Partiamo dal basso.

Non c’entra un cazzo il giro d’Italia.

Questo post al solito è un qualcosa per ricordare che me le vado a cercare un po’ tutte.
Parliamo per metafore.

Facciamo caso che la pecorella va dal pastore capo. E il pastore capo ti accoglie, ti striglia, ti svermina e ti dice che il pastorello della bassa, dove stai te a brucare la sterpaglia, è uno stronzo, un cretino, un testa di cazzo, un malvagio che ce l’ha col mondo perché gli da noia avercela anche con se stesso. Uno che tosa le pecore col machete (e alcune pecore ci lasciano brandelli random oltre al vello) perché pensa che faccia figo e aumenta la sua autostima.
La pecorella smarrita, piangente, va dal pastore capo ed egli ti consiglia di andare da colui il quale paga tutti i pastori. Per dirgli casomai che quel pastore lì sarebbe da mandare a fare i recinti, che ne so. E il pastore capo rosica e si indigna perché anche a lui il pastorello della bassa lo tratta un po’ di merda, ma non essendo suo dipendente ora non è da mandarlo a calcinculo. E quindi ti consiglia di dirlo all’ "osteria", al "prete" e a quello che paga tutti quanti.

Che bella immagine bucolica, specie la pecora tosata con schizzi di sangue a go go.

[Se ho usato la metafora della pecora è proprio perché circa 200 persone l’anno sono messe a pecora (bonjour finesse) dal pastorello della bassa. E insomma, qui si iniziano ad avere problemi di emorroidi. E dicono che i blog aiutano a qualcosa? qui tanto non serve a nulla, ma almeno lo sfogo permettetemelo. Chi vi scrive dovrà smuovere le acque con i virgolettati di sopra. In caso portatemi i clementini senza semi.]

0 thoughts on “Partiamo dal basso.”

  1. Se poi trovo il pirla di turno che chiede spiegazioni del post, delle metafore o del titolo nei commenti… quest’oggi mi girano talmente i coglioni che ce lo mando (dal pastore, ovvio.)

  2. Hai sbattuto il naso contro l’autonomia didattica, immagino. Se gradisci un suggerimento, non pensare troppo al pastore della bassa.

    Wally QCNH2B (e che spera di aver capito correttamente la metafora)

  3. Mi sembra che tu sia più tranquilla. Spero che il tuo sfogo metaforico bucolico stia già facendo effetto. Da come mi sembra la situazione credo che tu debba tirar fuori la pecora (nera?) che c’è in te e passare quest’esame.

    Non ci sono altre soluzioni per te. Devi crederci!

    Per il resto in culo alla pec… alla balena.

    Wally (QCNH2B)

  4. Wally, te la fai semplice, purtroppo non è così.

    Perché per quel signore lì ogni anno perdiamo circa 300 mila euro di finanziamenti, e quindi il problema non è un esame in se.

    Per me il problema non sussiste perché prima darò tutti gli altri esami e poi mi trasferirò un anno, magari all’estero se possibile, per farlo. Ma che le mie tasse universitarie non vadano alla mia facoltà perché un insegnante non parla con i suoi colleghi e non si decide a cambiare modi di fare lo trovo ignobile, perché sono io a pagare il suo stipendio.

    E per inciso: sono due anni che provo a passarlo l’esame.

  5. Certi ignobili pecorari non si sa proprio chi li abbia posizionati lì. Anche io nel mio gregge ho avuto dei problemi con un pecoraro che amava molto torturare e sodomizzare le suddette pecore soprattutto nelle sessioni di pascolo estive. Forse colpa del caldo.

    Poi un giorno il superpecoraro capo (donna, evviva!), dopo che mille mila pecore erano arrivate con le loro lamentele gli ha dato una bella tosata e da allora, stranamente, si è iniziato a pascolare meglio e a farsi tosare più delicatamente.

    Non c’è speranza che il pecoraro tuo vada in pensione? Bucare le gomme del carro che lo porta al pascolo? Eliminare lui e tutta la sua famiglia spedendolo a pascolare le greggi in sardegna?

    In ogni caso, speriamo bene!

    Ciau!

    P.S. Che bello avere finito appena di pascolare in quei luoghi ed avere già voglia di tornarci O_o

  6. Desmentera: gli hanno incendiato già il carro quattro volte negli ultimi cinque anni. Ma io sono sempre dell’idea che se si può agire è meglio farlo per vie molto legali ;)

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