Nach Auschwitz ein Gedicht zu schreiben, ist barbarisch.

Io non esco di casa da un mesetto e rotti, ma due volte la settimana, fuori il cancello, sono impilati ‘sti cosi con tanto di nome a pennarello.
Ora spero che il codice a barre sotto serva per una successiva decurtazione dalla bolletta dei rifuti. Chissà quando….
Ma l’effetto di questi cosi fuori i portoni due volte la settimana è osceno. Ritornare alle vecchie campane? o così almeno ci invogliate a chi la fa di più?

0 thoughts on “Nach Auschwitz ein Gedicht zu schreiben, ist barbarisch.”

  1. E i vostri sono gialli e piccini…vedeste quelli per la carta quaggiu’ che sono grossi, bianchi e rotellati coi coperchi pressocche’ inapribili. Che poi pare che la carta finisca nelle stesse discariche dei rifiuti normali, quindi il vantaggio sarebbe…?

Rispondi