Help me to carry the fire We will keep it alight together.

Editors, live in Palatorino
Post veloce, altri groupismi saranno aggiunti dopo:

  1. Maledetto Twilight, era pieno di ragazzine.
  2. Ragazzine che alla mia sinistra avevano il cartello "Tom, ascoltare la tua voce è come avere un orgasmo"
  3. Ormai conosco altri grupi come me e ci beccheremo le prossime volte, tipo il 22 luglio a Livorno (mi spiace Jonsi e Ferrara, ma qui ecco, gli Editors son gli Editors)
  4. Mi son divertita un casino.
  5. Ho fatto troppe foto.
  6. Sono tutti bellissimi. Anche se ho visto bene solo Chris e Tom.
  7. Il Palatorino è il posto più brutto d’Italia ove si suona della musica.
  8. La mia foto è bellissima. Questa qui sopra.
  9. Ci sono dei miei lettori del blogghe che son belle persone.
  10. Ho trovato una vicentina normale: ciao Ali.

There Are No Goodbyes.

Una buona settimana fa ho intervistato Robin Proper-Shephard (in concerto in questo mese in Italia) e ‘st’intervista è in pratica stata la mia prima, scritta, in inglese.
Inutile dire che avevo tutti i dubbi possibili e immaginabili sul "madò, oltre ad aver domandato una cazzata l’avrò anche grammaticalmente resa di merda?" (cosa che di solito per me non è un dubbio: è una certezza)
Ringrazio Tati per avermi soppo/supportato.
E ringrazio Robin per la Risposta. Da FAQ:

Dear Robin.

I’m really honoured to have the possiblity to interview you, mostly because we have the same cynical and dark vision about life: what do you answer to all those that tell you that you’re living poorly?

Hi Francesca,

Well I’m honoured to be interviewed – Thank you very much!

I would agree that I tend to have a rather dark and cynical attitudes towards life but I think most of the conflict in my life comes from the fact that I also have a real belief in the good that people are capable of as well. I guess I would describe myself as an optimistic Pessimist. Or maybe I’m a pessimistic Optimist?

And what do I answer to those that tell I am living poorly? Who tells me I am living poorly?! I accept that maybe I tend to view life a little more closely than some and yes, maybe I am a little more sensitive to what I see as the good and bad in the world but as Socrates said “The unexamined isn’t worth living” and that is something that I live by as well.

Is that living poorly? I don’t think so!

Bubbles.

Se non conoscete ancora i Biffy Clyro vuol dire sia che mi leggete i post, che non mi seguite in radio e che non avete mai cagato punto il tour dei Muse di questo inverno.
I Biffy sono una band alt-rock molto forte proveniente dalla Scozia, propone un sound forte, che però è un melodico mix di chitarra, basso e batteria. Dal vivo sono dei veri mostri del palco quando suonano e dei simpatici ragazzotti in pausa.

Ora,esce il singolone del cd più spaccoso di tutti. Quello che ha fatto zompettare tutti nel tour dei Muse. Se lo passeranno nelle radio commerciali italiane non lo so, ma ‘sti ragazzi li dovete ascoltare. Ecco.

Osservatorio Matthew Bellamy

Muse live in Torino, Palaolimpico - PalaisozakiSalve, care amiche carampane.
Non abbiamo scritto da un po’ circa il nostro eroe col cuoricino spezzato dietro la sua ecs psicologa comasca.
Non che abbia fatto qualcosa di nuovo. Sino a ieri.

Avete presente la Manson Rossa glitterata della foto qui a fianco (o nella scheda qui che vi linko)?
Ecco, pare l’abbia sfasciata ieri. Definitivamente.
Oh, ne parlano le ragazzine australiane carampane dei Muse che seguo nonché la forbitissima fonte di Yahooanswer. Mica cotica. Dicono però sia una chitarra simile, quella sfasciata. Ma boh, come dire, se è tornato a sfasciare chitarre arisiamo prodromi a una fase di Origin of simmetry? Magara.

