Everything about you is so easy to love.

Oggi il signor Matthew Bellamy compie 29 anni.

Sì, c’è anche lo spazio per l’esticazzi. Ma sapete come è, se questo sglaps ha una linea editoriale essa è intrisa di museismi. Non ci si può fare nulla. All’amor non si comanda, è una brutta bestiola signori miei.
E mi accorsi di aver trascurato ingiustamente e ignobilmente sinora una delle canzoni magari meno pregne di significati e di qualità di testo ma tra le più belle dei Muse. Da Origin of Symmetry (sempre sia lodato) oggi andiamo a parlare di Bliss.

Bliss è una delle canzoni di OOS che viene portata (fortunatamente) avanti in tutti o quasi i set del tour sia di Absolution che si BH&R. Chi, infatti, di coloro i quali è stato presente o ha visto le registrazioni degli ultimi concerti può scordare i palloni gettati verso la fine della canzone sulla folla? [e quel pallone che non scoppiava, ad Assago?] Oppure come non discernere se Matt si diverta o meno a un concerto, se non ascoltando gli acuti nell’ultimo ritornello di Bliss?
Bliss invero nell’economia di OOS è un pugno nello stomaco. Positivo. L’atmosfera così, un po’ decadente, un po’ riflessiva, un po’ dark di tutto l’album si stempera improvvisamente nella seconda traccia con una botta di entusiasmo e con quella che io reputo la più bella canzone d’amore/affetto dei Muse. Altro che I just wanna to hold/you in my arms. Che bella è la strofa Everything about you pains my envying/ Your soul can’t hate anything? Ma non divaghiamo. Quando ascolti OOS quasi ti chiedi, alla traccia due: "Chissei, ridammi il Bellamy del resto del cd", poi dopo non ce la fai, perché un po’ come tutte i brani di quell’album Bliss è da grande dipendenza.
Probabilmente è la traccia più positiva, la canzone più avvolgente che raffigura il miglior stato della mente che si può avere. È come quando tu stai così bene in una situazione e manifesti tutto fuori perché quasi trabocchi di benessere e non chiedi nulla in ritorno.
È quindi una canzone positiva, forse rivolta a qualcuno giovane, qualcuno che non è stato corrotto in qualche modo ancora dalla realtà. O la dichiarazione di invidia o affettuosa ammirazione verso qualcuno che vediamo migliore di noi.
A detta di Matt, Bliss è la sua canzone preferita di OOS, "Perché ha tutti questi arpeggi e tastiere anni ’80 che mi ricordano di un po’ di musica sentita in un programma musicale per bambini quando avevo 5 anni. Penso di averla tirata fuori da quello. E mi ricorda di quando ero un po’ più semplice, ancora in una condizione piacevole."

Presente nelle prime versioni un lieve cambiamento del testo, che si nota nelle versioni del 2000 e si concretizza con l’omissione del give me in fase di inspirazione prima di ogni ritornello.

Dunque, Bliss suonata dal vivo ha due intro possibili, e dipende principalmente da come è collocata la canzone nella setlist: l’arpeggio iniziale può essere fatto con la chitarra o al piano. I due esempi (qualora non ce la facciate ad ascoltarle tutte, al solito nell’indecisione ho abbondato) sono le due performances per MTV, nel 2001 a Francoforte si usò la chitarra, mentre all’mtv supersonic (qui il video) Bellamy usò la tastiera. Paricolare anche all’ascolto la versione all’Ilha do Erma (Porto), dacché l’arpeggio iniziale è prodotto con un suono quasi da videogioco, presente anche nella prima versione al Bizarre festival. Poi sparito e cambiato nel 2001, simile all’arpeggio del cd ma non identico.
Da segnalare inoltre la versione promo unmastered [che si differenzia per un outro di arpeggi molto lungo, e quindi per lunghezza: sul disco 4:12, nel singolo 4:36 e in questa versione 4:54] e il live in Ahoy che è stato aggiunto come b-side per il singolo di Sing of Absolution. Ne avete abbastanza (nel senso di materiale per ascolto, maliziosi) credo.

