Per gli amanti dei graffiti, ad Eindhoven un luogo unico e insolito dove ammirarli: De Berenkuil

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Chi si trova a guidare sulla tangenziale di Eindhoven non sospetta minimamente che un mondo diverso e sorprendente si trovi sotto la rotonda di Insulindeplein. Mentre il livello superiore corrisponde a qualsiasi altra normale rotatoria urbana, un secondo livello accessibile solo a pedoni e ciclisti custodisce un segreto nascosto: dal 2004, De Berenkuil (Fossa degli Orsi, come viene chiamato dalla gente del luogo), è designato come zona franca per gli artisti di graffiti. Lontano dagli occhi indiscreti della polizia, centinaia di impressionanti murales sono stati creati all’incrocio di sottopassi e rampe, tunnel pedonali e strade di accesso. Le pareti dei tunnel sono letteralmente coperte di graffiti, che vengono continuamente rinnovati e aggiunti.
De Berenkuil è stato creato nel 1973 e per decenni è rimasto un luogo grigio e scuro, più simile a un labirinto che a uno spazio dove camminare e andare in bicicletta. Quasi vent’anni fa è stato deciso di renderlo più accogliente e colorato, sono stati chiamati i “graffiti writer” – che allora non erano così popolari come oggi- e De Berenkuil si è trasformato in un’opera d’arte a cielo aperto.
Ogni anno gli artisti più noti si riuniscono qui per il festival internazionale di graffiti chiamato “Step In The Arena” che quest’anno si terrà il 25 e 26 settembre 2021 celebrando la sua dodicesima edizione. Quello che è iniziato nel 2010 come un festival dove talenti e artisti rinomati potevano incontrarsi, è cresciuto rapidamente in uno dei più grandi festival di graffiti del mondo.
Più di 150 artisti di graffiti provenienti da almeno 40 paesi del mondo verranno a Eindhoven, lavorando tutto il fine settimana alla trasformazione creativa della più grande “Hall of Fame” d’Europa: De Berenkuil (Insulindeplein).
Durante il festival si potranno vedere tutte le sfaccettature dei graffiti e della street art: scritte e figure, fumetti e fotorealismo, classico e postmoderno. https://www.dynamo-eindhoven.nl/festivals/step-in-the-arena/

Poco distante dal De Berenkuil si trova l’accogliente e rinomato ristorante Karpendonse Hoeve, dove – oltre a gustare specialità di alto livello – si ha una magnifica vista sul laghetto Karpendonkse Plas. Altrimenti, nei pressi si trova la Fattoria Wasven: torrefazione di caffè con negozio e un ristorante con un grande giardino dove far giocare i bambini.

Il campeggio più innovativo si arricchisce di tre nuovi alloggi di design, tra cui la più piccola torre della città

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Accommodatie Des Res @Culture Campsite

A Rotterdam si trova il Culture Campsite, il campeggio più innovativo dei Paesi Bassi. Nell’antico porto fluviale di Delfshaven, ora trasformato in museo diffuso, e poco distante dal fiume Nuova Mosa, il Culture Campsite propone una costellazione di alloggi di design (“shelter” vengono definiti) progettati da artisti, designer e architetti, che possono accogliere da due e quattro ospiti e sono circondati da una rigogliosa vegetazione, nel cuore di un quartiere dove bar e ristoranti sono collocati all’interno di vecchi magazzini e depositi.
A partire da maggio, il Culture Campsite amplierà la sua collezione di nove alloggi con tre appena realizzati: la più piccola torre di Rotterdam, un alloggio fatto di terra compressa e una piccola casa delimitata da un muro “patchwork” colorato; progettati e arredati anch’essi, come tutti gli altri, da designer e architetti.
La torre più piccola di Rotterdam, chiamata “High Rise”, è costruita da una vecchia gru a torre e ha curiosi dettagli: si entra da una porta rotonda e si sale sul tetto terrazzato, dal quale si ha una visione d’insieme del Campsite. Il secondo nuovo alloggio “Des Res” ha una parete a “patchwork” costituita da blocchi di resina poliestere colorata, realizzati da artigiani di Rotterdam, infine “En Rem” è fatto di terra compressa, senza l’uso di cemento, con una tecnica di costruzione unica nei Paesi Bassi.
Le sistemazioni e gli arredi del Culture Campsite sono tutti pezzi unici e realizzati in modo sostenibile, per esempio con materiali di risulta o prodotti riciclati. Ogni anno Culture Campsite integra gli alloggi esistenti con alcuni nuovi: si riorganizza l’area, si cura la vegetazione, si rende questo ex parcheggio un luogo accogliente, sempre più simile a un’oasi di pace e tranquillità nel cuore della città. Gli ospiti possono rimanere per un fine settimana o per un periodo più lungo per scoprire Rotterdam, perché  in collaborazione con imprenditori locali sono state create svariate iniziative, di formazione e intrattenimento: come frequentare una lezione di yoga, mangiare una pizza cotta nel forno a legna del Campsite, fare un tour guidato della città e addirittura seguire un minicorso per imparare a costruirsi uno shelter nel giardino di casa, utilizzando materiali trovati in soffitta o dal robivecchi.
https://www.culturecampsite.com/

