DEPERO il mago dell’arte alla Fondazione Magnani Rocca

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Depero in più di 100 opere, nella Villa dei Capolavori
A raccontare un artista che seppe “dispensare meraviglia”

Dinamico, poliedrico, brillante. Dal 18 marzo al 2 luglio 2017 la Fondazione Magnani Rocca ospita una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo, presso Parma. Oltre cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari, per celebrare il geniale artefice di un’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, al teatro.

La mostra è frutto della collaborazione istituzionale fra il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e la Fondazione Magnani Rocca, ed è curata da Nicoletta Boschiero, già autrice di storiche ricognizioni su Depero, e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione.

Il futurista Depero si schiera contro i modelli comuni provocando la rottura di schemi obsoleti grazie ad un lavoro creativo che, oltre all’estro, richiede tempo, sapienza, organizzazione. Spirito di sacrificio abbinato alla volontà un po’ folle di andare oltre il limite, dettando regole nuove in continuo mutamento: ancor oggi l’artista ci appare come dispensatore di meraviglia.

La mostra è articolata in cinque capitoli:
Irredentismo e futurismo. La formazione alla scuola elisabettina e l’adesione futurista
Teatro magico. Chant du Rossignol, Balli plastici, Anihccam
La Casa del mago. La produzione artistica tra design e artigianato
New York. Depero Futurist House
Rovereto. Verso il museo
a interpretare il percorso futurista dell’autore, analizzandone i ruoli peculiari di sperimentatore, scenografo, mago, pubblicitario e infine maestro.

L’esposizione prende avvio dai primi passi dell’artista in Irredentismo e futurismo, dagli esordi roveretani fino al periodo romano quando, nel 1915, firma con Giacomo Balla il manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, che custodisce il sogno di un’opera d’arte totale, capace di inglobare tutti i linguaggi della ricerca artistica.

Il teatro magico inizia col balletto Chant du rossignol commissionato nel 1916 a Depero da Sergei Diaghilev, e prosegue coi Balli plastici, nati dalla collaborazione con Gilbert Clavel. Il movimento sulla scena dell’automa è meccanico e rigido, le marionette riportano ai valori dell’infanzia, del sogno, del gioco, del magico.

A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero dà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d’arte futurista, specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello degli arazzi. Dal 1921 la casa d’arte, grazie all’apporto della moglie Rosetta Amadori e di alcune lavoranti, lavora a pieno ritmo, creando una importante produzione artistica differenziata.

Nel 1928, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e Rosetta si trasferiscono a New York. Il loro soggiorno negli Stati Uniti dura ventiquattro mesi, dal novembre 1928 all’ottobre 1930. Qui l’artista apre la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto. Incontra dopo dieci anni Leonide Massine direttore artistico del Roxy Theatre che lo coinvolge come scenografo.

Negli anni cinquanta, al ritorno da un secondo viaggio negli Stati Uniti, l’artista progetta e realizza, grazie anche alla collaborazione del Comune di Rovereto, il primo museo futurista, una insolita e originale consacrazione della sua opera.

Il catalogo dell’esposizione, edito da Silvana Editoriale, prevede i saggi di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi, gli apparati di Ilaria Cimonetti oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.

DEPERO il mago
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 18 marzo al 2 luglio 2017. Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso, aperto lunedì di Pasqua e lunedì 1° maggio. Ingresso: € 10,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Il martedì ore 15.30, il sabato ore 16 e la domenica e festivi ore 11.30, 15, 16, 17, visita alla mostra con guida specializzata; è possibile prenotare via mail a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 15,00 (ingresso e guida).
Mostra e Catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi
saggi in catalogo di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi; apparati di Ilaria Cimonetti.

Info: www.magnanirocca.it

Renato Mambor, la grande retrospettiva a Milano

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Sarà un’ampia retrospettiva dedicata a Renato Mambor ad aprire la stagione espositiva del 2017 del Gruppo Credito Valtellinese. Gruppo cui fanno riferimento, oltre alla Galleria di Corso Magenta a Milano, Refettorio delle Stelline, dove appunto sarà allestita la mostra su Mambor, gli spazi espostivi di Sondrio, storica sede del gruppo bancario, la Galleria Credito Siciliano ad Acireale, marchio territoriale del Gruppo Credito Valtellinese ed infine quelli di Fano, Galleria Carifano e Spazio XX Settembre.

Il programma definito per il 2017 viene sviluppato per il tramite della Fondazione che opera per il medesimo Gruppo bancario nel campo del sociale, della cultura e dell’orientamento ai giovani.
Comprende una decina di mostre, tutte connotate da due precisi obiettivi : alta qualità e  assoluta originalità.
Il campo di indagine continua ad essere quello tradizionale per le Gallerie del Gruppo : il contemporaneo storico, nelle sue diverse espressioni, dall’arte alla grafica, alla fotografia alle arti applicate, arricchito da un nuovo filone di esplorazione: quello dei remake.

Il presidente del gruppo Miro Fiordi sottolinea l’importanza dell’attività della Fondazione sui territori in cui opera. Attività rivolta  a tutti, gratuita e avente come unica finalità la diffusione della cultura e dell’orinetamento ai giovani.

La retrospettiva su Renato Mambor, affidata alla curatela di Dominique Stella, rientra pienamente nel Progetto Culturale delle Gallerie del Gruppo Credito Valtellinese, da alcuni anni dirette da Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra.
Indaga infatti una personalità tra le più originali e complesse del secondo Novecento Italiano e lo fa mettendo in luce, a tutto tondo,la poliedrica figura dell’uomo e dell’artista.

« Voglio fare di tutto, ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia, voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore perchè dipingere non è un modo di fare ma un modo di essere». In una frase Mambor così offre una precisa immagime del suo essere artista.

