Ohrwurm/Wehrmacht.

Sono talmente presa da quello che sto facendo per il barcamp che non mi ero accorta di avere la tv accesa su casaraiuno. Il problema è che stava suonando Povia.

Oh, ho tante cose da raccontare, però mi manca il tempo. Lo farò tutto in questo post.

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Il mio amministratore di condominio è palesemente un coglione: in pratica c’è un condomino che se ne impipa dei divieti ed ha detto "beh, io a quello lì non faccio nulla perché mi sa che è un tossico".
Mbeh?
Ora se sono un tossico posso rompere i coglioni a chiunque?
Io quindi se paleso che faccio boxe posso spaccare tutto? No, vorrei saperlo, perché in caso lo faccio.

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Ieri sera ho visto Operazione Valchiria. Mi piacerebbe perdere del tempo per raccontarvi le storie dietro, però a volte penso che ‘sti film servano per il popolo per andare a ricercare storie dietro che nessuno conosce (orsù, quanti di voi conoscono bene la storia della Resistenza ai regimi?)
Recensioncina: buona fotografia, leeenta la sceneggiatura, Tom Cruise ha un po’ la verve e la profondità di un manichino dell’upim. Il cast e la scenografia è di gran lunga superiore al resto elencato. Ottime soprattutto le caratterizzazioni.

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Io appena trovo il libro di Shenck sulla salute di Hitler, che però è solo stato pubblicato in tedesco, me lo accatto. Quindi dovrò anche tradurmelo. Vabbè, ecco.
Io comunque quasi quasi, il cocktail che Morell dava al suo paziente A. , direi che sarebbe da provare (MAMMA STO SCHERZANDO): Nux vomica, atropina, sali di sodio e potassio, ossidrina, camomilla, testosterone, profenazone, caffeina, atropa belladonna, e.coli, morfina, sulfonamide, cocaina (per gocce oculari), enzimi, vitamine, anfetamine, metanfetamine, proteine e lipidi. Altro che la redbull.

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Sto impazzendo per i contatti aziende/enti/comune/salcazzi.
Ormai ho un’agenda che trabocca di contatti, chiamate, email, ci vediamo là, ma quando c’è in ufficio, sì possiamo parlarne ma io sto a Parma e non a Milano.
Non-ne-posso-più.

Fffatto?

Oh, ora come ora mancano i soldi per cordini e badge.

In caso, mica vi offendete se facciamo alla Art Attack, vero? Cioè, i cordini ve li faccio all’uncinetto, e per i badge uso il dietro delle vecchie locandine incollate con abbondante ccccolla vinilica.

[poi si dice la creatività, sennò faccio come per il wordcamp e vi faccio stampare il badge a casa vostra. Uao, che idea innovativa (…) (se l’avessi fatto io mi avreste dato della spilorcia) (eh) (se penso ancora a quanto ci ha dato il comune la sala, alla faccia che doveva essere un prezzo di favore)]

Uno yawn ci seppellirà.

Io devo superare ‘sta cosa che le persone mi leggono.

Cioè, io scrivo di getto, mica filtro. Poi le persone con cui lavoro mi leggono. Non credo sia una cosa positiva anche se S. mi ha detto "ho letto il tuo blog, hai una bella testolina". Però ecco, non so.

Sono stanca e scazzata, ma organizzare un Barcamp mi sta facendo capire tante cose.
La prima è che nel lavoro, in Italia, le donne sono più responsabili. E due che si va avanti a conoscenze. Se non sei nessuno purtroppo conti molto meno, se davanti non hai persone disposte ad ascoltarti.

Fortunatamente stamani in Provincia ci hanno ascoltato, a me e socia, e hanno voluto capire cosa proponevamo. L’ho trovato un atteggiamento bellissimo e molto propositivo, perché ultimemente di no a priori in territorio italico ne ho presi parecchi.

