Jesus don't you know that you coulda died, shoulda died.

andrew birdDa quando sento la linea-basso batteria e il violino semiubriaco di Fake Palindromes in heavy rotation da circa due giorni ho la netta sensazione di essermi presa una cotta musicale per Andrew Bird.

Che poi io quegli mp3 lì di The mysterious production of eggs li avevo lì, parcheggiati nella cartella musica che non ce la fa più mischiati tra gente come gli Of Montreal, i Page France e gli Apples in stereo.
Cioè, l’avevo lasciata lì orfana, ‘sta canzone con un formaldeide schiaffato lì nel testo come se fosse un sole, cuore o amore qualsiasi. Cioè, se uno guarda il testo di Fake Palindromes dopo essersi chiesti se son funghi o colla nota anche che oltre che nel titolo i palindromi ci sono anche nel testo. Poi vabbé, in quel sito si avventurano anche a spiegarlo il testo, ma capitemi, dopo ci infogneremmo tutti.
Già tirar giù due note biografiche, avendo poche testimonianze, l’è dura.
Chitarrista, cantautore, violinista. Lunga carriera alle spalle, partendo da Chicago. Qualche anno fa fonda i Bowl of fire, poi nel 2003 passa alla carriera solistica. Percorre un po’ tutti i generi, infatti è difficile inquadrarlo in un qualcosa di preciso. Diciamo che chi è sensibile al fascino di Yorke, di Buckley e di Sufjan Stevens può sicuramente apprezzarlo. The mysterious production of eggs è un ottimo lavoro, di armchair apocrypha non so ancora cosa dirvi perché lo ascolto solo da ier… ehm.
 

L’album nuovo esce il 20 marzo. Nei nostri negozi online raffiguranti animali sterili o simili è già uscito. Ma potete anche avventurarvi a sentir qualcosa sul myspace oppure altro materiale linkato sul suo sito.
 

 

Altri mp3 su HypeMachine.

0 thoughts on “Jesus don't you know that you coulda died, shoulda died.”

  1. era una domanda retorica, la mia. un modo gentile per esprimere il fastidio di vedere idioti sul tuo blog. idioti, ma detto con il sorriso eh. :) ecco.

    La thurs

  2. cioè, non so se ti piace l’indie pop. Tipo pipettes. Che io normalmente ci andrei al bagno per vomitarci su la pasta al sugo o chissà cosa, però oh, ci so in trip.

  3. ma le pipettes sono indie rock? da quando? io credevo fossero pop pop…

    cmq adesso ho i CD del bel signorino del post. nn è male. l’ho messo nella compilation n°18 insieme a Django Reinhardt, PJ harvey e i scuola furano (le mie compilation son senza senso…)

  4. Nicole: oddio, non ho la somiglianza… ora ravano dentro la discografia.

    greenwich: sai che non lo so se le pipettes mi garbano o mi danno immensamente noia? Però ora ci ho la curiosità…

  5. HAVE A NICE DAY. Quella è la canzone. Mi è venuto ora il flashione con quella pallidona della gwyneth che si sbevazza il martini e c’era in sottofondo quella canzone. che memoria per gli spots. l’umberto sarebbe fiero di me! (???)

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