Fino a 35 anni non avremo un contratto di lavoro e si andrà in pensione a 75/80 anni

Se pensate di avere una famiglia, una vita privata, delle libertà allora avete sbagliato corso di laurea

Simpateticamente il preside di facoltà, meglio dire l’ex preside ormai, il primo giorno di corso ci fece un bel discorsetto introduttivo…

Che andò a cozzare col discorso prima dell’ex presidente di corso di laurea. Lui ci aveva quasi preparato alla guerra, dicendo cose come: il vostro vicino di sedia è il vostro nemico sulla strada della laurea (ma se ci siamo persi tutti di vista e in corso son rimasti solo 10 proprio grazie al tuo esame?), se pensate di avere una famiglia, una vita privata, delle libertà allora avete sbagliato corso di laurea (meglio, metteremo il sacco a pelo in corsia e risparmieremo sull’affitto), dovrete imparare a sacrificarvi visto che non esisteranno più festività o vacanze (vabbè, è vero, ma ce lo dovevi dire il primo giorno? Non giova alle tasse universitarie), che sicuramente mentre noi dormiamo 20 secondi il nostro vicino di sedia ci ruberà  compagno, casa, scuola di specialità, auto e tomba al cimitero. Mancava solo dicesse: siete qui e fino a 35 anni non avremo un contratto di lavoro e si andrà in pensione a 75/80 anni, per completare l’augusto quadretto.

Il terrore svolazzava nell’aula e tutti avevamo quell’espressione un po’ così, di noi che abusiamo di Activia. Arrivò poi l’ex preside, che da bonario ma cazzuto medico della vecchia scuola (ha 72 anni e insegna ancora) ci fece tutto un altro discorso: noi eravamo i prescelti (da che? dal test di ingresso?), fare il medico è una missione (daje) e per questo se c’è un anziano che stramazzerà per insolazione sulla spiaggia, mentre voi starete lì a ripassare schemi in vista dell’esame del giorno dopo, avete il dovere morale di dire che siete studenti di medicina e avvicinarvi al paziente (per poi fare?) perché medici si è sempre comunque e dovunque (uhm, eppure non avevo più scelto l’accademia militare mi pareva), che dobbiamo rubare il mestiere a chiunque con gli occhi (meno male che ha detto con gli occhi, visto il discorso di prima già vedevo aleggiare i piedi di porco) e che il paziente va ascoltato, capito, tutelato, visitato per bene perché la gente non è contenta che i medici giovani di oggi non visitano più la gente, ah ragazzi miei… che brutto… e
lei con la giacca arancione che annuisce, che ne pens…? Ehm. Scusate, ricordi.

Scritto da frannina
il 30/05/2008


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