La battaglia di LELO contro le malattie sessualmente trasmissibili

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Lo scorso mese di Aprile è stato dichiarato come mese di consapevolezza STD dal Centro per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) e non potrebbe essere cosa più rilevante nel 2016. Abbiamo iniziato quest’anno con la consapevolezza che la clamidia, gonorrea e le infezioni come la sifilide sono in aumento negli Stati Uniti, poi è arrivata le scoperta che circonda la diffusione e le implicazioni di virus Zika in Sud America, e poi il Regno Unito ha registrato la prova di resistenza agli antibiotici ‘super-gonorrea’.

Ora è il momento di focalizzarci di più su questo problema e LELO, il leader mondiale nel piacere sessuale, ha pubblicato uno studio sul “allora, adesso e il futuro della salute sessuale”, così come sta offrendo campioni gratuiti HEX ™, un nuovo preservativo re-ingegnerizzato su lelocondoms.com, nel tentativo di fermare la crescente minaccia di malattie sessualmente trasmissibili.

STD? STI? Che cosa sono, che è peggio, e qual è la differenza?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il suo orientamento del 1999,il termine preferito è infezione a trasmissione sessuale (STI).

“La parola malattia implica che una persona ha una serie di distinti, identificabili sintomi, e la maggior parte del tempo, infezioni trasmesse sessualmente non presentano alcun sintomo”, dice Carolyn Deal, Ph.D., capo del National Institutes of National Institute of Allergy della Salute.

La confusione nella terminologia sta nel fatto che tutte le malattie veneree sono STIs, ma non tutte le infezioni sessualmente trasmissibili sono malattie sessualmente trasmissibili. Semantica a parte, il modo più efficace per fermare la diffusione di ,alattie sessualmente trasmissibili è quello di proteggere voi e il vostro partner e praticare il sesso sicuro: indossare il preservativo.

 

 

 

Malattie sessualmente trasmissibili Oggi – E domani?

I batteri, virus e parassiti che causano malattie sessualmente trasmissibili si evolvono e si adattano per la sopravvivenza e nella società di oggi ci troviamo di fronte a ‘Bugs super’. Attualmente causando preoccupazione nel Regno Unito è ‘super-gonorrea’. Un batterio a lungo trattato con successo con una combinazione di ceftriaxone e azitromicina, ma un ceppo corrente sta rivelando resistenti a quest’ultimo antibiotico. Il secondo livello globale STI, gonorrea non trattata sinistra più comune può causare infertilità, malattia infiammatoria pelvica e persino la cecità nei neonati nati. Appena adesso comunque, sebbene non sia una STI, il virus Zika è salito alle cronache ancora: questo mese, una recensione CDC ha confermato ciò che era stato a lungo sospettato: il virus è Zika una causa microcefalia e altri difetti cerebrali fetali gravi. Anche esso ha  trasmissione sessuale. E con le Olimpiadidi Rio 2016 in Brasile avvicinarsi sempre più, la diffusione della messaggio di sesso sicuro sta diventando sempre più urgente – non ultimo tra i 10.500 atleti impostati per competere. Una combinazione di endorfine, testosterone e vicinanze di corpi scolpiti ha già prodotto l’utilizzo di 150.000 preservativi al Villaggio olimpico ai Giochi di Londra 2012

 

Ma ricapitoliamo il da farsi in caso di dubbi:

Test: Poiché la maggior parte delle malattie sessualmente trasmissibili presentano sintomi rivelatori, l’unico modo  per certo è quello di fare il test. Parlate con il vostro dottore o in un consultorio e a seconda del problema vi sarà prescritto unesame del sangue, tampone di zone genitali, o chiesto di fornire un campione di urina. Facile!

Trattare: batterica malattie sessualmente trasmissibili – clamidia e sifilide, per esempio – può essere rapidamente trattati con un ciclo di antibiotici prescritti dal medico. I sintomi di malattie sessualmente trasmissibili virali come l’HIV possono essere gestiti con i farmaci.