Poi il pescione d’aprile: il primo i Muse offrono attraverso il loro sito ufficiale un ep, intitolato Exogenesis – Part 4 (Salvation).
I 3 pezzi, scaricabili gratuitamente da tutti gli iscritti al sito -basta l’username-, viene detto che son la quarta ed assolutamente inedita parte della suddetta sinfonia, con l’aggiunta di una versione dal vivo di Feeling Good (live in Sheffield) e una versione di Guiding Light mixata da Rich Costey, ma il file Feeling Good è in realtà Mk Ultra, nella sua prima esecuzione live, con tanto di stecca incredibile da parte di Matthew Bellamy alla chitarra nella parte iniziale della canzone.
Guiding Light (Costey edit) è sì il pezzo in questione, ma accelerato all’inverosimile, che lo fa sembrare reinterpretato da Alvin & The Chipmunks. Ma il pezzo migliore è Exo 4: la sinfonia si apre con un intro di archi,  finchè non si sovrappone il suono di una pianola fisher-price che da il via a Creep dei Radiohead.
Insomma, si son tolti il sassolino.

Ultima cosa: dal sito dei Muse potete votare i pezzi che faranno parte della scaletta live di quest’estate. Se non votate roba come Showbiz, Dead Star e Citizen Erased vi rado al suolo.

Everyone will see.

Incidentalmente stasera mi han detto ma tu esprimi cosa vuoi fare, come lavoro, come cose, sennò qui ti si crede medica e quindi ciccia.
Quindi butta qua e là cosa vorresti fare ed ecco.

Eccazzo, secondo voi 2357 post sulla musica vi danno una breve impressione su ciò che una passione che ho mi piacerebbe portarla parallelamente avanti a tante altre cose? No, perché sennò vi faccio un grosso cartello fucsia colle cose spiegate sopra.

Lo spiegone di oggi è circa uno dei miei artisti preferiti (li possiamo ridurre a tre quelli per cui ho un fanatismo più indecente) e che devo ancora vedere dal vivo. E questa cosa mi fa rosicare ed è anche un po’ dei motivi a cui mi aggrappo nel fare le cose.

[che vita triste] [come non l’avete pensato? Lo sto pensando io leggendo!]

Parliamo di Jimmy Gnecco. La mia opera di evangelizzazione gnecchesca (gnecchiana?) in Italia ha dei livelli che neppure i missionari in Africa ruppero così tanto i coglioni. Insomma, ci credo molto. E siccome l’ultimo post su di lui qui sopra era un anno fa esatto e ora legge molta più gente, ecco, vi tocca.

[attenzione, potrei toccare altri termini come "pogo molecolare" in questo post. Non so]

Ci sono gli articoli del SXSW che son bellissimi. Su diverse band, sono andati a intervistare gli artisti tirando fuori veramente qualcosa di unico, non le solite cazzate da Mollicavincenzo. Ma sono spaccati, sono schede, ci sono i sentimenti e i ragionamenti delle persone che vengono messe a nudo. Uno di questi è Jimmy Gnecco, e si parla sia di lui che degli Ours dopo che proprio ha tenuto grazie a Bright Antenna due show al SXSW (qualcosa c’è su youtube, dopo ve lo linko)
Gli Ours hanno questo "problema": hanno chitarre che fanno chitarre, rock che è rock popolare, niente melodie na-na-na-la-la-la, niente synth, ma roba che nazionalpopolarmente diremo di pancia. E un solista della madonna con una voce impareggiabile. Snocciolano giù date live come onesti lavoratori della musica, non sono particolarmente fighi orientabili per un pubblico di ragazzine, non presentano un sound di cui un dj può innamorarsi e là. Forse sono questi i problemi. Perché Rubin e la Dreamworks -fanno notare- ci han creduto in loro. Sì, cazzo, oggettivamente non crederci è da coglioni. Ma allora perché non sono lì ad aver fatto il salto verso il mainstream? Boh. Perché loro no e molti altri persi poi come gocce nell’oceano invece sì. Perché parliamo di signori che se la cantano e se la suonano dal decennio passato eh, mica sgarzolini.

