Tuo cugino ti ha lasciato le chiavi di casa. Ti ritrovi in una città dopo un giorno e mezzo di lavoro a passare da sola il sabato.
Shopping, turismo, regali per la mamma e la nonna, cibo.
Quello che ti fa caso, quando sei alla seconda birra ma non ce la fai a mangiare nulla perchè senti un senso di sazietà che ti parte dalla testa, poi senti, perchè sei nei tavolini fuori, le campane a morto. Ti fa caso, anche perchè in quella zona ci saranno cinque o sei chiese che non riescono a coordinare il loro suono cupo.
Shopping, turismo, regali per la mamma e la nonna, cibo.
Quello che ti fa caso, quando sei alla seconda birra ma non ce la fai a mangiare nulla perchè senti un senso di sazietà che ti parte dalla testa, poi senti, perchè sei nei tavolini fuori, le campane a morto. Ti fa caso, anche perchè in quella zona ci saranno cinque o sei chiese che non riescono a coordinare il loro suono cupo.
Te stai lì. A guardare quel boccale che disseterebbe le tue compagne di università. Ti vengono giù le lacrime perchè in realtà sei sensibile, non così stronza sembra. Pensi che nel 2004 hai perso tua nipote e il tuo cane, dopo una lunga agonia per entrambe. Nel 2005 allo stesso modo e per la stessa morte tuo nonno paterno naturale e il papa. Solo che del primo ti hanno reso edotta solo dopo morto che erano quattro mesi che soffriva. Il papa invece, controllato dalle telecamere e dai media, sapevi come stava. Ed era inumano.
Ricordi che il giorno prima, presentando un libro sulla Passionspiele, hai preferito iniziare quello che doveva essere l’esposizione di tre anni di ricerche e interviste per il paesino da cui viene parte della tua famiglia con un: «mi viene difficile parlare della passione di Cristo pensando che il papa ora sta così male proprio il venerdì dopo Pasqua e alle soglie della festa della Divina Misericordia…»
E il giorno stesso scopri che il trafiletto che parla di te sulla sueddeutsche zeitung ti descrive come "brillante studente di medicina, dall’accento terribilmente italiano e dalle dichiarazioni pare molto cattolica". Se do il ritaglio di giornale a mia nonna non vorrei mi giocassi anche lei causa troppa emozione. E cmq starebbe bene nel santino quella descrizione, no? Bellina. Ringrazio il visino angelico che a volte riesco a indossare. Fosse davvero così…
E il giorno stesso scopri che il trafiletto che parla di te sulla sueddeutsche zeitung ti descrive come "brillante studente di medicina, dall’accento terribilmente italiano e dalle dichiarazioni pare molto cattolica". Se do il ritaglio di giornale a mia nonna non vorrei mi giocassi anche lei causa troppa emozione. E cmq starebbe bene nel santino quella descrizione, no? Bellina. Ringrazio il visino angelico che a volte riesco a indossare. Fosse davvero così…
Ho avuto il momento di stare sola e riflettere. Mi da noia viaggiare da sola, ma mi piace stare da sola a pensare. Di solito non ho voglia di fare bilanci, però posso dire che a volte mi sorprendo di non crollare. Non ce la faccio più, se devo ancora sopportare qualcosa mi piacerebbe pensare ci fosse un fine. La sofferenza degli altri non mi conforta come un "mal comune", ma mi mette ancora di più rabbia.
Non sei sola,
non sei sola.
Un abbraccio.
David
Beh… dopo tanto leggerti io ti voglio bene!
Bacio
Stefano
*abbraccio senza parole*
St0rM