S.T.U.R.G., un progetto di rigenerazione urbana attraverso l’arte. In primavera a Cosenza.

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A Berlino il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2022

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Al Natur-Park Schöneberger Südgelände e al formarsi di una “natura urbana berlinese” che esso rappresenta viene dedicata la trentaduesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, istituito e organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche dal 1990.

 

Le ricerche e le attività del Premio, rivolte annualmente a un luogo, e al suo paesaggio, ritenuto particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione, hanno messo al centro dell’edizione 2022 questo grande parco pubblico, situato nella parte sud-est del quartiere di Schöneberg, aperto ufficialmente per la prima volta nel 1999 ma con una storia molto più lunga: il parco è frutto del lungo periodo di abbandono di un’immensa area ferroviaria e del successivo riconoscimento del luogo come espressione di una “natura urbana berlinese”, punto d’incontro tra le aspirazioni degli abitanti, la cultura contemporanea del paesaggio e l’affermazione di una profonda attenzione ecologica per la città.

 

Si tratta di un grande spazio pubblico che ha contribuito a rinnovare la concezione di parco urbano, caratterizzato dalla commistione di strutture ferroviarie abbandonate, grandi estensioni di vegetazione, che in gran parte si è deciso di assecondare nella sua crescita spontanea, interventi artistici che ne accompagnano la visita e il godimento, sottolineando il dialogo tra i segni della presenza umana e il divenire della natura.

 

Il Natur-Park Südgelände, con la sua lunghezza di 1,7 chilometri, fa parte di una più ampia successione di parchi pubblici che la città ha realizzato, da nord a sud, a partire da una costellazione di “vuoti” che si è saputo interpretare come un intero paesaggio. Un “brano di natura urbana” e un laboratorio nel quale s’incontrano le sperimentazioni dell’ecologia, vi si confrontano e convergono istanze sociali diverse, si mettono in atto nuovi metodi nella cura e nel governo dello spazio urbano.

 

La storia del Natur-Park Schöneberger Südgelände è intimamente legata a quella della città della Berlino del dopoguerra, città isolata e divisa, e quindi all’interruzione delle sue attività ferroviarie e industriali, al progressivo smantellamento delle linee e abbandono degli impianti, dal quale prende avvio un processo di riappropriazione del suolo da parte della natura. Successivamente, il disegno dei futuri assetti infrastrutturali conduce all’idea di occupare gli spazi del Südgelände con una nuova stazione merci meridionale fino a quando, dal 1980 in poi, si fa strada un’inversione di sguardo grazie all’emergere di una coscienza ecologica che segnala l’importanza di questo sito per il suo valore naturalistico e per le sue potenzialità sociali in relazione alla vita quotidiana dei cittadini.

 

La cessione dell’intera area al Senato di Berlino e la gestione, dal 1986, da parte di Grün Berlin, segna l’avvio di un grande cantiere sperimentale al quale partecipano ecologi, associazioni ambientaliste e cittadini comuni, gli studi di pianificazione del paesaggio Planland e ÖkoCon e il gruppo di artisti Odious, insediato nel parco. A partire dal luogo, in una condizione immersiva tra la presenza invadente della natura e le “rovine” di un paesaggio abbandonato, i diversi attori trovano un modus operandi che conduce all’esperienza viva del Natur-Park Schöneberger Südgelände.

