[25/01/12]

Quando accadrà sarà sempre troppo tardi.

Broken heart and broken bones
Think of how a castrated horse feels
One more quirky cliche’d phrase
You’re the one I wanna refill

In the someday what’s that sound?

[ Nirvana – I Hate Myself & I Want To Die ]

L’ultima volta che ero a passeggiare al cimitero, a Budapest, con la mamma, ho detto una cosa che tipo, siccome adesso nella mia vita nessuno mi ha cagato, forse sarebbe stato meglio che anziché cremarmi mi fossi fatta fare uno di quei monumenti funebri enormi, dove qualcuno deve sbatterci per forza il naso. Così, per rompere i coglioni.

Come del resto se mi faranno scegliere l’opzione “terrorizza chi avevi sulle palle per un po’ di tempo”. La scelgo subito. La storia del venirvi a tirare per i piedi e cose.Il fatto è che giungo spesso in periodi in cui non vedo più speranze. E non è attirare attenzioni.

Oggi parlavo con una mia amica che mi ha detto che sto lavorando molto per uscirne. Io non lo noto, ma sento molto in fondo una piccola speranza, come se domani svegliandomi qualcosa sarà cambiato, in me o intorno a me, piano piano. Con piccole cose che si consolidano sempre più. Ma il brutto è che capitano periodi come questo, dove sono diventata troppo debole, dove il rifiuto per la vita è ormai troppo forte per me e mi odio per questo, soprattutto perché penso che lasciar sola mia madre sarebbe da stronza.

In tutto questo l’averci provato e non esserci riuscita mi frena dal ritentare: un’assurda delusione anche quella. L’ultima di una grande serie. E quindi mi ritrovo così, vorrei solo mandare mail pregando qualcuno che mi aiuti a smettere con tutto ma dopo ci rimarrebbero male, peggio. E non so cosa fare, quindi passo la notte insonne piangendo. Non ne posso più. Davvero.


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