Devo comprare delle cornici Ikea, ma mi da noia arrivare a Casalecchio.

Dipendentemente da miei sprazzi di horror vacui acquistai numero quattro stampe con soggetti parigini da incorniciare e porre nei muri bianchi di casa mia, assieme a miei giovanili attacchi d’arte.

[sì, non c’ho il bloc notes e abusavo dello sglaps, ché almeno i titoli li leggo. I post no, ma i titoli sì, ché sono scritti grossi e di una sola frase col punto alla fine]

A me fa bene lavorare fuori, acquisisco i vizi e le virtù del popolo con cui sono a contatto.
Deriviamo la frase sopra: ho impeti di testadicazzismo. Me ne sono accorta stamattina, lavorando, mentre ho detto a un’impiegata dell’università circa questa cosa:
"Sì, ora lei si impone perché crede di essere dalla parte della ragione, ma io andrò in presidenza e le dimostrerò che non è così. Quindi ritornerò qui e mi potrà fare le sue scuse, che io accetterò perché contrariamente a lei ho elasticità mentale."

Mmm, sì.
Ma diciamolo, il mio periodo di lavoro è stato pessimo. Bello ma da orchite. Ora non sto a spiegarvi cosa facevo, ché è lungo e macchinoso [e sono anche pudica a parlare di lavoro, non so, ci ho l’ansia e mi vergogno e ho paura che porti male. Ho le paranoie, sul lavoro.] ma diciamo che era divertente da un lato e stressante dall’altro.
Questo post quindi poteva intitolarsi anche "cazzo, ma mi cadranno i capelli per quella terapia lì un po’ invasiva o perché fubbi sottoposta a stress acuto?".
Vi elenco una giornata tipo:
Ore 07:00 sveglia, doccia, vestizione
Ore 07:25 entrata nella stazione Laumiere, linea 5, per poi cambiare a Jaures o Stalingrad [non ricordavo mai dove c’era meno strada da fare a piedi, e quindi a volte mi incazzavo per le 4 rampe di scale] fino a Opera.
Ore 08:00 colazione col capo e piano della giornata
Ore 08:30 inizio del lavoro [seguono diverse pause, salcazzi, spostamenti]
Ore 15:00 pausa pranzo
Ore 15:30 eventuale rispostamento fino a Porte de Pantin in zona città della Musica
Ore 19:00 pausa, fino alle 21 con eventuale prolungamento dalle 21-24 per qualche spettacolo e/o prova
Ore 23-24 cena
Il mio capo, ebreo polacco parlante tedesco, inglese e italiano, ex deportato [ha circa novant’anni] mi chiamava l’animale da soma, con simpatico umorismo tedesco. Credo che però a tratti mi abbia trattato come esperimento sociopedagogico [oltre a mandare me ad appianargli le cose prima che arrivasse lui], difatti i primi due giorni ero silenziosa, e lui il lunedì se ne esce dicendo:

"Ti vedo troppo contratta. Dai, non fare come i tedeschi, sei latina… sfogati…"
"…"
"Su lo so che è stressante…"
"…"
"…per quello ti abbiam chiamato, sai quanti han rifiutato?"
"…"
"Dai che non ti capisce nessuno, sfogati."
"Sticazzo di artisti di merda, che hanno sempre le fregne che sembra sempre che hanno dormito a culo scoperto, va bene?"
"Sì, e se non fossi artista anche io ti darei ragione."
"Già."

Così, amabilmente, le giornate passavano.

Cartolinismi due

Però, ad esempio la domenica ho fatto una genialata. Visto che il sabato metà mia equipe, non ha lavorato con la scusa dell’essere ebrei osservanti [e lì in silenzio mi chiedevo dove fosse sul contratto, ma chiedendomelo in silenzio non se ne è accorto nessuno] io la domenica ho rispolverato il mio cattolicesimo osservante.
E come potete vedere dal solito Flickr infatti ho osservato il Sacro Cuore, a Montmartre [e lì sotto ho comprato le 4 stampe, ecco]

[Oh, ho ancora circa 300 foto da uploadare, ma ci vorrei mettere anche le didascalie. Abbiate pazienza, è un lavoro immane, sto scartando quelle non giapponesemente belle perché in alcune non potendo usare il flash negli interni sono venute schifose e non mi va/non so photoshoppare. Son cose.]


0 thoughts on “Devo comprare delle cornici Ikea, ma mi da noia arrivare a Casalecchio.”

  1. Fran… ci credo che non hai voglia di arrivare a Casalecchio (a volte non ce l’ho neanch’io… ed è qui a due passi!), ma le cornici non le vendono solo all’Ikea… sai? :)

  2. Quel che adoro di questo blog è vedere qualcuno che dice a qualcun altro qualcosa che gli andava proprio detta… (mi riferisco alle impiegate dell’università…)

    Volevo fare una battuta a proposito di peli sulla lingua ma mi son reso conto dei quadrupli tripli sensi carpiati e ho evitato…

  3. Evviva, sei tornata! Me ne sono accorta sol ora (son sveglia, eh?!). Io sono in fase di riassestamento dopo dosi antibiotiche anti raffreddore-influenza-schifo catarroso vario. Ma il 21 parto per London. Ma si potrebbe fare una “Storia di due città” io e lei (l’originale l’ha scritto Dickens, vero?). Oppure un “Senza un soldo a Parigi e a Londra” (originale di Orwell, ne son sicura!)? Per me sarebbe più azzeccato…

  4. “Sì, ora lei si impone perché crede di essere dalla parte della ragione, ma io andrò in presidenza e le dimostrerò che non è così. Quindi ritornerò qui e mi potrà fare le sue scuse, che io accetterò perché contrariamente a lei ho elasticità mentale.

  5. “Sì, ora lei si impone perché crede di essere dalla parte della ragione, ma io andrò in presidenza e le dimostrerò che non è così. Quindi ritornerò qui e mi potrà fare le sue scuse, che io accetterò perché contrariamente a lei ho elasticità mentale.” (ok, ora devo cambiarmi i boxers) ^^

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