Festival a Venezia: L’universo di César Franck al Palazzetto Bru Zane

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Nume tutelare del post-romanticismo francese, César Franck ha lasciato un’eredità sino ad ora troppo poco conosciuta. Per festeggiare il bicentenario della nascita e far riscoprire l’universo del compositore al grande pubblico, il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française gli dedica un vasto ciclo di concerti che spazia dalla musica da camera, alla musica sinfonica, alle mélodies e all’opera lirica e propone appuntamenti a Venezia, Parigi, Liegi, Montreal….

Tra i momenti clou di questa rinascita, la pubblicazione del cofanetto con l’integrale delle mélodies di César Franck e la registrazione, in associazione con l’Orchestre Philharmonique Royal di Liegi, dell’opera lirica Hulda (senza tagli).

 

Il Festival veneziano sarà presentato giovedì 24 marzo ore 18 al Palazzetto Bru Zane. In questa occasione Manon Galy e Jorge González Buajasan (vincitori del Concours international de musique de chambre de Lyon), interpreteranno la famosa Sonata per violino e pianoforte.

 

Di César Franck, un tenace malinteso ci consegna il ritratto di un organista austero, diviso tra devozione mistica e un interesse rivolto esclusivamente a una difficile musica strumentale. Quest’immagine oleografica fu coltivata anche dai suoi allievi più fedeli, che ne esaltarono l’onestà, la moralità, il disinteresse per le mode, ma anche l’intellettualità dei metodi di composizione, per consacrare una corrente della musica francese in grado di contrapporsi all’estetica wagneriana e a quella di Debussy. Ingannata da tali filtri, la posterità ha poi ritenuto solo una manciata di opere tra le circa cento composte da Franck, soprattutto le partiture che si presentano come pezzi unici e danno l’impressione di una genesi priva di esitazioni: il suo Quintetto per pianoforte e archi, la Sonata per violino e pianoforte, il Quartetto per archi sembrano non avere modelli né discendenza. Lo stesso vale per le Béatitudes – un Oratorio dalle dimensioni smisurate – o per la Sinfonia in re minore, la cui costruzione ciclica si innalza a modello assoluto.

 

Il festival a Venezia proporrà sette concerti dal 2 aprile al 27 maggio 2022. Tra i momenti più importanti, domenica 3 aprile, il concerto Il capolavoro e la perla rara, alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista, in cui il celebre quintetto per pianoforte e archi di Franck viene messo a confronto con il quintetto della sua allieva Rita Strohl, mai suonato prima in Italia. E poi, il 9 aprile, in occasione dell’uscita del cofanetto che presenta l’integrale delle mélodies di César Franck, appuntamento da non perdere con il celere baritono greco, Tassis Christoyannis e il pianista Jeff Cohen, e il 5 maggio, il concerto Violoncello al femminile, con Victor Julien-Laferrière e Théo Fouchenneret, propone la scoperta delle sonate per violoncello e pianoforte composte dalle compositrici Marie Jaëll, Nadia Boulanger et Henriette Renié.

 

Cartella stampa completa scaricabile al sito: www.studioesseci.net

 

FESTIVAL L’UNIVERSO DI CESAR FRANCK (1822-1890)

2 APRILE – 27 MAGGIO 2022

 

SABATO 2 APRILE

ORE 19.30

Debutti in trio

Anna Egholm violino

Ari Evan violoncello

Frank Braley pianoforte

Opere di Franck, Viardot e L. Boulanger

 

DOMENICA 3 APRILE

ORE 17

SCUOLA GRANDE S. GIOVANNI EVANGELISTA

Il capolavoro e la perla nera

Ismaël Margain pianoforte

QUATUOR HANSON

quintetti con pianoforte

di Franck e Strohl

 

GIOVEDÌ 7 APRILE

ORE 18

Un belga a ParigiCésar Franck, tra sacro e mondano

conferenza di Marica Bottaro

 

SABATO 9 APRILE

ORE 19.30

Rimembranza

Tassis Christoyannis baritono

Jeff Cohen pianoforte

mélodies di Franck

 

 

GIOVEDÌ 28 APRILE

ORE 19.30

Alla scuola di Franck

Strumentisti dell’Accademia Teatro alla Scala

quartetti di pianoforte di Castillon e D’Indy

 

GIOVEDÌ 5 MAGGIO

ORE 19.30

Violoncello al femminile

Victor Julien-Laferrière violoncello

Théo Fouchenneret pianoforte

opere di Jaëll, Renié e N. Boulanger

 

MARTEDÌ 17 MAGGIO

ORE 19.30

La tastiera del re

Nathanaël Gouin pianoforte

opere per pianoforte di Franck

 

VENERDÌ 27 MAGGIO

ORE 19.30

Maestri e allievi

Maria Milstein violino

Nathalia Milstein pianoforte

opere di Franck, Bonis, e L. Boulanger

 

 

 

La “riscoperta” del compositore passa anche attraverso la pubblicazione di alcune opere. Di prossima uscita 2 CD per l’etichetta BRU ZANE: César Franck, Complete Songs and Duets (Tassis Christoyannis baritono, Véronique Gens soprano; Jeff Cohen pianoforte). Disponibile in anteprima al Palazzetto Bru Zane.

 

 

Il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française

La missione del Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, con sede a Venezia, è la riscoperta e la diffusione a livello internazionale del patrimonio musicale francese (1780-1920), concepisce e progetta programmi incentrati sul repertorio romantico francese. Si occupa sia di musica da camera sia del repertorio sinfonico, sacro e lirico, senza dimenticare i generi «leggeri» che caratterizzano lo spirito francese (chanson, opéra-comique, operetta). Il centro, inaugurato nel 2009 per volere della Fondation Bru, ha sede a Venezia in un palazzo del 1695 appositamente restaurato per ospitarlo.

 

 

 

 

INDIRIZZO

Palazzetto Bru Zane

Venezia, San Polo 2368

Da Campo San Stin attraversare il sottoportico alla fine del Campo; il Palazzetto si trova in fondo alla calle.

 

 

Colori, sapori e tradizioni della Pasqua in Polonia 🐣

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La Pasqua è una delle festività più sentite in Polonia. Oltre ad essere una ricorrenza religiosa importante in un Paese dalle forti radici cattoliche, è legata a varie usanze e credenze antiche e folkloristiche, inoltre cade in uno dei migliori periodi dell’anno per visitare la Polonia, tra la rinascita primaverile e mercatini tradizionali.

Le palme

La Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme (Niedziela Palmowa). Le palme in Polonia, differentemente che in Italia, sono molto lavorate con rametti di salice, fiori, nastri e piume colorate. A Lipnica Murowana, ogni anno si svolge un concorso che prevede premi in denaro per la palma più bella. Anche a Lyse (paese che dista 200 Km da Varsavia) per  la gran parte dell’anno i cittadini si preparano per partecipare alla gara che premia in denaro la palma meglio decorata.

Via Crucis

Il Venerdì Santo è il giorno in cui si commemora la passione di Cristo e si narra la Via Crucis. Le chiese rimangono aperte al pubblico fino al termine della messa di Pasqua affinché la gente possa vegliare sulla tomba di Cristo. La più famosa e la più antica Via Crucis in Polonia si tiene a Kalwaria Zebrzydowska (http://www.polonia.travel/it/santuari-e-luoghi-di-culto/il-parco-religioso-e-paesaggistico-di-kalwaria-zebrzydowska, una piccola ma caratteristica città nella Polonia meridionale, nella Regione Malopolska. Il percorso riprendente la morfologia di Gerusalemme, con le sue 28 stazioni, e si articola tra le cappelle poste sulle collinette circondanti. Il rito pasquale che si ripete da secoli riesce ad attirare decine di migliaia di persone che accorrono da ogni parte d’Europa.

Pisanki, le uova decorate

La tradizione delle uova decorate a mano è antica e radicata, al punto che esistono artisti che svolgono solo questo mestiere. Le tecniche di decorazione sono svariate, infatti, accanto alle più famose “pisanki”, dipinte e decorate a mano, spesso stendendo la cera calda con l’aiuto di un legnetto o di un ago e poi immergendo l’uovo nella vernice in modo da ottenere misteriosi disegni, ci sono anche le “wydmuszki” che si fanno, invece che con delle uova sode, con gusci svuotati; ci sono anche le “kraszanki”, tinte in un’infusione di cipolla a buccia gialla e decorate con la lana colorata. Le pisanki costituiscono un simbolo pasquale tipico,  vengono lavorate in casa sia dai grandi che dai piccini per poi venir scambiate. Si crede che l’usanza risalga al X secolo e fu iniziata da Santa Maddalena. Le pisanki sono simbolo di vita, giovinezza e forza.

 

“Święconka”, il cestino con il cibo da benedire il Sabato Santo

La mattina del Sabato Santo si prepara la “święconka”: un cestino che tutte le famiglie ornano con vivande varie, di solito uova, sale, pepe, salsiccia, un pezzo di pane e un ramoscello di mirtillo, fiori, che verrà poi benedetto dal prete. È tradizione andare in Chiesa per far benedire gli agnelli di zucchero che poi saranno mangiati il giorno di Pasqua.

Alle 6 del mattino del giorno di Pasqua si va in chiesa per la Messa della Resurrezione, e tornati a casa ci si siede per consumare il cibo dalla “święconka”.

