Dei problemi delle frequenze.

La foto vicina non è mia, è una cosa che vi linko ed è stata presa dalla redazione Bolognese di Repubblica.

Ora, ho visto l'allestimento tricolore del ponte di Calatrava a Reggio. Avendo visto la foto purtroppo già nutrivo delle aspettative.
Secondo me l'idea è una figata. Io 'sta cosa del tricolore apparte che boh, ci tengo, son sentimentalista e cose così che ora sembra che la gente non capisca più. Però l'idea di andare a fare un giro a Reggio Emilia a immortalare i tricolori mi stuzzica. E la trovo anche una cosa molto bella, come bello è il discorso che ha fatto Napolitano, mentre secondo me quello che ha fatto a Capodanno è stato molto boh. Cioè, in fondo ha quasi detto quello che hanno detto gli altri presidenti, Sarkozy in primis. Ma l'ha detto in linguaggio ottocentesco. E sinceramente, pur non apprezzando Sarkò, sentire "cari compatrioti" anziché francesi, concittadini, o simili in un tempo radiofonico di sei minuti secondo me è comunicamente apprezzabile.

Tolto ciò volevo dire che se passate anche in A1 in altezza Reggio Emilia non vedrete il risultato della foto: l'arco centrale resta sì bianco come al solito, gli altri due cambiano ciclicamente colore dal verde -discretamente distinguibile- al rosso -che non si vede proprio per niente, nulla, cazzarolaporcavaccazozza- per quanto riguarda quelli laterali.
Quindi oltre l'attendere una serata senza foschia per fare foto simili chi vi parla credo dovrà iniziare a usare photoshop per postprodurre. Allegria.


0 thoughts on “Dei problemi delle frequenze.”

  1. Sono – felicemente – stupita di sentirti parlare in questi termini della nostra povera Italia.
    "Felicemente stupita" perchè, purtroppo, è un mucchio di tempo che non sentivo più "ragazzi" parlare di Italia e patriottismo.
    Peccato che il Tricolore non si veda, quindi, ma l'importante è che lo si "senta".
    Almeno per me.
    MEM

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