Road to Sansiro/2.

Ossia considerazioni tecniche su perché il concerto di San Siro dei Muse ci piacerà.
[qui sopra il nostro idolo coi capelli sparati in una foto dal Rock am Ring: so 2001 oppure troppa vicinanza con Jared Leto? Ossia, è un Buon Segno? Noi diciamo di sì, perché non so, ma diciamo di sì]

A orecchio e occhio meno lamentoso questo concerto sarà una figata cosmica. Lascerà un po’ di merda le seguenti categorie che nicchiano nel mio animo: a) lo stadio non è luogo architettonicausticamente deputato alla musica b) odio gli show troppo spettacolarizzati quando gli artisti sono molto bravi anche senza c) odio la gente in grandi quantità.

Comunque una piccola guida al concerto:
18:00-18:30: Calibro 35

Chi sono i Calibro 35? La cosa più figa che gira e valica i confini italiani ultimamente nel aere. Coniugano due cose molto fighe: le soundtrack di film epici e saper suonare. E non c’è nessuno che le sappia suonare meglio di Calibro35, un progetto nato dalla passione per questo dimenticato repertorio italiano, con l’intento di riproporne suoni e atmosfere. La commistione di funk, jazz e prog rock che caratterizzava le colonne sonore di “Milano Calibro 9”, “Il Gatto a Nove Code” e “La Mala Ordina” rivive grazie ai musicisti coinvolti: Enrico Gabrielli, fiati e organi (Mariposa), Massimo Martellotta, chitarre e lap steel (Stewart Copeland), Fabio Rondanini, batteria e percussioni (Niccolò Fabi, Collettivo Angelo Mai), Luca Cavina, basso (Zeus!, Transgender) e Tommaso Colliva, produzione (Muse, Afterhours).
Perché possono non piacervi: magari amate la musica con delle parole sopra.
Perché possono piacervi molto: sono musicisti bravissimi.

[Bonus: se i Muse suoneranno -credo di sì- I belong to you mi aspetto Gabrielli sul palco, dopo che sul disco. E lì me lo godrò il momento, appieno]

19:00-19:30: Friendly Fires

Scoperti da me al Glastonbury dell’anno scorso. E’ un ottimo complessino indie rock senza tante sovrastrutture, paranoie e pippe mentali. Si divertono e si sente e si vede. La loro hit più conosciuta (passata enne volte su Radiosglaps) Paris ti resta in mente subito. Jump in the Pool prende parecchio. E loro sono raccomandati da tanti che ne capiscono (Zane Lowe, NME…) e son stati nominati al Mercury Prize.
Perché non possono piacervi: non so, potrebbero scazzare il set?
Perché possono piacervi: sono molto divertenti, e leggeri.

20:00-20:45: Kasabian

Spiegarvi chi sono i Kasabian mi sembra inutile. C’è questa nicchia lasciata scoperta da quei coglioni (evoluzionisticamente parlando) degli Oasis e i Kasabian ci si stanno accomodando da dio. Parlare di supporter è un insulto. Un opening act di eccezione… La sottoscritta vede il loro set di 45 minuti come una botta di culo enorme avendoli persi durante quest’anno. Che vi devo dire, spaccano: e sul breve hanno anche sbancato i Brit awards.
Perché potrebbero non piacervi: Tom Meighan se la tira abbestia.
Perché potrebbero piacervi molto: potreste già stancarvi a ballare con loro.

Poi dopo vengono ‘sti ragazzi qui. Che sono già a Milano.

Ci ho già l’unico pensiero di "mi prendo la maglietta o no?". Con anche "mi basteranno le batterie?"
Son cose. [voglio bene a quei cialtroni lì. Cioè, gli perdono tutto. Ma si può?]

Road to Sansiro/1.

Inspira, espira.
L’8 c’è il concerto a San Siro. Vi avevo detto di sputarmi se andavo a San Siro. Beh, fatelo, ma i biglietti li ha procurati lei, quindi come in tutti i grandi drammi dell’umanità ho solo un concorso di colpa.
[ehi, queste cose qui sopra le dice mio padre di solito, quando parla di rapporti uomo donna]
[quindi sono cose che non valgono un cazzo]
[dovevo allungare il brodo]

Dicevo, l’8 c’è il Concertone dei Muse a Sansiro. Sono in clima preconcerto da 4 giorni (mica mi era successo con gli altri) perché non so, sai quando hai paura che la tua storia d’amore sia lì per finire o perlomeno le ridimensioni?
I Muse a Torino mi son piaciuti tantissimo, e sto temendo MIlano non sapete quanto. Anche alla luce della scaletta di Berna.