Dopo la quaresima e il periodo di digiuno, per l’occasione le casalinghe polacche preparano il pranzo pasquale, iniziando dalla “żurek”, una minestra di farina acida che ha diverse varianti in base alle regione; non può mancare poi la carne, con salumi di vario tipo, da salsicce, prosciutto, costata di maiale arrosto, il tutto servito insieme a verdure marinate e frutta, accompagnate da salse al rafano e alla tartara. Il pane, simbolo di amicizia, può essere integrale o bianco. I dolci finali da gustare sono la babka (torta pasquale lievitata, riempita di frutta secca e canditi), il mazurek (dolce secco di mandorle e marmellata di vari gusti e frutta secca), il sernik (dolce al formaggio) e le uova di cioccolato.

Pasquetta – Śmingus-Dyngus 

L’altro evento saliente è il Śmingus-Dyngus, che avviene il Lunedì di Pasqua (Pasquetta). Non è solo giorno di pic-nic (se le condizioni atmosferiche lo consentono), ma una giornata nella quale si gioca con i gavettoni d’acqua; solitamente i ragazzi bagnano le ragazze con secchiate d’acqua fredda, come simbolo di buon auspicio e di fertilità (questa tradizione risale al battesimo di un principe polacco avvenuto il lunedì di Pasqua del 966 a.C.)

Pasqua infatti è rinascita ed è sempre sinonimo di primavera, ecco perché questa festività, con la primavera, sono un duo perfetto per intraprendere un viaggio in Polonia e partecipare alle suggestive celebrazioni tradizionali.

Sono molte le attività organizzate per celebrare questa festività a cui i polacchi tengono particolarmente: i mercatini tematici, le colorate processioni alle quali viene attribuito anche il concorso alla palma Pasquale più bella e più grande, e persino corsi per migliorare l’abilità di pittura, utile per decorare le famose “pisanki”, ovvero le uova decorate a tema pasquale…

Ma dovete sapere che esistono molte credenze popolari tipicamente polacche legate a questo periodo! Un esempio? La domenica di Pasqua, quando le campane delle chiese suonano per celebrare la resurrezione del Signore, nella regione montanara di Podhale si ricorda l’antica credenza che il loro suono potesse far risvegliare i cavalieri addormentati nei Monti Tatra, affinché potessero incamminarsi e combattere per la libertà della Polonia. Il suono delle campane pasquali, inoltre, era temuto dalle forze oscure, tant’è che gli abitanti tutt’oggi, ascoltandolo, buttano via l’odio e la sofferenza dai loro cuori e animi.

Abbiamo selezionato per voi queste cinque esperienze TOP per partire preparati:

 

1. Tradizioni: mercatini, cestini benedetti e… gavettoni

Sono svariati i festeggiamenti occasionali e divertenti, come quello del lunedì “bagnato”, ovvero all’usanza di fare e farsi fare i gavettoni da tutti a Pasquetta, antica usanza che pare abbia origine come rito di fertilità.

Sicuramente la tradizione più suggestiva è quella di andare a benedire il cestino decorato ed abbellito secondo i propri gusti con all’interno portate simboliche che non possono mancare: il pane come simbolo del corpo del Signore, l’uovo (decorato!) come simbolo della resurrezione, la salsiccia o altro tipo di carne simboleggiante la salute e la fertilità, l’acqua per la preparazione alla vita che viene, un dolce come metafora per le abilità e le perfezioni, il rafano come simbolo di forza fisica e per ultimo, ma non per importanza, un agnellino, spesso di zucchero, come simbolo di vittoria della vita sopra la morte. Il cestino, come da tradizione, dovrebbe essere decorato con del verde delle piante, simboleggiante la felicità e la fede nella resurrezione.

Leggi di più sulle tradizioni polacche di pasqua qui

Cestino con uova decorate su un prato

2. Le palme colorate

La Domenica delle Palme è una di quelle ricorrenze che differenziano la Pasqua in Polonia dalle celebrazioni che conosciamo in Italia. Łyse, nella regione della Masuria, è conosciuta per le più grandi celebrazioni e palme del mondo. Attenzione però, non sono delle palme come conosciute in Italia! Sono delle vere opere d’arte costruite con fiori essiccati, nastri colorati e molto altro. Il fulcro di questa celebrazione è la Santa Messa nella chiesa di Sant’Anna e la successiva processione con le palme. Il tutto è accompagnato dalle bancarelle tematiche, la finale del concorso con il vincitore della palma più bella, mostre e spettacoli a tema folkloristico.

Similmente a Lipnica Murowana, nelle prossimità di Cracovia e nella Regione Malopolska, dove durante ogni Domenica delle Palme vengono organizzati i concorsi per le palme più belle e le opere hand-made più originali ed artistiche. Tra i vari concorsi, vi è anche quello, in cui viene scelto il vincitore della palma più grande, ed alcune arrivano anche ai 30 metri d’altezza! La città, inoltre, possiede una ricchezza storica testimoniata dalla presenza dei più svariati monumenti storici, tra cui una delle più belle chiese in legno dell’itinerario UNESCO dedicato.

Palme pasquali create con fiori e nastri colorati, una chiesa in legno in sottofondo

3. Il cibo tradizionale

Indipendentemente dal fatto se avrete l’occasione di sedervi a tavola con una famiglia polacca o meno, dovete conoscere le pietanze che vengono servite sulle tavole pasquali! Ovviamente, regna l’abbondanza: zuppe, carne, salumi, dolci elaboratissimi e, soprattutto, tantissime uova. I piatti simbolo? Sicuramente il densissimo żurek, la zuppa a base di farina acidificata con salsiccia e uova, ma soprattutto gli attesi dolci: l’elaboratissimo mazurek, la babka o la ricchissima pascha.

Leggete il nostro articolo sulle piatanze tipiche della Pasqua polacca

Varie pietanze polacche di Pasqua: dolci, agnello di zucchero

4. Visita in uno dei santuari più belli d’Europa, patrimonio UNESCO

Un luogo suggestivo, particolarmente legato alla Pasqua, è il parco religioso e paesaggistico di Kalwaria Zebrzydowska, inserito nel 1999 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Sito nel sud del Paese, nella regione Malopolska, poco distante quindi da Cracovia, il santuario è formato da un complesso di edifici di culto, il convento e una serie di cappelle all’aperto collocate nell’ampio parco lungo, un percorso lungo sei chilometri. Tutto il complesso viene chiamato “stradine del Calvario” e, con la sua meravigliosa cornice naturalistica, ricorda molto alcune località di Gerusalemme. Nel santuario si svolge ogni anno la più antica Via Crucis in Polonia, e senza dubbio una delle più belle d’Europa.

Kalwaria Z.jpeg

5. Alla caccia dei regali portati dal coniglietto

Ma le tradizioni legate alla Pasqua in Polonia sono variegate quanto la sua storia. In molte regioni polacche, la Pasqua è una valida occasione per ricevere regali. Nella regione della Slesia, della Pomerania Occidentale e della Grande Polonia (Wielkopolska), ovvero quelle che hanno più subito l’influenza tedesca, i regali li porta il coniglietto: i bambini lo attendono sempre ansiosi. Ma quest’ultimo arriva sempre di nascosto, lasciando i regalini all’interno di cestini preparati per l’occasione.

Scopri altre idee per la primavera in Polonia in questo e in questo articolo.

Daan Roosegaarde e l’UNESCO spengono le luci di una città per vedere le stelle come patrimonio universale

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Vedere le stelle nella propria strada. Può sembrare una favola, ma la città olandese di Franeker l’ha resa possibile aderendo al progetto Seeing Stars del noto designer olandese Daan Roosegaarde e Unesco Olanda spegnendo tutte le sue luci. In tal modo, il designer e Unesco Olanda riportano le stelle a creare un senso di connessione tra le persone, qualcosa che continua a mancare durante la pandemia. Seeing Stars incoraggia le città di tutto il mondo a seguire questo esempio. L’obiettivo di Unesco Olanda è riconoscere alle stelle una forma di eredità universale.

Seeing Stars è una collaborazione tra i residenti, il governo e le imprese di Franeker, Unesco Olanda e Studio Roosegaarde per spegnere tutte le luci domestiche non essenziali, insegne, cartelloni pubblicitari e lampioni. Rimuovendo questo inquinamento luminoso su scala urbana, Seeing Stars consente a tutti di riconnettersi con l’universo e rivivere la magia della luce delle stelle.

Seeing Stars inizia a Franeker e punta a essere replicata in città come Leiden, Sydney, Venezia, Stoccolma e Reykjavik.

 

L’idea di Seeing Stars è nata durante i vari lockdown: “eravamo molto disconnessi, ognuno nella propria piccola bolla” racconta l’artista Daan Roosegaarde “Così mi è venuto in mente l’incredibile spettacolo di stelle che, ogni notte, si svolge sopra le nostre teste e ho pensato: se spegniamo tutte le luci in una città, possiamo goderci le stelle tutti insiemeSeeing Stars riporta le stelle nella tua strada, the stars are one switch away ”. L’ispirazione per Seeing Stars nasce inoltre dall’idea che progettare non sia soltanto “aggiungere”, ma anche “togliere”, riportare alla luce qualcosa che è stato perso.

Osservare le stelle in mezzo a un vasto cielo buio è una delle esperienze più belle che si possano vivere. Tuttavia, il nostro cielo urbano, a causa dell’inquinamento luminoso, ha cancellato la maggior parte delle stelle e delle costellazioni dalla nostra vista.

