Lochiazioni: guida a neomamme e a gente che non ne sa

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Se pensavate che gli ultimi due mesi di gravidanza fossero il male è perché non sapevate ancora del mese post parto. Ora per la bellissima serie medical quello-che-gli-altri-non-scrivono-con-completezza (qui un ex cursus del parto) vi scrivo con semplicità cosa siano le lochiazioni e perché non dovreste rompere i coglioni a una puerpera (altrimenti rischiate, vi mando un anatema io adesso, secchezza vaginale per otto mesi o ammosciamenti vari mentre vi si spoglia una più bòna di Belen innanzi a voi).

Wikipedia dice:

La lochiazione è un processo fisiologico che si verifica dopo il parto e che consiste nella fuoriuscita dalle labbra vaginali di liquidi fetali e residui placentari ed epiteliali, detti lochi.

I lochi devono essere inodori, in prossimità del parto di colore scuro-grigiastro fino a diventare trasparenti. Se maleodoranti indicano una sospetta endometrite le cui conseguenze dipendono dalla specie presa in esame. Nella donna l’endometrite porta a un’alterazione sistemica dell’organismo, se non curata è mortale.

 

Fran dice:

ahahaha, stocazzo.

Dunque. Anche io ho studiato medicina e la parte sopra è vera. Ossia sul libro è verissima. Poi capita a te in mezzo le gambe, sebbene abbia già avuto in precedenza altre lochiazioni post intervento all’utero, e ti accorgi che quello che è scritto in teoria è una passeggiata. In teoria. Ecco.

Vediamo di spiegarla a un pubblico maschile: l’utero era diventato da un palloncino a una cosa uguale allo stomaco di un tirannosauro. Deve tirare via tutto il tessuto. Se già le mestruazioni portano via tutto quel tessuto facendo sanguinare poco e male fuori (o anche, porcatroia come a me, parecchio come se per i primi due giorni uno sta lì a sgozzare e poi rendere halal nelle carni 12 conigli grossi come Bugs Bunny al giorno) qui la cosa dura sei settimane. E sanguini da una parte in cui sono appena passati circa 35 cm di cranio di una splendida creaturina. Guardate la testa del bimbo. Pensate ai primi due giorni di mestruazione, metteteci in mezzo molti pezzi di tessuto in più come se fegatini di pollo si spiaccicassero nel water e moltiplicatelo per oltre un mese. Ora zittissimi e diventate settanta volte più gentili di quanto non lo siete già normalmente con qualcuno provato dal parto.

Vediamo di spiegarla alle donne: ragazze, ecco. Sì: durano tutte le sei settimane. E a volte non è neppure vero che virano verso il giallo e poi il bianco e poi ciao. Ecco detto questo andiamo con comodo e ordine, considerando che tutte siamo diverse per la biologia bla bla bla. (potete saltare fino al prossimo neretto se non volete tutta la narrazione)

Mia esperienza: ho partorito intorno alle 4, poi fino alle 7:30 ho fatto colazione, mi hanno ricucito (eh, sebbene non abbia avuto la temutissima episiotomia, che qua in Italia va ancora tanto di moda e invece in Austria, paese inventore, non si fa più mi è toccato avendo partorito una discreta bimba di 3,8kg e 55cm con 35cm di cranio) e poi mi sono rimessa in piedi per spingere nella culletta la prole fino alla camera. Lì per lì avevo solo la sciatica scassata come una novantacinquenne dato dagli ultimi 3 mesi di gravidanza, quindi camminavo come dr House attaccato al carrello della spesa ma ero ancora bombata di antidolorifico causa epidurale. Il problema è stato ore dopo. Chi ha partorito potrà dirvi che nei primi giorni post parto fare la pipì viene pensata come disciplina olimpica. Non vi dico il defecare, invece. Io una settimana dal parto ho avuto un blocco intestinale e vi dico solo che mi raccomando bombatevi di roba che vi ammorbidisce l’alveo oppure è la cosa più orrenda del mondo che vi farà pensare che era meglio partorire. Fidatevi. Dicevo: se pre parto abbiamo paura che lì sotto il pavimento pelvico venga giù come se ci passi un terremoto dell’12esimo grado della scala Richter è perché nessuno ci dice quanto sia difficile far pipì. Mingere per la settimana post parto non diventa difficile perché sarà abbastanza complesso sedersi e smadonnerete se le toilette sono rasoterra e non a una altezza discreta (beh, che vi mento a fare. Anche quello. Io sono 182cm e non avevo mai notato prima quanto stecazzo di tazze del cesso sono basse. Porcotutto). Ma soprattutto vi metterete lì sopra e direte: “beh, non fluisce?”.

Ecco.

