Le scuse con cui non pagare le genti

Ma va tutto bene.

Da circa 5 mesi tentavo di contattare un’azienda torinese che mi doveva una discreta cifretta. Naturalmente ne avevo provate di ogni: mancava solo la lettera di amicoavvocato ma neppure ritiravano le mie raccomandate, quindi avrebbero fatto lo stesso con la sua.

In pratica il recupero crediti (di lavori pagati a 90 o 180 giorni fine mese, perché attenzione ora aggiungono anche “fine mese” per rendere tutto più piacevole) diventa quindi qualcosa tra l’accendere un cero a Santa Rita e lo stalking: ti pressano loro per avere il lavoro tutto, bene e velocemente ma quando si tratta di pagare non si soddisfano gli stessi criteri. Ah, dite che capita anche voi? Ma che strano.

Dunque, oggi ho chiamato per l’ennesima volta e non mi hanno attaccato il telefono in faccia sentendo il mio nome. Già li’ mi sono commossa, e un po’ li avrei limonati solo perché non mi hanno trattato al solito come una zecca (zecca a cui devono 800 euro da circa 7 mesi). Mi passano l’amministrazione! E il telefono ancora vive, mi parlano. Mioddio, cosa succede:

“Ah, guardi. E’ che a Febbraio abbiamo cambiato i contabili e quindi non abbiamo più capito chi avevamo pagato e chi no. Quindi la dobbiamo pagare?”

Avrai cambiato i contabili: ma le mie mail, telefonate etc le hai avute te.

In compenso oggi Telecom mi ha mandato la bolletta mensile dicendo che fa parte della loro opera di semplificazione. Come funziona il diritto di recesso?


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.