Oltre l’80% della popolazione mondiale vive sotto cieli inquinati dalla luce; una barriera che ci impedisce l’esperienza della bellezza dell’universo. Ma c’è una soluzione. “Tutti dovrebbero avere il diritto di vedere le stelle attraverso un cielo notturno incontaminato. Guardare le stelle fa sentire collegati gli uni agli altri, siamo tutti parte dell’immenso cosmo. Questo è il comune patrimonio universale per il quale mi impegno. Vedere le stelle è un importante passo avanti“. – Kathleen Ferrier, Presidente della Commissione olandese per l’Unesco.

La prima del film viene lanciata oggi su https://studioroosegaarde.net/project/seeing-stars. Il film Seeing Stars crea un senso di connessione, non solo con la nostra comunità, ma anche con il nostro pianeta.

 “Sono così orgogliosa di avere aderito a questa iniziativa, spegnere le luci della nostra città ha permesso di vivere un’esperienza unica, vedere le stelle e sentirci uniti gli uni con gli altri” ha dichiarato Marga Waanders, sindaco di Franeker.

Franeker  “città delle stelle”

La scelta di questa cittadina, una delle undici città storiche della Frisia nel nord dei Paesi Bassi, non è casuale. Qui hanno vissuto astronomi e scienziati del cosmo, a cominciare da Eise Eisinga, astronomo vissuto tra il 700 e 800, noto per avere costruito il più antico planetario meccanico ancora funzionante al mondo.

Nel centro storico della città si trova inoltre la fontana De Oortwolk, una delle 11 fontane della Frisia, dedicata al famoso astronomo Jan Hendrik Oort, nato a Franeker. Infine, la città delle stelle si trova nelle vicinanze del Mare di Wadden, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Qui si può godere di una vista illimitata del cielo stellato scintillante e scoprire gli unici due Dark Sky Park dei Paesi Bassi. Questo, insieme alla storia incredibilmente ricca di Franeker, è proprio il motivo per cui Seeing Stars ha scelto questo luogo per iniziare a riportare le stelle in città.

Le iniziative Nacht van het WadEarth HourNacht van de Nacht e International Dark-Sky Association hanno tutte sostenuto eventi che avessero al centro l’oscurità per migliorare il benessere umano e animale. Seeing Stars fa parte di questo movimento e rappresenta il primo tentativo focalizzato nel vedere le stelle nella tua città. Contribuisce agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e riflette la ricca storia astronomica della città di Franeker.

DreamScapes è una serie di progetti innovativi che mostrano la bellezza di una società sostenibile. Un DreamScape è un sogno trasformato in realtà per migliorare il mondo.

Seeing Stars è il terzo progetto della serie DreamScapes di Studio Roosegaarde e partners Unesco Olanda, Media.Monks, Visit Friesland, Visit Wadden e la città di Franeker. La fotografia è di Albert Dros e Merel Tuk. Il film è di Media.Monks e Studio Roosegaarde. I primi DreamScapes sono stati GROW e Urban Sun. GROW, un omaggio alla bellezza dell’agricoltura e Urban Sun che sanifica gli spazi pubblici dal coronavirus per garantire un maggiore senso di benessere.

Immagini in alta risoluzione e filmatohttps://pressroom.studioroosegaarde.net

oppure https://www.dropbox.com/sh/5ktiyakob4hkkbl/AAD4ubrcGGtI1prmS1FxLjusa?dl=0

Per ulteriori informazioni

https://www.studioroosegaarde.net

Informazioni sullo Studio Roosegaarde

Come laboratorio di social design, il designer e innovatore olandese Daan Roosegaarde e il suo team di designer e ingegneri uniscono persone e tecnologia in progetti che migliorano la vita quotidiana negli ambienti urbani e stimolano l’immaginazione. Ha vinto numerosi premi internazionali di design.

Tra le opere di fama internazionale figurano WATERLICHT (un’inondazione virtuale che mostra la potenza dell’acqua), SMOG FREE PROJECT (il primo depuratore d’aria esterna più grande al mondo che trasforma lo smog in anelli “smog free”), SMART HIGHWAY (strade che acculano luce durante il giorno e brillano di notte) e SPACE WASTE LAB (catturare e riciclare i rifiuti dello spazio) e URBAN SUN (purificare gli spazi pubblici dal Coronavirus).

SEING STARS è il terzo progetto della serie DreamScapes di Studio Roosegaarde e MediaMonks che mostra la bellezza di un mondo migliore coniugando arte e scienza.

IN ESCLUSIVA VENETA GLI SKAUPAZ TOIFL A CAMPOSAMPIERO

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Al via a Camposampiero, nel Padovano, il Christmas Village dal 4 al 24 dicembre nelle piazze Castello e Vittoria. Tra le tante attrazioni, sabato 18 in esclusiva veneta arrivano decine di demoni Skaupaz Toifl con uno spettacolo ricco di emozioni per grandi e piccini. La manifestazione è totalmente gratuita

Dal 4 al 24 dicembre le piazze Castello e Vittoria di Camposampiero, nel Padovano, si vestono di magia natalizia, apre infatti tutti i sabati e le domeniche fino alla Vigilia il “Camposampiero Christmas Village”. Un luogo incantato dove i bambini incontreranno Babbo Natale con i suoi animaletti e gli elfi e si potrà ammirare il maestoso albero di Natale illuminato dalle splendide luminarie. La manifestazione, totalmente gratuita, è organizzata dal Comune di Camposampiero in collaborazione con Lobby Agency di Riccardo Checchin e Thomas Visentin.
Il programma è ricco di attrazioni con artisti di strada ed esibizioni emozionanti come la magia dello spettacolo delle bolle, i burattini e maghi che stupiranno tutti. Per i più grandi c’è anche un’area dedicata alla musica e all’aperitivo per condividere la magia di Natale coi propri amici in tutta spensieratezza. Dal primo weekend di dicembre, all’interno della Torre dell’Orologio sarà possibile visitare anche una mostra fotografica che esporrà le foto del concorso fotografico promosso dall’Ascom dal titolo “Camposampiero viva di Storia di Acque e di Attività”. Inoltre, in un negozio del centro si potranno ammirare le creazioni del concorso di presepi organizzato dalla Proloco cittadina.

Ma a rendere unico questo Natale nel Padovano è una grande esclusiva per il Veneto. Sabato 18 dicembre alle ore 18.30 infatti c’è la sfilata e lo spettacolo del famoso gruppo Skaupaz Toifl, i diavoli senza regole. Il gruppo, composto da una quarantina di figuranti, rievoca antiche divinità celtiche ed in particolare la figura di Frau Perchta, protettrice del mondo animale che veste con pelli, corna e artigli delle bestie. Si narra che questa divinità appaia al mondo nel periodo più lungo e buio dell’anno, compreso verosimilmente tra il mese di novembre fino a febbraio con lo scopo di scacciare il diavolo che approfitta del difficile periodo invernale per depredare dei sostentamenti della gente gelosamente custoditi per affrontare il grande freddo. La sua figura, quindi, è simbolo di amore e protezione, in difesa della natura e anche dei bambini. Lo spettacolo degli Skaupaz è di grande effetto scenico grazie ai giochi di fuoco e alle loro pittoresche maschere fatte da scultori del legno in abbinato a vestiti di pelli di animale conciate cucite da artigiani. L’aspetto più importante e vanto è lo spirito che accomuna ogni singolo elemento di questo gruppo affiatato, quello di assecondare le richieste dei bisogni e di chi è meno fortunato, tant’è che il ricavato proveniente dai gadget del gruppo viene dato in beneficenza.

LA PROGRAMMAZIONE COMPLETA

Mercoledì 08 DICEMBRE dalle 10:30 alle 22:00 Ore 10:30 inaugurazione 1° edizione Mostra del Presepe artistico a cura di ProLoco Camposampiero. La mostra sarà esposta fino al 9 gennaio presso Contrà dei Nodari n. 34, Camposampiero. Ore 14:30 omaggio floreale alla Madonna della Torre. Ore 17:00 fino alle 22:00 The Monkey DJ set.
Sabato 11 DICEMBRE dalle 17:00 alle 22:00 “Pink Power” la console tutta al femminile di Radio Piterpan, con sister Gloria e Linda Pani .
Domenica 12 DICEMBRE dalle 14:00 alle 22:00 Marcia dei Babbi Natale organizzata dall’Associazione Sant’Antonio Run con dolce sorpresa per tutti i bambini. Ore 14:00 ritrovo e apertura iscrizioni in Piazza Vittoria. Ore 15:00 partenza camminata di 3 km. Ore 15:30 arrivo e ristoro. Ore 16:00 arrivo in slitta di Babbo Natale. 2,00€ di iscrizione inclusi berretto di Babbo Natale e ristoro finale . *Sono graditi i nostri amici a quattro zampe. L’intero ricavato sarà devoluto all’associazione Fiori di Cactus. Ore 17:00 aperitivo DJ set.
Sabato 18 DICEMBRE dalle 17:00 alle 22:00 Ore 17:00 aperitivo DJ set. Ore 19:00 SKAUPAZ TOIFL Show, lo spettacolo dei diavoli senza regole. Al termine dello spettacolo DJ set fino alle 22:00.
Domenica 19 DICEMBRE dalle 15:00 alle 22:00 Ore 15:00 animazione con Accademia Filarmonica di Camposampiero che presenta gli allievi dei corsi Sing it, S.I.N.G., GiocaMusica, Infinity Percussione Coro N.A.M.E. Ore 16:30 visita guidata a Camposampiero, tra torri, acque e santi a cura della guida turistica Mariaclaudia Crivellaro. Ritrovo ore 16:30, Santuario del Noce. Costo € 8,00 – ragazzi fino ai 16 anni gratis. Info e prenotazioni: info@visitapadova.it – 339 4368067. Ore 17:00 aperitivo DJ set.
Venerdì 24 DICEMBRE, VIGILIA DI NATALE dalle 15:00 alle 22:00 Ore 15:00 premiazione delle letterine più originali presso la casa di Babbo Natale, in collaborazione con associazione Giochiamo con Sofia e Checco Camposampiero Rugby. La sera della vigilia in compagnia di IGOR S & LADY BRIAN e Radio Piterpan.