Non so come dirvelo: pipì nella doccia. Eh. O nel bidet, nei giorni successivi. Che io in Austria non avevo e al ritorno ho quasi limonato per la gioia. Ma ecco: pipì nella doccia, con anche acqua tiepida non proprio sulle labbra, ma sul monte di venere e le cosce a rilassare la parte. Oh: o questo o vi tocca il catetere. In ospedale dopo sei ore che non la facevo mi hanno detto così e allora doccia. Due giorni dopo il meraviglioso infermiere maschio al mio “non riesco proprio a farla” mi ha guardato con dolcezza e ha detto “non prendertela: è una questione psicologica. Buttaci un po’ di acqua calda sulla parte anche con un bicchiere dopo che ti siedi”. Ed ecco: funziona. Non preoccupatevi per addominali e pavimento pelvico. Tornano, con calma. Per le sei settimane non dovete fare un kaiser, se non sollevare i vostri bimbi. Come mi disse la fisioterapista post parto (sì, in Austria c’è): mettetevi sulla pancia (almeno fino a quando le vostre tette ve lo permettono) e tenete un cuscino proprio sulla pancia e spiaggiatevici sopra più che potete. Aiuterete sia gli addominali che la vostra parte a spremere tutto. Poi potete riprendere gli esercizi di kegel ma occhio: io li ho ripresi a 7 settimane dopo e mi son tornate delle lochiazioni. Lì per lì mi sono detta “maccazz, ma non finiscono più?”. Beh, pure io: stavo rispremendo la parte, è normale esca ancora roba. Sono riuscite cose sierose anche alla prima corsetta che ho fatto l’altroieri, ed ho partorito a Novembre. Per dirvi come vanno le cose. Poi se le vostre ovaie sono ferme grazie all’allattamento, ma ve lo diranno nella visita post parto, tanto il temuto capoparto vi verrà 40gg dopo la sparizione del latte. Ci risentiamo quindi a Maggio, credo, per aggiornamenti su quello.

Ma come sono davvero le lochiazioni? Parecchi stracci di tessuto sanguigno, che magari alcune di voi hanno avuto alcune volte durante le mestruazioni più brutte, con sangue bello fibroso e che quindi se vi va a finire fuori tipo sulle mutande vi resta il marchio di zorro che boh, ci vogliono litri di candeggina. Ad alcune durano poco, ma non fidatevi di chi dice 3-5gg. A me sono durate 41 giorni, più 6 di sierose. Al terzo giorno in ospedale, usando gli assorbenti adatti allo scopo che sono diversi da quelli normali lì in basso avevo la sensazione che la pelle stesse andando a fuoco. Proprio a livello piaghe d’egitto o se avessi fatto un bagno nell’alcool etilico. Non mi vergogno a dire che appena uscita ho mandato madre all’Ikea a comprare un buon numero di asciugamani bianchi da un euro, li ho tagliati e usati come assorbenti, che poi ho messo in lavatrice dopo ammolli vari (e che ora sono finiti nell’organico). Dopo 3 giorni la situazione era confortevole, fresca e asciutta.

Altra cosa abbastanza meh: mi dissero di lavare con solo acqua e solo una volta al giorno con detergenti neutri. Io invece vi dico che se non avessi usato il Ginexid, che già adopro con le mestruazioni, dopo una settimana la questione infiammazione a causa dello stare lì con questi depositi si era iniziata a fare piuttosto importante. Una mia amica invece per diminuire il fastidio nella zona, anche perché se ti toccano punti c’è, diedero il Sollival.

L’odore c’è normalmente, certo se vira verso il marcino significa che c’è infezione ma che ve lo dico a fare. Ma anche l’odore tipico non è buonissimo. Diciamo intenso odore di lievito. Diciamo che le mestruazioni al confronto sono inodori. Diciamo pane ai cinque cereali fatto con molto lievito a cui è stato spalmato lardo lasciato in una stanza a 50 gradi per una settimana.

Vi ricordo che non si possono fare lavande né usare tamponi. Quindi spero che le soluzioni anche da McGyver usate da me possano aiutare qualcuna. Quelle che ho descritto sono situazioni fisiologiche (tranne il blocco all’intestino ehm), e quindi normalissime: se avete dolori, febbre, grosse perdite e cattivissimi odori invece correte in pronto soccorso ginecologico, mi raccomando.

Per il resto as usual ci sono i commenti. In bocca al lupo.