Protagonista della ricerca nelle arti visive dagli ultimi anni ’50, é uno dei primi a sconfinare dalla pittura verso altri linguaggi: fotografia, cinema, performance, installazioni e il teatro, per tornare comunque sempre alla pittura.
Continuando a lavorare sul linguaggio e sugli elementi costitutivi dell’arte, ha avviato una sperimentazione sul rapporto tra organismo e ambiente, tra arte e vita, sul cambiamento dello sguardo e dei punti di vista, sulle relazioni interne ed esterne, su separazione e unità.
Mambor, negli oltre 55 anni di impegno artistico, ha rinnovato instancabilmente le forme e approfondito la conoscenza di sé, inventando dispositivi di comunicazione che coinvolgessero lo spettatore, lasciando opere, anche inedite, di grande valore per la contemporaneità.

Dominique Stella, con Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, ha selezionato per questa retrospettiva circa 80 pezzi, datati dai primi anni sessanta e sino al 2014, con le ultimissime creazioni. Sono opere che documentano le diverse espressioni, i molteplici linguaggi di Mambor: pittura, fotografia, performances installazioni… testimonianze fotografiche del suo teatro sperimentale.

Il Progetto Mambor delle Gallerie del Credito Valtellinese è completato dalla proiezione di un documentario sull’artista e da una performance teatrale con Paola Pitagora e Igor Horvat.

Orari e ingressi
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
da martedì a sabato 13.30-19.15
chiuso domenica e lunedì, 2 giugno e dal 2 agosto al 5 settembre
INGRESSO LIBERO
Aperture straordinarie per le scuole su prenotazione

Informazioni al pubblico
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
galleriearte@creval.it – www.creval.it

Sony : Compatta nel formato, grande nelle prestazioni: è in arrivo la nuova Cyber-shot™

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  • Obiettivo ZEISS® Vario-Sonnar T* con zoom ottico 50x e zoom Clear Image 100x[i] per primi piani mozzafiato
  • Comandi manuali e mirino elettronico per scatti professionali stile reflex anche con una fotocamera compatta
  • Sensore retroilluminato CMOS Exmor RTM da 20,4 megapixel effettivi con processore d’immagine BIONZ X™
  • Optical SteadyShot™ e modalità Intelligent Active per foto e video stabili e perfettamente a fuoco
  • Inquadratura rapida e precisa dei soggetti in movimento grazie ai sistemi Lock-on AF e DMF (messa a fuoco diretta manuale)

Paesaggi sconfinati, natura esotica, volti familiari: non esistono scene impossibili per il potentissimo zoom della fotocamera Sony Cyber-shot HX350.

I fotografi più esigenti, in cerca di qualcosa di più di uno smartphone, non rimarranno indifferenti al mix di funzioni intuitive e stile reflex di questa fotocamera. Praticissima da impugnare con una sola mano, la nuova HX350 racchiude prestazioni professionali e infinite possibilità creative in un corpo compatto con obiettivo fisso.

L’obiettivo ZEISS® Vario-Sonnar T* si adatta a qualsiasi situazione di scatto, grazie al potente zoom ottico con fattore d’ingrandimento 50x, che copre dai 24 mm del grandangolo ai 1200 mm del super teleobiettivo (equivalente al formato 35 mm). Inoltre, lo zoom Clear Image raddoppia l’ingrandimento effettivo dell’ottica portandolo a ben 100xi, per immortalare edifici, persone o animali come a pochi centimetri di distanza.

Come i professionisti sanno bene, le vibrazioni non sono l’ideale per scattare foto zoommate. Lo stabilizzatore Optical SteadyShot elimina il problema, modificando rapidamente la posizione di un gruppo di elementi ottici per correggere anche i tremolii più impercettibili e restituire risultati nitidi. La modalità Intelligent Active sfrutta la tecnologia di analisi dei frame proprietaria di Sony per ottenere lo stesso effetto sui video Full HD.

I cultori della fotografia rimarranno colpiti dal sensore retroilluminato CMOS Exmor R ad alta risoluzione con 20,4 megapixel effettivi e dal velocissimo processore d’immagine BIONZ X. Anche scattando a mano libera in ambienti chiusi o in condizioni di scarsa luminosità, immagini e filmati in Full HD risulteranno sempre definiti, vividi e a prova di rumore.

Nonostante l’estrema facilità d’uso, la nuova Cyber-shot HX350 fa sul serio in fatto di funzioni. Oltre alla ghiera manuale, che consente di regolare fluidamente zoom e messa a fuoco, il corpo macchina è provvisto di un selettore delle modalità e di un pulsante personalizzabile a portata di dito, per regolare all’istante le impostazioni preferite. In più, i comandi P/A/S/M permettono di sfruttare tutte le possibili opzioni di esposizione per creare immagini e filmati Full HD di grande impatto. I registi in erba apprezzeranno anche la dovizia di dettagli della modalità di ripresa a 24p, che non ha nulla da invidiare al grande cinema.

Per le inquadrature, è possibile scegliere se affidarsi al mirino elettronico ad alto contrasto – paragonabile a quello di una Reflex digitale – oppure passare allo schermo LCD da 7,5 cm (tipo 3.0) inclinabile manualmente con una risoluzione di 921.000 punti.

Tra le funzioni più avanzate spicca Motion Shot Video, che trasforma i servizi di tennis o le prodezze sul green in sequenze di immagini sovrapposte, una per ogni frazione di secondo. Una volta terminato lo shooting, per ammirare il risultato in tutto il suo splendore è sufficiente collegare la fotocamera a un televisore 4K – ad esempio un TV BRAVIA™ compatibile con la tecnologia TRILUMINOS™ Colour, garanzia di una visualizzazione intensa e realistica.

Per ulteriori dettagli sul modello HX350, cliccare qui. La fotocamera sarà in vendita in Europa a partire da gennaio 2017.