Per quanto riguarda il video l’idea è piuttosto simpatica. Di norma pensiamo che in un buco nero ci si debba essere risucchiati, e non che ci si debba gettare e cadere finché non si arriva a fluttuare nello spazio, forse a paragonare quella fluttuazione proprio con il senso di beatitudine. Il regista è David Slate. La realizzazione è piuttosto simpatica, e ve ne ho linkato il video. Il video di Bliss gira attorno al lasciare ogni cosa indietro, non preoccuparsi di nulla, iniziare in un nuovo punto (proprio come New born).

Well I refuse to let you go.

Grado di cottura verso la strada che porta all’Arena di Verona.
[cheppoi, se vogliamo vederci ditelo, che lo so che saremo tutte lì, care colleghe carampane, ché io mica me la tiro. Se non vengo ai vari salcazzocamp non è per SNOBYSMO, è che ci son delle cose dietro.]
 

Dunque, dimanissera quest’uomo va a vedere i Muse. Piazzale Michelangelo. Mi pare vada anche questa donna. Ora, che ricordi in piazzalemichelangelo quando ero bimbina. Eh, signora mia. Mah. Ecco, spero mi arrivino testimonianze, racconti e cose del genere. Sniff.
Dicevo, andiamo ad analizzare come è il grado di cottura e quello che ci dobbiamo aspettare ad ascoltare:
  • Supporters: io non so perché ma temo Piero Mazzocchetti in Arena. Arena, belcanto, tedeschi, Mazzocchetti. Un po’ come Pizza-Mandolino-Spaghetti-Espresso-Mafia. Capitemi… Ehm, ecco. Ma a Firenze ci sono i juliette & the licks. Chi? beh, uff, magari non li conoscerò solo io. No? Comunque, tra di loro c’è Juliette Lewis, l’Asia Argento di oltreoceano, ecco. (anche lei, ricordiamolo, di scientology. Uhm, quindi se ci saranno anche loro a Verona non sarà colpa dei miei due vicentini la sparizione di alcuni gatti… mmm). Calibro maggiore di supporters,inutile a dirlo, a Parigi e a Wembley. Bellamy Pinkpop2007
  •  Look: ma quanto sta diventando bellino Dom? E soprattutto: finalmente, Bellamy ritornando dagli USA ha visto la Luce e finalmente si veste/lo vestono più decentemente. Ringraziamo sentitamente chiunque ci abbia messo le mani, amen. Testimone i miei occhietti alla Spank mentre l’han veduto sullo stage del pinkpop in completo pantalone-giacca rossi e una maglietta sotto con delle scritte a caso. Notare anche la sobria maglietta usata in lussemburgo, nella foto più sotto (pff, l’espressione suggerisce altro, lo so). Nonché tagli nuovi di capelli che non so, sarà l’amore, ma me lo fa vedere tanto caruccio e meno sbattutino delle ultime volte del 2006. Cosa ci sarà stato nel panettone? [beninteso, per me potrebbe anche vestirsi con un sacco di iuta e avere una gobba e lo amerei anche in senso fisico eh. Ho dell’amore incondizionato, ma si sa, son critica per il suo bene]
    • Uso degli strumenti. Siamo sicuramente tra le due o tre (io contai tre, ma magari mi sbaglio, stasera è possibilissimo) chitarre a concerto più un Kaoss Pad che va e che viene. La Manson glitter è qualcosa di meraviglioso (uh, ho usato la versione leggera del commento)Bellamy, Rockhal2007 anche se volge tra il fashion e il truzzo, ma vabbè, accontentiamoci. Il problema è: dove mi nascondono Morgan? Sinceramente ho scandagliato i filmati del pinkpop e non l’ho veduto. Io ci ho della stima, per quell’uomo ombra. Non ditemi che già l’hanno scaricato (invero non ho sentito i pezzi ove Morgan occorre come il pane dacché il sig.Bellamy ha esagerato in BH&R) perché sennò ci mettiamo in mezzo i sindacati.
    • Non so, non è più la performance dei Muse di una volta. Adorabilmente più paraculi (vedere la mimica di Bellamy in Feeling good, live al Pinkpop2007) senza dare più quel piccolissimo quid del tour di OOS. Ma qui stiamo facendo il paragone con loro stessi, ancora però una spanna sopra al resto delle altre performances live di chiunque. Qualcosa però, vedi sempre le ultime uscite dopo il supporto americano ai My Chemical Romance, è migliorato. SMBH ad esempio è cambiata tantissimo e finalmente si sente come l’avrebbero suonata i Muse. Non so, ci ho delle speranze. Secondo me è stato l’aver preso la salmonellosi, ad averli migliorati. Qualcuno può vomitargli addosso con stima prima del prossimo album e vedere se si ripija? 
  • I'm sure I used to be so free.