Forse perché non erano negli schemi. Alle persone fa sempre paura ciò che non riescono a inquadrare. Non parlo solo di Musica. Parlo che a voi, ad esempio, se io non la penso come pensate voi posso starvi o sul cazzo o posso mettervi ansia. E quindi non capire se gli Ours erano/sono abbastanza rock, abbastanza pop, più metallari, più oratoriali o bla bla bla non li ha fatti "vendere" mai.

One complication, though, was that Ours were slightly ahead of their time and didn’t fit any of the existing models that record companies knew how to sell. “It created a lot of confusion”, Jimmy recalls. “People were like, ‘who is this little skinny guy singing falsetto over raging rock music. He’s not a metal guy, but he’s got all these tattoos; sometimes he sings like and angel and sometimes he’s a fire-breathing dragon – what’s going on?’

Poi c’è l’uomo gruppo che è Jimmy Gnecco. Intelligente. Simpatico. Mai sopra le righe, mai una dichiarazione cazzara o cazzona. Profondo. Con un vissuto mediamente incasinato (e quindi, diciamocelo, rivendibile benissimo al pubblico defilippiano) e anche simpatico. Difetti? Ha tatuato di tutto addosso. Ciò contrasta con l’immagine da bravo ragazzo. Ma trovalo un difetto. Forse quello che se c’è lui non si fuma (per me non è un difetto) (sì, ma sono fan) e che si tiene spenta l’aria condizionata, perché ha anche abbandonato il veganesimo e può comodamente venire a farsi ‘na bistecca come noi. Corre pure tanto. Cioè, dici, mamma mia. Almeno speriamo beva birra sennò mi sento in colpa per la mia dieta. Con, soprattutto, una voce della madonna: non è termine abusato. Oggettivamente è la miglior voce in circolazione. Una estensione vocale incredibile ma molto malleata sul rock. Quindi non una cosa semioperisticosbadigliata. No, questi acuti, questi toni bassi completamente pieni. Spiegare la sua voce è completamente impossibile, ma è come se nelle sue corde coesistessero Jeff Buckley [“Jeff and I became friends because we were cut from the same cloth”] e Freddy Mercury si fossero fuse a creare qualcosa di unico.
Un qualcosa che ti prende tra la bocca dello stomaco e la nuca e ti emoziona tantissimo. E tu un po’ se credi pensi che se Dio debba avere una voce dovrebbe essere come quella di Jimmy, e se non credi rimani lì in estasi dicendo ma guarda, maccazzo, ma questo con la chitarra e la voce che roba la biologia e io invece stono anche fratelliditalia.

E quindi? Quindi un cazzo. Pensatela con la vostra testa: avete internet e quindi dovete conoscere musica nuova. Non dico solo Jimmy, ce ne sono in giro, ma ora io vi introduco lui.
Su etichetta Bright Antenna tra Maggio e Luglio uscirà il suo esordio solista, The Heart.
 Acustico. Bellissimo, melanconico. Spacca, è da brividi. C’è un casino di sentimento dentro e te lo butta tutto nelle canzoni, che dalle orecchie ti passa alla pancia.
Io vi dico solo che quando sarà possibile prendere il vinile lo prenderò immediatamente. Totally worth it.

[e trattenetemi dal chiedergli di sposarmi la prima volta che lo becco dal vivo, vi prego, ho un’età]

(poi aggiungo video e mp3)
Mp3: Jimmy Gnecco – Mystery
Mp3: Jimmy Gnecco – The Heart
Mp3: Jimmy Gnecco – Someone to die for
Mp3: Jimmy Gnecco – Bohemian Rapsody

That's Opera Talent

Dunque:

mi è stato proposto di scrivere questo post e l’ho fatto solo perché mi interessava l’argomento. A chi je rode quindi se lo gratti.

Per una volta una fondazione italiana, la Fondazione Puccini FestivalRicordi & C. S.p.A. e con il patrocinio del Ministero delle Gioventù e del Ministero dei Beni Culturali e le Attività Culturali hanno indetto un concorso per Cantanti e Musicisti classici (meglio di musica classica). Non è una cosa che si vede tutti i giorni in italia e la trovo una meravigliosa iniziativa. Visto che qui ci sono appassionati di classica di ritorno e amichette che gli garba la cosa e che cantano direi che qui la segnalazione sta benissimo. Un connubio tra muscia e due punto zero, suvvia: la cosa però importante è aderire alle richieste del regolamento, che sono anche molto semplici.