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Informazioni ambientali

I componenti di questi prodotti sono realizzati in “SoRPlas” (Sony Recycled Plastic), una sostanza composta al 99% da materiali riciclati e ottenuta in parte da plastica recuperata.

A Los Angeles il 40° anniversario del Grande Nero Cretto: BURRI PROMETHEIA

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40° anniversario grande nero cretto, UCLA sculpture garden 1977/2017
Simposio, film, performance, installazione multimediale
Los Angeles, UCLA Department of italian cultural institute
January 9-10, 2017


Con la più estesa mostra mai concessa ad un singolo artista, il Solomon R. Guggenheim di New York ha ribadito nel 2016 il ruolo primario di Alberto Burri (1915/1995) come radicale innovatore dell’arte del secondo Novecento, precursore di soluzioni adottate da movimenti artistici quali New Dada, Noveau Réalisme, Postminimalism e Arte Povera.

Nella creazione di inedite spazialità sia in pittura che in scultura, l’artista aveva ricevuto un imprinting determinante dalla prigionia in Texas, dove nel 1946 cominciò a dipingere, e lo sviluppo di un nuovo tipo di linguaggio artistico non fu slegato dal forte richiamo che egli sentì in seguito per le grandi depressioni desertiche dell’Ovest americano.

L’evento individuato dal Dipartimento di Italiano di UCLA e dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles vuole portare in evidenza la centralità della più grande opera di Burri al di fuori dell’Italia, ovvero il “Grande Nero Cretto”, a quaranta anni dalla sua donazione all’Università: una sublimazione intima e allo stesso tempo monumentale nell’intensità della materia, che l’artista colse già nelle crepe delle pale d’altare di Piero della Francesca, quindi nelle straordinarie superfici della Death Valley californiana.

Di dimensioni imponenti (Mt 15 x 5) e composta in settecento pezzi di ceramica cotta che dalla città del pittore furono trasferiti e montati presso lo Sculpture Garden di UCLA, l’opera forma oggi un connubio di arte e architettura rivestendo anche una funzione concreta all’interno del campus. Donata da Burri all’Università come luogo prescelto per la sua prima grande mostra americana itinerante del 1977, può al tempo stesso fungere da simbolo della sua permanenza nella città di Los Angeles, a cui fu legato per circa trent’anni anni di soggiorno invernale.

XL ANNIVERSARIO GRANDE NERO CRETTO, UCLA SCULPTURE GARDEN 1977/2017
SIMPOSIO, FILM, PERFORMANCE, INSTALLAZIONE MULTIMEDIALE
La tematica scelta per lo sviluppo dell’evento è il fuoco, elemento che unisce i centri primari della ricerca del pittore nella quasi totalità dei suoi materiali (ferri, legni, sacchi, plastiche) fino alla ceramica utilizzata per il grande Cretto di UCLA. Per questo motivo verrà presentato in anteprima mondiale il film VARIAZIONI: A Visual Polyphony (2017), che metterà in luce gli inizi della sperimentazione che l’artista sviluppò con il poeta Emilio Villa (1914-2003), per la cui visionarie liriche creò le sue prime combustioni su carta.

La fotografia del film è Lisa Rinzler, acclamata cinematographer per Wim Wenders, Scorsese e altri autori contemporanei e vincitrice di Emmy, Sundance, Independent Spirit. Le immagini sono girate in gran parte nel deserto della Death Valley, dove Rinzler e il regista del film, Giuseppe Sterparelli hanno incontrato una dimensione di assolutezza, quasi un “grado zero” della terra, che ha il suo apice proprio nell’incontro ideale con il Cretto di Los Angeles. La proiezione del film sarà accompagnata da una presentazione di Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri (in video) e interventi di Gian Maria Annovi, docente italiano di USC, Università South California, Nurit Katz, Direttore Sustainability Office di UCLA.

Il procedimento naturale del bruciare, che l’artista trasformò in un elemento soggettivo e interiore – aperto alla casualità della fiamma e al primordiale tentativo di controllo operato dall’uomo sulla materia – caratterizza un secondo film, Alberto Burri e Piero della Francesca: le due rivoluzioni (2015) di Luca Severi, con la produzione di Valentina Martelli, che sarà proiettato nel secondo giorno di simposio, all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles.

Il riferimento poetico alla figura di Prometeo è un omaggio evidente alla sete di ricerca e alla disapprovazione dei limiti che furono proprie sia di Burri che del poeta Emilio Villa: a celebrazione di questo aspetto una performance percussiva di John Densmore, batterista del gruppo The Doors, dialogherà con l’installazione luminosa Desert Flows dell’artista visuale Alessandro Marianantoni esaltando i valori formali del Grande Nero Cretto.

Readings di poesie inedite di Emilio Villa sulla pittura di Burri chiuderanno l’evento nell’interpretazione del poeta Paul Vangelisti, accompagnati da Thomas Harrison e studenti di UCLA.