    Ci sono due certezze verso il relax totale globale volto verso il raggiungimento proprio degli equilibri.
    Ciucciarsi dei Togo e sentirsi in loop Citizen Erased.  

    Citizen Erased era una di quelle canzoni che all’inizio non apprezzavo granché. Perché magari al primo ascolto è problematica, non so. Però se hai la pazienza di continuare ad ascoltarla capisci che ci sono i Muse lì dentro. Direi che pensandoci e tagliando Occamaniamente (non esiste, fa fa figo) tutto quello che strilla avanti come singolo puoi dire che sì, i Muse sono Citizen Erased.
    Almeno per me. Dopo sei anni ascoltandola ancora mi fa capire come e perché io ami i Muse, accostandoli a quei sette minuti e ventuno secondi [se dividessi ventuno con sette uscirebbe tre, e dopo sortirebbero coincidenze nella mia vita che manco JJ. Abrams avrebbe pensato] in cui si parte incazzati e si finisce negli ultimi minuti a sincronizzare il respiro con le note suonate dal pianoforte. Non so, finisce per descrivere qualcosa che è più grosso di me, ma non capisco cosa. Forse per quello piace. Forse anche no. Lo chiamiamo amore? Un amore cresciuto col tempo e che cresce ancora.
    [cosa che se me la suonano a Verona io scoppio a piangere come una bYNba di anni due, vi avverto]
    Se Sunburn è quella botta di endorfine che ti prende e ti scuote per qualche minuto CE è la canzone che vorresti sempre portarti appresso e riascoltare finché la tua testa non va a suonarla da sola, e tu ti ritrovi lì ad annuire senza che senti più la chitarra in assolo nel tuo condotto uditivo, ma la hai lì in testa e aspetti che si zittisca per sillabare quel for one moment tu al posto di Bellamy.

    Conoscendo il Matthew Bellamy pre-Starlight sapete che se dobbiamo andare a ricercare un significato univoco nella sua produzione è peggio che andare per funghi di notte in una zona di tombaroli.
    Citizen Erased potrebbe essere vista come citazione di Orwell e di 1984. O forse se si va a guardare l’ultima strofa potrebbe riguardare un rapporto (o una relazione) da cui si prende le distanze per riflettere e chissà poi cosa (Wash me away/ Clean your body of me/ Erase all the memories/ They’ll only bring us pain/ And I’ve seen all I’ll ever need), magari vedere se si è fatto bene e se si può riniziare. O principalmente prendere le distanze dal vissuto e riflettere su quello che ci circonda e ci inghiotte (Exhausting for all to see and to be) e vederlo un attimo più distaccati (With no feelings at all)
    O semplicemente: essere moderatamente tra l’incazzato e il deluso della società nella quale si è. Con quel significato più profondo di profonda sfiducia dei rapporti umani, che alla fine lo ricolleghiamo sia sì ad Orwell, ma essendo le canzoni sì vicine alle poesia potremmo ripescare William Blake, in particolare nelle Songs of Innocence and Songs of Experience collections, in cui Blake studiò gli effetti del mondo esterno sulle menti dei Londinesi, cogliendo le visioni fanciullesche e ottimistiche in contrasto con il mondo deprimente e stagnante che li circonda(va). Ma mi sa che con questo collegamento, oltre a farvi vedere che trasudo cultura come se fossero punti neri, opero anche un’ astrazione a cui Bellamy non avrebbe mai pensato.