 

principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2022 si svolgeranno nel mese di maggio: venerdì 13 maggio alle 18 sarà aperta negli spazi Bomben di Treviso la mostra dedicata al Natur-Park Schöneberger Südgelände, nel cui contesto sarà anche proiettato il film documentario sul luogo, prodotto dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e diretto dal regista Davide Gambino, e sarà disponibile, in italiano e in inglese, il volume collettivo Natur-Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese, a cura di Patrizia Boschiero, Thilo Folkerts, Luigi Latini (coedizione Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga, Treviso 2022). La mostra sarà aperta fino a domenica 31 luglio.

Sabato 14 maggio, dalle 9.30 alle 13.30, si terrà nell’auditorium della Fondazione Benetton a Treviso un convegno pubblico internazionale dedicato al luogo e ai temi di questa edizione del Premio, che, coordinato da Patrizia Boschiero e Luigi Latini, vedrà la partecipazione di Klaus Duschat, Thilo Folkerts, Ingo Kowarik, Norbert Kühn, Anna Lambertini, Rita Suhrhoff.

Alle ore 17 di sabato 14 maggio si terrà, nel Teatro Comunale di Treviso, la cerimonia pubblica con la consegna del sigillo simbolo del Premio, che quest’anno sarà affidato alla paesaggista Rita Suhrhoff (Grün Berlin, responsabile del parco), allo scultore Klaus Duschat (collettivo artistico Odious) e all’ecologo e pianificatore Ingo Kowarikle tre figure che, insieme, maggiormente esprimono i valori e gli insegnamenti che il Comitato scientifico della Fondazione Benetton ha riconosciuto nel Natur-Park Schöneberger Südgelände: un luogo che rappresenta la capacità di trasformare un’idea di natura urbana in luogo di vita e forma di cittadinanza, che è frutto di esperienze condivise, punto d’incontro tra conoscenze diverse e grandi capacità di ascolto, tra ambiente sociale e dibattito culturale.

 

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino – così intitolato in onore di Carlo Scarpa (1906-1978), architetto e inventore di giardini – è un lavoro di ricerca, una campagna di studio, cura e divulgazione promossa e organizzata ogni anno, dal 1990, dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, e rivolta a un luogo del mondo, scelto in quanto ritenuto particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione, e individuato a seguito di momenti di confronto, ricerche specifiche, viaggi di studio e approfondimento.

La campagna del Premio Carlo Scarpa consiste in una serie di attività ritenute utili per la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del luogo designato. In particolare comprende: la cura e pubblicazione di un libro in italiano e in inglese, la produzione di un film documentario, la realizzazione di una mostra, l’organizzazione di uno o più incontri di studio e di una cerimonia pubblica nel corso della quale viene consegnato alle figure maggiormente rappresentative dei valori del luogo il riconoscimento simbolico costituito dal “sigillo” disegnato da Carlo Scarpa.

 

Comitato scientifico e coordinamento del Premio

Luigi Latini, architetto, Università Iuav, Venezia (presidente);

Giuseppe Barbera, agronomo, Università degli Studi, Palermo;

Hervé Brunon, storico del giardino, CNRS, Centre André Chastel, Parigi;

Thilo Folkerts, architetto paesaggista, 100Landschaftsarchitektur, Berlino;

Anna Lambertini, architetto, paesaggista, Università di Firenze;

Monique Mosser, storica dell’arte, Scuola superiore di architettura, Versailles;

Joan Nogué, geografo, Università di Girona;

José Tito Rojo, botanico, Università di Granada.

 

Le attività del Premio Carlo Scarpa sono coordinate da Patrizia Boschiero e da Luigi Latini.

 

Iniziativa culturale con il patrocinio di:

UNISCAPE; Ministero della cultura; Regione del Veneto; Città di Treviso.

