Makkox al Popstore (22-5-2011)

Al Popstore di via Nino Bixio era presente sabato Marco D’Ambrosio, che sul web si firma Makkox, ed è un quarantacinquenne che ha base a Formia e lavora come grafico.

Dal 2007 circa scrive vignette su web, per poi approdare anche a qualcosa su carta: era infatti nella nostra città per firmare le ultime copie del suo Ladolescenza, un volume di 48 pagine che raccoglie storie già pubblicate in varie riviste e siti web più un inedito. Un’opera immediatamente sostenuta dal passaparola in rete, che ha visto andare esauriti tutti i suoi albi autoprodotti in breve tempo

“Spero apprezzino la mia ormai proverbiale simpatia” diceva parlando dell’appuntamento sul suo blog. In realtà Marco è “cazzaro sul web e di persona. E’ il mio carattere, non faccio apposta, sono così al naturale”.

In coda per le dediche, tanti ragazzi che dicono di averlo tra i contatti su facebook, o altri che l’hanno conosciuto grazie al suo blog, visto proprio che Makkox fa parte di quella generazione di fumettisti digitali che usa la rete come palcoscenico e palestra collaborativa, interagendo sempre con i lettori e dando nuova linfa a un mercato del fumetto che era un po’ in stallo e che l’editoria italica considera ancora prodotto di serie B.

Fan conquistati a colpi di disegni taglienti e dialoghi fulminanti:  “noi che ce la cantiamo e ce la suoniamo sul web non consideriamo però quale sia l’esplosione di creatività che ha portato sia la rete, io ci sto dentro ma non capisco bene fino a dove arriverà, ma soprattutto facebook. Anche se molti per errore considerano facebook come se fosse internet, e quindi non capiscono eventuali cose come le censure… non arrivano a considerare che sia un servizio soltanto. Ma già il fatto che non sia uno strumento passivo, come invece la televisione, aiuta a stimolare le persone a fare un qualcosa… e la trovo una cosa estremamente positiva”

E tutti gli attestati di stima avuti dal web, come li coglie? “Vedi, ad esempio quando Luca Sofri mi ha offerto uno spazio su Il Post, senza alcuna retribuzione, ho chiesto subito di poter avere assoluta libertà su quello che avrei postato. Infatti al massimo mi dice dopo se qualcosa per lui non va bene, o mi fa una critica, ma intanto io l’ho postata. Per me avere un ritorno di gente che commenta è quasi più importante di essere pagato…”

Un uomo che si mette in gioco senza paura e che scherza sempre, infatti il più grande difetto di come viene visto dagli altri è che alle riunioni serie non viene invitato. Ma chi l’ha detto che l’ironia non è una visione veritiera delle cose?

(La Sera di Parma)


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