"no, ma c'è un articolo della Costituzione che garantisce la libertà di stampa"

Oggi vicino casa mia c'era il direttore del Fatto Quotidiano che diceva 'ste cose, e lui sinceramente diceva che internet può tenere le rivoluzioni con la gente che si mette d'accordo, che internet può dare tanta scelta, che è gratis, che robe lì e simili nonché al solito "ma insomma, bisogna discernere che ci son tante cagate".

Secondo me internet lo capisci se prima ci sei stato su. Nel senso: un blogger può essere giornalista, un giornalista difficilmente può essere blogger. Non considero essere blogger una figata, ma credo che il 75% di noi (tranne alcuni) scriva giù i post di getto come faccio io senza pensare a pubblico/ortografia/barriere/stocazzo.
Il giornalista mi parte prevenuto.

L'altra cosa che pare non arrivare a tutti è che internet è come la vita: c'è gente che al bar parla di figa, e chi di problemi politici. Io ad esempio sono una cazzara, non è che tutti i blogger siamo là a fare la rivoluzione. Maddai, mi fo tanto il culo per tante cose che sviscero le mie due esistenze. Il blogger è uno che scrive perché ha trovato un posto per farlo: fine.

Ora secondo me c'era Current che era un ottimo mediatore tra pubblico italico che di internet non ne maneggia/giornalismo di informazione indipendente. Qui da Enrico Sola due paroline sulla cosa, con la giusta riflessione che -purtroppo- il denaro conta sempre sopra tutto quel di buono che puoi fare. Qui l'annuncio diretto di Current, dove si spiegano direttamente.
Questa è la pagina facebook dove ci si attiva/si da solidarietà a coloro i quali rischiano di veder chiuso il posto dove lavorano. Se volete però ben seguire tutta la cosa vi consiglio di seguire gli accadimenti su Friendfeed da Livia.


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