    Naturalmente la lettura di Bellamy confonde sempre ancora di più: "È un’espressione di come ci si sente a essere interrogato. Passo più tempo in confronto alla maggior parte della gente a rispondere qual’è il mio scopo ed è una sensazione strana. Non ho le risposte e devo rispondere sulla conoscenza ottenuta finora, ma il problema è che viene stampata ed nel frattempo apprendo qualcos’altro e questo ti rende completamente in disaccordo con ciò che avevi detto."
    Una delle canzoni preferite da Dom, il batterista: "È lunga e grandiosa ed è bella da suonare dal vivo."

    In Origin of Symmetry la canzone finisce in crossfade con Microcuts.
    Le versioni variano molto. Io vi ho messo anche quella primigenia, suonata su XFM, con la linea di basso molto meno importante rispetto al definitivo. E anche il cantato è molto meno recitato, rispetto a quello che poi sarà. In compenso la parte di outro (quella che va a finire la canzone, qualcuno mi ritrovi il termine in italiano) è suonata con la chitarra. Citizen Erased poi è stata suonata poco nell’ultimo tour (sob, sigh, la playlist di Roma, buaaaaah) per poi essere ripresa con tutti i sacri crismi nel dicembre 2006 nelle due giornate di Bercy. Prima altrimenti era stata mozzata della parte strumentale tra l’ultimo ritornello e la strofa finale (sacrilegio, secondo me) e addizionata di batteria aggiuntiva.

    Non essendo un singolo non esistono video, in studio dico. Vado dunque a recuperare ciò che youtube offre, trAé performances live niente male.

    Del perché BH&R non è l'album peggiore e le bonus track.

    Non seguiamo, cari amici carampani, il solito schema. Ma dopo la lettura della recensione di Disorder su Black Holes and Revelations è bello scrivere cosa si pensa anche qui su questi lidi della opera omnia dei Muse partorita sinora da Bellamy e soci.
    Matthew Bellamy pianoDunque, BH&R non è il lavoro più brutto dei Muse. Io seriamente i primi mesi di ascolto di Absolution rimasi un po’ di merda. Uscire da Origin of Symmetry e sentire Absolution e gli arrangiamenti di Absolution è stato un colpo al cuore. Mi si prese malissimo, come rimasi felice come un bambino a cui si era appena spiaccicato il gelato a terra. Tipo come quando sentii per la prima volta dal video Hysteria. Non so, ma a me Black Holes and revelations, sarà stata per l’attesa, sarà stato perché dopo Absolution ero parata ad omnia ma a me al primo ascolto il cd piacque. Forse proprio perché si dava quell’idea unitaria di lavoro e non di raccolta di canzoni. E mi esaltò Knights of Cydonia forse perché dopo Supermassive black hole [che a me comunque dal vivo piace di più, perché perde il Do Something alla Britney e va a inserirsi in quello schitarramento che veniva fatto tra il bliss/plug in baby dei precedenti tour. Insomma, diventa molto più Muse di quanto non sia la canzone stessa, che però, attenzione, da un’assurda dipendenza. Un po’ come tutto l’album (colpa di Costey?)]
    Diciamo che se c’è un problema in BH&R esso consiste nella gestione scriteriata del lancio dei singoli. Alla cazzo. Pezzi migliori son stati relegati indietro o deturpati in editing.

    Se vogliamo fare un giochino (difficile) oggi proporrei quello che salvo io da ogni cd dei Muse, in ordine di preferenza, talvolta sacrificando qualcosa e mettendovi a disposizione le bonus track che sono sulle versioni giapponesi. Crudele, perché amando OOS ci ho messo due ore a scegliere, e perdonate la botta di paraculismo su Hullabaloo. Devo ammetterlo, non è per niente facile. Sob.
    Beh, sulle bonus track… in alcuni casi queste bonus track sono meglio delle tracce del cd stesso. Prendiamo ad esempio Fury. Fury (che ne parleremo presto anche in modo completo) sarebbe stata preferita dallo stesso Bellamy come traccia di Absolution al posto di The Small Print. Ma Howard e Wolstenholme votarono contro, e sul cd finì ad esserci proprio TSP, che se guardate… se sentite, non c’entra un cazzo col "progetto Absolution". Piuttosto è un satellite dei lavori precedenti. Ma che ci vogliamo fare, è uscito così.
    Delle altre penso che parleremo ampiamente in futuro, però tra parentesi due parole ve le dico. Sono tutte versioni studio.

