I conti in tasca a Babbo Natale.

So di avere problemi. Oppure, rigiriamola [suvvia] ottimisticamente. Io sono un fottutissimo genio. Se fosse esistita Genius alla mia epoca (eh amici ascoltatori, ben otto anni fa eh…) io sarei stata il Ferdinando Sallustio della situazione, mica cotica.

Da piccola verso le feste natalizie mi chiedevo una cosa: ma da dove li prende i soldi Babbo Natale?

Cioè, se qualcuno alla consob avesse avuto la stessa mia idea di quando avevo cinque anni Cragnotti e Tanzi sarebbero stati al gabbio anni luce prima.

Non riuscivo difatti a capire perchè un buffo omino corpulento vestito in modo piuttosto vistoso [pensavo fosse per differenziarsi sulla neve, in quel modo faceva contrasto…] dove prendesse i fondi per fare i balocchi ai bimbi.
Le opzioni furono:
a) i genitori versano una quota annua significativa, però in quel modo chi vuole il regalo più grosso va a scapito del cumulo di donazioni fatte dai genitori. E siccome era un sistema troppo comunista pensai non potesse funzionare.
b) le aziende ci guadagnano perchè se io chiedo la Barbie il mio impeto consumistico mi porterà a chiedere, oltre che a Babbo Natale, ai genitori il comodino della Barbie, la piscina e annessi e connessi.
c) i bambini grandi ormai non hanno più bisogno dei giocattoli, li ridanno indietro, delle aziende restaurano i giocattoli e poi li ridanno a noi piiiccoli.

Dai 4 ai 5 anni mi convinsi che la b poteva andare bene. Poi a 6 anni scoprii [ATTENZIONE BIMBI!! Non leggete!!!] la verità visto che mio padre si era scordato il regalo. Mia madre tentava di convincermi che babbo natale aveva trovato ghiaccio su strada, ma non me ne convinsi, quindi presi prima i sigari di papà e li sbriciolai, gli buttai le riviste mediche e gli estratti conto della banca sul fuoco del camino e poi mi misi nascosta dentro l’anta di un mobile. Piansi circa tre o quattro ore. La presi male.
Alla befana ci credevo di più. Le caramelle non incidono più di tanto sulla spesa media. Anzi, lì la nonna fu anche più graziosa… mi disse che non era una vecchina che girava, ma che l’aiutavano tante ragazze vestite da vecchiette la mattina presto presto [sono sempre stata nottambula] e suonavano alle porte lasciando la calza.

Ah, visto che poi scoprii che Babbo Natale non esisteva ma mio padre [strano..] non si era accorto di nulla iniziai a chiedere regali da mutuo sulla casa. Prima non chiedevo nulla, da quel momento mi imbastardii. E da quel momento ricevetti puntualmente i regali di Natale l’Aprile dell’anno dopo.

[on air: Einsturzende Neubauten – Sand]


0 thoughts on “I conti in tasca a Babbo Natale.”

  1. Teso’,hai il mio appoggio.Babbo Natale nel mio caso arrivava con la Fatina del Compleanno,essendo io nata il 27 dicembre.Altro che mutuo sulla casa…io chiedevo direttamente la casa chiavi in mano^^
    JunoLoire

  2. Ricordami di non confessarti mai che la fatina dei dentini non esiste. Sai, io non fumando, nemmeno sigari, ho il terrore di cosa potresti sbriciolarmi. ‘notte ‘notte.

  3. Peppoz: altrettanto veh.

    Tati: mboh. Mica li ho mai visti.

    Ataru: hai presente passaparola? ecco, quello che mi dicano sia un genio assurdo e che vince tutto. [ma a me sta sulle ovaie, ecco]

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