La notte [was: il concorçao confusao, il post che ho mandato]

[Salve, siccome il libro non lo vincerò, perchè il culo l’ho esaurito coi biglietti per Renga beccatevi sto raccontillo.]

Parmigianismi alcolici.

Le feste di laurea sono di uno stress psicofisico allucinante.

Psichico perché pensi che il giorno della tua laurea verrà suppergiù tra qualche tempo [come lo scudetto dell’Inter, prima o poi dovrà pure vincerlo. Ecco, la tua laurea la snai la conteggia più probabile di un secondo Big Bang ma meno possibile del campionato ai nerazzurri. Non so se ci sia da piangere..], fisico perché bevi tutto ciò che ti capita a tiro: dal Negroni, al Mojito, passando per il vin santo dello zio del nonno del laureato e alla sangria fatta col Tavernello. Il trionfo dell’etilista.

Però il problema è che non ti ubriachi. Ti sbronzi solo. Al punto che hai i calori come una donna in menopausa, e di notte con la temperatura al di sotto dello zero te ne esci fuori dal locale adibito a quella festività in memoria degli antichi Baccanali in canottiera tipo turista tedesco [sì, sempre col boccale di birra in mano.]

A dicembre.

Furrrba eh, mica è colpa tua se dentro la temperatura era tipo Milano a ferragosto in ufficio con l’aria condizionata rotta.

Sei al livello allegro con brio ma distingui ancora il lampione dal festeggiato e la campana della raccolta differenziata dalla sua morosa. Prima che il tuo stato degeneri però ti decidi a ritornare a casina tua, a piedino, col freschino notturno.

Bello il paesaggio parmigiano by night. Quella bella foschia che affossa la Parma che scorre sotto il ponte di Mezzo…

Mii, sembra una visione letteraria. Con quei fumi pare qualcosa preso dal inferno di Dante, ma messo lì da uno sceneggiatore che ha abusato di cannabis andata a male. Poi pensi ai derivati dell’uva che hai nello stomaco e ti sembra ragionevole convenire che può anche non essere notte sebbene sia buio [eh, ma mica ho torto… le cinque sono notte o mattina?], che in fin dei conti potrebbe anche non essere così caldo visto che ti sei fermata a starnutire in mezzo alla sede stradale, alla luce lampeggiante fastidiosa di quel omino impalato giallognolo che se ne sta tutto il giorno lì al semaforo pedonale vista torrente, con un utonto della strada che arriva di buona lena e inchioda la macchina urlandoti:

«Ma chemmminchia faaai?»

Uh, forse non sono neanche a Parma. Eppure…

Ma il tuo tasso alcolico svanisce attraverso il vapore che esce dalla tua bocca e si fonde alla nebbiolina che avvolge i palazzi. Arrivi avanti al Teatro Regio ed hai evaporato tutto l’alcool in corpo. Batti i denti, vedi la temperatura e ti intabarri nel cappotto. Ora ti ricordi anche perché il giorno della tua laurea alla snai è quotato a 4500: sono le cinque e mezza e te sei ancora in giro.

Strulla.

[on air: Francesco Renga – Sto già bene]


0 thoughts on “La notte [was: il concorçao confusao, il post che ho mandato]”

  1. descrizione perfetta…di una situazione consueta…e cmq mi giocherei alla snai la scoperta della vita su plutone di umani dalla testa di zebra piuttosto che lo scudetto a quelli lì..porelli…ciao..buona serata

  2. da quando ho visto Bologna e modena ho la malsana convinzione del fatto che le città emilio-romagnole siano meravigliose. Figuriamoci da ubriachi. Devo tornarci presto a Bologna, possibilmente con cospicue quantità di alcool.

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