    – Sunburn
    – Showbiz
    – Muscle Museum
    – Hate this I’ll love you
    [bonus track: Spiral Static, molto "dark". Un crescendo, non toglie nulla e non mette nulla all’album ma bellina]

    – New Born
    – Bliss
    – Citizen Erased
    – Plug in Baby
    [bonus track: Futurism, anche qui, venne usata anche come b-side. Non so, non mi ha mai entusiasmato.]

    – Dead Star
    – Hyper Chondriac Music
    – Nature_1
    – Microcuts (live)
    [Bonus track: Sunburn piano, di cui già parlammo qua]

    – Time is running out
    – Butterflies and Hurricanes
    – Sing for Absolution
    – Stockholm Syndrome
    [bonus track: Fury; che vi devo dire… la amo. Una traccia superiore ad alcune veramente aberranti dell’album (tipo, Endessly grida vendetta)]

    – Map of the problematique
    – Assassin
    – Exo politics
    – City of delusion
    [bonus track: Glorious; bellissima. In crescendo anche questa. E anche qui ne parleremo ampiamente più avanti, ecco se pensiamo le cose più belle di BH&R potrebbero essere lei e Assassin gob edit, e fa triste in fondo]

    Trying to please you for too long.

    Ossequi al solito nutrito gruppo carampano che va accrescendosi come da commenti in codesto post.
    Eccoci al consueto appuntamento (stavolta pasquale, pensate voi, è passato tanto tempo, ma ‘sti post sono uno sforzo compositivo non indifferente. Pensate voi quindi quanto ci si sforza per quegli altri [normalmente il tempo dedicato ai post oscilla tra i 3 e i 10 minuti, qui servono solo per scegliere e uppare gli mp3 disponibili per il download]

    Seguendo quindi un criterio molto valido, ovvero i gusti della sottoscritta, andiamo ad analizzare e a presentare un’altra canzone non recente dei Muse. Dal primo omonimo album andiamo giusto giusto a prendere Showbiz. Canzone poco suonata dal vivo durante i precedenti tour degli altri album [presente sì nel live di Hullabaloo, ma recentemente riscoperta, ammetto con mio sommo gaudio al Reading festival dell’anno scorso, che traparentesi fu il festival inglese più importante del 2006 visto che non si teneva il Glastonbury]
    Showbiz riassume la grande dicotomia dell’omonimo lavoro. Si parla di amori adolescenziali o di visione della vita da sgarzoli? Non si sa, per quello ci si affida un po’ a quello che si pensa ascoltandola.
    Diciamo che infatti Matthew Bellamy la scelse proprio per dare il nome all’album [fateci i caso: nei successivi Origin of Symmetry non è relato a nessuna canzone in particolare, ma a un concetto che pervade tutto il lavoro; Absolution è relazionato sì a Sing for Absolution, ed è un concetto diverso da quello cristiano ma non è proprio il titolo; Black holes and Revelations è citato all’interno di Starlight] proprio perché voleva identificare l’intero lavoro con la canzone. Strano diciamo, anche perché alla fine Showbiz non si è sentita moltissimo come invece sono rimaste nell’immaginario Muscle Museum o Sunburn. Del resto però, chi si ricorda (tranne chi scrive, coff) che il primo singolo fu proprio Uno?
    Lo stesso Bellamy, parlando della canzone disse: "La canzone Showbiz parla di come noi tutti abbiamo una certa personalità che tentiamo di nascondere all’esterno". Quindi come s’era detto o si parla della fatica che dobbiamo tenere quando ci conformiamo in un ambiente lavorativo o di quando in una storia si nascondono così tante cose per pudore o per paura di mostrarsi e far emergere o qualcosa di sbagliato o qualcosa che non ci piace (Controlling my feelings for too long, And forcing my darkest soul to unfold) che potrebbe nella nostra idea pregiudicare qualcosa.
    Canzone, personalmente, molto cara, che occupò il sottotitolo di codesto sglaps per diversi tempi, con la strofa: They make me/ Make me dream your dreams/ They make me/ Make me scream your screams.
    [e comunque, no, l’acuto alla fine tento sempre di prenderlo, ma non gliela fo]

    Don't give up the fight, you will be all right.