Insomma, fosse per me continuerei a lavorare solo coi tedeschi.
Scommetti che organizzare un barcamp lì è meno difficile? Io, vorrò sentire anche come fanno i parigini a organizzare i barcamp. A breve credo li contatterò (e se ce ne sarà uno nel periodo in cui son lassù ci parteciperò) perché credo che ‘ste cose accadano solo da noi: pare che l’email, se non seguita, appoggiata, soffocata e accompagnata da 300 telefonate non valga un cazzo.

Insomma, ci vuole una grossa incoscienza per arrivare in fondo.

Ho mandato dozzine di mail, ormai non capisco neppure più:
– le principali aziende di lavoro temporaneo hanno fatto orecchie da mercante.
– i consorzi della zona non si son degnati neppure di una risposta
– una importante azienda di roba da mangiare ha detto "eh, ma non è il foodcamp", quando credo che, chi si occupa del foodcamp, non li chiamerebbe mai e poi mai.
– apprezzo la risposta negativa di ikea, che ha detto che nella sua politica non ci sono le sponsorizzazioni ad eventi. Ma almeno ha risposto.

Grazie a lei, per il raggio di sole in mezzo alla nuvola di Fantozzi, e a lei, perché nel momento del bisogno c’è, anche se così fatantobruttodetto.

[la portano via mentre canta "Ce la farò", canzone spesso portata ai provini di X factor]

ParmaWorkCamp/2.

Se c’è una cosa bella di cui nessuno saprà la maternità, ecco, non ve l’ho detta.

Se a Parma, grazie alla rete urba.net, starete comodamente chattando dal vostro telefonino figoso via wifi mentre siete all’Auditorium o col vostro portatilino a mandare le foto su flickr (ehm) da una panchina del Parco Eridania sappiate che sì, la colpa è mia.
Causa il ParmaWorkCamp.

[L’unica piccola cosa è che alla reception per avere collegamento dovrete darci nome, cognome e documento. Però dopo potete collegarvi ovunque a Parma per mesi. Gratis. Buono, no?]

Workcamp/1: chiccazzomel'hafattofare.

Sto organizzando un Barcamp.
Non chiedetemi chi me l’ha fatto fare. So solo che David mi disse che c’erano dei fondi dell’università da impiegare in una conferenza e pensammo di aggiungerci anche un Barcamp. Poi lui si è impelagato in mille cose e continua a gestire solo la prima. Io, per carattere, mi sembrava brutto mandare tutto a donnine visto che se ne era parlato già qua. Quindi sto mettendo la testa bassa e sto incominciando a far tutto da sola: contatti col comune (devo mandargli i documenti MA manca la mia nuova carta d’identità da allegare, eh), rastrellamento di sponsor (per ora tutti tacciono, e la cosa mi fa un po’ cagare in mano visto che la sala ce la danno a prezzo agevolato e basta) e cazzilli vari.

E a volte crisi di sconforto di 3 minuti, ché se non ci fosse Daniela io non so come farei.

Se voi ci sarete al Workcamp e ne trarrete dei benefici io ne sarò tanto tanto contenta.

[ecco, dopo se volete ripagami in capsule nespresso visto che ne sto consumando a iosa, tipo 5 al dì se tutto va bene e se non sono in casa, io vi vorrò ancora più bene. Carucci, che siete]

Vista tangenziale.

Intervista @Gazzetta di ParmaRingrazio vivamente la conterranea (fiorentina, ma bene o male quando siam fuori Granducato…) Giulia Viviani per la bella intervista di stamattina che uscirà nell’inserto Parma Giorno e Notte della Gazzetta di Parma di Venerdì. Bella perché Giulia si era letta il mio blog prima di intervistarmi, e non è da tutti, e ha fatto domande personali. Una cosa graditissima, oltre ad essere lei molto simpatica.