Ospiti:

Gian Maria Annovi, docente Italiano e Poesia d’avanguardia presso University of Southern California

Bruno Corà (videoconferenza) Presidente Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri, Città di Castello

John Densmore, compositore, attivista e musicista fondatore e batterista del complesso The Doors

Nurit Katz, direttore sustainability office, UCLA

Thomas Harrison, scrittore e attuale direttore del Dipartimento di Italiano di UCLA

Alessandro Marianantoni, ricercatore e artista visuale

Valentina Martelli, reporter, sceneggiatrice e regista, co-producer Alberto Burri e Piero della Francesca: le due rivoluzioni (2015)

Luca Severi, autore del film Alberto Burri e Piero della Francesca: le due rivoluzioni (2015)

Giuseppe Sterparelli, ricercatore indipendente e autore del film VARIAZIONI, a visual polyphony from Emilio Villa and Alberto Burri original poem (2017)

Paul Vangelisti, poeta, direttore MFA writing program presso Otis College of Art and Design Los Angeles

PROGRAMMA

Lunedì 9 Gennaio 2017
15:30 | Royce Hall 314, UCLA

Introduzione tematica Prof. Thomas Harrison

Saluto e commento critico in videoconferenza (con traduzione simultanea) Prof. Bruno Corà

Anteprima del film VARIAZIONI: A Visual Polyphony from the original poem of Emilio Villa and Alberto Burri (2017, 18’) di Giuseppe Sterparelli alla presenza dell’autore

Iconomachia: Alberto Burri and Emilio Villa, dissertazione di Gian Maria Annovi

Burri, ecologia, sostenibilità globale, di Nurit Katz

Lunedì 9 Gennaio 2017
17:00|F.D. Murphy Sculpture Garden, UCLA

Saluto di benvenuto Console d’Italia a Los Angeles, Antonio Verde

Installazione site specific di Alessandro Marianantoni per Grande Nero Cretto di Alberto Burri

Performance percussiva del musicista John Densmore

Lettura di un saggio critico inedito di Emilio Villa sull’arte di Alberto Burri di Thomas Harrison, Paul Vangelisti e graduates UCLA

Martedì 10 Gennaio
18:00 | Sala Rossellini, Istituto Italiano di Cultura, Los Angeles

Saluti istituzionali Direttrice Valeria Rumori

Proiezione film Alberto Burri e Piero della Francesca, le due rivoluzioni (2015, 50’) di Luca Severi alla presenza del regista e della produttrice, Valentina Martelli

Tavola rotonda sui documentari della rassegna con Thomas Harrison, Valentina Martelli, Luca Severi, Giuseppe Sterparelli

ENTI ORGANIZZATORI UCLA Department of Italian, Istituto Italiano di Cultura,Los Angeles

IDEAZIONE E CURATELA Giuseppe Sterparelli, Thomas Harrison

PARTNERS Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri |UCLA Division of Humanities, College of Letters & Science| UCLA Herb Alpert School of Music UCLA Department of Art History | UCLA Center for European & Russian studies | Hammer Museum

Con il gentile supporto di: UCLA Laboratory for Environmental Narrative Strategies| Environmental Humanities at UCLA | UCLA School of Theater, Film & Television | Aleksander Win | Tenute Silvio Nardi, Montalcino

Evento riconosciuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Sinibaldo Scorza, il Dürer genovese a Palazzo della Meridiana

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Palazzo della Meridiana annuncia la prima retrospettiva su Sinibaldo Scorza (1589-1631), affascinate protagonista della pittura genovese ed europea di primo Seicento, all’ “alba del Barocco” quindi, come opportunamente evidenzia il sottotitolo della mostra.
 
Anna Orlando, specialista riconosciuta a livello internazionale per i suoi studi sulla pittura fiamminga e genovese del Seicento, dopo il successo di “Uomini e Dei” sempre a Palazzo della Meridiana (febbraio – giugno 2016), aggiunge nel sottotitolo altre due annotazioni, “favole e natura”, a  focalizzare la capacità di questo maestro di trasporre sulla tela il racconto, partecipato e personale, di situazioni, atmosfere e ambienti. Accanto ai soggetti mitologici, come Circe  e Orfeo,  vi sono quelli in cui lo Scorza manifesta la propria passione per il mondo vegetale e animale, descritto con una qualità di dettagli che lo avvicina ad Albrecht Dürer, Paul Brill o Jan Brügel, ossia ai maestri fiamminghi che sappiamo per certo che Scorza vide nelle collezioni genovesi del tempo, studiò e copiò.
 
Per il grande pubblico questa mostra fornirà l’occasione per avvicinarsi, per la prima volta, a un artista molto amato dagli esperti e collezionato nei musei del mondo, da Austin in Taxas alla National Gallery di Edimburgo, ma che, sino a questo appuntamento, non era mai stato raccontato da una grande esposizione né da una monografia.
 
Pittore notevolissimo, Scorza fu anche raffinato miniaturista, incisore, nonché straordinario e indefesso disegnatore. A quest’ultimo, specifico aspetto della sua produzione, I Musei di Strada Nuova, in Palazzo Rosso, a pochi passi dal Palazzo delle Meridiana, riservano una mostra parallela.
 
Per questa storica occasione, in Palazzo della Meridiana saranno riuniti oltre sessanta dipinti, a documentare il meglio della produzione dello Scorza e degli artisti con cui egli si è formato o si è confrontato. Ai dipinti, la mostra affiancherà anche una precisa selezione di   circa trenta tra disegni, incisioni e miniature, a voler evidenziare anche questi aspetti della effervescente, poliedrica personalità artistica dello Scorza.
 
Anna Orlando, affiancata da una ampia compagine di esperti, curerà un catalogo che è di fatto la prima monografia sul pittore. Il volume, edito da Sagep, offrirà l’occasione per aggiornare gli studi sullo Scorza, personaggio la cui vita assomiglia a un romanzo.
 
