Metti un viggei ovunque.

In pratica hanno riesumato TOTP.
Potevano mettere nella stessa fascia oraria le repliche di Don Fumino e dei Promessisposi del Trio ma invece no. Raidue insiste con questa idea del programma di musica giovane fatto dai ggggiovani per i bimbominkia.

Top of The Pops è un programma che defunse in Uk, patria che lo creò, già 4 anni fa. Ad ogni Natale lo ricicciano fuori con una puntata speciale. Così, tanto per non dimenticare, del resto noi lo facciamo col concertodinataleinvaticano.
E invece no: fanno TOTP in Italia nel 2010 con il culo di J-Lo proveniente dal regno unito nel 2001. E qualche cantantucolo italiano fatto suonare per 3 minuti.
Il tutto copre un’ora di trasmissione, con il viggei ex tvconcorrentedimtv che fa il gggiovane, con 45 minuti di spezzoni vecchi (auspico al più presto quello dei Muse in cui fingono di suonare Feeling good, in playback, facendo i cialtroni) e una decina in cui dicono "ehi, abbiamo ricevuto tante mail"

Mail?
Ma se il sito ancora è giù? Non si risolvono i dns. Mail di tua sorella, suppongo. Niente di niente. Per favore, smettetela con questa deriva.
Vi prego. Al posto di Ivan Olita meglio Paolo Limiti, per sul serio

These little black clouds keep walking around with me, with me.

Stereophonics live at Alcatraz, MilanoStereophonics live at Alcatraz, Milano
Di chitarre ne ha cambiate un cifro.

Tralasciando i supporters (ma tutto è stato ampiamente spiegato diqqua) direi che è stato un concerto gradevole. Non bello. Non bellissimo. Non schifoso. Non tirato alla menopeggio. Gradevole. Anche perché eravamo in un tour di un album che a me non aveva entusiasmato granché (ari-eufemismo) ma che volete farci: quando s’era più gggiovani e più involuti negli Stereophonics s’abitava a culonia e non li si poteva vedere.
E Kelly è comunque davvero basso, e il palco dell’Alcatraz non aiuta. Fortuna che anche la gente era molto bassa.

[no, stasera niente radio]

Oggi infatti rai.tv è scesa sui socialnetwork (se si azzarda a seguire me la insulto)

Ieri ho seguito i Grammy Awards sulla Rai. Orbene: stasera a breve li fanno rivedere. Non è che ora quindi, nel ripassone ci fanno rivedere anche l’allegra brigata iammebbell’ (non so scriverlo, pazienza) che era alla sede Rai di Napoli: due Esposito imparentati tra loro, di cui uno con carriera musicale e uno figlio, della gente capitata a casa che sapeva di Lady GaGa tante cose quante ne sa mia nonna ma mia nonna sta a casa e la Rai non la paga.

Anzi, ci fa pagare il canone.
Per ‘sti quattro stronzi che stavano lì, e neanche in radio da noi si commenta male così.

Ma che begl'occhi che hai. Chissà come mi vedi bene.

Dente, live at OFF, Modena 29/1Giuseppe, perdonami per la fotina tipo "caro estinto" (è un effetto non voluto, giuro!)

[la cosa che ho dimenticato nel post precedente è che mi piacerebbe fare, del Radionation blog contenutistico che è un po’ tutto quella mia groppa, una cosa tra La Blogoteque e They Shoot Music. Purtroppo lì non essendo molto originale ma costante. Ora capite perché pensavo alla fotocamera bridge: una spesa all-in-one]
[Già avevo il progetto intervista + live in Franplagged, ma mi mancano le forze. Forse al solo video ci arrivo meglio]

Dente è un bel personaggino e un bravo cantante. Sono orgogliona di averlo visto all’OFF e di avere il cuscinoikeadauneuro personalizzato con la stampa dell’evento. Noi gli si vuol bene, a lui e alla sua chitarra nuova. Un po’ meno vuol bene il mio ginocchio e quadricipite sinistro, ché una volta alzata (in modo dignitoso) a fine concerto mi ha dato del dolore, anche perché l’ammortizzamento del mio culo sul cuscinetto ikea era inesistente.
Ah, complimenti a quello che ci ha fatti accomodare all’OFF, a cui ho detto "sicuro terza fila? perché sono alta e impallo" "se sei alta beata te, che ti frega?".

[il resto su Radionation, sì, perché cerco di riempirlo di contenuti sennò checcazzo di premio ho preso a fare?]

Amour, Imagination, Rêve.

AIR, estragon, bologna.Positivo: All’estragon un po’ tutti si fa come gli pare.
Negativo: sono tornata a casa che puzzavo tipo arbre magique al tabacco e cannabis. E non solo la giacca. Non solo il maglione. Anche la maglia della salute e il reggiseno. E per uscire schivare le bottiglie di vetro a terra era un miracolo.

Positivo: Seconda fila arrivando relativamente presto, luci buone (non per l’opening act) e quindi foto fighe.
Negativo: Il mio biglietto vinto non c’era. Però vicino a me c’erano due protoromani accannatissimi che hanno rotto il cazzo a tutti "ahò, io me sto a godé er concerto, se voj sentì te sposti avanti alla cassa"

Positivo: spazio vitale decente. Riscaldamento medio-alto.
Negativo: la-gente-che-parla-ai-concerti. Esci. Mettiti a limonare in silenzio in fondo. Ma non scassare la uallera a me.

