Efsa: apriteeee leee poooorteeee.

La vostra sglapser di fiducia oggi ha deciso di aderire alla giornata di porte aperte dell’EFSA ed andare ad infiltrarsi un po’ come fanno tutti i bloggers fighi, per poi bullarsi sulla loro paginetta di riferimento.
La vostra sglapser a cui siete affezionati come al vostro geraneo sul poggiolo però ha deciso di approfittare del buffet offerto dall’Autorità alimentare, che chiamandosi per l’appunto alimentare era di godibilità magnerevvia assai elevata. Ma non si magnava solo, si beveva anche. Un ottimo bianco frizzante e un notevole Chianti. Chi vi scrive quindi è autorizzato dal comitato di redazione perchè addizionato di una notevole quantità di caffeina dopo 4 bicchieri di bianco e sei di rosso.
 
In pratica alle ore 16 mi rendo conto che oggi c’è cotale manifestazione.
Faccio ben 400 metri, casa mia-Efsa. Che fatica eh. Mi sono scordata di registrarmi sul sito e quindi perdo una ventina di minuti per la registrazione dalla guardia giurata. Firma e consegna del documento. Badge scritto a mano, con un nome in stampatello che poteva rappresentare chiunque. Circa sei carabinieri che aspettano il buffet quanto me, è innegabile. Mi consegnano un questionario da compilare per vedere quanto ne so sull’EFSA. Boh, già mi da fastidio dare gli esami, pensa te il resto. Prendo la penna e il volantino e scrocetto a caso. Alle sei e mezza i relatori, Zurlini della GazzettadiParma a moderare, iniziano a trattare i temi del programma. Il più interessante nella mia opinione è stato quello trattato dalla dottoressa Marta Hugas che parlando degli alimenti per neonati cita anche le salmonelle e l’enterobacter sakazaki. L’ultimo mi ha ricordato il nick di un blogger, e quindi cercavo di trattenere delle risate comprensibili ai meno. Guardo intorno e vedo le chiavi di accesso per il wi-fi. Solo che son così distanti e non ho gli occhiali appresso, e alla fine non le ho segnate. Question time con diverse domande del tipo: "ma non è che voi date indicazioni ma in realtà ci magnate sopra?". Gran clima di guasconeria, dei relatori solo una è madrelingua italiana. Gli altri si sforzano e si impegnano a parlare italiano, dicendosi contenti dell’integrazione nella città (vicino a me c’erano moglie e figli del relatore spagnolo, Serratosa).  Geoffrey Podger, il direttore, è un uomo meraviglioso, un eccellente conversatore e molto simpatico… è stata una fortuna conoscerlo.
Ma parliamo dell’importante.
Il magnare era ottimo. Ho del parmigiano in casa. Non ho da rilasciare altro. L’effetto bacco è sparito. Saluti, evviva l’EFSA, evviva il Parmigiano.
[Nella foto: lo staff dell’EFSA. Il presidente cambierà a breve.]

Spadellata di notizie.

Parto con un marchettone. Ringrazio Mauro Galeotti per far si che si conoscano le notizie di Viterbo via web, cosa che sembra stupida ma finalmente io ne so più di mia nonna e quando sfrutto la flat per chiamarla ho qualcosa da raccontarle. Tusciaweb è un sito dall’html stentato, è vero, però raccoglie alcune valide notizie.
La scorsa settimana lessi la segnalazione di come in alcuni paesi della provincia di Viterbo, Nepi su tutti (oh, Nepi rinomata per l’acqua, non c’era la Mineralneri?), le quantità di arsenico nell’acqua potabile erano superiori alla norma.
L’articolo di oggi mi ha portato tra lo sgomento, l’indignazione e la semirisata. Ma per la situazione eh.
La provincia di Viterbo a vedersi è tanto bella. A vedersi. Solo che poi ti accorgi che causa inquinamento da rifiuti tossici ci sono stati causi di implicazioni serie per animali, vegetali (diverse forme aberranti) e anche problemi ad un bimbo. Inquinamento da metalli pesanti. Certo, non fa caso come il fosforo bianco in Iraq….
 
 

Al centro daaaaa cronaca: malasanità.

[ci rifacciamo a codesto post…]
 
Nonna di Fran: "…che poi, quando ero lì in ospedale lì su quel tavolaccio e mi avevano tagliato tutti i vestiti…"
Fran: "ehm, nonna ma quella è la procedura…"
Nonna: "Sì, vabbè… fammi parlà. Dicevo mentre stavo uno di quei zuccaroni lì aveva detto "io in 13 anni di carriera non ho mai visto un caso del genere"… ma ti pare…"
Fran: "Vabbè, ma quando il chirurgo operò me? Son tutti pucciarotti…"
Nonna: "A Francè, il giorno dopo hanno arrestato quel falso medico che erano 13 anni che pigliava per il culo…."
Fran: "…."
 