Nel 1589, viene alla luce a Voltaggio, località dell’Oltregiogo oggi in Piemonte, ma allora parte della Repubblica di Genova. Di nobili origini, ha il privilegio di un’educazione umanistica, preludio per l’accesso alle alte cariche dello Stato. Ma la passione per il disegno e la pittura lo porta invece all’apprendistato artistico,  nella bottega di Giovanni Battista Paggi a Genova, uno dei più quotati pittori genovesi dell’epoca. Nel 1604 circa, non appena quindicenne, decide di trasferirsi a Genova per dedicarsi esclusivamente alla pittura.
La fama che si conquista in città, lo porta a Torino, nel ruolo di Pittore di Corte del Duca di Savoia nel 1619. Qui resta sino al 1625, quando, scoppiata la guerra tra i genovesi e il ducato sabaudo, fa ritorno a Genova.
Accusato di spionaggio, viene arrestato, imprigionato nella Torre Grimaldina di Palazzo Ducale (visitabile) e poi condannato all’esilio. Si rifugia a  Massa e da qui raggiunge Roma, nel 1626. Può rimettere piede nella Repubblica di Genova soltanto due anni dopo, felice di poter poi fare ritorno nel suo paese natale, Voltaggio, che trova però semi distrutto a seguito della guerra coi Savoia.
E sarà proprio il suo paese natale, Voltaggio appunto, a costituire il terzo polo di questo grande progetto intorno allo Scorza. Qui, dopo la chiusura delle due mostre genovesi, saranno organizzati eventi e percorsi di approfondimento sulle opere presenti in loco nei mesi estivi.
 
Informazioni e prenotazioni: www.palazzodellameridiana.it segreteria@palazzodellameridiana.it tel.  010-2541996

“Orlando furioso 500 anni” prorogata al 29 gennaio

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Visto il grande successo di pubblico e il riscontro positivo della critica italiana e internazionale, la Fondazione Ferrara Arte ha deciso di prorogare fino al 29 gennaio 2017 l’apertura della mostra Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi.
I visitatori avranno dunque 3 settimane in più per poter vedere raccolte insieme per la prima volta alcune opere straordinarie dei più grandi artisti del Rinascimento – da Mantegna a Leonardo, da Raffaello a Tiziano. Il percorso espositivo, che resterà pressoché inalterato, consentirà al pubblico di intraprendere un viaggio affascinante nell’immaginario ariostesco, tra battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e incantesimi.
Come ha sottolineato la direttrice di Palazzo dei Diamanti, Maria Luisa Pacelli, «la nostra più grande soddisfazione è di essere riusciti a realizzare una mostra che appassiona sia gli addetti ai lavori che il pubblico. Il passaparola sta richiamando sempre più visitatori individuali e sta catalizzando l’attenzione di scuole e gruppi, anche da regioni lontane, tanto da aver superato dopo 80 giorni di apertura le 80.000 presenze».
«A rafforzare la convinzione di prorogare la rassegna», aggiunge l’Assessore alla Cultura Massimo Maisto, «è stato da una parte il fortissimo interesse da parte delle scuole e dall’altra l’entusiasmo dei visitatori». Sia nei questionari rivolti al pubblico alla fine della mostra, sia sui social network, questi hanno infatti espresso giudizi molto positivi: “Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi: una mostra imperdibile”, “Fiabesco, ricco di opere di rara bellezza di altissimo livello, una eccellenza tutta italiana.”, “Ben più di una “semplice” mostra! Da non perdere!”, “Tra le mostre più belle mai viste in assoluto! Già da sola è valsa tutto il viaggio”.
Anche i dati di vendita del bookshop, gestito sempre da Ferrara Arte, che è pure editore delle proprie pubblicazioni, confermano che si tratta di pubblico attento, molto interessato e partecipe. Lo evidenzia il successo del catalogo, la cui prima edizione si è velocemente esaurita, così come quella delle guide e del libro illustrato dedicato ai più piccoli. È un pubblico che arriva a Ferrara già preparato, come si desume dal numero di visite al sito di Palazzo dei Diamanti per il download dei materiali informativi e dell’audioguida della mostra.
Questo successo si riflette anche sui diversi eventi che il Comune di Ferrara e la Fondazione Ferrara Arte, in collaborazione con altre realtà cittadine, hanno proposto in parallelo all’esposizione. Emblematico il caso delle 36 ore di maratona per la lettura integrale dell’Orlando furioso, che ha coinvolto un migliaio di “lettori” e circa 1.400 spettatori dal vivo, a cui si aggiungono oltre 70 mila persone raggiunte dai canali social dei Diamanti, restituendo così le parole dell’Ariosto a un’intera comunità che si è rivelata assai desiderosa di riviverne con immediatezza tutta la straordinaria poesia.

Informazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it | www.palazzodiamanti.it

Music Makes it home

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 UNA RICERCA SONOS SVELA I BENEFICI DELL’ASCOLTARE MUSICA INSIEME

 

Si cucina meglio, ci si abbraccia e si sorride di più, aumenta l’attività sessuale…

 

Da sempre SONOS, brand leader nella produzione di sistemi Hi-Fi wireless per la casa, offre soluzioni all’avanguardia per diffondere la propria musica in tutti gli ambienti domestici. Ma chi avrebbe mai immaginato i tanti effetti positivi del condividere una colonna sonora con i propri familiari, partner, coinquilini e amici?

 

SONOS li ha recentemente dimostrati con la ricerca Music Makes It Home: 30.000 persone in 8 Paesi sono state coinvolte in uno studio senza precedenti che ha confermato come ascoltare musica insieme nell’ambiente domestico favorisca relazioni più profonde e una maggiore intimità, renda le famiglie più felici e migliori la qualità del tempo trascorso insieme.

 

SONOS ha posto al proprio bacino di utenti 41 domande sulle proprie abitudini di ascolto, approfondendo poi la ricerca con uno studio mirato all’osservazione dei comportamenti di 109 persone (coppie, famiglie con bambini e coinquilini) all’interno di 30 ambienti domestici.

Per un’intera settimana i partecipanti non hanno potuto ascoltare musica, mentre sono stati incoraggiati a farlo quanto e come volevano nel corso di quella successiva.

 

I risultati parlano chiaro, a testimonianza del potere benefico che la musica porta con sé.

