[puntacazzismi] su quali cose potete lamentarvi dei Muse a Capannelle, su quali no.

C’è un gruppo bellissimo sui Muse, che sta su facebook, che si chiama Musers che si lamentano. Spiega molto. Probabilmente siamo il fandom più arrotaminchie che esista e sicuramente quello più ciclotimico.

Premessa: non sono voluta andare a Capannelle. Ho tentato di chiedere un pass foto ma i Muse non me li fanno fotografare neppure per sbaglio (del resto una volta ho detto che se immortalo o intervisto loro poi dopo mi do solo a bonsai e uncinetto, quindi temo sia un Grande Disegno), e ho rosicato tantissimo per non essermi decisa per il Rock In Vienna. Il RIV sarebbe stato la Risposta, visto che non sarei stata insolata neppure ad Assago per il Sonisphere. Ma una cazzata all’anno la devo fare. Fermo restando ci sono lamentele molto wtf che andremo a vivisezionare.

  1. In questo tour la setlist è sempre stata “corta”. Questo tour è per i Festival.  Il Rock in Roma anche se ha uno spettacolo ogni sera è un festival (non è colpa dei Muse se prima non ci hanno messo altre 5 band dalle 15h, ma lo spettacolo è concepito cosi’). Vi ricordo che all’Olimpico si registrava un dvd a corredo di un altro tour, e là lo scandalo furono i biglietti svenduti all’ultimo per riempire il tutto (dopo che noialtri li pagammo a quasi 70 euro appena usciti. E i bagarini il giorno stesso li vendevano a 30)
  2. La grande cosa su cui incazzarsi è che diobono in Francia, dove gli fanno meno feste, gli cagano sempre uno o due pezzi migliori. Vabbé che poi qui il popolo pop, lo stesso che ha vinto viaggi gratis per sentirli a Colonia con una radio e diceva “mah, quando passano in radio non cambio canale” vuole solo i singoli. Ma credo che CE e AP siano stati un po’ pochino da una terra che ha ospitato le chiappe di Bells per qualche anno. Ingrato.
  3. Capannelle ha dei limiti. Io ho superato i 30 e ora guardo anche a quale location do i miei soldi. Purtroppo salto i Muse questa estate per motivi di salute, e perché quanto pare il mio chirurgo vuole tenermi tutta per lui: ma in caso un giorno di biglietto a un festival in Lussemburgo mi costava uguale, vedevo più band, pagavo 29 euro di volo Easyjet, sapevo che i Lussemburghesi e vicini hanno un altro modo di vivere i concerti, e soprattutto la media sarebbe stata massimo di 25 gradi centigradi.
  4. La mobilità: beh, là c’è da incazzarsi (la petizione è duretta ma ci potrebbe stare) come ci fu da incazzarsi al Sonisphere. Per di più, correggetemi, mentre orari dei mezzi pubblici vennero allungati e potenziati a Milano… non mi sembra sia successo lo stesso a Roma. Dovremmo entrare nell’ottica, in Italia, che i concerti e gli eventi musicali sono una grande risorsa economica se tutto va bene. E quindi iniziare a mettere più mezzi, più navette, più parcheggi.
  5. Pit: non ho trovato bene la storia spiegata. Perché fare un pit se non lo fai pagare di più e se i braccialetti li dai cosi’, a cazzo? Anche perché questo porta al punto..
  6. I volumi. Dunque: un festival a cui vado a lavorare ogni anno ci mando’ sei mesi fa la mail dicendo “guardate, spostiamo il palco due e lo mettiamo quasi nella stessa linea d’aria del palco uno distante a 128m, ma i nostri ingegneri del suono hanno garantito che mettendolo cosi’ non ci saranno interferenze audio e si sentirà bene. Io ci ho visto gli Slipknot e a 30m dal palco si sentiva da Dio e lo stesso a 1km. Magari noi non si vuole pagare un tecnico, direi.
  7. Lo so che vi rogna muovervi, ma a volte bisogna considerare anche a quale organizzazione si da i soldi. E non so, magari fondare un tripadvisor delle venue.

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