    Dunque, facciamo un bel postone di sortite musicali, che non le vedo in giro e quindi è d’uopo illuminarvi (invero ci ho i soliti 3-4 argomenti che vorrei affrontare, ma non mi va). Rendiamo grazie a tuotubo e segnaliamo simpatiche facezie.
    Muse. Esce i primi di Aprile come singolo Invincible. Ora, sinceramente, a me come canzone non entusiasma granché. Mi hanno bistrattato su Absolution Blackout non dandole dignità e niente di niente, ora facciamo una marcetta e speriamo che il pubblico la gradisca come singolo. Non so.
    Diretto da Jonnie Ross il video è carino assai. E dire che i Muse non son ferratissimi sui video (piango ancora sconsolata pensando al video di SMBH, che ora che ci penso dovremmo uppare su framesglaps), ma questa idea a metà tra il tunnel di "It’s a small world" e "La fabbrica di cioccolato" con gli omini tipo lego che fanno le scenette dalla preistoria agli ufo e i tre che navigano sulla barchetta è taaaanto caruccio. Della canzone se ne parlerà più approfonditamente un domani, forse.  Chissà.

    Travis. Dopo che si parlò della prima traccia sortita su BBC1 qui sopra. Con un cameo di Ben Stiller nel ruolo di un brizzolato caporeparto possiamo dare un occhio al video di Closer. Canzoncina carina, dal sound molto Travis, di retrogusto un po’ troppo melenso per i miei gusti (cielo, sembra come se mi girino le palle oggi. Non è così). Dal vivo sicuramente acquista un po’ di mordente. Caruccio il video, a tratti ironico. Risate per il costume indossato da Fran (del resto, anche vedere Fran in kilt nel video di Why does it always rain of me fu particolare. Ma è scozzese). Per i carampani, ‘The Boy With No Name’, ossia il disco dei Travis è saggiabile sia nei soliti circuiti di animali sterili atti alla soma che, nelle tracce mancanti, sul loro myspace.

    Carampanae Nutinorum. Dopo che qui lo si scoperse (solo musicalmente parlando) prima di tutti, e ora lo si segue fedeli. Insomma, Paolino bello si produce in diverse cover live e ora si butta nei duetti. Quella volpona (e per alcuni anche topona, dicheno) di Zazie (ocio che parte la musichetta), cantante francese già a me nota perché mi rincoglionii totalmente con un suo duetto con Axel Bauer anni fa. Dunque, ora ha deciso di duettare col Nutini nel suo nuovo cd. E noi vi si passa il pezzo, che voi sicuramente non è che l’avreste sgamato, ecco.

    I'll still feel your glow.

    Caro gruppo carampano all’ascolto, prosegue la marcia di avvicinamento all’arena di Verona o quello che vorremo chiamare "breve corso per approcciarvi ai Muse capendoci qualcosa al di là dei falsetti di Matt Bellamy".

    Bellamy guitar

    Dunque, ci si era lasciati con quella che tutti definiscono the sweet child of Muse. Ora si zompa all’album precedente. Probabilmente la prima traccia di forte impatto populistico, di una bellezza enorme. Adorandola fortemente non so come si potrà parlare degnamente di Sunburn.

    Sunburn, tratta dal primo album del terzetto inglese Showbiz, è il quarto singolo dei Muse, pubblicato il 21 febbraio del 2000. Segue, in successione, Uno, Cave e Muscle Museum. Singolo che colpì così tanto i pubblicitari che lo usarono per la colonna sonora dello spot di uno dei prodotti di casa Apple . Pubblicato in due versioni cd (una con Ashamed come b-side e l’altra con Yes Please) e una per il vinile (con l’acustica al KCRW). Le due b-side saranno poi incluse in Hullabaloo cd1.
    Vennero creati ben tre Remix della canzone: "Sunburn (Timo Maas Sunstroke Mix)", "Sunburn (Timo Maas Breakz Again Remix)" and "Sunburn (Steven McCreery Remix)".