[in compenso mia nonna è sopravvissuta al falsomedico A.K., strano che non avesse mai avuto esperienza clinica eh…]

Rotatorie.

Diciamolo, l’utonto medio italico non capisce una beata fava nell’affrontare una rotatoria.
Io non riesco a pronunciarla, sembro Tremonti quando pronuncia la parola Euro. Ma non procediamo in divagazioni.
 
Cari amici provvisti di un veicolo a motore, esistono tre tipi di rotatorie.
a) Rotatoria all’Italiana. Sebbene il nome suggerirebbe un uso aumma-aumma della rotatoria sappiate che con il termine si indica quella rotatoria che prevede si dia sempre la precedenza a chi viene a destra, come ai normali crocevia.
b) Rotatoria alla francese. In Francia ti mettono un "dare precedenza" grosso come l’altare della patria (o nel caso transalpino grosso come il palazzo del Trocadero) con scritto sotto "vous n’avais pas la priorité". Quindi ha la precedenza chi è già in rotatoria.
c) Rotatoria mista. Perchè in Italia siamo fantasiosi e non ci facciamo mancare nulla. Potremmo chiamarla anche rotonda del Frejus o rotonda alla Ventimiglia-Nizza.
 
Nell’indecisione nel capire se l’automobilista ogni volta si trovi nel caso a, b o c l’automobilista adotta il criterio a sboccia: ogni qualvolta che si appropinqua ad affrontare una rotatoria si comporta come si fa tutt’ora in alcune parti d’Italia alla vista del semaforo rosso. Avanza timidamente di pochi centimetri alla volta, armeggiando più di frizione che di acceleraratore, fintantochè non si trova al centro della rotatoria abbracciato al platano secolare infisso in mezzo ad essa.
 
Capitemi però, finchè, come a Viterbo, esistono 4 rotatorie in tutta la città si può digerire il tutto. A Chianciano ce ne sono mmm… due? Ecco…
A Parma la cura Vignali ha fatto moltiplicare le rotatorie un po’ come le cimici sui convogli trenitalia.
A fine settembre se ne contavano sessantacinque. Mica cavoli, 65. E altre cinque sono di prossima costruzione.
Dappertutto in pratica. Temo che anche il piacente assessore (che ho sempre visto in bici, ecco perchè… mica le affronta lui con la figosa Punto le rotatorie) ne abbia fatta costruire una nel corridoio di casa sua per smistare il traffico tra bagno, soggiorno e camera da letto.
 
L’utilissima rotatoria.
Utile se qualcuno ci sapesse andare.
Sarebbero comode anche se fossero utilizzate fuori centro urbano (perchè affrontare una rotatoria dove prima non c’era… suvvia, le vedo le persone che si rodono perchè fino all’anno prima c’era il semaforo ed era meglio, secondo loro).
 
Secondo studi francesi la rotatoria l’è utile per:
– la diminuzione delle velocità: non puoi affrontare con l’acceleratore a tavoletta una rotatoria dove ti attraversano i pedoni, hai le bici e i motorini a lato e un cretino che pensa di fare prima di te ad immettersi a sinistra che ti stringe la strada.
– La pianificazione dello spazio: beh, figo. Ti fai delle aiuole in mezzo che sono opere d’arte e per di più colleghi una autostrada a una strada della grandezza di un budello.
– La capacità: è superiore a quella di un incrocio ordinario ed è inferiore a quella degli incroci regolati da gruppi semaforici. Ma ci si imbottiglia sempre e non si sa il perchè.
– Il funzionamento: a parte la manutenzione dell’isola rotazionale (che può essere minima), la rotatoria non richiede una manutenzione specifica e non comporta costi di gestione (non può rimanere in panne come i semafori…)
– La moderazione della circolazione: nessuno può fare il riscaldamento dei motori tipo formula uno quando si aspetta lo spegnimento dei semafori rossi e tutti cercano di far sentire le differenze tra dodici cilindri. Però l’uso del clacson non è contemplato…
 
[ci avete capito ancora di meno, nevvero?]

Bike sharing.

Tanto ormai ci si riduce a chiamare qualsiasi cagata col nome inglese, per renderla una cosa figosa.
 
