Al lunedì i musei sono chiusi.

Che poi prima avevo scritto il post. Ma siccome non lo scrivo mai in brutta e splinder aveva deciso di sloggarmi quindi ho perduto tutto. Io sto cercando di ricordarmi quel che ho scritto, e intanto vi linko pureuna cosina, perché vi vedo frementi di curiosità, non negatelo. Volete gli mp3 dei Muse e di Black Hole and Revelations prima che li passi, alcuni, stasera su Radiosglaps. Vero eh? Come so leggere nel pensiero….
Beh, eccoli. Spartiteveli.

Ma arriviamo al dunque. Questi mondiali per ora ci spoetizzano.
Anzitutto il formato di visione. Quel 457:9 mi pare una genialata per davvero, tutti noi sfigati con la tv in analogico e il 14 pollici ce la prendiamo allegramente senza alcun sussidio di vasellina nell’apparato oculare. Addirittura quest’immago è anche più fastidiosa, mi permetto, delle mie combinazioni cromatiche del vestiario degli ultimi giorni [vi assicuro: pantaloni verdogialli, giacchino arancio, maglietta con scritto deutschland che rammenta i colori della bandiera, me ne rendo conto anche io].
Ad esempio Attimo ha avuto anche la pensata di scrivere ad Eugenio de Paoli, citatissimo dal Mazzocchi come responsabile rai, che ha risposto più o meno prima cercando di difendere la genuinità e la figosità del formato, per poi abbattersi come un interista alle 17 del 5 maggio confessando che qualcosa alla fin fine non va, così producendosi in un "ciccio, ce la passano così, non abbiamo voglia di metterci mano… e poi se te fossi meno pezzente e ti comprassi una tv che supporta il 16:9 non avresti noie. Ora non rompere che la birra mi si scalda."

La troiata maxima però la radiotelevisione italica la esplica nel caso Gialappa’s. Noialtri che pensavamo, angelici e giulivi, di poter seguire quei guasconi lì commentare i mondiali tramite streaming… questa volta, sempre senza l’ausilio della vaselina, ce la siam presa nell’orecchio.
Un passo indietro.
Probabilmente anche nelle vostre case Radiomaria si sentirà anche nel frigo e radiodue neanche se vi mettete in pose plastiche a supportare l’antenna. Ricordo che in casa vecchia la prendevo solo in onde medie e tenendo lo stereo sulla mensola/soglia della finestra, orientando l’antenna verso il campanile del duomo. Sentivo così -finalmente- radiorai malissimo, ma in modo perfetto radio Varsavia. Ed ero quasi tentata di imparare l’idioma, vi dirò. Ma non divaghiamo. Il punto è che radiodue si sente dimmerda dappertutto.
Quindi noi col computerino sempreappresso pensavamo di godere [eh, godere… vaselina, mmm…] dello streaming sfigato in realplayer che la rai ci prospetta e al quale siamo sottomessi, chessò, anche per ascoltare Fiorello. Ennò invece. I Gialappi e le partite non sono né saranno trasmessi in streaming. Ciò costringe noialtri a simpatici escamotages per poter ascoltare le radiocronache, visto che già le partite non si vedono.
Sappiate solo che a me il lettore mp3 fa sentire le vocine dei tre tenendolo in posizioni piuttosto strane:
a) tenendo il lettore in bocca (opto dalla parte della presa usb)
b) tenendo il lettore sul capo
c) tenendo il lettore sul malleolo
Stasera mi son prodotta in un tenere il lettore tra alluce e indice con la gamba accavallata e il ginocchio ad altezza mento. Che bello, altro che gli altri ingrasseranno durante i mondiali. Io diventerò la novella Heather Parisi. Il contorsionismo endogeno non pensavo facesse comodo per ascoltar la radio.

Che c’entra il titolo del post?
No, è che in realtà volevo fare avanguardia titolando a cazzo. Ma in realtà, visto che qui esaltano tutti la mia capacità logica un senso ce l’ha, tenetelo presente che adesso ci arriviamo eh…
Quando io vado in ferie mi da immensamente noia tenere il culo infisso da qualche parte. Conciò mi cerco sempre dei simpatici itinerari pseudointelligenti che prevedano la visita e l’approfondimento con luoghi di interesse storicoturistico che prevedano anche musei. Dal Museo del Peluche (giuro che esiste, a Rothenburg) alla Glyptoteck di Monaco e le sue statue. Ma che anche quando sei in giro sei talmente svagato e sminchiato che non è che ti tieni presente che esiste un susseguirsi ciclico di giorni della settimana, e che in questo il lunedì viene adottato da quasi tutti i musei e luoghi storici presenti sulle terre emerse come giorno di riposo. E lì, con il naso schiacciato sul primo cartello plastificato del geschlossen locale un po’ rimani deluso. E d’altro canto esclami con prosaicità, ed immutata stima, il tuo primo arschloch della giornata.

Quindi te, col naso che non può superare sky o lo streaming che non capta partite, ti partono un rosario di parolacce che, nell’occasione, per onorare l’evento ti fanno ripassare tutto il tedesco nelle tue conoscenze. Poi passi all’italiano, perché sia mai che qualcuno non ti capisca.

Qui sotto un chiaro segno di esistenza del museo del Peluche, eccovi un suo prodotto.

The bassotten

[Adesso prima di pigiare send salvo il post, perdio. Anche se ci ho messo…]

0 thoughts on “Al lunedì i musei sono chiusi.”

  1. guarda, non dirlo a me. per editare il post su faccedamondiale ho perso TRE ore. e poi era tutto a puttane, mi è toccato riscriverlo tirando giu’ i santi. grazie del link, quando avro’ spazio lo scarichero’. ;)

  2. Visto che hai la possibilità, prova a cospargere di vaselina l’antenna. Potrebbe agevolare la ricezione. Del segnale, of course.

    Wally Qchn2b

  3. Ennò ma pensavo che su RadioDue non ci fossero proprio più. Pensavo che questo fosse il colpo di grazia alla radiotivù pubblica, dopo il taglio di Fiorello all’ultima puntata di Viva RadioDue.

    E poi lo stimatissimo Vezzoli che ha Sky è papà. Quindi, è l’altro Vezzoli. Lui paga, e io casualmente mi trovo davanti alla TV quando fanno le partite. :P

  4. hai proprio ragione!Noi poveri sfigati senza cristalli liquidi nè sky…

    Questi mondiali me li sto sudando!

    Pensa che io Radio due la prendo solo in bagno, seduta sul cesso…

    oppure col digitale, ma poi non vedo le immagini…

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