Consigli di viaggio sostenibili squisitamente britannici

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Contribuisci al benessere dell’ambiente con la riduzione del tuo impatto di carbonio con i nostri consigli di viaggio sostenibile squisitamente britannici. Sia che tu sostituisca l’aereo con il treno e faccia un magico viaggio attraverso la nazione, o che sostituisca i viaggi in autobus con tour in bicicletta a Londra, anche il più piccolo cambiamento può fare la differenza. Dai un’occhiata ai nostri consigli per ottimizzare il tuo viaggio riducendo al minimo il tuo impatto ambientale e rendi la tua prossima vacanza nel Regno Unito il più sostenibile possibile. Inoltre, porta a casa qualche idea ecologica come souvenir – finalmente qualcosa che userai davvero!.

Passeggia per Londra invece di prendere un taxi usando la mappa della metropolitana verde pubblicata nel 2021 che illustra le passeggiate che vanno da “passeggiate lungo il fiume a percorsi letterari urbani”.

Fai un’escursione lungo alcuni degli spettacolari sentieri della nazione come l’England Coast Path – un percorso di 3.000 miglia/4.800 km, il più lungo sentiero segnalato al mondo.

Mangia vegano; cena in un ristorante a rifiuti zero o prendi una decisione consapevole su ciò che mangi in base all’impronta di carbonio della tua cena.

Gratificati con un’ottima esperienza culinaria sostenibile: come da Spring di Skye Gyngell presso Somerset House di Londra, o da Native a Mayfair, che ha in lista bevande etiche tra cui la birra ecologica della Old Tree Brewery di Brighton e il Nc’Nean ad Argyll, la prima distilleria a zero emissioni della Scozia.

Prenota un soggiorno sostenibile presso sistemazioni ecologiche come la Fforest Farm in Galles, o hotel e case vacanze verdi, tra cui il resort a zero emissioni di carbonio The Emerald in Cornovaglia e il Treetops Treehouse nel Devon.

Fai il pieno di energia in città: Aiuta a salvare le api e fai il check-in in uno dei tanti hotel e luoghi di ritrovo di Londra con i loro alveari, tra cui Ham Yard HotelThe Ritz e il St Ermin’s Hotel, così come Fortnum & Mason e il National Theatre.

Restituisci alla natura: Aiuta a mantenere bella la Gran Bretagna facendo volontariato in un progetto come gli eventi Great British Beach Clean della Marine Conservation Society, o trascorri una settimana in una riserva naturale facendo volontariato per la Royal Society for the Protection of Birds. O che ne dici di Canal Camp, una vacanza volontariato per ripristinare i corsi d’acqua della Gran Bretagna per la Inland Waterways Association.

Prova l’esperienza immersiva nella foresta: è dimostrato che trascorrere del tempo tra gli alberi aiuta a rilassarsi e a migliorare la salute e la buona notizia è che non è necessario essere in Giappone per perfezionare l’arte dello shinrin-yoku. La Gran Bretagna è piena di foreste e boschi, compresi i suoi famosi antichi siti come la New Forest e la Sherwood Forest. Partecipa ai tour di Forest Bathing con la Forest Holidays o semplicemente cammina nei boschi e provaci tu stesso, in alcuni degli incantevoli siti di Forestry England in tutto il paese, come Alice Holt Forest nel Surrey, o Bedgebury National Pinetum nel Kent.

Modula il relax con un po’ di benessere acquatico presso i loch scozzesi, con attività come lo stand-up paddle-boarding e il nuoto libero. Che tu sia vicino, dentro o sopra, è provato che stare vicino all’acqua ti fa bene. Così la Scozia, con il suo recente Anno delle coste e delle acque, ti chiama. Dal paddle-boarding su un loch e il nuoto selvaggio, una passeggiata alle cascate con una cena a base di pesce, costeggia la Scozia e concediti un po’ di-benessere acquatico.

Metti in agenda una data per UNBOXED: Creativity in the UK, dove 10 eccezionali progetti su larga scala riguardanti la sostenibilità, la vita e il futuro sono rivelati in tutto il paese dai leader nel campo della scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica.

Non perdere i Commonwealth Games a luglio 2022, quando Birmingham si candida ad ospitare i primo giochi a zero emissioni. In città si stanno creando 2.022 acri di Commonwealth Forest e 72 mini-foreste nelle aree urbane circostanti – l’ideale per fare un’esperienza immersiva nei boschi cittadini.

E infine, cos’è un viaggio in Gran Bretagna senza un po’ di shopping ? Anche l’alta moda non deve più avere un costo (per il pianeta, perché il tuo portafogli potrebbe ancora soffrire), con marchi leader come Stella McCartneyMulberry e Burberry all’avanguardia dello stile sostenibile. Oppure, all’altra estremità del budget, scegli il vintage, con alcuni dei famosi empori della nazione come Rokit a Londra e W. Armstrong & Son a Edimburgo e ora anche Selfridges, dove acquistare bellissimi capi e accessori di seconda mano.

La Top 10 delle cose da fare nelle West Midlands

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Patria di squadre di calcio leggendarie, la cui storia ha visto qui cambiare le regole di questo gioco amato in tutto il mondo, casa di luoghi sportivi iconici… ci sono molte ragioni per esplorare le West Midlands. E come vedranno i visitatori che assisteranno ai Giochi del Commonwealth del 2022, lo sport è solo una delle ragioni per visitare quest’area! Da antichi castelli e ristoranti stellati Michelin ad alcuni dei migliori negozi della Gran Bretagna, qui riveliamo le icone che collocano la regione sulla mappa dei luoghi da non perdere, così come le sue gemme meno conosciute.

Scopri un gioiello della corona

Come… il quartiere dei gioielli di Birmingham

Epicentro nazionale della produzione di gioielli da più di 250 anni e sede di più di 700 gioiellieri e rivenditori indipendenti, il Jewellery Quarter si trova a nord-ovest del centro di Birmingham e produce circa il 40% dei gioielli britannici. Oltre a gemme di tutte le forme e dimensioni, offre un’abbondanza di esperienze di shopping uniche, oltre a un mix di pub, caffè, gallerie e musei.

E… il bohémien Digbeth

Oltre al cibo di strada del Digbeth Dining Club, questo luogo bohémien a soli 15 minuti a piedi dal centro di Birmingham ospita negozi indipendenti, cinema e luoghi d’arte, per non parlare di Peaky Tours, un viaggio attraverso le persone e i luoghi della serie TV di successo Peaky Blinders!

Esplora il mondo del Bardo

Come… la casa natale di Shakespeare

La casa natale di William Shakespeare a Stratford-upon-Avon ripercorre la prima parte della vita del drammaturgo più famoso del mondo anche attraverso una serie di oggetti che gli sono appartenuti. Passeggiando nei giardino e negli interni dell’Anne Hathaway’s Cottage – la casa della futura moglie – rivivrai l’atmosfera della vita elisabettiana e del futuro matrimonio del Bardo.

E… non perdere gli spettacoli della Royal Shakespeare Company

Situato sulle rive del fiume Avon, e vicino al luogo di nascita del grande drammaturgo il Royal Shakespeare Theatre di Stratford-upon-Avon ha più di 1.000 posti a sedere. Il grande edificio è la sede della Royal Shakespeare Company che regolarmente mette in scena le opere del Bardo – tra cui Romeo e Giulietta, La commedia degli errori e Amleto, recitati come al tempo di Shakespeare.

Fai rivivere la storia

Come… il castello di Warwick

Viaggerai attraverso più di 1.100 anni nel passato della Gran Bretagna al Castello di Warwick, perdendoti per le merlature, assistendo a rievocazioni storiche con l’arciere del castello che mostra la sua abilità nel tiro con l’arco. Perdersi nel labirinto di Horrible Histories e imbarcarsi in un viaggio immersivo nel Castle Dungeon, prima di finire la giornata con un’esperienza di glamping medievale, trascorrendo la notte all’interno del parco del castello.

E… rivivi la vita elisabettiana al Kenilworth Castle

Gli appassionati di storia possono ripercorrere le orme della regina Elisabetta I a Kenilworth Castle, a breve distanza in treno da Coventry. Dalle sue radici come fortezza medievale che ha visto l’assedio più lungo d’Inghilterra, al suo periodo come uno dei più grandiosi palazzi elisabettiani, il castello è intriso di storie di regalità, tradimento e amore.

Vivi il patrimonio calcistico

Come… esplorare il Villa Park

Sede dell’Aston Villa dal 1897, il Villa Park è uno degli stadi più antichi della Gran Bretagna e si trova all’ombra dell’Aston Hall, una casa signorile giacobina. I visitatori possono recarsi dietro le quinte in un tour dello stadio e imparare di più su uno dei 12 club fondatori del campionato di calcio britannico nel 1888.