    Per quanto riguarda il significato della canzone ci sono due grandi scuole di pensiero. La prima correla il significato a come doveva trattenersi una gggiovane band dallo sputtanare danari prima di guadagnarli. Quindi gli orizzonti bruciati dovrebbero essere i soldi sprecati. Per altri, visto il filo conduttore amorosoadolescenziale di Showbiz, si riferisce ad una donna. Durante le prime registrazioni diventò subito una delle canzoni preferite dei Muse (e l’amore perdura, visto che è presente anche nelle setlist dell’ultimo tour), ma secondo gli stessi Muse mancava qualcosa. Su idea del produttore quindi la parte introduttiva con la chitarra venne trasformata in una parte di piano.

    A livello testo abbiamo qualche cambiamento nelle prime volte che era suonata nei tour. Il terzo verso della prima strofa diventava Just like a virgin blows in vece di Another corporate show. Cambiava solo totalmente nella versione di 2 tracks acetate il testo, che spiegava un po’ meglio le idee messe nella canzone.
    A livello personalemozionale non saprei che dire. Ogni volta che viene suonata Sunburn mi regala dei brividi. Credo sia l’unica canzone dei Muse che mi scombina così, non saprei dire se mi piace ma mi incasina totalmente. Sì, è una dichiarazione d’amore, ecco.

    Bellamy in Abbey Road

    Il video prevede un’idea molto semplice. Diretto da Nick Gordon, inizia con una ragazza che si siede sul sofà con un bimbo che guarda la TV. Poi si alza, sale le scale graffiando tutto il corrimano e arriva alla camera da letto dei padroni di casa. Dentro gli specchi si vede dapprima Matt e poi gli altri due suonare, mentre la ragazza si prova vestiti e gioielli. La ragazza sbrocca, e si agita sempre di più, in un crescendo di paura. Finché getta un vaso in direzione dello specchio e si frantuma. Il bimbo, che intanto era salito (forse sentiva anche lui la musica?) entra nella stanza e guarda lo specchio rotto, vede la ragazza sedersi giù sulla base nello specchio, ma quando osserva intorno, lei non è in nessun posto nella stanza.

    Difficile fare una scelta ragionata delle tracce da farvi ascoltare. Ne sto mettendo troppe. Mi dispiace, perché finirete per non ascoltarne neppure una, vi conosco. Ma ognuna ha una particolarità. Dal suonato al testo, a voi scoprire come e quale.

    Into greed.

    Scusate, ma non ce la faccio. Sto leggendo da un paio di giorni la sfilza degli awards di NME e ogni volta che vedo "uomo più sexy" Matthew Bellamy mi viene da ridere.
    Non so, son cose e son gusti, però boh.

    Cari amisci, stasera credo riprenda Radiosglaps. Spero perlomeno, ché non ho provato l’attrezzatura e tutto il resto, però stasera, credo, alle 21:30 e per due ore ci sentiamo, carissimi. Basta seguire le info qui a lato a sinistra, su Radionation.

    Dunque, prima di riprendere una serie di post che ci porteranno sulla via di Verona illuminati che neppure Paolo sulla via di Damasco posso solo anticiparvi una cosa.
    Quella che non capisco perché venne suonata come canzone all’interno dell’ultimo tour è Forced in.
    Forced in non sarebbe prettamente strumentale, come molte altre ha una parte di strofe distorte che vanno a confondersi tra le distorsioni della chitarra. Non so, non lascia né toglie molto, però mi rode che sia considerata una traccia vera e propria da suonare al posto di qualcosa di meglio, ecco.

    And I've been in trouble, in this life.

    Poi una crede che ci ha lo sglaps che non ha un proprio filo conduttore. Ma vabbè.

    Bellamy in Abbey roadBenvenuti alla consueta puntata dell’impara qualcosa sui Muse, anche se non te ne frega nulla [ma almeno se vuoi cambiare discorso parlando con la Fran ci hai qualche base, e lei parte col discorso dopo tipo Paololimiti]

    Signori, quest’oggi, dopo aver parlato di una Doretta, ci si avventura a spiegare Plug in Baby. Potrebbe uscire fuori un troiaio, ma anche no.
    Plug in Baby fu il singolo di lancio di Origin of Symmetry, pubblicato nel marzo 2001, fece anche da tiro allo stesso album fino alla terza posizione della chart UK essendone la quinta traccia. Sul cd è in crossfade con la traccia precedente, Hyper Music, mentre nella versione singolo di Hyper Music stessa tutto ciò è ripulito. Che vor dì crossfade? Che le due canzoni sono fuse, attaccate, senza il saltino di traccia tipico del cd ma come se fossero suonate live una dietro l’altra. Espediente che in OOS viene adoperato anche tra Citizen Erased e Microcuts.
    Il riff iniziale è stato classificato da Kerrang in quinta posizione tra cinquanta dei più famosi riff della storia rock.