 

Ogni giorno di più cresce l’offerta delle compagnie aeree verso Israele!

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La compagnia EL AL , sta perfezionanando l’orario primavera-estate 2022 in vigore da Aprile ad Ottobre: si confermano già i collegamenti con Roma-Fiumicino, Milano-Malpensa e Venezia-Marco Polo.

 

ITA AIRWAYS conferma invece la tradizione di voli che hanno origine principlamente da Roma, pur garantendo un avvicinamento da tutte le città d’Italia.

 

Il dinamismo del mercato ha visto l’ingresso di compagnie low cost sempre più attive e davvero per tutte le tasche!

Il neo ingresso è quello di Wizzair  che vola da Milano Malpena e Roma, ma anche da Napoli e Venezia e dal prossimo mese di giugno anche da Catania.

 

Ryanair ed Easyjet hanno ripreso le rotazioni già schedulate prima della pandemia, aggiungendo qualche interessante novità.

Ryanair vola infatti da Milano Orio al Serio e da Roma Fiumicino, riconfermando le rotazioni da Bologna, aggiungendo le novità di rotazioni da Treviso, Torino e Bari.

Easyjet coferma  i voli da Milano MXP con prospettive di volare nuovamente da Napoli.

Anche la compagnia Neos volerà con voli di linea da Verona e da Milano.

GRIBOUILLAGE: partono dal 17 marzo a Villa Medici le conferenze sull’arte dello scarabocchio

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17-18-19-20 marzo 2022: Irlanda in Festa torna a Bologna

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Dal 17 al 20 MARZO

IRLANDA IN FESTA 2022 – 14^ edizione

 

Torna a Bologna, per la prima volta al Parco della Montagnola,

l’evento dedicato a musica, cibo, birra e folklore dell’Isola verde 

 

 

Dopo due anni di stop forzato per la pandemia, Irlanda in Festa torna per la sua quattordicesima edizione. L’evento che negli anni ha rappresentato la più importante manifestazione di cultura irlandese organizzata in Europa in occasione del St’Patrick’s Day, torna a Bologna e lo fa per la prima volta al Parco della Montagnola.

Dopo le otto città coinvolte nell’ultima edizione del 2019, quest’anno, a causa dello sblocco tardivo delle autorizzazioni, farà festa solo il capoluogo emiliano. E così grazie all’Estragon Club, ideatore e organizzatore della manifestazione, sotto le Due Torri verrà rilanciato un appuntamento che è sempre attesissimo dai fans.

Giovedì 17, venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 marzo il Parco della Montagnola si colorerà dunque di verde e si animerà ancora una volta con le note, i sapori, le tradizioni e le danze verde terra.

 

LA SICUREZZA A IRLANDA IN FESTA

Ovviamente quella targata 2022 non sarà un’edizione come le altre: la pandemia non è finita ed è necessario attenersi a tutte le misure precauzionali contro il contagio. A metà marzo, infatti, non sono ancora permessi i grandi concerti e gli assembramenti. La manifestazione sarà perciò allineata a ciò che i protocolli consentiranno di fare in assoluta sicurezza.

Nei quattro giorni di Irlanda in Festa, quindi, si alterneranno sul palco alcuni gruppi di musica folk irlandesi e italiani con i rispettivi live, ai quali il pubblico potrà partecipare comodamente seduto ai tavoli disposti su tutta l’area.

Come al solito, non mancherà la buona cucina irlandese con un’area street food interamente dedicata. Ma ovviamente le protagoniste assolute di Irlanda in Festa saranno le birre, a partire dalla mitica Guinness.  

 

LA MUSICA A IRLANDA IN FESTA

Non c’è Irlanda in Festa senza i Modena City Ramblers. Anche quest’anno la band più irlandese d’Italia si presenterà puntuale: non al Parco della Montagnola ma sul palco dell’Estragon al Parco Nord dove giovedì 17 marzo delizierà il pubblico, contingentato e distanziato, con una scaletta in piano stile irish. Sarà l’unico concerto a pagamento, poiché per le altre band, tutte attese alla Montagnola, non ci sarà bisogno di un biglietto: da Dublino arriveranno gli Over The Bar, che saranno la band “residente” con una performance ogni sera, mentre a tenere alti i colori italiani ci saranno i Folkabbestia e i Dàran.

