Star: è sempre con me.

Il quotidiano L’informazione ha dato per prima la notizia. Si direbbe che sia crisi.
Dovrebbe chiudere la Star di Corcagnano, con conseguenti grandi problemi non solo sugli operai che erano occupati nella fabbrica. La Star acquistava i prodotti da lavorare nella stessa provincia, quindi diciamo che circa la metà delle derrate agricole parmensi erano acquisite dalla azienda e quindi il settore agricolo non ne risentiva poi così tanto. Ora, tra settantacinque giorni, si dice che si chiuda definitivamente lo stabilimento. Le persone andranno un po’ a spasso, altre saranno assunte da altre aziende, altri accetteranno la mobilità con buona uscita.
 
E poi dopo Parmalat, la cui crisi è piombata sotto i riflettori a causa di Tanzi, si dice che sia la volta anche di Eridania e Nestlè. Una ecatombe. Alla fine nel mio piccolo non mi cambia nulla: nel viterbese non ci sono più industrie da più di un lustro e le principali occupazioni sono il bancario e il militare, il turismo langue perchè mancano le strutture e i cataclismi naturali come le alluvioni passano in secondo piano dimenticati da Dio e dalla Regione. Invece a Chianciano alle terme non viene più nessuno, gli anziani muoiono, non c’è ricambio generazionale. Gli alberghi chiudono, non ci sono altri mestieri al di là del turismo. Parma millantava un benessere che alla fine non esiste.

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