Toh.

Vi spiego come vanno le cose.

Io le cose le passo e le supero in due modi:
a) Francesca che non gliene frega nulla di quello che fa, quindi la fa a casaccio, la cosa la supera e tra lol e rotfl mentali dice "mah, sticazzi".
b) a Francesca una cosa interessa tantissimo, ci sta parecchio male, ci si consuma, arriva al punto di dire "ok, non ce la farò mai", poi al momento in cui la riaffronta non si sa come mai ma trova la forza/incoscienza/disperazione/cazzonesounrantolodidignità che ce la fa a fare quel saltino lì.

[parlare in terza persona fa impressione]

Ecco il meccanismo b nessuno lo capisce ancora, ma posso dirvi che un po’ come quando andai a fare Biochimica piangendo la sera prima e dicendo "non ho passato il compito né la passerò mai", ecco, ieri ho usato un po’ la stessa cosa. Ma per arrivarci sono arrivata al peso di cinque anni fa, alla cenciosità di cinque anni fa, alla situazione di tristezza di cinque anni fa. Lì ero riuscita a non prendermela più se non avevo mai avuto l’affetto di un padre, oggi ho capito che se non ho l’affetto mio per me stessa e basta non ci sarà mai nessuno che me ne vorrà abbastanza e che mi capirà fino in fondo.
Non credo di essere cattiva con nessuno se dico che sì, spesso al di fuori di me non mi si capisce. Per quello temo che tornerò a parlare poco di alcune cose. Ho un vissuto che gente nelle stesse condizioni andrebbe sì a lamentarsi e a rinchiudersi dallo psicologo a vita. Pazienza, sono così, e il casino è che da disprezzarmi con dignità perlomeno devo farmi un po’ più di tenerezza volta al mafiguratic’èdipeggiodite. Pensare di riconsiderare tutto quel che vivi partendo solo dalla unica certezza della vita che hai, ossia quella che il tuo fisico è un colabrodo, però è svilente peggio che ripartire da un bilocale di 38mq senza acqua/luce/gas. E quando chiedi però alcune piccole cose (piccole eh) e un po’ vengono meno ti dispiace. Però impari a prenderle come residuo del periodo-no.
E comunque, un po’ come rispondere al prof "se continuiamo con le domande astruse così io mi rialzo e me ne rivado anche stavolta" ieri sei riuscita a dire una cosa mai detta in 24 anni, e che boh, ci pensavi da una settimana e ti dispiaceva che qualsiasi cosa ti capiterà non l’avresti detta.
Sappiate che è difficile però, tanto.

0 thoughts on “Toh.”

  1. “Recita bene la tua parte, in questo consiste l’onore” (Dall’Antologia di Spoon River)

    Per dirti che è proprio così, che spesso le uniche certezze che si hanno sono cose che ti toglierebbero le forze, ma tu sei, la vita è, ciò che ci innesti sopra ogni giorno, e non mi riferisco solo a quello che finisce bene.

    Le scuse per il permettermi di dirti queste cose non conoscendoti bene le do per scontate d’ora in poi, ok?

    sporad

  2. Confermo, non sei cattiva con nessuno se dici che spesso non ti si capisce :)

    Hai una storia personale, e non so, una tempra, che sembrano un po’ appartenere a un eroe mitologico. Che non è a dire che tieni ‘na sfiga da traggedia, però, non sconfiniamo :P. E quindi, insomma, ti si vede spesso due passi avanti, ma passi da titano. Difficile starti dietro. …eppure per chi ci riesce penso valga la pena :)

    (c’è anche questo, che a volte si parla delle cose ma non se ne parla nello stesso modo in cui le si affronta, così chi ascolta capisce ancora di meno… ma gli va dato atto, magari, di aiutare inconsapevolmente)

  3. Non so cosa te ne farai della mia partecipazione di semisconosciuta,ma io te la offro comunque =)!

    E sì,parlare in terza persona fa davvero impressione,ma certe volte aiuta a ,che so,giudicare la situazione in modo critico (e qui scatta il “Ragazzì,ma perchè non ti fai una barca di cazzi tuoi??”)….

  4. che io stasera ho capito che persone che credevo mi capissero da una vita alla fine non mi capiscono per un cazzo e nemmeno mi rispettano. quindi fai te , che mi ci sono rovinato la serata .

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