Come ogni anno, poi, ci sarà spazio anche per i balli con gli stage gratuiti di danze celtiche nei pomeriggi del sabato e della domenica.

 

CIBO E BIRRA A IRLANDA IN FESTA

Le pietanze irlandesi saranno anche quest’anno una delle principali attrazioni della manifestazione. Sotto la sapiente guida, direttamente da Cork, dello chef Damien O’Shea, si darà spazio alla creatività applicata ai piatti tradizione. Non mancheranno naturalmente il gettonatissimo Fish&Chips, lo stinco al forno cotto in Kilkenny, ma anche il salmone affumicato, il colcannon, i panini e le grigliate di angus irlandese, i golosissimi lamb sticks (arrosticini di pecora marinati nella rossa Smithwick’s), la Baileys CheesCake e tanto altro.

Protagoniste di Irlanda in Festa saranno sempre le birre: bionde, rosse e scure. I loro nomi sono Harp, KilkennyGuinness: arriveranno per l’occasione direttamente dalla St.James Brewery di Dublino, musica per le orecchie degli appassionati del luppolo.

 

E ANCORA…

E come ogni anno a Irlanda in Festa, oltre alla musica e al cibo, troveranno posto il mercatino artigianale, l’irish shop e i laboratori per bambini il sabato e la domenica pomeriggio.

 

 

PROGRAMMA EVENTI IRLANDA IN FESTA:

Giovedì 17 Marzo – aperto dalle 18.00 alle 01.00
AL PARCO DELLA MONTAGNOLA
h.21.00 live: Over The Bar (Irlanda)

ALL’ESTRAGON CLUB- Ingresso 15 euro

h.21.30 Modena City Ramblers (Italia)

 

Venerdì 18 Marzo – aperto dalle 18.00 alle 01.00
h.21.00 live: Over The Bar (Irlanda)

Sabato 19 marzo – aperto dalle 12.00 alle 01.00
h.17.00 stage di balli celtici a cura di Claudio e Cristina
h.19.00 live: Over The Bar (Irlanda)
h.21.00 I Folkabbestia (Italia)

Domenica 20 marzo – aperto dalle 12.00 alle 24.00
h.15.30 stage gratuito di danza irlandese a cura di POLISPORTIVA MASI
h.18.00 live: Dàran (Italia)
h.20.30 live: Over The Bar (Irlanda)

L’ingresso al parco della Montagnola è sempre gratuito.

Informazioni sull’evento alla pagina FB “Irlanda in Festa”

Nell’Anno Internazionale del Vetro, un itinerario di cristallina bellezza sulle tracce di un’arte antica

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Quello dei mastri vetrai in Repubblica Ceca è un nobile mestiere senza tempo e la meritata fama del Cristallo di Boemia e di tante altre forme affini di elegante artigianato non ha mai smesso di rilucere. L’intitolazione del 2022 a questo straordinario e duttile materiale da parte delle Nazioni Unite offre oggi un ulteriore pretesto per mettersi in viaggio lungo la Via del Vetro.
Nell’attesa, e la speranza, che prima o poi l’antica arte vetraia venga finalmente iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale dell’Umanità dall‘Unesco, la Repubblica Ceca accoglie con entusiasmo l’intitolazione da parte dell’Onu del 2022 ad Anno Internazionale del Vetro, come ennesima occasione di confermare il ruolo di eccellenza mondiale di un territorio, dove la lavorazione del vetro, da tempo immemore, è molto più che artigianato: è arte pura, allo stato più delicato ed elegante.

Sette secoli di storia, altro che fragile!