Steve Thomson, LELO CMO dice: “STD Awareness Month è stato creato per riflettere con più attenzione sulla nostra salute sessuale. Sappiamo che il preservativo è al 100% il modo più efficace per controllare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Ma il fatto è che molte persone rinunciano al preservativo troppo rapidamente, con tassi di utilizzo in calo in tutto il mondo. Disponibilità del preservativo non è il problema principale. Abbiamo RE-ingegnerizzato il preservativo perché la gente merita un’alternativa migliore e siamo offrendo LELO HEX ™ gratuitamente su lelocondoms.com. ”

 

I preservativi sono l’unico modo migliore per prevenire la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili e proteggere voi e la salute riproduttiva dei vostri partner. Per saperne di più su come HEX TM è la rivisitazione di un futuro libero da malattie sessualmente trasmissibili e di ricevere un campione del più preservativo innovativo fino ad oggi, visitate www.lelocondoms.com.

WWF, Ogni anno 500 tartarughe marine curate e salvate nei centri di recupero WWF

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Il 16 giugno, si festeggia a livello mondiale il turtle day: Il WWF lo “celebra” con tre liberazioni di tartarughe marine curate presso i centri di recupero di Policoro, Molfetta e Lampedusa, e ricorda che ogni anni sono oltre 500 le tartarughe marine curate presso i centri di recupero gestiti dal WWF grazie all’impegno dei volontari e alla collaborazione dei pescatori. La tartaruga marina è da sempre la specie simbolo sulla quale si concentra l’impegno del WWF per il mare, anche nell’opera di sensibilizzazione dei pescatori: sono migliaia infatti, le tartarughe marine che ogni anno finiscono vittima degli attrezzi da pesca.

Proprio in questi giorni inoltre il WWF ha lanciato i nuovi campi estivi dedicati a monitoraggio e sorveglianza delle nidificazioni (http://www.wwf.it/tu_puoi/volontariato/)  in Sicilia e Calabria, nelle aree storicamente interessate dalle deposizioni: un’attività resa possibile grazie ai tanti  volontari che uniscono vacanza e impegno. I campi si svolgono all’Oasi WWF di Torre Salsa (Siculiana, Agrigento), Palizzi (Reggio Calabria, costa dei Gelsomini, l’area di nidificazione più importante in Italia come accertato dall’Università della Calabria), Crotone (campo legalità e ambiente con le Guardie volontarie WWF) e Oasi WWF Policoro (MT) che è impegnata in progetti di monitoraggio per circa 200 km di costa. Campi di volontariato anche a Lampedusa, dove i ragazzi sono un valido supporto alle attività del Centro Recupero tartarughe marine WWF. Il centro, aperto tutto l’anno, è ospitato in una struttura del Demanio Marittimo, ha 12 vasche per la stabulazione delle tartarughe in convalescenza, una attrezzatissima camera operatoria e aree allestite per la didattica. In questi anni sono passate per il Centro circa 4.500 tartarughe marine, grazie alla collaborazione dei pescatori e all’impegno dei volontari.

Turtle Day, eventi WWF nel week end

Policoro: In occasione del TurtleDay l’Oasi WWF di Policoro ha previsto una doppia liberazione (ore 11)  di tartarughe marine presso il villaggio Nova Yardinia di Castellaneta Marina (TA). Inoltre sono previste visite guidate presso il Centro Recupero Tartarughe Marine dell’ Oasi WWF di Policoro dove sono ospiti attualmente 9 tartarughe marine ospiti.

Bisceglie: domenica 19 liberazione di 3 tartarughe marine anche a Bisceglie tra cui la piccola Ambra, di 18 centimetri di carapace, che aveva ingerito lenza e amo di 4 cm. consegnata dai pescatori al Centro Recupero WWF di Molfetta (BA) e operata dal prof. Di Bello del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari. Dall’inizio dell’anno sono passati per il centro di Molfetta 155 esemplari di Caretta caretta, grazie alla collaborazione con 23 imbarcazioni.

Torre Salsa. Liberazione di una tartaruga marina (proveniente dal Centro di Lampedusa) anche a Siculiana marina (AG) sabato 18 alle ore 11,30 , organizzata da Consorzio comunale di Agrigento e WWF

La collaborazione con Marina Militare. Prosegue intanto il viaggio della nave scuola Vespucci, che nei porti di attracco promuove iniziative legate al programma mare del WWF tra cui la campagna Fish forward per il consumo sostenibile di pesce (www.fishforward.eu ): prossime tappe: a Napoli (27 giugno – 2 luglio) e Livorno (5 luglio).