La competizione è aperta a cantanti e musicisti che siano almeno maggiorenni dal 9 marzo di quest’anno, che siano residenti in Italia fino alla fine del 2010 e siano utenti registrati su YouTube.

La partecipazione alla Competizione è GRATUITA. Concorrere è semplice: basta creare e caricare un video ORIGINALE sul canale That’s Opera Talent. Nello specifico:

  • i Cantanti dovranno presentare un’esibizione da solista di uno dei brani tratti da Madama Butterfly “Un bel dì vedremo” o “Addio fiorito asil” (MUSICHE) ;
  • i Musicisti invece dovranno presentare un’esibizione da solista di uno dei brani  presenti nell’allegato 1 in calce al regolamento (SPARTITI)

Gli spartiti e le musiche dei brani da presentare sono scaricabili seguendo il link: http://www.thatsbutterfly.it/thatstalent_index.php

Le modalità di partecipazione e il regolamento sono disponibili nel canale YouTube dedicato all’iniziativa: http://www.youtube.com/thatsoperatalent

Insomma, anche se Puccini lo considero molto Emo e non è proprio nella mia rosa dei preferiti direi che è un occasione da prendere al volo, se siete nel campo. Magari lo facessero più spesso.

[poi naturalmente io non vedo l’ora di vedere i video dei partecipanti per vedere cosa gira, in Italia]

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Matthew tevolemobbene perché sei frescolotto come noi.

Salve a tutti al gruppo carampano dei Muse (e di Matthew Bellamy)
Siamo alla recente intervista (lunga) rilasciata a Parigi per Panorama, ove il nostro beniaminino in successione: viene trattato come un cencio da un cammariere francioso, parla del loro successo con The Resistance, si cruccia di Gaia che l’ha lasciato e dice che non lascerà nulla di intentato per riconquistarla (…), e poi percula la Ventura e Dom the drummer.

«Avere il cuore a pezzi mentre tutto il resto della vita funziona a meraviglia è un’esperienza da shock. Potenzialmente è tutto rosa, ma appena metti bene a fuoco la giornata ogni cosa diventa grigia. Quello che è successo mi ha fatto capire che la felicità assoluta non esiste. Lei mi ha lasciato, ma io non mi sono arreso. Farò tutto quello di cui sono capace per riconquistarla»

Matt, perfavore, vieqquà, fatte toccà sulla spalla: ma famme il piacere vah.
[checcazzo, ma è peggio di me] [non posso neppure dire testa mia e soldi suoi, non che la mia sia meglio] [mah]

Non ci impazzisco ma la rispetto molto.

Carmen Consoli, Fuori OrarioConcerti in provincia, cose da segnalare:

  • Il ragù del fuoriorario
  • Le buche nel parcheggio
  • La nanità (nanezza? nanaggine?) della gente della zona: ogni volta che si vede un concerto qui in zona non c’è il pericolo testa altrui.
  • Come cazzo si può pogare in un concerto di Carmen Consoli? Ho visto anche questo. Il primo che poga agli Editors gli recido la giugulare a morsi.

Ho sbagliato qualcosa, ma non mi sovviene cosa.

Ora sapete che io ho questa scimmia dello scrivere di musica. Del resto, amo le cause perse.

In pratica sto prendendo seriamente la cosa di Radionation, facendo mi me stessa la piccola cane labrador di questa prateria webbica. [c’è un inside joke. Coglietelo. Ah, l’avete colto? Ho poca stima di voi]
Il punto è che io non mi sento romanziera. Neppure saggista. Io so scrivere quando voglio, ma di certo non mi metto a scrivere bene qui, ma so, nella cultura che mi è stata data, che esistono delle cose che si chiamano "registri linguistici". Che sarebbero cose che suonano tipo sul blog parli come parleresti al tuo amico Fuffolo o alla tua mamma, se parli al paziente parli terraterra se parli col prof no.
Se parli di Musica non ci metti anche l’elenco dei Punti Blu, almeno a casa mia.