Un po’ meno a mio agio con le foto, sia perché era il mio primo servizio fotografico professionale dopo le foto della cresima. Anche perché il set è stato quello, a detta della fotografa, pluriusato dei platani fuori della Gazzetta. Tanto che mi ha detto a un certo punto, mentre ero con il laptop di Giulia in mano ["è una cosa di computer? allora mettiglielo in mano…"] mi ha detto "ti vedo un po’ rigida". Mah, sarà stata la vista tangenziale? Alcune foto son qua, a causa della mia mamma.

Jack: immagino che tu scrivi tutti i tuoi post appoggiata ad un albero col portatile in mano :D

1:54 PM me: sicuramente
  cerco tutti gli alberi per scrivere, e le panchine per far radio
  infatti la domenica sera c’è una disquisizione col barbone qui daccapo alla via
1:55 PM vorrei cambiare fascia, ma insomma, lui ora è irremovibile… son problemi
1:56 PM Jack: rispetto per i nostri tecnici eh?

Approposito di Radio. Intanto ringrazio Jimmy2k che ha messo a vostra disposizione i podcast del Blogfestino di Radionation. Per i temerari, naturalmente.

Blogfest/5: i quasi retroscena.

In realtà debbo dirlo. Io che avevo vinto qualche cosa l’avevo capito in questo momento qui: mi stava chiamando Ilaria Mazzarotta e il dialogo si sviluppò suppergiù così
Ilaria: "dove sei?"
Fran: "sono con Beggi, siamo all’ultimo piano del centro congress…"
Ilaria: "no, perché tra cinque minuti inizia la premiazione"
Fran: "sì, stiam facendo radio ma ora sc…"
Ilaria: "ok, scendi. A dopo."

Naturalmente la mancanza della categoria blogger depressi a livello di David Foster Wallace o blogger con il peggior sistema immunitario non mi vedeva sicura vincitrice di un prezioso Macchianera blog awards.
[per tutti coloro che stanno accedendo in massa: purtroppo qui, come l’ottimo Leonardo, si aspetta di essere pagati non solo per scrivere, ma anche per lavorare, per dire.] 

Quando arrivo di sotto quindi mi metto in seconda fila, per scappare meglio il prima possibile e risalire a far radio. Però sentivo due problemi: i vol-au-vent ai funghi offerti da style.it mi si erano piantati nello stomaco. Sicché quando Andrea Beggi mi aveva chiesto se volessi qualcosa da bere presi una birretta. Solo che l’anidride carbonica della birretta mi stava giustappunto risalendo in quel momento lì, mentre dialogavo coi vicini di poltrona e stavo in società, diciamo. Quindi ero già inibita dal fare un rutto dodecafonico, a causa dell’educazione impartitami (ciao mamma!), però avevo quel peso lì, che mi metteva ansia e pensavo "ora se salgo e rutto al microfono magari mia mamma dopo mi disconosce, ecco". Quindi meno male che due categorie prima di me sono riuscita, grazie ormai a lotte intestine col mio apparato gastrointestinale, a liberarmi in modo silenzioso da questo ingolfamento e salire sul palco soltanto provata da pioggia, stanchezza, e poca assunzione di acqua per via non percutanea.

Avevo pensato anche di buttarla come l’ha intesa imod ma sia mai che poi dopo chiamava in diretta da Lourdes Benny su skype e mi scomunicava: pareva brutto.
Ma diciamocelo, durante il concerto dei La Crus pensammo, io e Frine, alla probabilità di una premiazione. Siccome mi aspettavo una atmosfera un po’ più ufficiale di quella che si era andata a creare, o perlomeno un atmosfera simile a quella della sagra del Carciofo di Sezze, io volevo salire sul palco con sommo SNOBYSMO e l’allegria della buonanima di Frajese dire "eh, da quando ho aperto lo sglaps ho vinto solo due cose: questo premio e dei biglietti per un concerto di Renga".
Invece, siccome regnava un’allegria mai vista neppure a un funerale di un interista il sei maggio duemiladue ho deciso di essere alternativa eugualmente: fingere una gioia che non c’era. Il premio, appena ho tempo, lo userò come pratico fermalibri nella libreria Billy all’ingresso di casa, sperando che funzioni anche come deterrente per eventuali ladri.
Va da se che devo ringraziare tutti i lettori di Travaglio che mi hanno votata a caso e voi affezionati, nonché anche i miei medici per avermi ridotto fisicamente male proprio nell’unico periodo dell’anno dove mi hanno immortalato in un centinaio di foto e tre videointerviste.
La prossima volta mi porto vestiti di ricambio e mi cambio al cesso (un momento, ora ci metterete tutte webcam, vi conosco. Non son stata furba a dirlo…)
Naturalmente se qualcuno (PULIAFITO DOVE SEI???) ha i video della premiazione è una bella cosa. Ricordo vagamente cosa ho detto, una cosa del tipo "filmate questo premio, ché se si scopre che era l’arma di Cogne voglio che ci sia la testimonianza che io l’ho ritirato soltanto ora".