E… visita al Molineux

Un altro dei club fondatori, il Wolverhampton Wanderers ha giocato al Molineux Stadium da quando è stato costruito nel 1889. Un coinvolgente museo del calcio – l’unico di questo tipo nelle Midlands – racconta la storia del club e presenta una Games Zone interattiva e una Hall of Fame.

Gusta la ricca gastronomia locale

Come… al Triangolo Balti

Il Triangolo Balti è un’area vicina al centro della città rinomata per i deliziosi sapori del Balti, un piatto che si ritiene abbia avuto origine a Birmingham. I buongustai che desiderano assaggiare questa specialità locale possono scegliere tra una varietà di ristoranti a conduzione familiare tra cui il leggendario Adil’s, che si dice abbia introdotto questo metodo di cottura in Gran Bretagna nel 1977.

E…non perdere la cucina stellata Michelin di Birmingham

Birmingham ospita ben cinque ristoranti stellati Michelin, più di qualsiasi altra città britannica al di fuori di Londra, dove gustare una cucina raffinata- dalla classica cucina britannica rivisitata di Adam’s, ai migliori sapori indiani di Opheem.

Ammira l’arte e l’architettura

Come… la Cattedrale di Coventry

La Cattedrale di Coventry è un coinvolgente mix di vecchio e nuovo, poiché la cattedrale moderna si trova accanto alle rovine della sua controparte del 12° secolo, in gran parte distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Salendo gli oltre 180 gradini della torre, si ammira la panoramica della città.

E… la Galleria d’Arte e Museo Herbert

Oltre a una vasta gamma di conferenze e mostre temporanee, l’Herbert Art Gallery and Museum ospita anche il Turner Prize 2021. Quattro artisti selezionati sono in mostra da fine settembre 2021 a metà gennaio 2022, e il vincitore sarà annunciato all’inizio di dicembre.

Goditi lo shopping di alta qualità

Come… al Bullring

Il più grande centro commerciale di Birmingham riunisce circa 150 marchi sotto lo stesso tetto, oltre a una serie di ristoranti e altri locali. I centro commerciale prende il nome dal il Toro di bronzo alto 2,2 metri dello scultore Laurence Broderick, che sovrasta l’ingresso del Bullring.

E… il Mailbox

The Mailbox è pieno di marche di alto livello e una pletora di ristoranti e bar che servono di tutto, dai cocktail colorati al delizioso cibo di strada indiano. Situato nel cuore della città, è di facile accesso a pochi minuti dalla stazione di Birmingham New Street.

Passeggia lungo i corsi d’acqua

Come… al Gas Street Basin

Con più di 60 km di canali a Birmingham e più di 160 km di corsi d’acqua che compongono il Birmingham Canal Network, il vecchio incontra il nuovo nel Gas Street Basin – qui i visitatori possono passeggiare su alzaie dove il patrimonio industriale e le barche ormeggiate si fondono con l’architettura moderna, bar e ristoranti, proprio nel cuore di Birmingham.

E… visita il Black Country Living Museum

I visitatori che cercano un assaggio della vita nella rivoluzione industriale possono esplorare il Black Country Living Museum all’aperto. Sede di una serie di negozi, case e aree industriali ricostruite, il luogo include anche una parte del Dudley Canal che appare regolarmente nelle scene di Peaky Blinders.

Lasciati conquistare dallo sport

Come… ad Edgbaston

La casa del cricket di Birmingham ospita regolarmente partite internazionali ed ospita il Warwickshire County Cricket Club e del Birmingham Phoenix. Sede ufficiale dei Commonwealth Games 2022, questo storico stadio si trova a breve distanza dal centro di Birmingham.

E… l’Alexander Stadium

Questo stadio a Perry Barr, a nord di Birmingham, è in fase di ristrutturazione per ospitare l’atletica ai Commonwaelth Games 2022, e le cerimonie di apertura e chiusura.

Scopri attrazioni accattivanti

Come… il Cadbury World

Cadbury World accompagna i visitatori in un viaggio coinvolgente attraverso la magia della produzione del cioccolato, dalle origini di Cadbury a Birmingham nel 1824 fino alle zone di degustazione, e include un’esperienza di cinema 4D e il più grande negozio Cadbury del mondo!

E… il Centro Nazionale SEA LIFE

Sede dell’unico tunnel oceanico a 360 gradi della Gran Bretagna, il National SEA LIFE Centre nel cuore di Birmingham permette ai visitatori di avvicinarsi agli squali e a una tartaruga gigante, e di incontrare le prime lontre marine del Regno Unito nella Marine Mammal Facility.

Il Natale Britannico a tavola

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Le tradizioni che danno una forte connotazione al Natale britannico sono davvero tante: si va dalla “gara” di vetrine natalizie nei più conosciuto Department store del mondo fino ad arrivare al famoso discorso della Regina e alla puntata natalizia delle serie tv più conosciute e amate. La tradizione, però, passa anche attraverso a ciò che ci mette a tavola. Cosa dà davvero il senso del Natale britannico in tavola? Così come il pandoro e panettone stanno al Natale italiano, il Natale britannico è tale grazie a tante piccole grandi specialità davvero interessanti.

I cavoletti di Bruxelles: perché si mangiano a Natale in Gran Bretagna?
Come mai i Brussels Sprouts sono considerati un grande classico di un pasto natalizio britannico degno di questo nome? Iol giro di affari legato ai cavoletti di Bruxelles si aggira, in Gran Bretagna, intorno a cifre davvero grandi. Si dice che, se mettessimo assieme tutte le coltivazioni di questo ortaggio presenti in Gran Bretagna, otterremmo circa 3200 campi da calcio. Come molte altre tradizioni natalizie – dai biglietti di auguri ai mercatini – i cavoletti di Bruxelles sono arrivati sulle tavole britanniche in epoca vittoriana. Questo perché, durante il Regno della Regina Vittoria, si iniziò a fare maggiore propaganda sui cibi nutrienti, pieni di vitamine, facili da coltivare e assolutamente immediati in quanto a preparazione. Averli a tavola era come un regalo, in quanto creavano un diversivo dalle “solite” verdure presenti nella dieta britannica. Da quel momento, sono diventati una vera e propria pietanza natalizia tipica della Gran Bretagna. Solitamente si fallo bollire e poi vengono ripassati in forno con una buona dose di bacon.
Le Mince Pie: il gusto speziato del Natale britannico
Le mince pie sono un altro grande must del periodo natalizio in Gran Bretagna anche se, in un’epoca come la nostra in cui la grande distribuzione è sempre più presente, si iniziano a trovare sugli scaffali dei supermercati già da ottobre, per non dire durante tutto l’arco dell’anno. Le Mince Pie che si mangiano ora sono molto diverse, però, da quelle create in origine. La ricetta originale risale ai tempi del regno di Re Giacomo I. Le pie erano ripiene di carne, frutta secca e spezie e venivano preparare di forma ovale, per ricordare la culla di Gesù nella mangiatoria. Le famiglie più ricche erano solite farle preparare personalizzate: ogni famiglia sceglieva un simbolo (una stella, un cuore e così via…) da apporre alle pie prima che fosse messa in forno. Col tempo, la ricetta cambiò e ora le Mince Pie sono un dolce speziato e tipicamente natalizio da preparare con cura per dare un gusto speziato al Natale.

 

Il Christmas Pudding
Pudding è una delle parole inglesi più difficili da tradurre in italiano perché può rappresentare molti cibi diversi. In molti film e serie tv un po’ datate, Christmas Pudding viene tradotto come Budino di Natale ma sappiamo tutti molto bene che non si tratta proprio di un budino. Il Christmas Pudding è un dolce cotto in forno a base di frutta sia secca che candita e molte spezie. L’uso delle spezie è tipico del Natale in quanto la spezia rappresentava qualcosa di prezioso da non usare per un pranzo di tutti i giorni bensì per una giornata speciale. Il Christmas Pudding si serve solitamente flambé e al suo interno vengono nascosti degli oggetti (un anello, una moneta e un ditale). Chi li trova avrà fortuna e prosperità nell’anno successivo. Una superstizione britannica dice inoltre che non mangiare il pudding come conclusione del pranzo di Natale porti guai. Il Christmas Pudding fa bella mostra di sé in libri di ogni genere. Ne citiamo due tra tutti: Canto di Natale di Charles Dickens e Il caso del dolce di Natale di Agatha Christie (non a caso, il titolo originale è The adventure of the Christmas Pudding).
Il Brandy Butter
Il Christmas Pudding e le Mince Pie non arrivano quasi mai sulle tavole della Gran Bretagna da sole. Con loro c’è spesso il Brandy Butter, altro grande protagonista del Natale made in Britain. Ai giorni nostri, il Brandy Butter si trova già pronto nel banco frigo dei maggiori supermercati ma prepararlo in casa, proprio mentre si prepara anche il Christmas Pudding, è un qualcosa di tradizionale al quale alcune famiglie non rinunciano. Il Brandy Butter, di per sé, è un panetto di burro cremoso che va mescolato con il brandy – per l’appunto – e una serie di spezie la cannella, la vaniglia e l’estratto d’arancio. Il burro al brandy deve accompagnare le Mince Pie e il Christmas Pudding serviti, ovviamente, caldi.