Cosa succede in travaglio (aka le contrazioni, il tappo mucoso, il dolore)

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Faccio questo post perché è la cosa che ho googlato di più nell’ultimo mese di gravidanza e sembra che chiunque sia molto pudico (o che voglia dimenticare, o che la propria prole ti assorba così tanto che alla fine non lo scrivi più) riguardo l’argomento e non trovi nessuno, neppure nei forum dove mom to be e novelle mamme si scambiano pareri. Ci sono cose solo tipo “te ne accorgerai” o “al corso preparto ci hanno detto”.

Permettetemi una frase da farvi scolpire nella testa. Respirate, pronte?

La biologia si basa un po’ sulle cose a cazzo ed ogni esperienza è diversa. Ma vi racconto come è stata la mia senza scadere nel è stato facile o è stato difficile.

Ripeto: è la mia esperienza e non so come possa andare ad altre, ma ecco… almeno ve la sto dicendo.

La cosa che ci si chiede di più è saprò riconoscere le contrazioni? Vedete nelle altre pagine web alcune che dicono AH MA TE NE ACCORGERAI. Uhm, ammetto una cosa: io mi sono accorta che fossero contrazioni solo perché c’era questo dolore di pancia continuativo che durava da più di 24 ore e che si stava palesando a intervalli regolari. Quando sono scesa attorno ai cinque minuti e settanta-ottanta secondi di durata sono andata in clinica (che distava 15 minuti di auto, tenete conto anche di questo) e lì l’ostetrica mi ha detto che sono proprio andata nel momento giusto. Il mio pretravaglio, ossia prima di quelle contrazioni lì che sono quelle più efficaci è durato 32 ore. Non lo auguro a nessuna di voi: si arriva sfiancate ed è per quello che secondo me il parto è difficile. Ero di 41 settimane e la sera prima dell’induzione finalmente sono arrivate le contrazioni buone. Che comunque, lo dico a quelle di voi che hanno avuto una colica renale, fanno molto meno male delle coliche renali (ma le coliche renali durano molto meno)

Come consiglio che posso darvi è quello che ho fatto io: non capivo neppure nelle settimane prima del parto se avessi perso il tappo mucoso o meno. L’ho perso 3-4 ore dopo l’inizio delle contrazioni di pretravaglio e a pezzi. Ho fatto tantissime docce (EDWIGE FENECH, SCANSATE!) per lenire il dolore. Ci passavo almeno due contrazioni dentro. E vedevo sti pezzi di tappo venire giù. Tanto muco, non uno schizzettino filamentoso come possono dire altrove. Pezzettoni. Facevo ‘ste docce e pensavo: ma porcotutto cosa ho? il tappo mucoso più grande della storia?

Quando dicono che per il dolore non si può prendere nulla non è del tutto vero: la mia ostetrica (austriaca, sono preparate in fitoterapia) mi aveva dato olio essenziale di lavanda da sniffare e passiflora da prendere per bocca per rilassarmi nei 4 giorni prima del parto e io pensavo non potessero farmi più di tanto e invece mi hanno aiutata parecchio. Più di un qualsiasi paracetamolo che i medici ti fanno schioccare per il dolore (conservatelo per dopo aver partorito: paracetamolo e ibuprofene da 400mg vi serviranno per lenire il dolore, e non rompete e prendetelo giù perché il dolore dopo c’è, specie se come me avevate una bimbina di 55cm e 3,8kg dentro a passarvi per il vostro pertugio).

Come sono le contrazioni? Quando vi dicono che sembra che tirino verso il basso io vi rispondo con boh: io ero lì ma le mie non erano così. Parlo di quelle all’inizio, le ultime 12 ore le ho fatte con l’anestesia e non so dirvi. Posso dire che era un dolore brutto come quando non vai al bagno da una settimana ma a monte spinge diarrea potente e non hai un bagno a disposizione e quindi senti un crampo che ti verrebbe tra lo svenire e il vomitare. Un dolore che vi prende anche un po’ la schiena come dolore da primo giorno di mestruazioni fortissimo (per quello consiglio molte docce, capite?) Chiunque abbia avuto una colite bruttissima o una intossicazione alimentare, o anche dolori mestruali pessimi sa cosa intendo. Vi ripeto il problema è avere questo dolore per ore: vi appisolerete ma vi risveglierà il fastidio e l’unico pensiero sarà ESCI FUORI.

Il dolore poi è soggettivo. Io posso dirvi, ma sono io, che non mi ha fatto troppo male. E non ho urlato per un cazzo. Ma avevo l’epidurale aperta a manetta (grazie ancora alla mia ostetrica, Helena: ti amo), l’induzione anche a base da ossitocina perché dopo le 32 ore di pretravaglio ne ho fatte altre 13 di travaglio visto che la bambina era alta (e ho passato le ultime due ore a muovermi con l’agone peridurale ficcato nella schiena a fare movimenti del bacino tipo hula-hoop per far scendere la creatura in basso) e comunque parlavo tranquillamente con l’allieva ostetrica (anche troppo, credo fosse la anestesia che mi faceva sembrare una cocainomane) anche se a un certo punto le ho vomitato quasi addosso e lei a dirmi “non preoccuparti, per noi è un buon segno!”