Ringrazio anche Giove Pluvio: maglietta, pantaloni (rigirati due minuti prima della premiazione), scarpe (messe quando son scesa in sala) e capelli fradici. Il mio sistema immunitario, rincoglionito e stordito come la sottoscritta, si sta accorgendo ora di tutto ciò e lentamente nei prossimi giorni come minimo mi verrà la legionellosi. Ma fa nulla.

Linkare tutti è davvero impossibile, e me ne scuso, ma i più grandi ringraziamenti vanno ai miei colleghi di radio Daniela_elle, Smeerch, Asended, JimmY2K e Jack, Stefigno con i quali abbiam passato splendidi momenti di delirio e liveradio prossimamente disponibili nel podcast del blogfestino di Radionation e naturalmente infine a Gianluca e Ilaria.

E ora, visto che all’Isola dei Famosi si preannuncia un uragano mi sento in dovere di dirvi che la prossima Blogfest si terrà lì.
Sicuramente scordo qualcosa ma male che vada ci scappa un altro post.

Blogfest/3

[mioddio, ‘sti post ora li legge anche gentediuncertolivello e quindi dovrò almeno azionare il correttore ortografico: MAMMAAAAAA!?]

Dunque.
Il Corriere ha dedicato un articolo alla blogfest. Ha citato così, vincitori alla sesso di segugio ma soprattutto non ha citato Radionation. Caro Germano Antonucci, non ti si slogava l’indice a scrivere www.radionation.it, anche perché altri link li avevi messi. Non stavi come me a un Garni che puzzava di fogna colla wifi che la dovevi cercare col portatile tipo rabdomante. Eccheccazzi, sto vizio del link come salcazzo ci pare. Non ve lo insegnano a scienze della comunicazione?
 
Sto mettendo fotine su Flickr. Trappoco anche altri racconti. Ora, ho una fame degna di un’alpinista.

Blogfest/2

Cazzo che giornata piena.
Alle nove e mezza ero in piazza cavour per coordinare il Barcamp generalista. Ci han portato i mezzi due ore dopo. Uno scazzo tremendo, ergo. Ero stanca, sin da lì, causa pioggia, ma avevo visto molte facce e gente. Ho fatto un rapido raid al foodcamp sotto il diluvio per poi aver puntato al fashion camp: il motivo principale era il cibo, chevvelodicoaffà.
Anche lì saluti vari e solo una rapida visione di un tedesco in bermudoni che somigliava molto ad Andrea Beggi. Era Beggi, che poi ho abbracciato fuori dal Tiffany e scoperto in lui un abbracciabile accumulatore termico.
Arrivano in tanti, elencarli è quasi impossibile. Anche perché devo ancora riavvolgere un nastro di una giornata che pare essere durata tantissime ore. E l’umidità mi ha rincoglionito più del solito.