L’arrosto di tacchino
Spesso si abbina l’idea del tacchino come pietanza tipicamente festiva al concetto di celebrazioni invernali americane come il Giorno del Ringraziamento oppure il Natale stesso. In realtà, la tradizione di usare la carne di tacchino per le festività natalizie va attribuita al più grande buongustaio della storia inglese: Re Enrico VIII. Fino ai primi anni di regno di Enrico VIII, infatti, il piatto forte del Natale in Gran Bretagna erano volatili come i piccioni o, se si era ricchi, il pavone. La prima ricetta ufficiale per preparare il tacchino come pietanza natalizia fu stampata nel The English Housewife di Gervase Markham nel 1615. Il tacchino, però, rimase una scelta natalizia fattibile solo per le famiglie abbienti. Almeno fino all’avvento del regno della Regina Vittoria.

E per il Boxing Day?
Il giorno di Santo Stefano (26 dicembre), per i britannici, è il Boxing Day. Il nome, come molto della tradizione natalizia britannica, va attribuito sempre alla Regina Vittoria. In quel periodo, infatti, le famiglie più ricche erano solite impacchettare (to box) nuovamente alcuni regali di Natale per darli alle famiglie più povere per beneficenza. Va ricordato che, nel XIX Secolo, ci si regalavano spesso cibo, indumenti di lana e cose da poter utilizzare per l’inverno. Oltre a questo, Boxing Day era anche il momento in cui la servitù delle case dei nobili poteva festeggiare il Natale e riceveva essa stessa dei regali. Attualmente, il Boxing Day è una seconda giornata da trascorrere in famiglia. Che cosa si mangia? Normalmente si resta più leggeri che per il pranzo o la cena di Natale. Un grande classico britannico per il Boxing day è Ham, Eggs & Chips. Questo piatto si trova spesso anche nei menù di molti pub. Si tratta di alcune fette di prosciutto arrosto servite con un uovo, solitamente fritto, e delle patatine. C’è chi abbina il piatto con dei cetriolini sotto aceto oppure con il classico piccalilli. Di cosa si tratta? Il piccalilli è un condimento nato ai tempi dell’Impero britannico: è fatto da cetriolini, cavolfiore e anche altre verdure (la ricetta cambia da famiglia a famiglia) conditi con delle spezie e della senape inglese. Sono spesso servito con Ham, Eggs & Chips oppure con un altro piatto tipico da pub: il Ploughman’s lunch.

Posti degni di nota dove trascorrere un Natale britannico
Il pub è un simbolo indiscusso della Gran Bretagna e del senso di comunità che, al contrario di quanto si pensa normalmente, appartiene in toto a popolo britannico. Le case britanniche, soprattutto quelle di stampo popolare, storicamente non sono mai state progettate per accogliere gente. Esse erano piccole, con stanze funzionali ma non adatte a grandi incontri e grandi tavolate. La vita sociale, diversamente da quanto può accadere nelle tradizioni dell’Europa mediterranea, avveniva e avviene al pub che, per molti, è diventato una sorta di succursale di casa. Il pub è, quindi, anche un luogo in cui ricercare il senso del Natale. Quindi val la pena di segnarsi qualche nome di pub degni di nota e capaci di regalare un Natale britannico, in tutte le sue accezioni.

Il Kingslogde Inn – Durham: il Natale come dono
Nel profondo Northumberland, il Kingslodge Inn è un pub che fa parte della CAMRA, la Campaign for the Real Ale. Serve birre locali e di buona qualità da molti anni ed è un classico pub con alloggio, dove la qualità è sempre al primo posto. La caratteristica principale del Natale al Kinglodge Inn è di riservare una parte della propria sala a chi festeggia il Natale in solitudine. Come se fosse una sorta di grande dono, il pub prepara un gran bel pranzo per le persone anziane che vivono da sole.

Il Paddy’s Marten Inn – Leicester: la multietnicità
Questo pub di Leicester ha una lunga storia e incarna, al giorno d’oggi, l’essenza multiculturale tipica della Gran Bretagna. Leicester è una delle città inglesi con il più alto numero di culture e razze coesistenti. Il Golden Mile della città, per esempio, è uno dei migliori luoghi dove mangiare indiano in Inghilterra. In quest’ottica si inserisce il Paddy’s Marten Inn, un pub storico che, da un po’ di tempo a questa parte, è stato rilevato da una famiglia indiana, con figli nati e cresciuti a Leicester. Il loro menù racconta la vastità dei sapori indiani che, come da tradizione da pub britannico, vengono serviti con delle Ale di produzione locale. Questo è il volto di una Gran Bretagna che nasce dall’Impero e approda ai giorni nostri con la consapevolezza che la multietnicità sia una grande risorsa, non solo in cucina.
The Bevy – East Brighton: l’unico pub gestito da una comunità
La caratteristica principale del The Bevy è di essere l’unico pub in Gran Bretagna a trovarsi all’interno di una housing estate, ovvero in un complesso residenziale. Il pub è gestito direttamente da chi vi vive attorno e lascia grande spazio a tutte le associazioni di volontariato locale. Durante la pandemia di Covid-19 il pub è rimasto chiuso, come molti altri in Gran Bretagna, ma ha continuato a servire la comunità preparando pasti e consegnandoli a chi ne aveva più bisogno.

The Swan Inn – Nottage, Porthcawl, Galles: una pinta dopo il tuffo in acqua
The Swan Inn è un ottimo pub non distante da Coney Beach, la baia che viene presa d’assalto il giorno di Natale da oltre mille nuotatori pronti a tuffarsi nel freddo mare che bagna la costa del Galles, non distante da Swansea. Nel 2020 la Christmas Swim, evento di beneficenza, non è stato fatto, ma quest’anno si terrà, chiedendo a tutti i partecipanti di rispettare le regole in vigore per quel giorno. The Swan Inn è considerato un luogo dove le anime si riscaldano e i sorrisi nascono. Chissà che Babbo Natale non passi proprio di lì.
Il Natale britannico secondo gli chef
La gastronomia di alto livello è sempre più presente in Gran Bretagna e i ristoranti di cui parlare sono sempre di più. Non si tratta solo di stelle Michelin – comunque presenti nel firmamento della ristorazione made in Britain – ma di vera e propria creatività che dà il meglio di sé a tavola. Cosa consigliano chef e kitchen star per il Natale in stile britannico?

Il Natale secondo Tom Kerridge
Tom Kerridge è uno chef stellato che ha lavorato in molti ristoranti in Inghilterra. Nel 2005 ha aperto un pub che si chiama The Hand & Flowers. Questo locale si trova a Marlow, nel Buckinghamshire ed è il primo pub britannico ad aver ottenuto una stella Michelin. Tom Kerridge è molto conosciuto anche per le sue ricette legate al Natale, argomento centrale del suo programma (in onda su BBC2) Tom Kerridge cooks Christmas. Una delle ricette che, a furor di popolo, l’hanno reso famoso è quella delle sue Christmas Carrots, ovvero le carote di Natale. In inglese, il nome del piatto è un gioco di parole che rimanda a Christmas Carols. Si tratta di carote preparate utilizzando l’anice stellato. https://www.bbc.co.uk/food/recipes/christmas_carrots_90489

Il Natale secondo Nisha Katona
Nisha Katona è una chef britannica, di origine indiana, nominata Member of Bristish Empire (MBE). Nata nel Lancashire, è cresciuta tra Lancashire e Merseyside dove ha fatto l’avvocato per i minori per circa 20 anni. Dopo aver lasciato la carriera legale, si è messa a insegnare cucina indiana ed ha aperto, successivamente, alcuni ristoranti di gran successo. Il Mowgli a Manchester, proprio vicino alla Cattedrale, è un vero e proprio punto di riferimento per chi ama la cucina indiana. Anche Nisha Katona si mostra spesso in televisione e non disdegna di unire i profumi della cucina indiano con piatti che potrebbero avvicinarsi molto alla tradizione britannica. Il suo tacchino Tikka Masala è uno dei piatti più celebri.
https://www.itv.com/lorraine/articles/nisha-katona-turkey-tikka-masala

Il Natale secondo Nigella Lawson
Nigella Lawson non ha bisogno di presentazioni e ha fatto di alcune sue caratteristiche un vero e proprio marchio di fabbrica. Figlia di Nigel Lawson, membro della Camera dei Lord e Cancelliere dei governi Tatcher, Nigella è sempre pronta a suggerire qualcosa di utile per rendere il Natale ancora più gustoso. Una delle ricette natalizie più apprezzate è il suo Yule-Log, ovvero il tronchetto di Yule. Quest’ultimo è l’antico nome pagano del periodo legato al solstizio d’inverno. Si tratta di un morbido dolce al cioccolato a forma di tronco d’albero, pronto a ricordare a tutti la bellezza degli alberi addobbati a festa. https://www.nigella.com/recipes/yule-log

Esperienze gastronomiche sostenibili a Londra

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Londra è il paradiso dei buongustai. Ogni ricetta internazionale lì è di casa e la città regala anche la possibilità di provare le ultime tendenze in fatto di cibo. Non solo: permette anche di vivere un’esperienza gastronomica globale senza lasciare la città. Se stai cercando di scoprire grandi sapori con attenzione alla sostenibilità, la capitale britannica è il posto per te. Per ispirarti, questo riepilogo mette in evidenza le aziende che combinano deliziosi menu con principi ecologici, per un’esperienza culinaria da ricordare.