[In tutto questo stasera ho i Pixies, e i Pixies mi piacciono. E non li ho mai visti. Ma non sto cagando il concerto dei Pixies. Ciò è Male]

Poi il secondo post sull’argomento sarà meno pessimista, ve lo giuro.
Già non mi piacque la scaletta dello pseudosecret concert al Casino di Parigi. Dici: cosa c’è che non va oltre alle luci di natale sul completo di Matthew Bellamy nostro? Vediamolo

  1. Uprising (Riff version)
  2. Supermassive Black Hole
  3. New Born + Headup riff
  4. Map of the Problematique + Who Knows Who riff
  5. Neutron Star Collision (Love Is Forever)
  6. Guiding Light
  7. Interlude + Hysteria + Back in Black outro
  8. Nishe
  9. United States of Eurasia
  10. I Belong to You (Mon Cœur S’ouvre à Ta Voix)
  11. Feeling Good
  12. MK Jam
  13. Undisclosed Desires
  14. Resistance
  15. Starlight
  16. Time Is Running Out + Voodoo Child (Slight Return) riff
  17. Unnatural Selection
    Encore
  18. Unintended
  19. Bernie The UFO + Exogenesis: Symphony Part I (Overture)
  20. Stockholm Syndrome + riff + Endless Nameless riff
    Encore
  21. Take a Bow
  22. Plug In Baby
  23. Man with a Harmonica intro + Knights of Cydonia

Ora potrei fare un giro lunghissimo e dire che dagli album vecchi magari Unintended (sebbene caruccia pela un po’ i cojoni, su) e Feeling good anche basta, e che soprattutto… no, non ve lo allungo il brodo anche qui: ricordate che fecero un sondaggio sul loro sito chiedendo "ehi, amisci, che canzoni volete che suoniamo?" e noi ci si cascò con tutte le scarpe? Ecco, quanto pare dicheno che se ne impipano. E ciò significa quindi che non ci sarà la canzone che era in sottotitolo qui per anni: Citizen Erased. Una canzone che per me è molto. E quindi ci rimarrò male. Ma che se la faranno mi si prenderà un colpo.
E’ un po’ la sagra della pippa mentale e del tormento interiore.

Ma diciamo che con una scaletta come questa viene un po’ la voglia di scendere, cercare quale fosse la sedia di Mourinho e picchiarci con detto sedile con molta violenza ma per il suo bene il sig. Matthew.
Per lui.

La scaletta del Rock Am Ring invece è la solita scaletta di un festival quando hai un disco in giro. Magari me la ribeccherò in giro e non me ne lamento. Giuretta.

Nicchie (tipo gli studi epidemici a coorte)

[finalmente uno scambio di battute non pucciose ma degne dei registri linguistici di codesto blog/sglaps]

Tratta dalla mia intervista ai Canadians su Radionation:

Fran: Si dice sempre che le cose sostenute dai blogger nel paese reale non contino un cazzo. Bene. Voi siete sostenuti dai blogger: visto il successo ottenuto dalla viralizzazione (è orrenda ‘sta parola) dello streaming dell’ultimo lavoro. Temete di fare, non so, la fine di Scalfarotto o volete bene al vostro pubblico bloggante?

Dietnam: Sì dice così? Chi cazzo lo dice? Io tutto quello che ho scoperto (musicalmente, televisivamente, cinematograficamente e qualche altro -ente ancora più lungo) negli ultimi anni l’ho scoperto tramite i blog, quindi mi sembra di capire di non far parte del paese reale.
L’idea di far girare lo streaming del nostro disco tramite una rete di blog (e non solo) è stata efficace, facendo girare il nostro nome anche dove mai era girata prima d’oggi. Lo scopo era quello di far sentire le nostre canzoni al maggior numero possibile di persone: scopo raggiunto. Se poi queste persone non rappresentano il paese reale è un problema di opinionisti e analisti del 2.0.
I Canadians hanno iniziato a far girare il proprio nome attraverso un blog, quindi è stata la normale prosecuzione di tale lavoro quest’idea dello streaming: colgo quindi l’occasione per ringraziare e baciare fortissimamente chi ha preso parte a questo esperimento.