    Ma passiamo dal tecnico al filosofico. Cosa significa Plug in baby.
    Beh, ecco. Non lo sa neppure Matthew Bellamy, quindi se non lo sa lui figuratevi se lo posso sapere io. Ma facciamo della speculazione.
    Dominic Howards parla della canzone come: "parla del mettere emozione dentro qualcosa che non ha anima, tipo un orsacchiotto, o un computer". Per alcuni la canzone riporta la affezione verso la pornografia internettiana, per altri l’amore verso la propria chitarra, per altri ancora una critica verso le nuove tecnologie che incoraggiano la gente a comunicare ma tenendoli separati dal punto di vista fisico.
    Per Bellamy: "Racconta di come noi proiettiamo le nostre emozioni interne nelle tecnologie che ci circondano. ‘Plug In Baby’ è come un termine composto per questa cosa che facciamo. Penso che in una generazione piuttosto atea e in un’epoca affatto spirituale, la tecnologia diventa un mezzo per sentirsi in relazione con le persone."
    Spieghiamo. Quando ha composto la canzone era più che strafatto di Magic Mushrooms, tanto che -causa campo fuori lo studio di registrazione zeppo di funghi- un giorno nell’ilarità generale si ritrovarono tutti ignudi nella Jacuzzi, Bellamy si forò pure un timpano con l’acqua e infine stramazzarono addormentati nella sauna. Pensate dunque il clima, per dire. Dom e Chris hanno affermato che l’unico testo composto da Matt per cui hanno riso è proprio questo di Plug in Baby.
    Alla fine diciamo che il significato più probabile sarebbe proprio una paura della tecnologia, per come essa può evolvere facendo svicolare dalla realtà o addirittura falsandola.

    Una cosa c’è da dire, dall’Absolution Tour in avanti vi sarete accorti che live la sequenza Plug in Baby- Time is running out è micidiale. Almeno per me. Per quanto riguarda l’ascolto vi piazzo una ottima versione di un ottimo bootleg in Finlandia. Nonché una chicca che sto ascoltando in rotazione pesante in codesti giorni: una delle versioni primigenie di Plug in Baby (suonata per la prima volta nel 2000 ad Amsterdam). Cambia, perché il testo è diverso e insomma, sebbene abbiamo appurato che non ci si capisce una sega vi posso assicurare che almeno si capisce da dove piomba il "And I’ve seen your loving/Mine is Gone/and I’ve been in trouble"
    Visto che la prima B-side è in Hullabaloo vi piazzo la seconda [con l’avvertenza: è una bside, nulla de che]

    Plug in Baby
    Capitolo video [al solito cliccabile puntando sulla gnocca qua a lato]: pubblicato il 5 marzo del 2001 e diretto da Howard Greenhalgh, lo stesso di Unintended. La scena è semplice. I tre sono in una camera a suonare, come al solito [certo come al solito chi canta si piega e contorce e chi suona il basso muove la testa freneticamente], sono circondati da gnocche uscite da uno schermo. Gradualmente però le membra delle ragazze scompaiono, e lasciano spazio a tentacoli o pezzi di donna sparsi qua e là tipo residui di manichini. Occhio all’ultima modella e al tostapane (sì, quello è un tostapane…). Video che deluse nella realizzazione un po’ i Muse, che dall’idea originale di sesso/robot/androidi non sono riusciti a renderlo esattamente. Dicono loro, ma io lo annovero tra i video migliori [eh, gli altri, insomma…]
    Per questo video (e solo qui) Matthew Bellamy usa come chitarra una JT-Res.

    [Al solito ringraziamenti alla Musewiki e a microcuts.net]