(Poi ok, hanno aperto pure di più il rubinetto dell’anestesia e io per dare le ultime spinte ho sentito solo lievi contrazioncine da assecondare con le spinte. Ma mi ha aiutato tantissimo la mia ostetrica. Davvero.)

Mi hanno fatto fare appena arrivata e prima del rendezvous con l’anestesista anche un bagno caldo. Ammetto che non mi è servito a molto, ma ha accelerato un po’ le contrazioni. Ma lì per lì ho pensato: me lo fanno fare perché aspettano il cambio turno delle 18.

Posso consigliarvi solo alcune cose da tenere in mente (poi se altre mamme vogliono continuare nei commenti son benvenute: anzi, scrivete pure le vostre esperienze perché almeno non facciamo sentire altre preoccupate):

  • State tranquille, oppure anche angosciatevi: tanto tutte le esperienze sono diverse. Pensate solo ad arrivare in ospedale nel giusto momento: che è quello giusto per voi. Non preoccupatevi a cosa potrebbero pensare.
  • Partorirai con dolore lo dissero nella bibbia. Siamo nel 2018: avete tutto il diritto di non soffrire.
  • Non è vero che dimenticherete il dolore, ma ne vale la pena
  • Fidatevi della vostra ostetrica o ginecologa. Se non vi fidate sarà tutto più difficile. Come se non avrete vicino a voi chi desiderate in quel momento.

La battaglia di LELO contro le malattie sessualmente trasmissibili

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Lo scorso mese di Aprile è stato dichiarato come mese di consapevolezza STD dal Centro per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) e non potrebbe essere cosa più rilevante nel 2016. Abbiamo iniziato quest’anno con la consapevolezza che la clamidia, gonorrea e le infezioni come la sifilide sono in aumento negli Stati Uniti, poi è arrivata le scoperta che circonda la diffusione e le implicazioni di virus Zika in Sud America, e poi il Regno Unito ha registrato la prova di resistenza agli antibiotici ‘super-gonorrea’.

Ora è il momento di focalizzarci di più su questo problema e LELO, il leader mondiale nel piacere sessuale, ha pubblicato uno studio sul “allora, adesso e il futuro della salute sessuale”, così come sta offrendo campioni gratuiti HEX ™, un nuovo preservativo re-ingegnerizzato su lelocondoms.com, nel tentativo di fermare la crescente minaccia di malattie sessualmente trasmissibili.

STD? STI? Che cosa sono, che è peggio, e qual è la differenza?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il suo orientamento del 1999,il termine preferito è infezione a trasmissione sessuale (STI).

“La parola malattia implica che una persona ha una serie di distinti, identificabili sintomi, e la maggior parte del tempo, infezioni trasmesse sessualmente non presentano alcun sintomo”, dice Carolyn Deal, Ph.D., capo del National Institutes of National Institute of Allergy della Salute.

La confusione nella terminologia sta nel fatto che tutte le malattie veneree sono STIs, ma non tutte le infezioni sessualmente trasmissibili sono malattie sessualmente trasmissibili. Semantica a parte, il modo più efficace per fermare la diffusione di ,alattie sessualmente trasmissibili è quello di proteggere voi e il vostro partner e praticare il sesso sicuro: indossare il preservativo.

 

 

 

Malattie sessualmente trasmissibili Oggi – E domani?

I batteri, virus e parassiti che causano malattie sessualmente trasmissibili si evolvono e si adattano per la sopravvivenza e nella società di oggi ci troviamo di fronte a ‘Bugs super’. Attualmente causando preoccupazione nel Regno Unito è ‘super-gonorrea’. Un batterio a lungo trattato con successo con una combinazione di ceftriaxone e azitromicina, ma un ceppo corrente sta rivelando resistenti a quest’ultimo antibiotico. Il secondo livello globale STI, gonorrea non trattata sinistra più comune può causare infertilità, malattia infiammatoria pelvica e persino la cecità nei neonati nati. Appena adesso comunque, sebbene non sia una STI, il virus Zika è salito alle cronache ancora: questo mese, una recensione CDC ha confermato ciò che era stato a lungo sospettato: il virus è Zika una causa microcefalia e altri difetti cerebrali fetali gravi. Anche esso ha  trasmissione sessuale. E con le Olimpiadidi Rio 2016 in Brasile avvicinarsi sempre più, la diffusione della messaggio di sesso sicuro sta diventando sempre più urgente – non ultimo tra i 10.500 atleti impostati per competere. Una combinazione di endorfine, testosterone e vicinanze di corpi scolpiti ha già prodotto l’utilizzo di 150.000 preservativi al Villaggio olimpico ai Giochi di Londra 2012

 

Ma ricapitoliamo il da farsi in caso di dubbi:

Test: Poiché la maggior parte delle malattie sessualmente trasmissibili presentano sintomi rivelatori, l’unico modo  per certo è quello di fare il test. Parlate con il vostro dottore o in un consultorio e a seconda del problema vi sarà prescritto unesame del sangue, tampone di zone genitali, o chiesto di fornire un campione di urina. Facile!