L’iniziativa in se è molto bella. Già l’assessorato alla mobilità di Parma aveva approntato una card per coloro i quali usano la bici e altre amene iniziative.
Dopo il punto di via Toschi sono stati messi una sorta di postazioni nei luoghi strategici della città (vicino ponte di Mezzo, ad esempio, o in piazzale Santa Croce) dove attraverso una card prepagata sarà possibile prelevare una bici, usarla e poi riconsegnarla in un qualsiasi altro punto della città. La stessa card avrà anche la funzione di allertare, tramite sms, il gestore del servizio e l’utente, in caso di mancata riconsegna delle “due ruote”.
 
Ecco, una bella iniziativa, no?
 
Peccato che ieri mentre ero ferma al semaforo di ponte di Mezzo le bici parcheggiate pronte al noleggio avevano tutte le ruote posteriori a terra…

Misure contro il terrorismo e hotel.

Magari a quelli di voi che viaggiano interesserà questa notizia che ho reperito tramite federalberghi, visto che in giro non se ne parla ma si è tutti più o meno sensibili al trattamento dei nostri dati.
[sinceramente non ho mai visto una di queste norme applicate…]
 
Oggetto: Misure contro il terrorismo – Apparecchi terminali a disposizione dei clienti per comunicazioni telefoniche o telematiche
Come anticipato nella circolare 260 del 22 settembre, vi alleghiamo la nota del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno con la quale, a seguito delle nostre specifiche istanze, si chiarisce:

Prima regola: spiumare il turista.

Sto titolo ha un nescio quid della polmonite aviaria, ma vabbè.
 
Il buon alfb da diverso tempo si sta concentrando sui misfatti di Ryanair. Pare che la compagnia low cost (ma è vero che bisogna pagare per essere loro hostess? cioè, manco fosse una cosa di prestigio…) si culli sulla sua fama di risparmio e però anzichè farti risparmiare sull’andata e ritorno ti ciula 18 euro se tu paghi in euro anzichè in sterline. 
 
Paraculi.
Maggiori info qui.

La meritocrazia.

Dopo aver visto Badaloni in germania sebbene la sua conoscenza del tedesco si fermi a Volkswagen e Wurstel ne dovevo vedere di altre.
 
Ovvio.
Dalla invasiva newsletter che settimanalmente l’APT di Viterbo invia a mia madre, ecco una bella notizia:
 
706 CON MAURIZIO COSTANZO MORDI E STAI

 

"Mordi e stai". Una raccomandazione? Piuttosto un invito stimolante che Maurizio Costanzo (nuovo promoter della regione Lazio) farà recapitare nei prossimi giorni a migliaia di romani, e non solo, interessati a week end eccellenti nei dintorni della capitale. Per farlo userà radio, televisione, sms, carta stampata, agenzie giornalistiche, opinions leader, testimonial, tam tam, passaparola ed altro. Purchè le proposte contenute nei fine-settimana siano di rango, curiose, stimolanti, insolite, "avventurose", preferibilmente cultural-gastronomiche. Se ne è parlato la settimana scorsa presso l’assessorato alle Attività Produttive della regione con le sei Aziende di promozione turistica del territorio, presenti lo staff dirigenziale dell’assessorato e la segreteria di Maurizio Costanzo. Le Apt dovranno selezionare in tempi rapidi le indicazioni (eventi, occasioni, emergenze artistiche, curiosità, ecc.) per la confezione di programmi che verranno, poi, veicolati in modi utili e professionali. "Mordi e stai – ha osservato Domenico Pimpinella capo della segreteria dell’assessore Raffaele Ranucci – non solo è un modo di proporre percorsi di qualità, ma anche un’occasione politica volta a verificare sul campo le potenziali possibilità di sinergie tra i vari assessorati della regione (artigianato, commercio, viabilità, cultura) che concorrono alla composizione della complessa trama del turismo". L’ente turistico della Tuscia Viterbese è già al lavoro per raccogliere e segnalare le iniziative della prossima stagione autunno-inverno.

 
 

Amerei sapere come è stato scelto il signor Costanzo come promoter turistico della regione Lazio dal signor Marrazzo. Cioè, intesi, Costanzo insegna a scienze della comunicazione. Però per enumerare le feste e le sagre non mi sembra adatta una persona che sicuramente oberata di lavoro, e che quindi demanderà ad altri gli impegni "minori", tra un trenino con Costantino e una canzone con Alex Britti (perchè sta scrivendo anche un musical col cantautore romano, eh) riesca a occuparsi anche di affari regionali. E non lo credo lo faccia per la gloria, a intuito.

E l’anno prossimo già mi vedo Costantino ed Alessandra come happening alla sagra della Porchetta e Platinette a quella della bruschetta. Uh, bello.