In un ambiente domestico pervaso di musica, infatti, si è stati decisamente più felici: chi ha ascoltato musica a casa ha trascorso ben 3 ore e 13 minuti in più insieme ai propri cari rispetto alla settimana che ne è stata priva. Il 43% dei partecipanti si è sentito più amato, ci si è abbracciati il 14% di volte in più e si è sorriso di più (+15%). L’83% ha affermato come i mestieri più noiosi siano apparsi meno pesanti, cucinare sia stato più bello (il tempo passato insieme ai fornelli è aumentato del 20%) e lo stesso cibo abbia avuto un sapore più buono (58% dei rispondenti). Ma non solo: si è anche registrato un +67% di attività sessuale rispetto alla settimana precedente…

 

“Per anni, gli utenti SONOS ci hanno raccontato bellissime storie di come condividere la musica abbia trasformato le loro abitazioni in vere e proprie case”, spiega John MacFarlane, SONOS Chief Executive Officer. “La nostra sfida è stata quindi quella di provare a spiegare questa trasformazione con la scienza, affidandoci a un approccio innovativo per comprendere i benefici dell’ascoltare musica in casa”.

C’è sicuramente ancora molto da scoprire, ma da questo primo esperimento SONOS ha potuto dimostrare i tanti benefici derivanti dalla condivisione di musica nell’ambiente domestico. La musica ha trasformato le abitazioni, e canzoni, playlist e album sono stati dei veri e propri catalizzatori nel rafforzamento di legami positivi e della serenità all’interno delle proprie case.

 

Guarda il video “SONOS Study MUSIC MAKES IT HOME”

 

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In vista del festività ormai imminente qui di seguito trovate le migliori proposte per un Natale secondo SONOS, con le principali caratteristiche e link alle immagini.

 

SONOS PLAY:1 | Lo speaker compatto ma incredibilmente potente

PLAY:1 è il diffusore audio intelligente che integra sapientemente hardware e software per assicurare le migliori prestazioni possibili compatibilmente con le sue dimensioni. PLAY:1 offre un’esperienza d’ascolto eccezionale, indipendentemente da dove ci si trovi all’interno della stanza e diffonde un suono HiFi profondo, cristallino, compatto e incredibilmente potente. Caratterizzato da un design compatto, può essere trasportato da una stanza all’altra senza difficoltà. Il suo utilizzo è semplicissimo: basta posizionarlo nella stanza dove si desidera ascoltare la musica e connetterlo alla rete WiFi domestica utilizzando l’App SONOS Controller e, con il semplice tocco di qualche pulsante, sarà possibile riprodurre in pochi minuti la musica preferita. PLAY:1 resiste all’umidità e consente all’utente di ascoltare le proprie canzoni preferite in ambienti affetti da carenza di musica, come il bagno e il terrazzo. Creata da chi ama la musica per chi ama la musica, riproduce qualsiasi musica l’utente voglia ascoltare: dai servizi di streaming più famosi ai servizi on-demand, dalla la radio via Internet e i podcast agli audiolibri preferiti e all’immancabile raccolta di tracce scaricate.

Prezzo consigliato: 229€

Colori disponibili: bianco/nero

Maggiori informazioni: http://www.SONOS.com/it-it/shop/play1.html

Immagini: https://www.dropbox.com/sh/jthlcfb6gujeifs/AADI4f4HhkIIoi5anFhG5s2Wa?dl=0

 

SONOS PLAY:5 | Lo speaker più grande dal suono più intenso per un suono senza paragoni

PLAY:5 è lo smart speaker top di gamma di SONOS in grado di offrire all’utente un’esperienza d’ascolto paragonabile al mastering in studio di registrazione. È costituto da sei driver sincronizzati e dedicati, da tre mid-woofer che assicurano una riproduzione fedele e omogenea delle medie frequenze e bassi profondi e potenti e da tre tweeter che garantiscono alti cristallini a qualsiasi volume. Lo speaker produce un suono più ampio, creando un sound avvolgente che riempie la stanza con una precisa separazione di voci e strumenti. SONOS PLAY:5 è caratterizzato da un design innovativo e unico che sfrutta al meglio la tecnologia wireless in grado di garantire all’utente un’esperienza d’ascolto senza interruzioni.

Prezzo consigliato: 579€

Maggiori informazioni: http://www.SONOS.com/it-it/shop/play5.html

Immagini: https://www.dropbox.com/sh/k989zddr854d6i3/AAA-HXe7LaivLSKPxD3003GHa?dl=0

 

SONOS PLAYBAR | Soundbar home theater e diffusore musicale all-in-one

La PLAYBAR di SONOS è l’ideale per chi desidera circondarsi di un’esperienza audio iperrealistica e fruire di tutta la potenza sprigionata da un vero concerto live o dal coinvolgente videogioco perché, collegata al proprio TV, si trasforma in un autentico impianto Hi-Fi in alta definizione. È composta da nove diffusori disposti in modo da creare “direzionalità” e quindi un campo sonoro più ampio ed è estremamente facile da installare. SONOS PLAYBAR diffonde la musica in modalità senza fili, semplicemente tramite la rete Wi-Fi domestica ed è integrabile nel sistema Multi-Room SONOS.

Prezzo consigliato: 799€

Maggiori informazioni: http://www.SONOS.com/it-it/shop/playbar.html

Immagini: https://www.dropbox.com/sh/5e33ypoo9yjdm1w/AAApsW_AzKbqQcoeRuwBdXmsa?dl=0

 

SONOS SUB | Il compagno perfetto per SONOS PLAYBAR

Il subwoofer SUB è in grado di aggiungere bassi decisamente più profondi a qualsiasi speaker SONOS (o componente amplificato) permettendo di sentire particolari della musica che altrimenti passerebbero inosservati. Questo perché SUB si fa carico di produrre frequenze molto basse, lasciando agli altri diffusori il solo compito di perfezionare le frequenze medio-alte. Funziona con tutti gli speaker o componenti SONOS amplificati. Intensifica i boati dell’home theater accoppiandolo alla PLAYBAR, esalta i bassi di ogni brano con PLAY:1, PLAY:5 o con gli speaker collegati al CONNECT:AMP. Nella maggior parte dei casi, i subwoofer sono delle grandi scatole nere con poca personalità o design e per questo vengono spesso riposti in un angolo. Tutti i componenti di SONOS SUB, compresa la sua forma a “O”, sono stati invece progettati per massimizzare la qualità audio ed essere al contempo belli esteticamente.