Un’esperienza da fare fin dall’alba: E5 Backhouse

Per iniziare bene la giornata, cosa c’è di meglio di una ricca colazione o di un brunch all’E5 Bakehouse? Questo panificuio ha sede ad Hackenye ed è uno dei pionieri della rivoluzione del pane a lievitazione naturale a Londra. Si trova in una posizione semplice ma pittoresca sotto un arco ferroviario. Negli ultimi dieci anni ha raggiunto una serie di traguardi sostenibili di cui pochi locali possono vantarsi. Per cominciare, la loro farina (che è sempre biologica) è prodotta localmente, con la maggior parte del grano importata dalle contee vicine come il Suffolk. Il grano viene, quindi, macinato in loco, in un imponente mulino che si può vedere dal luogo in cui si trova la panetteria e che contribuisce a rendere unico il fascino rustico di questo posto. Il forno utilizza solo energia rinnovabile e si impegna a riciclare, compostare e utilizzare imballaggi ecologici e biodegradabili. Qui puoi trovare anche prodotti biologici da fornitori locali da gustare a colazione tra cui panini alla cannella, cioccolato e biscotti di segale, muesli, porridge, involtini di pancetta, uova strapazzate e pane tostato e marmellata, tutti serviti con caffè monorigine. E se ti fermi più a lungo, i loro pranzi includono sempre piatti vegetariani, oltre a zuppe, insalate e una scelta di panini. Inoltre, durante i mesi estivi, la maggior parte dei prodotti che utilizzano proviene dalla Fellow’s Farm, l’azienda agricola con sede a Suffolk fondata alcuni anni fa da Ben Mackinnon, ex consulente ambientale e fondatore del panificio.

Cotture lente e cucina “from nose to tail”: St.John Restaurant

Il St. John Restaurant a Smithfield, con tanto di stella Michelin, è il luogo ideale per un pasto completo. Fergus Henderson è uno degli chef più venerati del paese e la figura di spicco di questo progetto gastronomico “from nose to tail”, che da quasi trent’anni esalta la virtù dell’utilizzo di tutte le parti dell’animale. Henderson descrive questa filosofia nei suoi libri, affermando “se hai intenzione di uccidere un animale, sembra solo educato usare tutto”, e la mette in pratica a Smithfield, con il ristorante ospitato in un vecchio affumicatoio situato accanto al mercato della carne che ha reso celebre proprio Smithfield. Il leggendario menu, diverso ogni giorno, utilizza ogni parte dell’animale e comprende classici come l’insalata di midollo osseo insieme a frattaglie di agnello, noci e indivia sottaceto, cuore di bue e salsa verde su crostini di pane. Per quanto riguarda i dolci, non perderti i famosi muffin della casa.

Da un giardino-mercato al cuore di Londra: Spring, Covent Garden

Spring è un ristorante raffinato e di classe situato a Somerset House, vicino a Covent Garden. È gestito da Skye Gyngell, famosa chef di origine australiana che vive a Londra da oltre vent’anni e ha basato la sua carriera sulla cucina con prodotti locali e di stagione, in cui sia gli ingredienti che il luogo in cui vengono preparati sono sostenibili. Per questo motivo, potrebbe non sorprendere che in meno di un anno sia riuscita a bandire la plastica monouso dalla cucina del suo ristorante, o che uno dei suoi menu di maggior successo evidenzi il problema dello spreco alimentare. Il menu che porta il nome di Gratta è disponibile solo per le cene tra le 17.30. e 18:30 (prima dell’apertura dei teatri) e offre tre portate per £25. Caratterizzato da piatti deliziosi a un prezzo molto interessante, ognuno contiene cibi che di solito vengono scartati, come la parte verde del cavolfiore. Inoltre, il principale fornitore di Spring è Jane Scotter, che è la fondatrice della biodinamica Fern Verrow Farm. Gyngell e Scotter formano una coppia perfetta e sono riuscite a ridurre significativamente gli sprechi alimentari grazie alla pianificazione congiunta dei menu e dei raccolti, e portando la filosofia “dal campo alla tavola” un passo avanti.

Per un autentico afternoon tea sostenibile: Petersham

L’afternoon tea alla Petersham Nurseries Teahouse di Richmond, un quartiere benestante nel sud-ovest di Londra facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, è un’esperienza da sogno. Questo tempio dello slow food e della sostenibilità è stato insignito della neonata Michelin Green Star nel 2021 e si trova in uno scenario meraviglioso all’interno di una serra, circondato da splendidi giardini pieni di fiori e dal proprio frutteto, che funge anche da ispirazione per i loro menu. I loro fornitori praticano l’agricoltura rigenerativa e sono certificati secondo i più alti standard di benessere animale, e la tearoom svolge anche iniziative come inviare i loro rifiuti di caffè a Bio-Bean per essere convertiti in carburante. Qui è stato anche installato un digestore anaerobico che converte i rifiuti alimentari in acqua, consentendo loro di ridurre considerevolmente la loro impronta di carbonio. Oltre al classico afternoon tea, hanno menu per pranzo e cena basati sugli stessi principi e con ingredienti locali, stagionali e sostenibili. Se non hai tempo per raggiungere Richmond (è un viaggio facile con i mezzi pubblici ma lontano dal centro), puoi anche visitare il loro caffè a Covent Garden.

Per chi ama la dolcezza: Violet

L’ora del tè è il momento ideale per qualcosa di dolce e Violet, fondata dalla californiana Claire Ptak, è un’opzione eccellente. Claire Ptak si è formata presso il noto ristorante, che ha sposato la filosofia dalla fattoria alla tavola, Chez Panisse ed è stata una dei primi a introdurre ingredienti di stagione in torte e dessert. Al suo arrivo a Londra, ha iniziato a vendere le sue torte in una piccola bancarella nel mercato di Broadway e ha rapidamente attirato un fedele seguito grazie al suo utilizzo di ingredienti ecologici e condimenti stagionali, tra cui Mango Alphonso, Dorset Blueberry e Kent Cherry. Dopo aver aperto la sua caffetteria (situata a soli 10 minuti a piedi dalla sua bancarella del mercato, che apre ancora il sabato) nel 2010, oggi è conosciuta per le sue squisite torte e per i clienti famosi tra cui Harry e Meghan, che le hanno ordinato la loro torta nuziale. Oltre ai cupcake, la caffetteria offre anche delizie tra cui brownies di segale, torta di frutta con farina di farro o biscotti al cioccolato e vaniglia in stile sandwich. Claire Ptak rende anche omaggio al suo luogo di nascita, la California, e al suo paese di adozione con specialità come l’avocado su pane tostato con olio, peperoncino e lime e toast con Cheddar, blue cheese e kimchi.

La brasserie con la migliore vista su Londra: Oxo Tower

La Oxo Tower Brasserie non solo ha una vista spettacolare sul Tamigi, ma ha anche recentemente migliorato le sue credenziali in fatto di sostenibilità. Dalla riduzione della plastica monouso all’aumento della gamma di piatti vegetariani, i suoi sforzi sono stati premiati dalla Michelin Green Star. Qui, i prodotti di stagione vengono trasformati dallo chef Keir Barry in piatti appetitosi, con varie opzioni interessanti tra cui zuppa di funghi e topinambur con mascarpone e crostini e sgombro della Cornovaglia con insalata di patate e condimento al miele, limone e senape.

Il numero uno per la sostenibilità: Silo

Il Silo Restaurant, sulla riva del fiume Lea a Hackney Wick, East London, è sempre in cima alla lista dei ristoranti sostenibili della città. Giustamente. Conosciuto come il primo ristorante “zero rifiuti” al mondo, l’etica di Silo si basa sull’idea dell’artista australiano Joost Baker di “non avere nessun cestino”, un principio che il fondatore, Douglas McMaster, ha fatto suo. Come? Bene, il loro digestore aerobico trasforma i rifiuti alimentari in compost in situ, creando fino a 60 kg di compost in 24 ore, il ristorante ha il suo mulino per macinare il grano, si produce il proprio latte e burro vegetali, aderendo alla filosofia “from nose to tail”, simile a quella del St.John Restaurant. Inoltre, l’arredamento e la decorazione del ristorante si basano su materiali che altrimenti sarebbero stati smaltiti, come piatti realizzati con sacchetti di plastica e tavoli creati utilizzando imballaggi per alimenti, e tutte le consegne arrivano in contenitori progettati per essere riutilizzati. Il menu degustazione, immensamente creativo, comprende piatti come funghi champignon con avena koji; patate ratte, alghe e panna caramellata, oppure lattuga, fiori di sambuco e calendula messicana.

130 opere esposte alla galleria Bertoia di Pordenone

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I depositi dei musei, sia quelli delle capitali
che quelli di periferia sparsi in tutta Italia, possono essere
paragonati alle  radici degli alberi: non si vedono, ma è  proprio lì
che si creano i presupposti per la salute e la crescita della pianta.
Lontano dagli occhi dei visitatori le collezioni si nutrono dei progetti
di rinnovo e scambio, si valorizzano con i prestiti, e spesso le opere
celate al pubblico affrontano un’esistenza più dinamica di quelle da
sempre esposte, come  insegna il recente esempio degli “Uffizi
diffusi”.

Talvolta, però, per riportare alla vista opere anche di grande valore
c’è bisogno di una scintilla, della contingenza, della volontà di
ridestare l’attenzione sul complesso di un intero patrimonio culturale.

