In realtà qui siccome non si scrive stando maluccio vengono in mente Lourdes e dintorni.

[chi vi scrive ora sta con un dolore cane nel nervo mandibolare, quello che vi addormenta il dentista. Sto facendo finta di nulla ma credo che in casa il 50% della famiglia se ne sia accorto dalla domanda "come si chiama quel nervo ramo del trigemino che i dentisti addormentano e che si trova nella fossa mandibolare?"]

In questi giorni ho parlato spesso col mio Muso ispiratore.
E per esempio, capendo che il mio Muso è un po’ l’uomo della strada (non ti sto dando del barbone, ma della persona-campione che prenderebbero quelli di Secondo voi per strada a intervistare e poi lì Dal Debbio, come si chiama, alla fine chioserebbe con una frase buonista e populista a caso),  ho capito che la gente che non è mai stata a Lourdes non sa come sia e come funzioni.
Ora, siccome qua ci son stata un paio di volte e siccome mi pare che l’altra volta che feci un post -che non trovo e non ho voglia di cercare, ma se lo fa qualcuno lo ringrazio- ma che era un po’ criptico perché mi sembrava un po’ brutto parlare così di cose religiose ora mi è passata, anche perché son passati più di 5 anni ed è lì come la storia dei reati in prescrizione.

[cheppalle le premesse lunghe eh? vi capisco, ma tanto non postavo da un po’. In realtà in questa settimana avevo una mezza voglia di chiudere pure lo sglaps, perché non ci ho più le forze. E se ‘sto post ve pare gajardo vuol dire che son l’unica persona che ragiona bene col mal di capo e nevralgie. Sovraumana.]

Delle due volte a Lourdes non ricordo soltanto la camera da letto della seconda volta che vi ho soggiornato. La prima volta eravamo io, mamma, nonna e cane (femmina). La seconda io e la mamma.
Il mio Muso ispiratore (che sapete chi è, suvvìa) mi ha detto di riprovare ad andarci, ché forse stavolta trovo aperto.

In realtà io a Lourdes ho fatto tutto quello che un cattolico esemplare potrebbe fare. Grotta, Messa, Processione diurna e notturna, acqua, piscine. Se volete quindi al bugiardino che tra poco manderete al Vaticano potete aggiungerlo. Ora sono un po’ più parecchio molto assai distaccata, visti gli ultimi due anni eh, e non mi sto giustificando.
La prima cosa che non mi piacque, di Lourdes, fu tutto il merchandising che c’è intorno. Che poi è la cosa che mi da noia ovunque, dove c’è di mezzo la religione. Checcipossofà, ho ‘sta visione pauperistico-francescana e mi incazzo se vedo un cappuccino con le nike, ché se uno fa voto di povertà deve stare coi sandali tutto l’anno (per quello io non lo faccio, se lo facessi mi atterrei, eccheccazzi). Ma stiamo divagando, as usual. Me ne scuso.

Lourdes secondo me da un grosso problema. Se non si ha una fede ben radicata e non volta al fanatismo non si può affrontare bene. Andare in un posto per chiedere un miracolo a tutti i costi è impensabile. Andare in un posto per sentirsi più vicini alla propria idea di fede e sentire un clima particolare è un altro. Quindi vedere un po’ tutti i malati, lì, tutti assieme, in condizioni disperate destabilizza un poco. Perché, ci si vada, non so. Io la prima volta ci andai con la famiglia per vedere. La seconda per ringraziare. E infatti furono due volte vissute in un modo diverso.

Una cosa: le candele e gli oggetti di devozione li comprate fuori dal recinto. L’idea non è malvagia, allontana un po’ la parvenza simoniaca. Entrambe le volte accesi una candela per la mia migliore amica, con la quale condivido sfighe varie e nome.
La prima volta fummo reclutate per cantare nel coro internazionale. Qui si cantava in chiesa, e quindi la voce c’era, ecco. Ed eravamo solo noi tre di famiglia. E il prete-direttore disse: "oh, tre ma… -segue gesto col pugno che significava tipo toste-". La seconda volta invece vedemmo la processione notturna, con le candele in mano (ché vi dirò, da queste rampe che danno sulla chiesa, è bellissima e suggestiva).

Vediamo di spiegare il posto: ci son ‘ste due chiese, una sopra l’altra. Architettonicamente un po’ kistch, ma non è che si va a guardare ‘sta cosa (però sembra averla disegnata la Disney).
Nella basilica superiore ci sono ex-voto ovunque, ed è la più bella (vah, che roba). La inferiore non me la ricordo così bene. In mezzo c’è una specie di cripta, ove la seconda volta dovevamo andare a sentire la messa tipo alle nove. Ma al posto della messa in italiano c’era una comunità orientale con un rito in una lingua incomprensibile e per di più particolare della zona loro. Fuori incontrammo una tizia che faceva la volontaria dell’unitalsi e disse che è una cosa normale, lo spostamento di messe in lingua, e che la cosa più tranquilla è cercare la messa internazionale, sotto l’esplanade. Ma noi si doveva partire per Nantes.
Sono questi i momenti in cui uno apprezzerebbe la messa in latino.