Trattare: batterica malattie sessualmente trasmissibili – clamidia e sifilide, per esempio – può essere rapidamente trattati con un ciclo di antibiotici prescritti dal medico. I sintomi di malattie sessualmente trasmissibili virali come l’HIV possono essere gestiti con i farmaci.

Steve Thomson, LELO CMO dice: “STD Awareness Month è stato creato per riflettere con più attenzione sulla nostra salute sessuale. Sappiamo che il preservativo è al 100% il modo più efficace per controllare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Ma il fatto è che molte persone rinunciano al preservativo troppo rapidamente, con tassi di utilizzo in calo in tutto il mondo. Disponibilità del preservativo non è il problema principale. Abbiamo RE-ingegnerizzato il preservativo perché la gente merita un’alternativa migliore e siamo offrendo LELO HEX ™ gratuitamente su lelocondoms.com. ”

 

I preservativi sono l’unico modo migliore per prevenire la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili e proteggere voi e la salute riproduttiva dei vostri partner. Per saperne di più su come HEX TM è la rivisitazione di un futuro libero da malattie sessualmente trasmissibili e di ricevere un campione del più preservativo innovativo fino ad oggi, visitate www.lelocondoms.com.

Il materasso in Memory sì, i tamponi no.

Sapete: c’è questa cosa bellissima che avendo fatto medicina per me è sempre stato normalissimo arrivare lì e dire ai maschi delle mestruazioni. Arrivavi alle 7:30-8 e c’era gente che si stava fumando una sigaretta e diceva “porca troia, stamani mi devono arrivare le mie cose e vorrei strozzare qualcuno” o “non mi reggo in piedi perché sembra che ho un rubinetto aperto in mezzo alle gambe”. Come un po’ gli anziani fissati che non vanno di corpo (nella terza età si parla tantissimo di merda: scusate lo spoiler. )

E i maschietti? Nulla, erano lì. Stavano a sentire. In fondo andavano a fare i medici, e anche se ciellini o meno dovevano accettare il fatto di parlare di una funzione corporale pari a mangiare, andare di corpo (noi in medicina lo si chiama alveo. Quindi la stipsi è un disturbo dell’alveo. Non è bellissimo?), o mingere.

Pensate poi: molti -anche femmine- hanno problemi a capire la differenza tra mestruazione e ciclo mestruale. Questo perché la nostra scuola di merda non fa un corso di educazione sessuale normale. Pudicizia, pruriti, scemenze. Ricordo che già nel mio corso di biologia al liceo scientifico si parlasse tantissimo del paramecio ma poco del corpo umano. Fail, no?
Il fatto è che le mestruazioni sono un fatto naturale. Sapete: in Italia se compri un materasso lo puoi scaricare come spesa sanitaria. Giuro. Quando me l’hanno detto ho detto “eh?”. E anche i cuscini. Il Lines al supermercato no.
Io ultimamamente sono “fortunata”, da 3 pacchi di assorbenti a ciclo ho preso una pillola (la Klaira*, mi costa SOLO 18 euro al mese. Perché la pillola che l’SSN passa non va bene per me. Ma ricordate che c’è gente pagata per decidere cosa si può e cosa no) (io difendo la bontà di un SSN gratuito ma tanto tempo 5 anni e non esisterà più), quindi non ho problemi di sorta: pago molto la pillola ma tra i tanti “benefici” mi da anche un flusso scarsissimo da tre assorbenti tre.

Perché devo pagare la pillola 18 euro al mese? Perché quella che il sistema sanitario mi passava mi ha creato forti problemi di depressione. Mi aveva sballato così tanto gli ormoni che avevo forti tendenze suicide, mi tagliavo, ero ingrassata tantissimo e le mie gengive sanguinavano copiosamente quasi quanto se avessi il ciclo anche in bocca. Potrei aprire un’altra parentesi su cosa sia giusto che il SSN passi e cosa no, ma non è questo il focus questa volta. Purtroppo la Biologia non è la Matematica, tutti noi siamo diversi e se si beccano delle sfighe l’importante è venirne fuori. Ben venga spendere allora.