Ufficio stampa WWF Italia:  0684497266, 329-8315718

Ecco le mie impressioni su Pure Gold Collagen

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Premessa: quando mi hanno contattato per farmi provare Pure Gold Collagen sono stata contenta. Di norma per queste cose altre PR pescano fashion blogger o simili e non noi donne normali.

Io ho una pelle piuttosto brutta. Diciamolo: una volta su un socialino mi hanno sfottuto per le mie guance tarlate dall’acne. Ed ho il complesso della mia pelle: se mi dicono qualcosa sul mio peso e sulla mia stazza io, cosciente che aver fatto sci pro da piccola non mi ha aiutato a costruire un fisico esile già non in partenza, non me ne faccio.

Se mi dicono qualcosa sulla mia pelle reagisco malissimo.

Il mio 90% di casini di pelle è dovuto a un vero e proprio intristimento ormonale che non starò qui a dire (però se mi seguite già lo conoscete). Ho 33 anni, zero rughe se non quelle di espressione intorno agli occhi ma… ecco: la sagra della cicatrice. E la mia pelle rimargina con molta difficoltà. Quindi, dicevo, quando mi è arrivata l’offerta ho pensato: uuuh, ma magari. Ormai da qualche tempo ne bevo un flaconcino la mattina a stomaco vuoto, dopo averlo agitato. In primis la cosa bella è che il sapore è buono. Fruttato pescato ma non fastidioso. Ed ecco, vi dico le mie impressioni al giro di boa della prova prodotto:

  • buchi sulle guance: con la normale skin care noto che le caverne sono meno caverne. Cioè, non ho la pelle liscia come il didietro di un bambino, ma è molto più compatta e come luminosa
  • avevo le unghie piuttosto bruttine, ora sembrano essersi riprese
  • cadono meno capelli

Non è un miracolo, sono piccoli cambiamenti ma per ora mi sta aiutando in una remise en forme che mi è piuttosto difficile dopo i casini con gli ormoni di cui vi avevo parlato. Ringrazio quindi per la fornitura mensile e vi terrò aggiornate a fine prova!

pure_bottle

Ma quali sono gli ingredienti speciali che compongono l’innovativa formula, miscela unica di collagene e principi attivi? Eccoli: – Collagene idrolizzato: induce la proliferazione dei fibroblasti presenti nel derma e favorisce la sintesi di nuovo collagene, acido ialuronico ed elastina. – Acido Ialuronico: essenziale per l’idratazione, la lubrificazione e il benessere cellulare del derma. – Olio di borragine: acido gamma-linolenico che contiene acidi grassi essenziali omega-6, fondamentale per mantenere la pelle idratata e levigata e per il benessere delle articolazioni. – N-acetilglucosamina: essenziale per la produzione di acido ialuronico. – Vitamina C: antiossidante. Contribuisce alla normale sintesi di collagene e al benessere della pelle. – Vitamina E: antiossidante. Contribuisce alla protezione dei costituenti cellulari contro lo stress ossidativo. – Vitamina B6: Contribuisce a ridurre la stanchezza e la fatica. – Zinco: Antiossidante. Contribuisce a mantenere pelle, capelli e unghie in salute. – Rame: Antiossidante. Contribuisce alla normale pigmentazione di pelle e capelli e mantiene in salute i tessuti connettivi. – Biotina: Contribuisce a mantenere in salute pelle e capelli. – Estratto di pepe nero: Bioperine aumenta la biodisponibilità degli altri ingredienti (fino al 60% in più). Grazie a questa miscela di collagene idrolizzato e minerali che arrivano direttamente nel derma, dopo una immediata digestione, vengono stimolati i fibroblasti che proliferano in numero e producono elementi chiave per il supporto della pelle: nuovo collagene, elastina e acido ialuronico. Per questo motivo, l’assunzione quotidiana di Pure Gold Collagen contribuisce, giorno dopo giorno, a rendere la pelle più idratata e compatta, più liscia e luminosa. Ma non solo! Grazie allo stesso principio, favorisce anche un aspetto sano di capelli e unghie.