La rai-zzazione della BBC.

Ieri la BBC ha scazzato. Ed ha chiesto scusa sul twitter. La copertura del Radio 1 Big Weekend (in pratica il festival -festival di quelli col fango e i giovani che ascoltano musica e si divertono e saltano e non rompono i coglioni- di BBC che viene fatto in modo itinerante per tutti gli UK once a year) via web ha fatto cagare. E loro han chiesto scusa: via twitter. Hanno seguito le indicazioni, con umiltà.
Poi sebbene la lineup fosse leggermente meno valida degli ultimi due anni (era impossibile, dai) venerdì Florence Welch ha spaccato. Alla faccia di chi dice che ella urla: allora sentite la Pausini.
Qui sopra una Cosmic Love riarrangiata con archi e con coro di 30 persone.
Me cojoni è il giudizio tecnico.

Zin zon plin plong.

– Quanto rappresenta per voi il Blues? Nel senso anche: in Italia abbiamo dei festival di Blues conosciuti più all’estero che da chi ci abita vicino, mentre quanto pare ogni piccolo paesino ha il suo festival Jazz. Eppure il blues tiene le radici del rock in se. Ecco. Come mai secondo voi in Italia c’è questa situazione?

E’ proprio vero!! Non saprei.. in effetti è strano vedere come piccoli paesini delle province turistiche italiane si trasformino in covi di intenditori di jazz. Sarà che l’Italia è un paese abbastanza "fighetto" e si è sparsa la voce che sia figo andare a vedere concerti jazz. Mah.. forse è perchè si vestono più eleganti dei bluesman!
A noi il blues piace tanto!! Sicuramente più quello "scaciato" del Delta più che il blues di Chicago. Bho.. sarà che quando lo suoniamo chiudiamo gli occhi e iniziamo a viaggiare.

(via me e i Bud Spencer blues explosion su Radionation)

[la domanda mi è sovvenuta leggendo lui, l’unico blog di Parma figo]

Looooove, ouuuusceeean, puccipucci.

Benvenuti all’osservatorio Matthew Bellamy.

Dunque, di cosa parliamo? Ma di Neutron Star Collision (Love is Forever) che è uscita ieri e che la sottoscritta si è ascoltata pedissequamente per voi. Inciso: rispetto all’essere fan o meno della saga le colonne sonore di twilight sono sempre discrete per quel che gira. E poi magari davvero i ragazzini si ascoltassero quella musica ivi contenuta: in Italia stanno ancora a D’Alessio o la cantante Emma, numerosi regazzini. Se con Eclipse mi svoltano a Florence o altri gioisco. Interiormente, ma gioisco.
Dunque, che dire di questa cosa che traina la soundtrack, quindi. Il problema è che a me questa traccia non dispiace. Cioè, non fosse dei Muse sarebbe stata anche ottima, ma ecco, il solito problema bla bla. Non sto dicendo che mi piace ma dico che è un buon prodotto. Non originale.

[a parte che io non capisco ancora perché con chiunque parli tutti mi dicano che The Resistance per loro è inferiore a Black Hole and Revelations. Io sono l’unica assieme a Pitchfork che pensa il contrario?]

Cosa è Neutron Star Collision (Love is Forever): una summa de(lle derive de)gli ultimi due album dei Muse. Un ingorgo di topos musiani (…): batteria galoppante, uso di sintetizzatori a mo’ di space invaders, parte potente di piano/batteria che sembra più epica anche con ‘sta impostazione vocale con una dizione tipo cotonenelleguance nonché questi riff che ti si stampano in capo.

Poi alla luce di quanto ha detto a Zane Lowe ci si aprono innumerevoli scenari:

“”Well actually the song was written, well I don’t wanna bring anyone down, when I broke up with girlfriend about 8 months ago or something, and I pretty much wrote that song immediately after that.

It was like that song was reflecting on that moment when you first get with someone and everything feels like it’s going to go on forever and it’s bit of like uh, bit of like a true love sentiment I suppose, but for me, when I wrote that song, it was quite heavy because it was like a memory of what it used to be like you know?

Like when you used to think that way but now obviously it’s the complete opposite of that when you break up. So when I’m singing that song, I’m kind of coming from that perspective really.

That song was floating around since about 8 months ago and that song was what I thought would probably be on another album in the future, but it’s gonna be a long time until we get to do that, and then obviously these Eclipse, the Twilight people contacted us and um, we were very keen to get a song for the film and I just thought ‘why not?’ you know?