La cosa bella di Lourdes è l’acqua. ‘Sta affermazione quindi ve la fa vedere come la Chianciano della Fede (del resto, oddio, son due cronicari…). Non parlo della Gava, fiume che attraversa tutto il paesino, dal corso del tipico fiume di montagna (signori, siamo sotto i Pirenei, mica ciospe), ma di quell’acqua che sgorga dalla Grotta e che si dice sia stata fatta sorgere dal nulla dalla Signora che lì prese l’appellativo di Immacolata concezione (la scritta sul basamento della statua vi fa capire che lì il dialetto non è propriamente francese, ma misto allo spagnolo). L’acqua, che si prende dalle fontanelle che vedete qua accanto ha particolarità chimiche rispetto al normale: dicendole in soldoni "non va a male", non fa posatura, non prende cattivo sapore, non degrada. Perché? I chimici han detto che assorbe le radiazioni luminose e quindi si autodisinfetta da sola.

Diciamo che è lì il prodigio, perché l’uomodellastrada non sapeva come fossero le famose piscine, e in verità prima di affrontarle neppure io. Ma vi dirò che ricordando l’esperimento mia mamma ride ancora fino alle lacrime.
L’andare alle piscine non è una cosa termale né un’esperienza simile all’acquafan di Riccione con tanto di Albertino che fa il Deejay time. Diciamo che può risultare un’esperienza un po’ particolare, specie se la fate nel tardo pomeriggio, come me.
Prima cosa: separazione uomini dalle donne. Questa, unita alla fila fatta da seduti con tanto di chiamata in stanze (sotto una specie di pergolato ci son queste panche, e ogni tanto ti chiamano e ti smistano verso le varie camere) fa molto "alle docce, tocco di sapone e fuori c’era scritto che il lavoro rende liberi". Non so perché, ma a me a metà prese maluccio, tanto che pregai con un fervore che neppure un presule possiede. Seconda cosa, quando entrate dentro le stanze sarete circa una dozzina di persone dello stesso sesso in uno spogliatoio. Fa molto clima partita. Vi daranno una sorta di grembiule con una M mariana sopra e secondo me anche non molto monouso (o almeno, ricordo che fuori c’era una striscia di muco che non mi sembrava avessi prodotto lì per lì). Poi ti aprono sta tenda che da alle due vasche: due sanitari di un metro e mezzo di lunghezza in cui se vuoi ti fanno fare il bagno, assistito da due signorine che si sbrigano un po’ in tutte le lingue, come lo fai a casa. Io non è che lo feci in modo approfondito ma mi buttai un po’ l’acqua addosso.
L’acqua, fredda, che sta lì dalla mattina e aveva capelli, pelucchi, polvere e non so che (si può dire in questo caso "lo sa solo Dio").
Poi la signorina mi fa: "se vuoi puoi baciare la madonnina qua sulla vasca" (ché mi pare dicemmo anche una preghiera assieme, ma capitemi, era abbastanza tutto molto provante. Qui la memoria di mia madre potrebbe esprimersi in un commento) e io andai a cercare l’ultimo pertugio della statua che non contenesse rossetto. In pratica sembrava fosse passata al reparto cosmetica dell’upim, la povera statua.
Poi uscii dall’acqua, che si era asciugata subito dal corpo, praticamente asciutta e andai a rivestirmi portando con me uno sguardo che non so come fosse, ma mi sentivo le palpebre sbarrate un po’ come se avessi delle lenti a contatto dure.
Mia mamma, poverina, che doveva entrare dopo di me, mi chiese incrociandomi:
"come è?"
"mmm, mmmeh, mah, così"
Sono imperturbabile, lo so. Dopo è rimasta più scioc… ehm, colpita di me dalla cosa.

Il vero miracolo è non collezionare batteri, funghi e virus.
Quindi direi che l’acqua funziona, visto che poi non mi presi nulla, neppure un protozoo. Ora come ora non lo rifarei, piuttosto prendo tre taniche di acqua e me lo faccio nella vasca dell’hotel.

P.s. Acqua di Lourdes ancora in mio possesso, dopo anni, è ancora bevibile, e ha anche qualche risultato. Ma violerei la mia privacy dicendovi come, cosa e perché.

[grazie per le foto a Laurence OP (set) e Fxp (set)]

0 thoughts on “In realtà qui siccome non si scrive stando maluccio vengono in mente Lourdes e dintorni.”

  1. Io non amo Lourdes, Fatima o Pietralcina. Non per cattiveria o per ripudio verso la religione: proprio perchè capisco che il dolore e la fede sono elementi del tutto irrazionali quanto imprevedibili (e personali) non amo tutto ciò che ci sta intorno. Insomma: vedere un paese che prospera sul dolore e sui desideri più sentiti vendendo ceri, bottigliette, cartoline e rosari mi urta molto: perchè tutte ‘ste robe sono obbiettivamente brutte e kitsch, e vengono pagate con i soldi di chi sta male. Non mi piace, ecco.

  2. Ricordo che la mia impressione non fu bella, alle piscine mi sono trovata a disagio ad entrare nell’acqua utilizzata da tante persone prima di me. Pensavo la cambiassero!

    Forse l’acqua è davvero miracolosa, se fa evitare contagi vari. Ora mi domando se anche tu come Achille hai delle zone non bagnate dall’acqua e pertanto vulnerabili, vista la situazione. Mamy

  3. E io ti dico, a beneficio degli acidi e malelingue, ché la testa me la sciacquai sotto i rubinetti lì quando faceva caldo, ché tanto avevo i capelli cortissimi.

  4. un paralitico si reca a lourdes per chiedere miracolo, a trenta metri dal santuario ribalta la carrozzella e si trascina con le mani fino alla Madonna pregando: ” ti prego Madonnina, ti prego, fammi tornare a casa a piedi!”

    Poi si volta e si accorge che gli hanno fregato la carrozzella.

    grazia è stata fatta, un altra storia a lieto fine.

Rispondi