Il costo non è bassissimo, ma neppure così alto. Se volete provarlo ecco i contatti (ma lo vendono anche su Amazon) WEB – FACEBOOK    

 

A brevissimo si parte per #HCtrip

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L’anno scorso verso maggio, in un periodo dove trascuravo alquanto questo blog ho vinto un concorso con HostelsClub. In realtà coinvolsi anche gli altri miei amici mortidifame ma ricchidispirito, e alla fine non so, ma credo che il mio commento sulla mia situazione familiare attuale abbia colpito.

O in realtà ho tantissima fortuna con i concorsi (meno male: qui col blog nonsovendermi)
Qui trovate uno storify su #HCtrip


Tra una cosa e l’altra: ci decidiamo a fare il viaggio praticamente dieci giorni prima della scadenza del voucher che ci da diritto a due notti al Beautiful City Hostel nella zona di Belleville.

Naturalmente vedrete tutto su instagram… e poi ci saranno un bel po’ di post più nuovi su Parigi, visto che era un po’ che non ci andavo! Quelli vecchi sono qui.

“Ciao, mi aggiungi? Siamo colleghi”

Nei precedenti 2-3 mesi mi sono arrivate richieste così, da gente che mi aggiungeva a nastro su tutti i social. E con questa scusa, quella dell’essere colleghi.

Stavo lì a pensare e dicevo “certo che la mia roba di non riconoscere spesso le facce sta diventando patologica. Io sono sicura che a fotografare questo non lo ho proprio mai visto”. E niente, non ero io: era lui (…)*

Le genti ora sono convinte che se hai un blog il tuo lavoro è fare il blogger professionista. Quindi aprono un blog, ci aprono dei social, si danno ‘sta cosa che in sei mesi devono guadagnarci e dicono già a tutti che avendo un blog sono blogger e influencer. Beati loro: io non riesco neppure a influenzare i miei vicini ché si debbano fare alla svelta i lavori condominiali prima che le infiltrazioni ci trasformino in una megapalafitta.

E spesso sei un fashion o food blogger o niente. Tipo oggi ho controllato un servizio a cui sono iscritta e mi ha categorizzato sotto food, molto probabilmente solo perché avevano letto solo Uccidi un grissino. Non so come dirlo: il mio massimo del food è mangiarlo. Lo preparo anche eh, ma mi sa troppa sbatta scriverne o anche soprattutto fotografare il cibo visto che ogni volta che mi siedo a tavola ho una fame così becera e atavica che non mi fa neppure pensare di prendere uno smartphone in mano.

(ammetto che al ristorante lo faccio per le review su tripadvisor, ma questa è un’altra patologia)

Credo che in 12 anni col mio blog ho speso più di hosting e spese varie di quanto ho “guadagnato”. Non ho grandi inviti agli eventi perché non abito su Milano (preferisco questa spiegazione che “oh, sei nel ramo musica: non è che c’è grande roba” dacché dopo agli eventi musicali ci sono porci e cani ma nessuno che abbia ragion d’essere, o perché magari sto sul gozzo e basta). Unica eccezione: negli ultimi mesi un brand di telefonia ha notato la mia opera fotografica su instagram e ha capito che ero anche una loro early adopter. Ma vabbè: queste sono scelte e sono cazzi di chi le fa, sia nel bene che nel male.

In compenso ho vinto tantissimi concorsi fuori dal dover avere un blog. Tanto che dopo, quando si accorgono che ho un blog, si soprendono chiedendomi: “ma perché $nomediagenzia non ce lo aveva detto? Sei la persona adatta. Ma vabbè, hai vinto il concorso” (oppure “Ah, ma quindi già che ci sei potresti fare anche un articolo sul tuo blog” “no, le cose sono separate: sul blog o parlo di quello che voglio o ne dobbiamo ragionare a lato” “ah…”).

Non so, è un mondo strano. Io tengo ancora il blog perché mi garba. Ma credo che il 90% delle genti che legge il mio url non sappia un tubo dei contenuti.

In realtà almeno su questo spazio faccio il cazzo che voglio. Non ho mai avuto una strategia di blogging e credo si veda: quando ho cominciato io il blog era un diarionline. Una cosa fatta su splinder che era una community che ritenevo più carina di myspace. Non ho voglia di fare sempre post di un argomento e non me ne frega una ciospa se ora la dinamica della rete è cambiata. Se voglio scrivere delle migliori valigie che non vi restano in mano -facendo 30 voli l’anno ne ho ben facoltà, capacità ed esperienza- lo faccio. Se voglio dirvi che una tassa è sbagliata perché blablah lo faccio. Quindi, tutte queste cose mi sanno cretine.

