Pensavo ad un aggettivo per definire il periodo e fatico a trovarlo, pescando anche nel dialetto.
Forse quello che si avvicina di più alla realtà delle cose è apatia.
In pratica è un periodo strano.
Non so se sapete. Quando le cose non vanno ma non ti importa se possono andare e non andare. Cioè proprio fregarsene anche se casca qualcosa vicino. Una cosa così, neppure ti sposti, tanto non ti ha colpito.
Poi avevo fatto un post con la frase sopra. Ma per una volta ho adoperato una sorta di autocensura. Ovvero, dicevo un periodo un po’ strano, che ti porta a capire bene tutto quello che succede, lo scrivi ma non lo vuoi vedere di nuovo leggendolo. Il problema è che sono periodi che anche alle quattro di notte, dopo aver fumato e tutto hai la testa che ti corre in modo spaventoso. Vigilanza del dolore, può darsi. Non so, periodi. Periodi che durano da un anno ma pur sempre periodi. A volte ci si fa l’abitudine, altre se ne hanno le scatole piene. Ecco, ho detto scatole anziché palle, si nota che non è periodo. E leggendo gli ultimi periodi mi sembra che mi ci voglia un dizionario sinonimi/contrari, ma potrei spacciarlo per arte.
Così si passa altalenanti dal non voler vedere nessuno, al non voler uscire, al non voler parlare con nessuno, al non voler far qualcosa.
Poi vabbè, ho pensato di chiudere anche su baracca qui ma almeno per cinque minuti al giorno si passa del tempo estraniandosi un po’. Però la radio, il cazzeggio, l’aggregazione tipo aeiouy da fare con gli amicicci viene male, ma molto male.
Quindi boh, c’è da aspettare penso. Da una parte mi dispiace chiudermi a riccio e fare al solito la mmm asociale. Non mi va, non ho voglia, ma il problema è che neppure mi girano. Quindi non potete neppure minacciarmi azioni di disturbo per farmi incazzare o mirabolanti programmi per il futuro. Il problema forse è che a volte, e mi ripeto, avere l’intelligenza di accorgersi che i problemi sono un po’ più profondi di quanto non si sia già metabolizzato è mmm un problema. Che dicevo del dizionario?
l’hai scritto tu per me, sto post, mi ritrovo in tutto. è che io sono dimolto apatica e manco trovo la forza di dare un significato a tutto.
Che bello, eh.
Al bar cafoscari.
amico-mio-magistrale (beveva un succo ACE): “eh, è perché questo è un periodo del cazzo. Cioè può iniziar tutto ma hai paura che inizi ma ancora di più che non inizi niente e allora CI HAI l’angoscia.”
io (bevevo un cappuccino non-bollente-come-lo-avevo-ordinato): ” eh, sì, è vero.”.
Lui ha ragione e in quel momento lo stavo capendo alla perfezione, sebbene il primo pensiero che era sulla superficie polverosa del mio cervello era di essere una donna AM (ad Alto Mantenimento) per la storia del cappuccino “ma bollente, sa?”.
Ma infatti io poco fa ero sul balcone e pensavo che avevo sbagliato té, ma poi continuavo a berlo perché intanto pensavo ad altro.
Non so che dire, però se avanza un dizionario manda qui…
Dài che gennaio l’è quasi finito, Febbraio l’è corto e poi è subito priMMMMAvera (svegliatevi piccineeeeee…alle hascine ecc.ecc.)
:)
messer Aprile.
/me brama marzo.
Ma non dire così che mi fai venire il cuore piccolo piccolo… =(
Ehm, ma devo fare io coraggio a voi?
non parlarmi del dizionario, che io uso le parole ad minchiam
vabbè… facciamo che io intanto ti regalo il dizionario… poi vediamo che succede sui tempi lunghi…
Asocialità. Una spirale. Uno comincia un pò per prendersi dello spazio in solitudine un pò per scazzo o umore nero, un pò per altro. Ma se rischia di andare avanti troppo finisce che quasi dimentichi come si fa ad interagire con la gente. Che ti dimentichi cos’è che vedevi di così buono nelle uscite, nello stare in compagnia, nelle altre persone.
Io mai saputo interagire con la gente. In modo normale, dico. Se servono corsi son qua.
[sì sì, Fran, facci coraggio :(
Io ho un brutto brufolo sulla guancia sinistra :(
Come sono triste, tapino e disperato :( ]
Son cose.