(nostalgia di Lyon)

[altro, quello più pregnante, su Radionation, a breve]

Since I lost you.

Dopo che eravamo tutti preoccupati (eeeeeh) della storia di Clooney e della Canalis (certo, certo) in realtà gli altri che si son lasciati sul lago di Como sono Matthew Bellamy e Gaia Polloni.
Sì, anche a me frega a tratti, ma per colpa di lei ci siamo subiti troppe canzoni pucci. Spero in un prossimo album più ehm, come dire. Ecco.
Sì, sono una brutta persona, ma chissenefrega.
La conferma è dal suo (di lei) account su facebook (poi dici che i social network non servono a sparlare, certo, ti metti la foto da bimbaminchia limonante col moroso e poi capiamo quando finisce tutto) e da un’intervista di Matt al Big Day Out.

Poi c’è anche una conferma dalla Bibbia:

There was a lot of speculation as to whether or not they had broken up or not. At the 02 Arena during Map of the Problematique Matt Bellamy changed the lyrics from "Since I met you" to "Since i lost you" In an Interview for Big Day Out he mentioned that they had broken up.

Matt and Gaia broke up in mid-December of 2009.

Su, amiche, qualcuna si sacrifichi per tenercelo qui. Poi ricordatevi di me.

Boh, ma insomma.

Ho ascoltato i finalisti di Sanremo Lab e uno è la orrenda copia di Povia incidentata con Pacifico e l’altro nel ritornello gli piacerebbe essere Benvegnù ma con qualche mortaletto ar culo.
Questi ce li ritroveremo assieme al principe Saclà sul palco.
Per dire.

[meglio sto video dei Muse che è stato molto tanto filmato a Torino (ed io c’ero), signora mia. Resistance]

Militant quotidien de l'inhumanité.

Quando ero più giovane (parliamo di una decade fa) ascoltavo alcuni cantanti che ora non ascolto più, perlomeno con la stessa cadenza. Solo che io una decade fa ascoltavo i Noir Désir. Tutti, ora che lo sanno, beh oddio non tutti ma una larga fetta mi guardano un po’ come se avessi detto che non so rubassi l’oro ai cadaveri.

E’ che da noi la cronaca va un po’ sopra tutto lo stato dell’arte. Bertrand si era riempito di droga e alcool, aveva iniziato una vita che poi ha avuto anche un ciclo finale con Marie Trintignant, attrice, lasciando la prima moglie dopo un po’ dal secondo parto. E poi a Vilnius era così fuori, così strafatto, che non si è neanche accorto probabilmente di aver litigato e poi ucciso a furia di botte Marie. Era così infarcito di eroina, anfetamine e alcool che ci son volute sei ore per realizzare cosa avesse fatto. E mesi in cui in carcere a Vilnius ha tentato di ammazzarsi, consumato da rimorsi o da chissà cosa. Non possiamo immaginare, né pensare.
Poi la storia è continuata con il carcere a Vilnius, il carcere in Francia. Gli arresti domiciliari a casa della famiglia, con la ex moglie che lo ha sempre difeso.

Bertrand Cantat, l’anima dei Noir Désir. Che per voi che non sapete della Francia forse trascurate che non sono soltanto una band che da Bordeaux ha scalato le classifiche francesi con un milione di copie vendute con ogni disco. Sono i "Noir Dez", un gruppo che è famoso e acclamato come un vascorossi qui in Italia ma che non parla solo di figa. No, anzi, un gruppo militante, capace di impegnarsi contro il Front National di Le Pen, passare a fianco dei No Global, e scrivere anche canzoni su come si vive in periferia, senza essere neomelodici francesi.  Una musica ha fatto da colonna sonora alle inquietudini, alle malinconie e alla rabbia di tanti, in Europa.
Non c’è solo da ascoltare le musiche, c’è da leggere le liriche, con Cantat che è un poeta dell’inquietudine, capace di lunghissime ballate letterarie come di veloci, arrabbiatissimi, pezzi quasi punk, che fotografano la società contemporanea. E i pezzi risultano ancora dannatamente così attuali, tanto da aver fatto riesumare in Francia la canzone l’Homme pressè per raffigurare al meglio un Sarkozy.
Le vent nous portera, quel singolo che ci sbomballò le gonadi per un estate, sottolineato da quella chitarrina di Manu Chao, non è sintomatico della loro musica, abbastanza diversa da quel pezzo, ma sintomatica di come Betrand riuscisse a scrivere in modo intenso qualsiasi cosa.

C’è questa cosa poi di un paio di giorni fa, dove la prima moglie di Cantat è stata trovata impiccata in casa e lui dormiva nella stanza a fianco. L’ha scoperta appesa in casa il figliolo tornando da scuola. Una donna che aveva una vita sua e un suo mestiere, affermato.
Ci sono persone che hanno questi ricorsi spaventosi pur non avendo neppure una colpa propria. E’ uno strano scherzo di una cosa chiamata destino. Tu magari hai fortuna altrove ma scazzi clamorosamente una categoria.

Ora Cantat si ritrova con due figli non maggiorenni e nuove canzoni scritte da poco (Gagnant/Perdant) e pubblicate un anno fa che non sono quelle di prima.

Del resto, a me piaceva anche Ian Curtis.