*poi ho scoperto che era tutta gente che mi aggiungeva perché ero tipo 17esima nella classifica di Buzzoole. Approposito: se vi iscrivete qui col mio referral abbiamo 50 punti in più entrambi alla prima vostra campagna, e dopo potete dire che un contatto lo abbiamo avuto. Lì ve lo concedo.

Il materasso in Memory sì, i tamponi no.

Sapete: c’è questa cosa bellissima che avendo fatto medicina per me è sempre stato normalissimo arrivare lì e dire ai maschi delle mestruazioni. Arrivavi alle 7:30-8 e c’era gente che si stava fumando una sigaretta e diceva “porca troia, stamani mi devono arrivare le mie cose e vorrei strozzare qualcuno” o “non mi reggo in piedi perché sembra che ho un rubinetto aperto in mezzo alle gambe”. Come un po’ gli anziani fissati che non vanno di corpo (nella terza età si parla tantissimo di merda: scusate lo spoiler. )

E i maschietti? Nulla, erano lì. Stavano a sentire. In fondo andavano a fare i medici, e anche se ciellini o meno dovevano accettare il fatto di parlare di una funzione corporale pari a mangiare, andare di corpo (noi in medicina lo si chiama alveo. Quindi la stipsi è un disturbo dell’alveo. Non è bellissimo?), o mingere.

Pensate poi: molti -anche femmine- hanno problemi a capire la differenza tra mestruazione e ciclo mestruale. Questo perché la nostra scuola di merda non fa un corso di educazione sessuale normale. Pudicizia, pruriti, scemenze. Ricordo che già nel mio corso di biologia al liceo scientifico si parlasse tantissimo del paramecio ma poco del corpo umano. Fail, no?
Il fatto è che le mestruazioni sono un fatto naturale. Sapete: in Italia se compri un materasso lo puoi scaricare come spesa sanitaria. Giuro. Quando me l’hanno detto ho detto “eh?”. E anche i cuscini. Il Lines al supermercato no.
Io ultimamamente sono “fortunata”, da 3 pacchi di assorbenti a ciclo ho preso una pillola (la Klaira*, mi costa SOLO 18 euro al mese. Perché la pillola che l’SSN passa non va bene per me. Ma ricordate che c’è gente pagata per decidere cosa si può e cosa no) (io difendo la bontà di un SSN gratuito ma tanto tempo 5 anni e non esisterà più), quindi non ho problemi di sorta: pago molto la pillola ma tra i tanti “benefici” mi da anche un flusso scarsissimo da tre assorbenti tre.

Perché devo pagare la pillola 18 euro al mese? Perché quella che il sistema sanitario mi passava mi ha creato forti problemi di depressione. Mi aveva sballato così tanto gli ormoni che avevo forti tendenze suicide, mi tagliavo, ero ingrassata tantissimo e le mie gengive sanguinavano copiosamente quasi quanto se avessi il ciclo anche in bocca. Potrei aprire un’altra parentesi su cosa sia giusto che il SSN passi e cosa no, ma non è questo il focus questa volta. Purtroppo la Biologia non è la Matematica, tutti noi siamo diversi e se si beccano delle sfighe l’importante è venirne fuori. Ben venga spendere allora.

Il fatto che si sia riso tantissimo su questa storia spiega l’ignoranza pazzesca e il sessismo che ancora impera: siamo ancora ai tempi della Bibbia in cui si era ancora impure durante le mestruazioni.

C’è questo bell’articolo su Internazionale che alcuni miei contatti oggi hanno sharato.

Ed ecco che ogni mese ci cade addosso, direttamente sul portafoglio, quella maledetta iva al 22 per cento. Quando il leader della nuova formazione Possibile,Giuseppe Civati, ha depositato in parlamento un provvedimento per abbattere quel muro del 22 per cento ho fatto, come molte, i salti di gioia. Finalmente un provvedimento che aggiungeva le confezioni di assorbenti e in generale i prodotti igienico-sanitari tra i beni essenziali. Finalmente qualcuno, e per di più un uomo, ha pensato alle “mie cose”.