Ridestare è il termine più appropriato per descrivere “Il sogno delle
cose. Quadri e sculture moderne dalle collezioni civiche di Pordenone”,
la mostra a cura di Alessandro Del Puppo e Luca Pietro Nicoletti,
realizzata dal Comune di Pordenone con la collaborazione della Regione
Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Università degli Studi di Udine
e della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Friuli
Venezia Giulia, in esposizione alla Galleria Harry Bertoia di Pordenone
fino al 13 febbraio 2022.

Circa 130 le opere selezionate, realizzate tra fine Ottocento e gli anni
duemila, esposte  e appartenenti al patrimonio civico, e solitamente
custodite nei depositi di Palazzo Ricchieri a seguito di acquisti e
donazioni. Alcuni nomi in mostra: De Chirico, Savinio, Fontana, De
Pisis, Sironi, Vedova, Campigli, Guttuso, Picasso, Chagall, Delvaux. Ma
anche quelli di artisti del territorio come Massimo Bottecchia, Nane
Zavagno,  lo stesso Bertoia, fino agli autori di oggi come Massimo
Poldelmengo, Roberto Kusterle, Danilo Di Marco.

Questo nuovo percorso che intende “restituire” alla città alcune opere
tra le migliaia che erano nei caveau del Museo Ricchieri è
un’operazione di tendenza che stanno facendo i più importanti musei,
per rimettere in circolo un patrimonio che è di tutta la città, come
ha fatto recentemente il  Museo di Rotterdam.

Una riscoperta dunque, che mette in luce opere di grande valore, un vero
patrimonio culturale del territorio,  già esposte nel corso degli anni
passati ma che ritornano oggi attraverso un percorso espositivo diverso,
mettendo così “al lavoro” nuove risorse intellettuali più che delle
nuove risorse materiali (essendo queste già presenti e momentaneamente
inutilizzate), per far si che tante opere, rimaste a lungo nei caveau,
possano uscire e dialogare, invece di sognare come facevano al buio.

«Con questa operazione – specifica l’Assessore alla Cultura di
Pordenone, Alberto Parigi – togliamo alcune opere meravigliose dai
caveau in cui erano state nascoste da tempo e le restituiamo non solo a
Pordenone e alla regione Friuli Venezia Giulia, ma all’Italia tutta».

Una “operazione modernità” che vuole anche  in qualche modo
svecchiare l’immagine dei Musei civici, affiancando alle grandi opere
permanentemente  qui esposte del Sette-Ottocento lavori più moderni e
rari, quadri, sculture, produzioni grafiche, realizzate nel corso del XX
secolo.

Accanto alle opere di assoluto rilievo e importanza mondiale dei  grandi
protagonisti dell’arte italiana ed europea, in esposizione anche un
nucleo consistente di autori locali  ma di richiamo internazionale come
Luigi Vettori, Armando Pizzinato, o Giuseppe Zigaina. che raccontano  la
storia del  territorio del Friuli Venezia Giulia attraverso la
rappresentazione dei paesaggi e delle sue genti.

La scelta allestitiva, riportata come un grande racconto anche
all’interno del catalogo disponibile all’apertura della mostra, ha
privilegiato un approccio tematico articolato  in sezioni (Figure di
artisti; Miti, amori, gran dame, allegorie; Volti; Paesaggi, nature;
Territori friulani, Nature morte, tavole imbandite; Figure del lavoro;
Spazi; Tensioni; Gli uomini illustri) e tessuto in modo da fare
dialogare opere di autori noti con quelle di meno noti, scultura e
pittura in un percorso che  accompagna e sprona ad osservare e capire
l’Arte Moderna.

«Le opere conservate nei musei si parlano anche se i più non le odono
– illustra il curatore della mostra, Alessandro Del Puppo – ; è
giunto il momento di presentare il loro dialogo al pubblico. Questa
mostra è il racconto del grande patrimonio culturale della città
presentato in dieci sezioni, da leggersi quasi come i capitoli di un
possibile libro. Per renderlo più fruibile, allestita anche un’opera
artistica fotografica proprio sul tema dei depositi museali, realizzata
a partire da uno studio sui depositi del Museo civico d’Arte di
Pordenone dall’artista Alessandro Ruzzier».

Un lavoro fotografico che, illustra i più misteriosi tra gli spazi
museali, facendo entrare con il suo sguardo lo spettatore tra i segreti
dei depositi, là dove le cose sognano.

Catalogo:

Quadri e sculture moderne

dalle collezioni civiche di Pordenone

a cura di Alessandro Del Puppo, Luca Pietro Nicoletti

23 x 28 cm
192 pagine
160 illustrazioni edizione italiana brossura

prezzo: 22 €

_Informazioni generali sulla mostra ___

Sede: Comune di Pordenone – Galleria Harry Bertoia, Corso Vittorio
Emanuele II, 60

Date: dal 21 novembre 2021 al 13 febbraio 2022

Orario di apertura: giovedì e venerdì dalle 15 alle 19; sabato e
domenica dalle 10 alle 13  e dalle 15 alle 19.

Biglietti: intero 3 euro; ridotto 1 euro. Il biglietto dà accesso anche
al Museo civico d’Arte.

Per informazioni: +39 0434 392960, 0434 392935  –
museo.arte@comune.pordenone.it

www.comune.pordenone.it/galleriabertoia [1]

Attività didattiche per le scuole:  Studio associato Eupolis,
info@eupolis.info

Avvento e Natale in Cechia: ritorno alle origini (e alla normalità)

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Il virus ci aveva blindati in casa. Vietati persino i cenoni coi
parenti. Ma le pagine del calendario hanno continuato a
girare ed eccoci di nuovo a un soffio dalle Feste, finalmente
liberi di viverle in compagnia, atmosfera e sicurezza. E allora
perché non partire tutti insieme per la Repubblica Ceca, che
garantisce tutto questo e molto altro ancora?
Pur nel rispetto delle norme sanitarie, ecco tornare lo sfavillio di luci,
gli aromi dei dolci tipici, i jingle e i cori delle Feste, i grandi abeti dagli
addobbi sfavillanti, le catene di ghirlande, i ristoranti con i menu
natalizi, le tradizioni e i mestieri antichi, gli artisti di strada, i presepi, i
grandi concerti, gli spettacoli per i bambini e i sempre-bambini, i
pentoloni di vin brulé, punch e idromele…
Nelle grandi città così come nei piccoli centri, quest’anno più che mai
tutto questo magico fermento travolge vie e piazze, punteggiate dalle
casette dei tipici mercatini di Natale. Un’occasione imperdibile e
insostituibile per entrare nel cuore della Repubblica Ceca e delle sue
usanze. Con la possibilità di portarne a casa con sé un “assaggio”, grazie
allo shopping di qualità sulle bancarelle, ridondanti di tutto ciò di cui
l’artigianato ceco va fiero: le celebri marionette di Praga, statuine in
legno, bamboline di paglia, giocattoli di un tempo, ceramiche e
porcellane variopinte, sgargianti palle di vetro soffiato, delicati cristalli
di Boemia, tessuti a telaio, telerie stampate a Blaudruck, gioielli e
bigiotteria, accessori e prodotti cosmetici naturali. E poi le leccornie:
liquori, biscotti speziati, dolci di stagione, mandorle caramellate, vini
(tra cui il raro ice wine), prosciutto di Praga… A ogni mercatino i suoi
sapori, suoni e colori…
Non sapete quale scegliere? Visitateli tutti!
Mercatini a Praga
Dove: nelle piazze della Città Vecchia, della Repubblica, Venceslao e
della Pace e nel Castello. Quando: dal 27 novembre al 6 gennaio. La
curiosità: qui si assaggia il vero prosciutto di Praga, che si affumica
lento sui grandi bracieri. La chicca: un grande palcoscenico per teatro,
musica, spettacoli per bambini e folkloristici.

Comunicato stampa

Mercatini a Olomouc
Dove: nella piazza Superiore. Quando: dal 19 novembre al 23 dicembre.
La curiosità: protagonista assoluto è il drink caldo, alcolico o analcolico
che sia. Solo qui si assaggia il vero punch di Norimberga, bevanda di
tendenza in Avvento. La chicca: la Colonna della Santissima Trinità,
gioiello UNESCO, splendidamente illuminata.
Mercatini a Brno
Dove: nelle piazze della Libertà, dei Cavoli, Moravia, dei Domenicani e
del Municipio. Quando: dal 26 novembre al 23 dicembre. La curiosità:
Brno è stata dichiarata città creativa per la musica dall’Unesco e la
„colonna sonora“ dei mercatini è un capolavoro. La chicca: i sotterranei
della città, visitabili.
Mercatini a Cesky Krumlov
Dove: in piazza Svornosti. Quando: dal 26 novembre al 6 gennaio. La
chicca: perfetto per i bambini, che qui possono incontrare San Nicola,
spedire la letterina a Gesù Bambino, vivere il tradizionale Natale degli
Orsi (ospitati nel fossato del castello fin dal 1707), ammirare il presepe
vivente e farsi traghettare sul fiume da una zattera.
Mercatini a Ceske Budejovice
Dove: in piazza Přemysl Otakar II. Quando: dal 19 novembre al 6
gennaio. La chicca: una pista di pattinaggio sul ghiaccio, tutt’attorno
all’antica fontana di Sansone.
Mercatini a Pilsen
Dove: in piazza Repubblica. Quando: dal 23 novembre al 23 dicembre.
La chicca: le speciali visite guidate al centro storico, addobbato a festa,
sulle orme delle usanze e tradizioni natalizie.