Quella del vetro in terra ceca è una tradizione artigianale di oltre 7 secoli, che ancora sopravvive nelle botteghe di vetrai e soffiatori, dalla cui maestria -tramandata di generazione in generazione- ogni giorno nascono, oggi come ieri, animali, figurine, fiori, soprammobili, fermacarte, vasi, decori, lampade e lampadari, coppe, bottiglie, bicchieri, calici… Ma anche lenti ottiche e d’ingrandimento, vetri per l’architettura, bomboniere, gioielli, delicate perline, sculture, specchi e vetri artistici. E persino “magiche” sfere per chiaroveggenti. Il cuore più puro e trasparente della Repubblica Ceca batte in Boemia, la Regione di Praga per intenderci, al confine con Germania e Polonia, altre storiche roccaforti nella produzione europea di vetri di pregio. La manifattura del vetro qui ha origini antichissime. Risale al 1200, quando alcuni monaci, nei loro monasteri nelle campagne a Nord della regione boema, particolarmente ricca di potassio e quarzo indispensabili alla produzione del vetro, cominciarono a soffiare oggetti e stoviglie di uso quotidiano con l’ausilio di una canna. Se potassio e quarzo li avevano nella terra e nella roccia, quei primi vetrai il talento dovevano averlo nel sangue, perché non ci misero molto ad affinare la tecnica e trasformarsi in veri e propri artisti del vetro. Col tempo, armati solo di talento, cannule, punte di diamante e nozioni di chimica, i mastri vetrai cechi cominciano a realizzare veri e propri capolavori, a sperimentare consistenze, colorazioni e lavorazioni sempre nuove e sempre più raffinate, partecipando da protagonisti a tutte le varie ere e tendenze artistiche che hanno fatto la storia del Paese.

Là dove nasce il cristallo di Boemia

Il cristallo di Boemia è famoso in tutto il mondo, fin da quando imbandiva con eleganza tavole e banchetti dei re. Non può mancarne almeno un pezzo in ogni casa che voglia farsene sfoggio. Un conto però è acquistare i cristalli di Boemia nella cristalleria sotto casa o nella boutique del centro, un conto è regalarsi un viaggio nella terra dove nascono, bussare all’uscio di chi lo plasma con immutata passione, ripercorrerne l’evoluzione nei musei dedicati al vetro, visitare storiche botteghe e moderne fabbriche. Ecco perché, nell’Anno Internazionale del Vetro, un viaggio in Repubblica Ceca è quasi d’obbligo.

Come i diamanti, mille sfaccettature fulgenti

Al già ricco percorso della Via del Vetro, lungo cui visitare fucine, laboratori, atelier, gallerie, mostre permanenti e gioiellerie specializzate, per l’occasione quest’anno arrivano spunti ad hoc: esposizioni temporanee e iniziative speciali che costelleranno questo 2022. La più attesa è una mostra epica, prevista a partire da ottobre al Museo Nazionale della Tecnica di Praga, a narrazione della produzione artistica in vetro nella Repubblica Ceca negli ultimi 30 anni. Si intitolerà HOT.HOT.HOT. Nell’attesa, ci si può tranquillamente „accontentare“ della ricca e scintillante offerta standard in fatto di vetro e cristallo.
Se immaginiamo l’itinerario classico della Via del Vetro come, tanto per restare in tema, una luccicante sfera stroboscopica, ogni singolo specchietto saprà abbagliarci in un turbinio di riflessi ammalianti. Ecco qua, come suggerimento, solo alcuni dei quadratini dell’incredibile puzzle specchiato.
La vetreria Rückl di Nizbor, a Sud-Ovest di Praga, è sinonimo di cristallo sfaccettato di prima classe fin dal 1846. Durante le visite guidate (in inglese e tedesco, su prenotazione) si assiste alle diverse fasi e tecniche tradizionali di lavorazione del vetro. Nei Monti dei Giganti, la vetreria Rautis di Ponikla nel 2022 ha visto inserite  nella lista dell’Unesco le sue preziose e minute perline di sottilissimo vetro soffiato.  L‘intero processo di produzione viene, previa prenotazione, svelato ai visitatori: dalla soffiatura a mano all’argentatura, dalla verniciatura fino all’assemblaggio finale di ornamenti dal fascino indelebile. Karlovy Vary, in Boemia occidentale, già famosa “mecca” del termalismo ceco, è anche capitale dell’arte vetraia nazionale. Proprio qui si trova il centro visitatori della storica e celebre vetreria Moser, dove la lavorazione del vetro è praticata dal lontano 1893. Il museo dedicato svela la storia di un‘impresa a conduzione familiare, divenuta fornitrice delle corti reali e ancora oggi custode di una sfarzosa e variegata tradizione nella produzione di vetro artistico.