Ma aggiungete la mia chiave di lettura: materasso (e anche cuscini!) in Memory sì, scaricabile.

Il fatto che magari non prendiate sul serio Civati non è un BUONA SCUSA. Il fatto che sia arrivato solo Civati a dirlo invece mi sembra particolare: abbiamo un ministro della Sanità donna, non lo ha fatto lei. Molte deputate donne. Insomma: sembra che parlare di assorbenti sia femminismo… quindi dovrei dire per bilanciare che abbiamo mandato nei seggi molte cretine senza senso della realtà della condizione femminile? Io lo trovo solo buon senso. E’ una battaglia che nell’UK si sta portando avanti da più di due anni, e lì (vi ricordo: nei manuali di batteriologia e immunologia vi fanno un elenco di malattie esotiche che il libro vi dirà “presente in Asia, Africa E UK”. O se andate al consultorio in UK vi chiedono se avete avuto malanni che da noi sono quasi del tutto spariti. Hanno un problema di igiene. Noi dovremmo essere meno arretrati: e invece) si ride meno della cosa.

Vi posso dire una cosa: io ho fatto un Primavera Festival andando molto sovente al bagno della stampa non perché avessi il cagotto. Mi stavo dissanguando con le mestruazioni. Ma mi dissanguavo così tanto che ogni tre ore (fotografavo, camminavo… sapete: fare foto ai festival non è schiacciare un bottone, ma ci vuole un minimo stare in piedi 6-7 ore che per due giorni al mese non è la cosa più figosa da fare) cambiavo i due assorbenti che avevo e nonché, nel cavallo, tenevo anche uno di quegli asciugamanini che si trovano come salviette per le mani: non volevo insaccherare i miei jeans di sangue. Anche perché avevo solo un due paia di jeans per me per 4 giorni di festival, e presentarmi con un alone di sangue sarebbe stato brutto. In quei 4 giorni terminai quattro pacchi di assorbenti. In pratica il mio bagaglio a mano era la mia attrezzatura fotografica e assorbenti al 70%.

Ah, sì: e le discussioni sulla coppetta mestruale sono come i vegani sotto le notizie del cancro di Bowie: inopportune, ignoranti, che non giovano.

Molto spesso le organizzazioni caritatevoli chiedono di donare assorbenti. Come si chiede di donare il cibo. Ma ritorno al punto: un materasso in Memory con fodera in Aloe è considerato un dispositivo medico detraibile dalle tasse. E un pacchetto di assorbenti no.

Potremmo però usare dei materassi a listarelle a sto punto.

*Klaira davvero azzera i vostri cicli. Lo scrivo perché magari google indicizza questo e arrivate qui spaventate: lo ero anche io. All’inizio è stranissimo non avere il ciclo per 60 giorni. Hai le tette gonfie, la cellulite, i crampi, la voglia di ingozzarti di dolci come BridgetJones ma non vedi le mestruazioni. E’ strano. Ma dopo aver preso altri ormoni (tantissimi! Ho preso delle cose che mi facevano anche avere il latte per cinque giorni al mese) tornare a prendere una pillola di estrogeni leggermente più naturali non a scopo contraccettivo ma per bilanciare tutto lo sconquasso che hanno fatto alcuni… beh, va mooooolto meglio.

Throw me tomorrow, Now that I’ve really got a chance.