Prezzo consigliato: 799€

Maggiori informazioni: http://www.SONOS.com/it-it/shop/sub.html

La Polizia Scientifica impegnata a risolvere il mistero del vero volto di Palladio

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Comunicato stampa

L’indagine sul “vero volto del Palladio” sta coinvolgendo anche la Polizia Scientifica, settore d’eccellenza della Polizia di Stato italiana. Esperti della Scientifica stanno infatti applicando le più avanzate tecniche investigative per analizzare tutti i ritratti attribuiti al Palladio.
Con le modalità tipiche delle indagini più complesse, i tecnici della Polizia Scientifica stanno mettendo a confronto, nei laboratori d’avanguardia del Servizio di Roma, i presunti ritratti dell’architetto rinascimentale raffigurati nei dipinti esposti nella mostra “Palladio. il mistero del volto” proposta al Palladio Museum a Vicenza.
Ad essere confrontati sono i singoli particolari dei visi, in alcuni casi ottimizzati anche attraverso il ricorso alla tecnica dell’age progression.
Per la Scientifica è una occasione preziosa per valorizzare il proprio lavoro in un ambito inconsueto, ricco di suggestioni e per verificare se l’applicazione del metodo scientifico conduca agli stessi risultati della ricerca storica parallelamente condotta dei curatori della mostra. L’esperienza “Palladio” potrà tornare sicuramente utile per ricerche future applicate alla giustizia.
Nella mostra allestita sino al 4 giugno al Palladio Museum, l’attività della Scientifica sarà illustrata da due postazioni multimediali. La prima destinata a presentare ai visitatori l’attività istituzionale, la seconda per evidenziare i primi steps della ricerca in atto sul Palladio.
L’equipe al lavoro su questa singolare indagine non si sbilancia sui tempi necessari a concluderla, vista la complessità del caso. L’obiettivo è di poter rendere note le risultanze già entro il prossimo mese di gennaio. Se tutto funzionerà al meglio e se ciò che emergerà dai dati scientifici dovesse effettivamente collimare con le ipotesi formulate dai curatori della mostra, forse, per la prima volta dopo 500 anni, Andrea Palladio avrà veramente un volto credibile, tra i troppi, discordanti, che l’iconografia internazionale gli ha attribuito in questi cinque secoli.

Aperta dal martedì alla domenica, 10-18.
http://www.palladiomuseum.org/exhibitions/volto
Twitter / Facebook / Instagram: PalladioMuseum
press@palladiomuseum.org
Tel. +39 0444 323014 / Fax 0444 322869

A Treviso apre il Museo della Collezione Salce

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Treviso. La Raccolta Salce, che è la più importante del settore in Italia e in Europa divide il primato con il parigino Musée de la Publicité (oggi Museé des arts décoratives), per iniziativa del Ministero per i Beni Culturali – che ne è il proprietario – ha trovato collocazione finalmente adeguata. In due antichi spazi nel cuore di Treviso, recuperati dal Ministero per la nuova funzione. Si tratta della medievale Chiesa di Santa Margherita e dell’edificio comunicante con la Chiesa di San Gaetano, nella centralissima via Carlo Alberto.
Nella prima delle due, la chiesa di Santa Margherita, stanno trovando collocazione, in grandi cassettiere tecnologiche, i 24.580 manifesti raccolti da Nando Salce e dalla moglie Regina Gregory. E, accanto ad essi, i laboratori scientifici indispensabili per garantire la loro perfetta conservazione e manutenzione.
“Naturalmente questi ambienti sono stati pensati per la conservazione e non per una fruizione pubblica allargata, chiarisce Marta Mazza, direttore del nuovo Museo Statale Collezione Salce “Per ovvi motivi di conservazione e gestione l’accesso diretto a questo grande deposito sarà limitato agli studiosi. Tuttavia ciò che non può essere fisicamente messo a disposizione del pubblico, viene integralmente posto a disposizione di tutti, accedendo al sito www.collezionesalce.beniculturali.it dove vengono proposte le immagini di tutti i 24.580 nostri manifesti. A regime, a fine 2018, in Santa Margherita potrà essere ricavato anche uno spazio ulteriore per esposizioni dedicate.”
Dall’8 aprile sarà invece aperto al pubblico l’importate spazio per mostre temporanee del Museo Salce, ricavato dallo storico immobile annesso alla Chiesa di San Gaetano, già Chiesa dei Cavalieri Templari con il titolo di San Giovanni al Tempio. Questi ambienti sono pronti ad accogliere mostre dedicate alla Collezione che, con ogni 4 mesi ne illustreranno una sezione, un tema o un autore. I 4 mesi previsti per ciascuna mostra costituiscono il tempo massimo previsto dai protocolli di conservazione di questi preziosi e fragili materiali cartacei.
I visitatori delle mostre avranno la possibilità di ammirare anche il San Gaetano, chiesa ancora consacrata, che grazie a questo progetto ministeriale, viene finalmente riaperta. Città e turisti ritrovano così un affascinante luogo di culto, da tempo escluso alle visite. Con la sua magnifica quadreria e un organo del grande Callido.