            

Di museo in museo, di città in città, tra certezze e new entry

Museo per museo, ecco altre sedi espositive dedicate a quest’arte antica, molto meno fragile di quanto appaiono i suoi manufatti. Per questo speciale 2022, il già imperdibile Museo del Vetro e della Bigiotteria di Jablonec nad Nisou, in Boemia settentrionale, considerata la capitale della bigiotteria artisica ceca, ha in serbo diverse novità, tra cui interessanti mostre temporanee: fino al 10 aprile, La ricerca dell’equilibrio vuole essere una sorta di mappa del design del vetro pressato cecoslovacco della seconda metà del XX secolo; fino al 29 maggio, L’anima del vetro presenta opere di artisti del vetro che si autoproducono la materia prima per le proprie opere. Rimangono ovviamente visitabili anche le mostre permanenti: La storia infinita della bigiotteria e Il giardino incantato: il vetro ceco in sette secoli, arricchite per l’occasione con una nuova esposizione permanente di decorazioni natalizie tipiche ceche, naturalmente in vetro. Inoltre, l’edizione 2022 della mostra ricorrente La bellezza delicata offrirà ai visitatori l’opportunità di acquistare, per pochi giorni, dal 4 all‘8 agosto, direttamente dai produttori bellissimi manufatti unici di bigiotteria e vetro. La mostra-mercato per intenditori  sarà accompagnata da musica dal vivo e da una sfilata di moda, con particolare attenzione agli accessori e alla bigiotteria in vetro. Adulti e bambini potranno partecipare a laboratori in cui creare i propri gioielli, colorare decorazioni natalizie, soffiare calici, realizzare mosaici o fiori artificiali sempre in vetro. Nelle sale del Museo del vetro di Novy Bor, sempre in Boemia settentrionale, si possono poi ammirare capolavori prodotti dal barocco fino a oggi. Negli gli spazi sotterranei, inoltre, è esposta una selezione di arte contemporanea, firmata da importanti artisti cechi del vetro. In occasione dell’Anno Internazionale del Vetro, infine,  ecco ancheà la mostra del vetraio Ilja Bilek (fino al22 maggio), l’esposizione L’artigianato e l’arte del vetro (18 giugno-2 ottobre) e la mostra del vetraio e designer ceco Frantisek Jungvirt (22 ottobre 2022-31 gennaio 2023).

 In giro come una trottola, di vetro

Si potrebbe rimanere rapiti dalle bellezze raccolte nei musei dedicati, quasi come in un labirinto degli specchi, ma non si deve dimenticare che là fuori c’è tutto un mondo, sempre luccicante, che ci aspetta. Tra le tratte imprescindibili della Via del Vetro, la Crystal Valley –in Boemia settentrionale- è tutta da esplorare, costellata com’è di aziende al top in fatto di produzione di vetro, bigiotteria e gioielleria. Durante la Settimana della Valle del Cristallo, che si svolge a Liberec dal 23 al 28 agosto, fa bello sfoggio di sé la produzione tradizionale di lampadari, decorazioni natalizie, bicchieri, gioielli e sculture in vetro. A esporre saranno oltre 40 tra vetrerie tradizionali e aziende di design, con le principali realtà espositive e di formazione del settore. Liberec sarà animata da installazioni artistiche, design market, crystal tram, fashion show, pop up store e giochi di luce. Anche la festa di Zelezny Brod sarà incentrata sulla celebrazione dell’arte vetraia. Il 17 e 18 settembre alla „Cittadella del vetro“ si daranno appuntamento mastri vetrai, artisti, storici, collezionisti e semplici ammiratori di quest’arte unica. I visitatori avranno la possibilità di partecipare a laboratori creativi.

FARÒ CULTURA: presentazione del progetto EDU 2022 dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO

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ASIAN FILM FESTIVAL: dal 7 a 13 aprile 2022 la XIX edizione a Roma (Farnese Arthouse)