Il fatto che si sia riso tantissimo su questa storia spiega l’ignoranza pazzesca e il sessismo che ancora impera: siamo ancora ai tempi della Bibbia in cui si era ancora impure durante le mestruazioni.

C’è questo bell’articolo su Internazionale che alcuni miei contatti oggi hanno sharato.

Ed ecco che ogni mese ci cade addosso, direttamente sul portafoglio, quella maledetta iva al 22 per cento. Quando il leader della nuova formazione Possibile,Giuseppe Civati, ha depositato in parlamento un provvedimento per abbattere quel muro del 22 per cento ho fatto, come molte, i salti di gioia. Finalmente un provvedimento che aggiungeva le confezioni di assorbenti e in generale i prodotti igienico-sanitari tra i beni essenziali. Finalmente qualcuno, e per di più un uomo, ha pensato alle “mie cose”.

Ma aggiungete la mia chiave di lettura: materasso (e anche cuscini!) in Memory sì, scaricabile.

Il fatto che magari non prendiate sul serio Civati non è un BUONA SCUSA. Il fatto che sia arrivato solo Civati a dirlo invece mi sembra particolare: abbiamo un ministro della Sanità donna, non lo ha fatto lei. Molte deputate donne. Insomma: sembra che parlare di assorbenti sia femminismo… quindi dovrei dire per bilanciare che abbiamo mandato nei seggi molte cretine senza senso della realtà della condizione femminile? Io lo trovo solo buon senso. E’ una battaglia che nell’UK si sta portando avanti da più di due anni, e lì (vi ricordo: nei manuali di batteriologia e immunologia vi fanno un elenco di malattie esotiche che il libro vi dirà “presente in Asia, Africa E UK”. O se andate al consultorio in UK vi chiedono se avete avuto malanni che da noi sono quasi del tutto spariti. Hanno un problema di igiene. Noi dovremmo essere meno arretrati: e invece) si ride meno della cosa.

Vi posso dire una cosa: io ho fatto un Primavera Festival andando molto sovente al bagno della stampa non perché avessi il cagotto. Mi stavo dissanguando con le mestruazioni. Ma mi dissanguavo così tanto che ogni tre ore (fotografavo, camminavo… sapete: fare foto ai festival non è schiacciare un bottone, ma ci vuole un minimo stare in piedi 6-7 ore che per due giorni al mese non è la cosa più figosa da fare) cambiavo i due assorbenti che avevo e nonché, nel cavallo, tenevo anche uno di quegli asciugamanini che si trovano come salviette per le mani: non volevo insaccherare i miei jeans di sangue. Anche perché avevo solo un due paia di jeans per me per 4 giorni di festival, e presentarmi con un alone di sangue sarebbe stato brutto. In quei 4 giorni terminai quattro pacchi di assorbenti. In pratica il mio bagaglio a mano era la mia attrezzatura fotografica e assorbenti al 70%.

Ah, sì: e le discussioni sulla coppetta mestruale sono come i vegani sotto le notizie del cancro di Bowie: inopportune, ignoranti, che non giovano.

Molto spesso le organizzazioni caritatevoli chiedono di donare assorbenti. Come si chiede di donare il cibo. Ma ritorno al punto: un materasso in Memory con fodera in Aloe è considerato un dispositivo medico detraibile dalle tasse. E un pacchetto di assorbenti no.

Potremmo però usare dei materassi a listarelle a sto punto.

*Klaira davvero azzera i vostri cicli. Lo scrivo perché magari google indicizza questo e arrivate qui spaventate: lo ero anche io. All’inizio è stranissimo non avere il ciclo per 60 giorni. Hai le tette gonfie, la cellulite, i crampi, la voglia di ingozzarti di dolci come BridgetJones ma non vedi le mestruazioni. E’ strano. Ma dopo aver preso altri ormoni (tantissimi! Ho preso delle cose che mi facevano anche avere il latte per cinque giorni al mese) tornare a prendere una pillola di estrogeni leggermente più naturali non a scopo contraccettivo ma per bilanciare tutto lo sconquasso che hanno fatto alcuni… beh, va mooooolto meglio.

Schiacciabrufoli e Compagnia

Sneaky… #drpimplepopper #drsandralee

A video posted by DrPimplePopper (@drpimplepopper) on


Inutile dire che da quando ho scoperto l’instagram e il canale youtube della Dr. Sandra Lee sono ipnotizzata. Io, che da anni e anni soffro di acne e di cisti, non solo imparo nuove tecniche (visto che i nostri dermatologi non sono cosi’ pazienti, diciamo cosi’) e vedo che comunque mal comune… non siamo tutti con la pelle liscia e setosa. Io non so cosa darei per averla sotto casa.
Questo è il suo paziente più “famoso” per le cui cure ha fatto anche un crowdfounding.