Per l’apertura degli spazi museali di San Gaetano, il Direttore Marta Mazza, ha previsto la prima di tre successive mostre di un ciclo denominato “Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce”. La mostra di apertura darà conto, per capolavori assoluti, della parte più antica della Raccolta, quella dedicata alla “La Belle Epoque”. Le mostre successive riguarderanno i manifesti del periodo “Tra le due guerre” e, infine, “Dal secondo dopoguerra al 1962”. In modo da offrire, nell’arco di un anno, un excursus, sia pure di estrema sintesi, nel percorso temporale della magnifica Collezione che accoglie manifesti datati tra il 1885 e il 1962.

Nel 1895, fu l’immagine di una procace donnina che campeggiava, per opera di Giovanni Maria Mataloni, nel manifesto della “Società Anonima Incandescenza a Gas” a colpire il giovanissimo Nando. Che, al prezzo di una lira, riuscì ad ottenere dall’attacchino comunale l’agognata immagine. Era l’inizio di una passione che lo avrebbe portato, anche con l’aiuto della moglie Regina Gregory, ad accumulare nella loro casa migliaia di manifesti.
Nemmeno Nando riusciva a conoscere il numero dei pezzi da lui raccolti, tanto che l’inventario effettuato dopo il suo lascito della Collezione al Ministero li ha quantificati in poco meno di 25 mila, il doppio di quanto il collezionista supponesse.
Ma a colpire della Collezione Salce non è solo il dato quantitativo, oggettivamente strabiliante per una singola collezione privata, bensì sopratutto quello qualitativo.
Per questa sua passione Nando volle essere affiancato anche di esperti al massimo livello, creando una rete di rapporti che gli garantirono il meglio di quanto veniva proposto in Italia (ma non solo) nel settore della grafica pubblicitaria. Così come riuscì a intessere rapporti di collaborazione con editori e tipografi specializzati nel ramo pubblicitario (Wild e Tensi di Milano, Alessandro Marzi di Roma, Salomone di Roma, Chappuis di Bologna, Ricordi di Milano, Cassan di Tolosa, Hirth’s Verlag e Bruckmann di Monaco di Baviera), con le ditte e le aziende committenti, con gli stessi cartellonisti (del Mataloni, l’autore del primo manifesto collezionato, rimase ammiratore fedele, al punto da commissionargli il disegno della sua carta intestata), con gallerie specializzate (Sagot di Parigi).
“La realizzazione del nuovo Museo Salce, nella sua doppia sede in Santa Margherita e in San Gaetano, ha richiesto un investimento di oltre 6 di euro, interamente garantito dal Ministero per i Beni Culturali, ricorda il Direttore del Polo Museale Veneto, Daniele Ferrara. Grazie ad esso, a 55 anni dalla scomparsa del collezionista e dal sua lascito, la Collezione ha trovato una collocazione consona, dopo essere stata ospitata in modo provvisorio in diverse sedi, tra cui i Civici Musei di Treviso. Tutti i 24580 manifesti Salce sono stati catalogati e fotografati e, con l’apertura del Museo, saranno disponibili anche on line. Tappe di un progetto organico che ha consentito di assicurare loro una “casa” definita e che segna un momento importante per la valorizzazione pubblica di questo immenso, affascinate patrimonio. Che non riguarda solo la storia della comunicazione ma anche quasi un secolo di storia del costume dell’Italia e degli italiani”.

Info: www.collezionesalce.beniculturali.it

Gauguin-Nabis supera i 25 mila visitatori

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Gauguin-Nabis supera i 25 mila visitatori
ed estende l’apertura a tutti i lunedì
La mostra al Roverella è già un successo.
E scatta una promozione speciale con ASM SET

Alla dodicesima settimana di apertura, la mostra del Roverella ha superato la boa dei primi 25 mila visitatori, un dato che Fondazione Cariparo valuta come “molto positivo”.
Quello della Fondazione è un giudizio che deriva da elementi oggettivi, in particolare dal raffronto tra i numeri che sta conquistandosi questa mostra dedicata a “Gauguin e i Nabis” e quelli della esposizione che l’ha preceduta.
Nel 2015, la mostra dedicata a “Il Demone della modernità”, infatti, sempre alla dodicesima settimana, era stata ammirata da 19.534 persone, ovvero da un 26% di visitatori in meno rispetto all’attuale.
L’eccellente performance de “Gauguin e i Nabis” fa ben sperare per il risultato finale (alla conclusione della mostra, prevista per il 14 gennaio, mancano ancora 5 settimane). Per questo la sede espositiva di Palazzo Roverella sarà aperta anche tutti i lunedì, dando così modo ai visitatori di avere più giorni a disposizione per visitarla.
Se l’affluenza di pubblico proseguirà con il ritmo finora registrato, questa mostra risulterà tra le più visitate della storia espositiva di Palazzo Roverella, inferiore forse solo a “L’Ossessione Nordica”, la mostra più visitata di tutti i tempi a Rovigo.
Per queste ultime settimane, scatta anche una nuova “Promozione Speciale” di notevole rilievo territoriale.
Fondazione Cariparo e ASM SET, l’azienda che fornisce elettricità e metano al Rodigino, hanno infatti sottoscritto un accordo riguardante la Mostra. Nei 5 sportelli di ASM SET presenti a Rovigo, Lendinara, Occhiobello, Castelnuovo Bariano e Adria, l’azienda di servizi metterà a disposizione dei propri utenti dei coupon dedicati alla mostra. Presentando questi coupon alla biglietteria di Palazzo Roverella, si potrà accedere all’esposizione usufruendo di un biglietto a tariffa ridotta anziché intera (9 euro anziché 11).
Un modo ulteriore di rafforzare la strategia della Fondazione tesa a stabilire rapporti sempre più partecipati tra gli eventi culturali da essa promossi e il territorio nelle sue diverse espressioni. Il Presidente di ASM SET ribadisce l’importanza di sostenere la cultura nel nostro territorio ed elogia l’iniziativa.