Questione di performances.

Vi posso dire che solo la cosa che mi viene in mente quando mi riposo due secondi è che voglio un caffè. O fumare passivamente. Diobono: fumare passivamente. Non è normale.

Questo blog si sta trascinando stanco. Mia mamma ieri in macchina mi ha detto che si nota che qui sopra scrivo un po' come viene, o che divento molto prolissa e polemica su alcune cose. Sintomo di stanchezza, mia. In realtà non fosse per la mia testa dura avrei mollato il blog da circa due mesi, ma mi impongo di scrivere altrimenti se smetto non lo farò mai più. Però è come una sorta di rifiuto: forse scrivo troppo di altro, di musica, di cose, in mail.

Stasera ad esempio una macchina nella corsia opposta ha fatto un sorpasso così azzardato che quasi facevamo un frontale, ma io non mi sono scomposta. Sono così stanca da faticare a captare la realtà di ogni momento e focalizzarmi solo su alcune cose. Da una parte riesco bene (Brugo, diobono, Brugo per il post di Goldfrapp su Grazia -no, non mi pagano- mi ha detto "se uno sa scrive, sa scrive". E io lì a gongolare, ché io Brugo lo scaric… lo seguo da eoni) dall'altra mi sento avulsa rispetto a dove sono, ma un'abile robottina.

Quindi non so, scusate? Forse devo chiedere scusa.


0 thoughts on “Questione di performances.”

  1. Scusa te lo chiedo io, per quello che sto per dirti con l'arroganza di chi pensa "so di cosa stai parlando per provarlo sulla pelle".

    "Scusa" devi chiederlo davvero.
    A te stessa. Perchè forse hai solo bisogno di prendere fiato.
    Se posso osare – e oso tanto – più che "trascinare il blog", negli ultimi tempi ho avuto la sensazione che stessi trascinando troppe cose tutte assieme.
    Magari (se me lo concedi) basta solo fermarsi un attimo e prendersi tempo per se stessi. Senza sensi di colpa e senza paure.
    MEM

  2. Ma no, ma dillo pure non mi offendo.
    E' che purtroppo quando hai troppi doveri non è che puoi rimandare qualcosa, ma magari il punto è che uno lo deve vivere diversamente, sai?

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