Might as well just bug it out there and get it out there because probably the song is representing a difficult period of my life and by the time we get to the next album it might not be relevant anymore because my life might be changed or moved on or something.”

Cioé: avendo sta pucciataammoremioritornachecomoèinfiore ce la risparmiamo nei prossimi cd? Ha terminato? Ci abbiamo messo una pietra sopra a Gaia? Finalmente dalle pene d’amore ci stiamo risollevando e quindi ci rifai un altro album pieno denso di teorie del complotto, schifo verso alcuni potenti, disagio esistenziale e pippe varie? Davvero? Perché tutta ‘st’ottimismo, ‘sta botta di zuccheri di questa canzone, ‘sta cosa qua tipo orsetti gommosi ecco, ok, però capisci… no?

Matt. Io e lo psicologo Morelli (checculo, dirai) (lo penso anche io) (ma vedi cosa vuol dire avere lo switch del digitale terrestre con solo la vita in diretta a vedersi?) pensiamo che una volta finita una storia d’ammore ecco, lì basta, stop. Cazzo, smettila. Non ti stai sfrangiando i coglioni te, ma anche io. Ok, un po’ va bene, fa tanto sensibboli, tanto romantico. Tanto filmdivampirioddiopucci. Ma se ti azzardi a rimettere ‘ste pucciosità nel prossimo cd te li sfrangio io: con una bottiglia rotta. A Microcuts.

I got a life to lead. I got a soul to feed. I got a dream to heed. And that's all I need.

Rufus Wainwright live at Conservatorio, Milano[c’è del sentimentalismo, meglio se andrete a leggere sul blog di Radionation per le robe tecniche]

Se altrove avevo detto che almeno una volta nella vita artista/gruppo era/erano da vedere qui la cosa è differente: Rufus Wainwright è quell’artista che va visto non solo una volta nella vita, ma sempre. Anche quando fa il live at cantina sociale di Guastalla. Anche quando va a suonare a rimorchio di qualcuno sul lago di Garda. Io invece per la sfiga che ho in dono ne avevo perso le precedenti performances. Ora ho recuperato col botto. Ne sono felicissima. E’ una persona accademicamente bravissima che riesce a emozionarsi ed emozionarti. Che se sbaglia si prende in giro ["questo succede perché non ho fatto vocalizzi"], che è diponibile verso i fan, che si scusa perché la prima parte era così tanto ingessata ma lui ogni volta che la esegue si sente nervosissimo e sente come il fiato di Claudio Abbado su di lui che lo giudica.

Noi ci vogliamo bene. Tanto.

Peccato per il conservatorio semivuoto (ma ho guadagnato file da AS ad AA) e per la settimana pesante che mi stava facendo abioccare la prima parte. Però che bello. Sono felicissima. Tanto. Che bello.
E ci ho l’autografo.

Come ci si ridurrà.

Oggi Bono è svoltato nei 50.
Se penso che l’immediato erede di Bono va ad essere Bellamy sono preoccupatissima per i prossimi 20 anni.

[il fatto che ci siano, oltre ai Kasabian -eredi degli Oasis- i Friendly Fires (eredi dei loro genitori) e i Calibro35 sono mediamente soddisfatta]

[qui la sottoscritta sta tentando di tirare giù delle domande sensate per Enrico Gabrielli, uno che in pratica ha suonato ovunque per chiunque. E sto tentando di evitare la domanda da carampana: "come è stato suonare per i Muse?" (sì, ho una professionalità)]

[se volete, vi ricordo Radiosglaps]

Consiglio: andateci.

E’ un uomo che vi dice che la prossima canzone parla di morte, ma è meno triste; che ironizza sul suo microfono a valvole, che vi parla della ex che lo molla per seguire Dio ("sì, ma potevamo glorificare Dio e anche poi fare sesso, no?") e che ti dice di lasciargli la mail che ti manda il bootleg a casa gratis. Che fa una scaletta con 25 pezzi e ci rimane male che dopo un’ora e 35 gli dicon che è ora di chiudere. Robin Proper Sheppard, Sophia, Covo.

Poi va anche al banchetto a vendere i cd.
Visto che gira in pratica tutto lo stivale (Milano, Vasto, Torino, Roma, Puglia…) vi dico che spendete bene una decina di euro.
Poi su Radionation ve ne parlo meglio, lo prometto.