e più giovane.
    Non discuto però le tue scelte più libere
    ma se non indosserò
    gli stivali da cowboy disprezzarmi tu non puoi.
    Donna selvaggia donna mi piace quasi tutto quello che fai.
    Donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei
    Molto se vuoi tutto non puoi.
    Donna selvaggia donna di solo sesso non si vive mai.

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