Fino a 35 anni non avremo un contratto di lavoro e si andrà in pensione a 75/80 anni

Se pensate di avere una famiglia, una vita privata, delle libertà allora avete sbagliato corso di laurea

Simpateticamente il preside di facoltà, meglio dire l’ex preside ormai, il primo giorno di corso ci fece un bel discorsetto introduttivo…

Che andò a cozzare col discorso prima dell’ex presidente di corso di laurea. Lui ci aveva quasi preparato alla guerra, dicendo cose come: il vostro vicino di sedia è il vostro nemico sulla strada della laurea (ma se ci siamo persi tutti di vista e in corso son rimasti solo 10 proprio grazie al tuo esame?), se pensate di avere una famiglia, una vita privata, delle libertà allora avete sbagliato corso di laurea (meglio, metteremo il sacco a pelo in corsia e risparmieremo sull’affitto), dovrete imparare a sacrificarvi visto che non esisteranno più festività o vacanze (vabbè, è vero, ma ce lo dovevi dire il primo giorno? Non giova alle tasse universitarie), che sicuramente mentre noi dormiamo 20 secondi il nostro vicino di sedia ci ruberà  compagno, casa, scuola di specialità, auto e tomba al cimitero. Mancava solo dicesse: siete qui e fino a 35 anni non avremo un contratto di lavoro e si andrà in pensione a 75/80 anni, per completare l’augusto quadretto.

Il terrore svolazzava nell’aula e tutti avevamo quell’espressione un po’ così, di noi che abusiamo di Activia. Arrivò poi l’ex preside, che da bonario ma cazzuto medico della vecchia scuola (ha 72 anni e insegna ancora) ci fece tutto un altro discorso: noi eravamo i prescelti (da che? dal test di ingresso?), fare il medico è una missione (daje) e per questo se c’è un anziano che stramazzerà per insolazione sulla spiaggia, mentre voi starete lì a ripassare schemi in vista dell’esame del giorno dopo, avete il dovere morale di dire che siete studenti di medicina e avvicinarvi al paziente (per poi fare?) perché medici si è sempre comunque e dovunque (uhm, eppure non avevo più scelto l’accademia militare mi pareva), che dobbiamo rubare il mestiere a chiunque con gli occhi (meno male che ha detto con gli occhi, visto il discorso di prima già vedevo aleggiare i piedi di porco) e che il paziente va ascoltato, capito, tutelato, visitato per bene perché la gente non è contenta che i medici giovani di oggi non visitano più la gente, ah ragazzi miei… che brutto… e
lei con la giacca arancione che annuisce, che ne pens…? Ehm. Scusate, ricordi.

Scritto da frannina
il 30/05/2008

Il problema coi cimiteri.

Prima di frequentare medicina ero molto più schifettosa. Poi fino dal terzo anno ho capito benissimo che se non abbiamo la peste bubbonica sia oggi che il colera domani è essenzialmente sì una questione igienica, ma anche di Culo™. Dove per Culo™ va a significarsi quella identità impregnante e dominante l’Universo a cui non si può non prescindere.

L’ho capito anche quando sei lì che vedi le autopsie ed insomma, sembra di essere alla Vuccirìa: ti pesano il fegato, ti squartano con le cesoie comprate all’Obi, ti ributtano dentro le cose a caso e ci mettono un po’ di segatura a rimpolparti e darti un tono per quando il becchino poi ti deve vestire per metterti in camera ardente, dove poi ti devono mettere tanti fiori attorno per far piangere i parenti e quelli che non ti avevano cagato fino al giorno prima MA adesso togliendoti dalle palle sei diventato tanto buono ed ecco sì… sei un po’ tra un quarto di bue e un manichino dismesso dalla fu Upim, via.

In questo caso la nostra essenza pantocratica che abbiamo chiamato Culo™ si va a manifestare in sala settica con te che non vomiti sebbene tu abbia saltato la colazione. Che è bellissimo: perché per non vomitare per l’odore di carne (del resto una delle sostanze che si sprigiona e arriva ai vostri osmofori, i cosi che vi fan sentire le puzze nel naso e che avvertono il cervello di ODDIO LA PUZZA, si chiama putrescina) andata un po’ a male noi tutti ci si mette il vicksvaporub sulle narici per non venire meno. Perché poi magari svieni e lì sul marmo ecco, ok che hai il necroforo a portata, però parebrutto.

Ah, e io sono allergica al vaporub.

Ma un attimo.