Arriva Asended, gli tengo cibo da parte.
Richiederò il favore per andare nel bagno dell’hotel che lo ospitava: credo che se i marines entreranno nel bagno dei portatori di handicap dell’hotel Portici lo abbatteranno in quanto penseranno che vi erano presenti armi di distruzione di massa. Perdonatemi, se siete entrati poscia di me.
Ma sappiate che la situazione era migliore della mia stanza, ove pare ci sia stato una nebulizzazione di essenza Califlower n°5. Si soffoca. Aiuto.
Comunque dal bagno esco una persona migliore, e arrivo a sentire Bloggo ed Elena che parlano di utilizzo della carta igienica. Quello proposto da Bloggo, debbo affermare, che è assurdo, in quanto vorrebbe nettare le parti meno nobili con un ripiegamento di carta quasi a fisarmonica. Ma non dirò di più.
Ho visto una marea di fisici: quattro.

Ho fatto una decina di km dopo che il patron mi ha detto che non si poteva far radio al centro congressi. Dopo un’ora di pianti quasi come una prefica (non una strafiga, ma la piangitrice prezzolata) troviamo un gazebo che invece che ospitare Aranzulla ospita noi. Ma dopo aver cercato di resistere alle intemperie corriamo al centro congressi salvando e proteggendo il mixer anche a scapito della nostra vita.
In tutto questo c’erano Jimmy e Jack a fare la radio. Bravissimi. Che diventeranno poi ancora più bravi col passare delle ore.

Ci mettiamo lì al calduccio, riusciamo a portare ai microfoni moltissimi ospiti: a memoria sparsa son passati Kekkoz, Eìo, Bordone, Livefast (ti voglio del bene, sappilo, il più bel riassunto della blogfest mai sentito), Beggi, Camisani Calzolari, il Confuso, altri che ora mi sfuggono, ma c’è un podcast.
Il Confuso gufa per il premio. Oppure sapeva di più di quanto doveva sapere. Infatti poi mi chiama Ilaria-santasubito-Mazzarotta e mi invita a scendere entro cinque minuti per i premi.

Chiariamo: io la mattina ero un gioiellino di donna. Ma ho ricevuto anche i complimenti per i capelli e manicure al fashioncamp, eh. E non credo mi perculassero. Uhm, però, pensandoci, vabbè. No. Col passare delle ore mi sono disfatta. Sono arrivata bianca come uno straccio, coi pantaloni bagnati da metà coscia in giù, la maglietta mezza bagnata e con l’adesivo di Maxime sulla tetta destra, i capelli che sentivano tutta l’umidità lacustre.

Quando mi hanno premiato vicino alla Lucarelli parevo una profuga kossovara.
Anche perché, non potevo competere col sandalo fetish di Selvaggia, ma ho ricevuto i complimenti per il discorso (che non ricordo bene, ero in trance agonistica) da Giulia Blasi.

Il premio è bruttissimo ma un’utile fermalibri nel nuovo scaffale ikea. Non so che dirvi, è osceno, bruttissimo, ho teatraleggiato l’entusiasmo sul palco ma non so veramente come ringraziarvi di avermi votato. Cari lettori di Travaglio che avete messo una X sul mio nome dopo che avete votato il vostro beniamino, grazie del risultato fattomi ottenere. E ora, l’anno prossimo, vista la parlantina simile a Tremonti punto al premio di miglior blog economista.

Jimmy e Jack sono stati perfetti. Non ho parole. Anche se penso che gli ha fatto schifo un po’ tutto, ma sono troppo educati e signori per ammetterlo, loro son stati quasi commoventi. Si sono messi in galleria a fare la diretta dei premi. Ragazzi, cavolo, non avrò mai parole per dirvi quanto avete fatto secondo me oggi per la radio. Grazie di cuore.

Grazie a chi mi ha mandato sms, applaudito, perculato, gradito la torta e i liquori per festeggiare.
Mi sta sfuggendo sicuramente qualcosa, ma la serata è stata lunga. Presto foto (la canon ha fatto un bel volo ma ha solo un’ammaccatura e un graffio al display: esistevano paste apposite, vero?)
[P.s. Anche PaulBeggi diceva che la wifi fa cagare.]