Una volta qui c'era della vita.

Non so, guardo lo sglaps e un po’ mi intristisco, e visto che lo sglaps è un po’ lo specchio della parte cazzona e riflessiva di me stessa vuol dire che davvero sono messa male e non so, forse vegeto.
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No, è che per il prof di Immunologia dovrei pensare all’immunologia anche mentre faccio altro. Già che io mando sms con scritto: "segmenti anatomici" per intendere l’articolazione della spalla (o meglio, come cade una maglietta sul torace, vah)
Io, dovrei pensare all’immunologia anche adesso. O che ne so, se andassi in chiesa e sentissi lì che Gesù sputava per terra e poi impastava con la terra. Devo pensare che il cieco è stato risanato dal lisozima e dall’IgA di Gesù? Non è che poi che ne Bagnasco non so, si arrabbia?
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Cheppoi il prof legge lui. Io sono entrata lì nell’ufficio, che ci hai sempre un po’ quel timore reverenziale. Ho bussato e il prof era davanti al pc. E io guardavo lì quel disegno di quell’omino nell’header tanto simile a uno che conosco e quel… occazzo. Mi veniva da ridere, quasi. Se non passo l’esame gli dico che io lo "conosco", vah.
[Eìo, abbi pietà di me, ti scongiuro]
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Cheppoi ormai siamo lì, sempre i soliti rimasti con gli esami indietro. Con quei problemi che dicevo qui. Tutti intristiti. Tutti che verso le 14 ci abbiocchiamo lì sul tavolo. Una tristezza. Anche l’aula pc è chiusa. Non so, un ondata di tristezza, anche perché le mie compagne di corso hanno un humor che boh, il bagaglino è meglio. Così quindi mi trovo tutti i miei compagni mi rompono le palle per fare due chiacchiere e boh, ridono per qualsiasi cosa. Sì, l’autostima ringrazia, però insomma. Tristezza.
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Tipo stavo lì al tavolo, semisdraiata all’indietro a vedere le nuvole che passavano sopra lì nel pezzo di tetto fatto con il vetro e il ferro. E passavano ste nuvole. Poi mi son messa a vedere chi avevo davanti e ci avevo il surrogato del mio (scusa per l’aggettivo possessivo) magnagatti. Naso diverso e più bassino. Maglia ciclamino, come al Giro. Insomma, son rimasta a fissarlo tipo lo schermo del prof, oggi mi avran preso per scema.

0 thoughts on “Una volta qui c'era della vita.”

  1. cara, ti presento chi ha dato 4 esami nella sessione di settembre ed è stata segata in tutti e 4. l’autostima è talmente a pezzi che mi faccio coccolare verbalmente in conversazioni msniche che non dovrei più fare… TRISTEZZA!!! :-(

  2. Fran, potrei buttarmi giù da un ponte.

    Ma è così passato.

    Oppure il treno! Potrei aspettare il treno e poi.. no, vecchio.

    Buttarsi dalla finestra è stato fatto, un colpo in testa fatto, schiantarsi su edifici fatto..

    Ci vorrebbe un modo nuovo, originale. Scrivendo sul blog e all’improvviso uno da dietro, pagato in anticipo.. PAM! Un nuovo Marat!

    Mi piace.

  3. Cetri: ma guarda, ti porto un simpatico racconto di vita quotidiana.

    “ma non ci possiamo anche buttare nel torrente che è in secca…”

    “beh, ma essendo secco batti la testa…”

  4. La “combriccola di quelli con gli stessi esami indietro”, almeno quando la mia facoltà portava ancora il nome di Scienze Politiche e quando ancora vigeva il (benedetto) V.O. si creava con Diritto Pubblico, Economia Politica, Storia Moderna e, nel bienno di specializzazione Politico- Internazionale (che non ha nulla a che vedere con l’attuale LS o LM come dir si voglia) con Storia dei Trattati e politica Internazionale, tutti esami aventi in comune delle commissioni cavillose e rompiballe pure sulle virgole…il bello era che ci ritrovavamo puntualmente ad ogni inizio sessione,a discorrere come amici di vecchia data ;)

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