Questo voleva essere un post sul che bello però girare i cimiteri se non hai coinvolgimenti emozionali, ma mi sa che mi son persa.

Per il resto mi sembra bello che se voi non avete tipo 10000 euri per fare una bellissima statua da mettere al vostro sepolcro cimiteriale e quindi farvi ricordare per aver finanziato una forma d’arte che voi vi facciate cremare dopo aver donato gli organi. Perché donando gli organi il vostro corpo non viene spaccato come sul banco dell’ipercoop, ma addirittura drenato, ricucito e cose così. Io lo dico per voi eh. Essenzialmente il mio sogno è morire sublimando nell’anno 2095, mentre guardo una puntata di Voyager.

Oh Semmelweis, oh Semmelweis.

Tipo che questa cosa me l’ha ricordata mia mamma che l’ho scritta qua. Non ho memoria, tsk.

Chastity Belt at the Semmelweiss Medical MuseumRiassunto bla bla puntate bla bla.

Ignác Fülöp Semmelweis era un dottore in medicina ungherese, che nacque a Buda, studiò a Pest e poi andò a esercitare a Vienna. Fece la geniale osservazione (che a noi può sembrare una cazzata ma vi ricordo che molti non si lavano ancora le mani dopo aver defecato e poi magari confezionano i vostri panini) che i medici prima di andare ad assistere malati si facevano un giro in sala settoria, spippolavano un po’ coi cadaveri, sezionavano e poi tac: andavano là e mettevano le mani nei posti dove non batteva il sole. E poi stranamente giù le donne morivano di febbre puerperale che non si spiegava eh. Solo che per aver detto questo gli dissero “torna da dove sei venuto, stronzo” (sempre lì, siamo) e lui ritornò mogio, depresso, dishtruttoh in Buda.

C’è questa cosa qui del suo museo nella casa natale proprio in zona Buda, nel quale trovate anche questa comodissima cintura di castità coi seghetti (brr) lì nei due buchi che potrebbero essere usati anche per scopo (!) ricreativo oltre che deiettivo. Ma approfondiamo (…) Continue reading “Oh Semmelweis, oh Semmelweis.”

#colcazzo

Da quando ho fatto l’internato di dermatologia sono molto soddisfatta della mia decisione (inizialmente forzata) di non prendere più un raggio né UVA né UVB volontariamente.

Anche perché vedendo chi dopo deve individuarti prima il melanoma e poi togliertelo… beh, piuttosto mi spalmerei lo smalto comprato al Brico Center prima di uscire di casa.

[non vi sto mettendo paura, sono constatazioni di fatto. Per esempio allora per come mi sono più simpatici gli pneumologi dovrei dire "fumate pure". Ma c’è quella cosa chiamata etica che insomma, ecco. Prendete il sopra come pura antipatia personale. Ad esempio: anche il chirurgo plastico più grazioso e normale che ho trovato mi ha detto "mmmm, no, non sto cucendo bene. Ti riscucio". Tutto questo mentre ero sotto anestesia locale. E la cicatrice fa schifo. Ma vabbé. Però mi ha fatto molto ridere una che entrando per un controllo nei ha detto che lei era un dalmata. Avrà avuto circa 160 nei. Io ne ho il triplo. Di cui un terzo venuti col sole]

Eurostocazzo.

Non so come mai c’è sempre la tendenza a mettere come prefisso Euro da tutte le parti. Alla fine porta anche sfiga.

Dunque, c’è stata questa cosa che se voi l’aveste saputo sareste tutti corsi a farvi vedere, dacché le visite gratis tirano un sacco. C’è questa manifestazione che una volta si chiamava skin cancer day e si faceva di sabato, giornata comodissima per noi italioti, e ora si fa europeascamente di lunedì e si chiama Euromelanoma, di per se osceno come nome e poi se si pensa che dietro c’è il baubau (melanoma è il tumore della pelle, che via via aumenta la sua diffusione) fa ancora più schifo. Ma il punto è un altro: c’è questa giornata di prevenzione e nessuno ne ha parlato. Ci sono altre giornate di prevenzione però: quella della pressione alta, di qualsiasi patologia che vengono più o meno reclamizzate a livello locale. Stavolta no, sebbene in italia fossero interessate le aziende ospedaliere universitarie (sì, la definizione non è ortodossa, ma concedetemela).

I Medici se la prendono coi media, i Media in realtà non hanno tutti i torti.
In un mondo giornalistico dove comunicati stampa ben fatti vengono spacciati non solo come redazionali ma come recensioni se te, Azienda Ospedaliera, non hai un ufficio stampa che manda una buona cartella è difficile che ti caghino.

E allora? Allora è difficile capire la realtà.