Invece no.
Mioddio, ho completamente cannato la mia recensione del concerto che ho scritto su Radionation. No, non dovevo parlare di più dell’esecuzione come sentivo nel mio intimo (neuronico). Non dovevo parlare di note.
No.
Secondo la maggioranza delle webzine su Internet, quelle che tirano, il racconto doveva essere più aulico. Porca troia impestata zozza.

E quindi, quindi, quindi… suonare tipo così.

Recensione del concerto di Florence and the Machine a Bologna.

Ecco, il nove marzo. Quanti concerti ho visto sotto il tramonto del nove marzo. Non lo so, la mia memoria non li conta. Forse perché il giorno prima c’è questa festa comunista poi trasformata in questa festa quasi come un rito pagano sotto la benedizione di un dio priapico che va a spogliarsi come un inviato dell’isoladeifamosi qualunque. E non abbiamo memoria del giorno successivo, e non è perché ci servano aspirine per mitigare mal di testa da alcool.
Ma la cosa incredibile è che è nevicato in questo giorno che si chiama nove marzo. E la neve scendeva lieve, e lambiva i colli. Anche se siamo in Pianurapadana lambiva i colli: credetemi. E li avvolgeva, amalgamandosi alle curve dei colli. Incredibile. Tutto ciò di una bellezza fatata, rarefatta. Una bellezza che poteva perdurare a lungo qualora noi non ci fossimo dovuti incamminare verso questo concerto. E c’era una lunga coda sull’autostrada: sette chilometri dicevano. Tutti, incolonnati, l’uno vicino l’altro: a vedere che l’anziano signore dai canuti capelli pistolava con il suo indice su sulla sua canna fumaria e produceva prodotti interni simili a lenticchie, che poi valutava con sguardi quasi tra l’autocompiacimento onanistico e il senso di liberazione. Tutti lì, vicino quei bestioni della strada che paravano cartelli e quel paesaggio ovattato, fatato, innevato. Che innevava anche i cartelli, e innevava la strada, e innevava il parabrezza. Flip-flop, facevano i tergicristalli, nella coda sull’autostrada.
[bla, bla bla bla, bla bla]

Ah, Fiorenza Welch è figa.
Ma ci credete che ha lo stesso cognome di una attrice di nome Raquel? Incredibile vero. Voi magari siete giovani e poco acculturati, ma ve lo diciamo noi perché l’abbiamo viste entrambe. Ma le coincidenze, l’astralità, il turbinio dei pianeti che rutilano in moti sesquipedali talvolta ci nascondono tutto ciò. Erroneamente. Chapeau.

Happiness hit her like a bullet in the head.

IMG_0264Florence Welch è bella e brava. Brava e dolce, brava e simpatica. Ha carisma a pacchi. Ha una presenza scenica inversamente proporzionale al suo peso. Spacca. Ha una voce della madonna. Non l’avete vista live? Vi ho filmato qualcosina, ma appena potete recuperarla fatelo.

Ieri al ritorno abbiamo sfruttato i camion come safety car, perché c’era così tanta neve che non si vedevano neppure i cartelli con le indicazioni stradali. E gli spargisale mi hanno fatto la fiancata sparandomi sale.
La tormenta di neve il nove marzo e Fiorenza principessa della neve.
Così contenta, così felice, così zompettante. Ha solo un difetto: i piedi piatti. Ma zompettava, felice, e diceva alle persone di mettere altri sulle proprie spalle come ai festival, perché sembravamo una platea da festival. E questo detto da un’inglese è un complimento.

All’Estragon comunque i due soliti rompicoglioni li abbiamo trovati. Compresi i buttafuori che bannano le reflex (e io e la mia compattina ieri abbiam fatto miracoli) [e i problemi d’audio stavolta li ha avuti lei sul palco, ecco]

Figata. Cosmica.
[more on Radionation.it, soon]