Oggettivamente, non voglio essere falsa, la morte di David Bowie è uno degli eventi che mi sta un po’ sbarellando di più dopo quello che è successo al Bataclan.
Ero entrata nell’ordine delle idee che non avrei mai visto Bowie live, dopo che persi (era il 2002, credo) il suo concerto a Lucca. Scazzo. Tre anni fa dopo che realizzai questo mi feci una specie di scaletta di “artisti che devo vedere prima che tirino le cuoia”. Per ora, credo, sono riuscita con successo a vedere solo eroinomani. Purtroppo Bowie no, ma in quello che lasciava trapelare con la malattia (non solo il cancro di adesso: era entrato in depressione dopo che aveva avuto problemi cardiaci. Questa è una cosa che molti di voi non hanno ancora provato ma è assurdo vedere con la malattia come il tuo corpo, a cui non avevi dato molto ascolto quando era tutto ok, ti limiti in tutto e imprigioni la tua testa… poi anche quella va giù) mi ha ancora radicato più come fan. Oggi infatti chi lo ricorda, non perché vuole fare il figo sui social, lo presenta come Ziggy Stardust. Io, un po’ come del resto che ho scoperto i R.E.M. con Up che fa un po’ schifo a tutti, mi ricordo che lo scoprii nel 1997 quando pubblicò Little Wonder. I classici li avevo sentiti, ma quella traccia alla radio mi incuriosì (ricordo che andò anche a Sanremo quell’anno).
Ed ecco, per quello che quando mi chiedono quale sia la sua canzone che preferisco io me ne esco con Thursday’s Child. Un po’ per il video (i video di Bowie sono sempre stati tantaroba), un po’ le parole, un po’ tutto. Non è il pezzo migliore musicalmente della sua discografia, ma emozionalmente è quello con cui voglio ricordarlo. E boh, a me spiace un po’ come se sia morto il mio zio preferito e mi spiace soprattutto un bordello sia stato male un anno e mezzo.

Le scuse con cui non pagare le genti

Ma va tutto bene.

Da circa 5 mesi tentavo di contattare un’azienda torinese che mi doveva una discreta cifretta. Naturalmente ne avevo provate di ogni: mancava solo la lettera di amicoavvocato ma neppure ritiravano le mie raccomandate, quindi avrebbero fatto lo stesso con la sua.

In pratica il recupero crediti (di lavori pagati a 90 o 180 giorni fine mese, perché attenzione ora aggiungono anche “fine mese” per rendere tutto più piacevole) diventa quindi qualcosa tra l’accendere un cero a Santa Rita e lo stalking: ti pressano loro per avere il lavoro tutto, bene e velocemente ma quando si tratta di pagare non si soddisfano gli stessi criteri. Ah, dite che capita anche voi? Ma che strano.

Dunque, oggi ho chiamato per l’ennesima volta e non mi hanno attaccato il telefono in faccia sentendo il mio nome. Già li’ mi sono commossa, e un po’ li avrei limonati solo perché non mi hanno trattato al solito come una zecca (zecca a cui devono 800 euro da circa 7 mesi). Mi passano l’amministrazione! E il telefono ancora vive, mi parlano. Mioddio, cosa succede:

“Ah, guardi. E’ che a Febbraio abbiamo cambiato i contabili e quindi non abbiamo più capito chi avevamo pagato e chi no. Quindi la dobbiamo pagare?”

Avrai cambiato i contabili: ma le mie mail, telefonate etc le hai avute te.

In compenso oggi Telecom mi ha mandato la bolletta mensile dicendo che fa parte della loro opera di semplificazione. Come funziona il diritto di recesso?

Accise tue

E’ un post un po’ lungo, ma magari avete piacere di leggerlo, quindi lo spezzetto a punti:

  1. Ho un’alfaromeo 147 del 2001. Mio padre me la fece, dopo un anno che gli chiedevo di una macchina, andando dal concessionario (sbagliando tutti i miei dati di nascita, eppure sono anche nata due giorni prima di lui sul calendario e quando lui aveva 31 anni… non complicatissimo) e poi dicendomi di andarmela a prendere e non chiedergli più nulla per il resto della mia vita. Ok, non è un problema. Credo di averci sopra 300000km appena fatti il mese scorso: ho iniziato a valutare cosa prendere come auto nuova e grazie a dei mystery shopping fatti nell’automotive mi sono accorta che il mese dove pagare meno una macchina è novembre: i venditori sono cosi’ disperati che ti fanno ogni tipo di sconto. Pensavo: dai, sono sette mesi. Posso farcela. E giù a fare conti che sono cosi’ precisi e dettagliati che l’Eurogruppo sarebbe orgoglione di me.
  2. Stavo andando al concerto di TZN, nella bellissima A1 con tutte e quattro le corsie occupate mi sono messa a fare un sorpasso. Banale, no? Ecco, d’improvviso la mia macchina quasi stoppa da 160km/h, andando a 90 e con tutte le persone attorno a me incazzate nere come se fossi la prima drogata demmerda neopatentata che si mette al volante. Riesco a mettermi in sicurezza su una piazzola, la macchina non riparte più (uno di quelli che si trovava attorno a me al momento che l’Alfa mi ha fatto lo scherzetto aveva pure fatto retromarcia e mi voleva menare. Dopo è scappato: quindi non ho rischiato solo il botto ma anche le botte, pazzesco). Si era accesa la spia controllo motore, fissa come una stella polare. Niente. Aspetto 5 minuti, penso: “sia mai funzioni tipo windows”, ma niente.
  3. Ho la fortuna che nell’occasione del rinnovo dell’assicurazione mi avevano ricordato che il soccorso stradale era incluso: ho imparato nuove cose, tipo che se chiami il soccorso stradale ti chiedono per prima cosa se hai fatto un incidente (giusto) e per seconda se hai finito la benzina (meno giusto, ti ho detto della spia, checcazzo: donna si’, ma non deficiente). Quindi ti dicono che ti richiamano. Ti richiamano facendo le stesse domande e chiedendoti dove cazzo ti trovi. Scema io a dare le coordinate gps: devi guardare nel guard rail centrale perché ogni 100-200m c’è scritto, in piccolo, piatto sul pezzo di cemento. Quindi ho ringraziato il mio vederci ancora, ma meno il fatto che la piastrella-piastrina-placca-misurazione mancasse in una delle due direzioni. Con la gente che sfrecciava mentre cercavo di capire dove cazzo fosse sta cosa. Poi ti richiamano ancora e ti dicono che in massimo mezzora arriva qualcuno: che ti rifà le stesse domande ma almeno è gentile. E scopri che bene o male l’unica cosa da pagare sono 15 euro di Taxi e 3 di treno per tornare a casa.
  4. Quando vi dicono di prendere un’auto italiana per i pezzi di ricambio non vi fidate: oggi, dopo 8 giorni, l’officina ha detto che IL SENSORE (chi? come? cosa cazzo aveva non mi è ancora stato spiegato) è arrivato oggi, quindi mi richiamerà o venerdi’ o più probabilmente lunedi’ per sapere quando posso andare a ritirarla. Nel frattempo nella conversazione il sensore sono diventati DUE. E purtroppo il mio cervello sta a li’ a pensare che Marchionne l’abbia dovuto portare a mano partendo col biciclino da casa fino a Reggio Emilia. Senno’ come cazzo ha fatto a metterci cosi’ tanto. Comunque sono solo 250 euro, e non mi ci ha messo neppure tutte le ore di lavoro, dice, visto che ho dovuto aspettare cosi’ tanto
  5. Ho scoperto di conoscere molte bestemmie che riesco a relazionare motoristicamente. Puoi fare una macchina bella quanto vuoi, ma poi hai una rete di officine di deficienti. Due settimane prima avevo fatto il tagliando e detto: “mi si accende questa spia, è grave” “no, sono contatti soltanto, la ignori”. La ignori una sega.
  6. In tutto questo, non possiamo non stare senza auto in Italia: in questi due giorni per andare al Magnolia è stato un inferno. Ho trovato un regionale Parma – Milano che era senza climatizzatore, sporco e coi finestrini bloccati… e l’unico regionale prendibile per arrivare prima delle 20 in loco era alle 15. Non potete dire che l’auto è un lusso in Italia: è un lusso mantenerla, visto che già varcando il confine austriaco potete comodamente vedere che la benzina costa subito 25 cent in meno e vi fa capire quante accise paghiamo. Il car sharing è macchinoso e non basta. Blablacar aiuta ma dobbiamo sperare negli altri. Io non so che dire, davvero. Dopo che pago, almeno, aiutami no?

Schiacciabrufoli e Compagnia

Sneaky… #drpimplepopper #drsandralee

A video posted by DrPimplePopper (@drpimplepopper) on


Inutile dire che da quando ho scoperto l’instagram e il canale youtube della Dr. Sandra Lee sono ipnotizzata. Io, che da anni e anni soffro di acne e di cisti, non solo imparo nuove tecniche (visto che i nostri dermatologi non sono cosi’ pazienti, diciamo cosi’) e vedo che comunque mal comune… non siamo tutti con la pelle liscia e setosa. Io non so cosa darei per averla sotto casa.
Questo è il suo paziente più “famoso” per le cui cure ha fatto anche un crowdfounding.