Festival Biblico: grandi Eventi a Vicenza

Read More

A VICENZA APRE LA LECTIO SOCIALE DI ANDREA RICCARDI, FONDATORE DI SANT’EGIDIO
VICENZA DAL 27 MAGGIO AL 29 MAGGIO

Testimonianze dai fronti “caldi”, tavole rotonde con esperti sul tema, riflessioni sulla declinazione del significato di Pace a partire dai concetti di giustizia e uguaglianza sociale tra lectio magistralis, dibattiti, spettacoli, concerti, mostre, aperitivi biblici e meditazioni. Oltre 60 gli eventi che chiuderanno a Vicenza la XII edizione del Festival Biblico, dal 26 al 29 maggio, con ospiti come il premio Nobel per la PaceAdolfo Pérez Esquivel, don Luigi Ciotti, Nando dalla Chiesa, Ernesto Olivero, Ágnes Heller, Nuria Calduch-Benages, José Tolentino Mendonça, Vittorino Andreoli, Orchestra di Piazza Vittorio, Filippo Faes, Don Antonio Mazzi.
L’INAUGURAZIONE
L’evento inaugurale di quest’anno, giovedì 26 maggio sera alle 20.45 nel Tempio di San Lorenzo, rompe un po’ la tradizione e sarà una lectio “sociale” con Andrea Riccardi, storico contemporaneo e fondatore della Comunità di Sant’Egidio: un testimone importante di Pace, che regalerà una panoramica puntuale sulla situazione storica attuale ma soprattutto racconterà, attraverso la sua opera a Sant’Egidio, cosa significa “creare Pace”.

I 4 PERCORSI: Nel Festival vicentino il programma prende vita in 4 filoni trasversali, che da quest’anno vogliono diventare anche percorsi con un chiaro valore simbolico – sensoriale, ciascuno collegato a un “senso” e a un’azione.

1) Percorso Biblico. “Per darsi la Parola”
Le lectio magistralis sono state pensate come un vero e proprio viaggio alla ricerca del senso di Giustizia e Pace all’interno dei singoli libri delle Sacre Scritture. Dalla violenza, ingiustizia e morte che perdono di fronte al “cavallo bianco” rappresentante il Cristo dell’Apocalisse, fino alla “Città della Giustizia” di Isaia. Le guide speciali di questo percorso saranno molti biblisti e teologi nazionali e internazionali.
Federico Giuntoli, insieme ad Aldo Martin, offrirà una riflessione sulla giustizia nei primi testi della Bibbia, segnati spesso da violenza e vendetta. Come conciliare la violenza presente nella Bibbia con la giustizia e la pace? Come mettere insieme il Dio dell’ira e il Signore delle misericordie? (venerdì 27 maggio ore 16.00 Palazzo delle Opere Sociali). Ombretta Pettigiani, introdotta dal giornalista Paolo Pegoraro, si soffermerà sulla purificazione di Gerusalemme “Città della giustizia” narrata da Isaia (venerdì 27 maggio ore 18.00 Palazzo delle Opere Sociali) mentre Andrea Vaona, docente di Storia della Chiesa, condurrà una meditazione a partire dai testi della tradizione francescana (venerdì 27 maggio ore 9.00 Chiesa di Santo Stefano). Nuria Calduch-Benages descriverà invece la figura di Donna Sapienza in relazione alla giustizia (sabato 28 maggio ore 16.00 a Palazzo delle Opere Sociali); José Tolentino Mendonça, indagherà “La misericordia sconcertante di Gesù” introdotto dal giornalista Alessandro Zaccuri (domenica 29 maggio ore 11.00 Tenda del Festival in Piazza Duomo). Un’analisi del “frutto della giustizia” seminato con la Pace, di cui parla la Lettera di Giacomo la farà infine Marida Nicolaciaccompagnata dal giornalista Simone Bruno (domenica 29 maggio ore 12.00 Palazzo delle Opere Sociali). Tra gli ospiti di questo percorso anche Erik Noffke e Earl Lavender.

2) Cultura e Società. “Per stringere le mani”
Il percorso antropologico e culturale racconterà tutte quelle sfaccettature psicologiche e interiori, sociali e comunitarie, economiche e geopolitiche che creano o distruggono le condizioni per la Pace. Si alterneranno filosofi, sociologi, economisti, giornalisti, psicologi e molti studiosi.
La filosofa ungherese Ágnes Heller cerca una possibilità di Pace, tra utopie e previsioni catastrofiche nell’evento “Il vento e il vortice”confrontandosi con Riccardo Mazzeo (venerdì 27 maggio ore 21.00 Tenda del Festival Piazza Duomo). Nella stessa giornata, il pedagogistaJohnny Dotti riflette con il sociologo ed economista Mauro Magatti sulle potenzialità del lavoro come luogo di generazione di benessere personale e giustizia sociale (ore 11.00 Palazzo delle Opere Sociali). Tra gli incontri più attesi sicuramente c’è quello con don Luigi Ciotti e il sociologo Nando Dalla Chiesa, insieme per ricordare il “giudice ragazzino” Rosario Livatino, ucciso dalla mafia e per ragionare sulle sfide di legalità in un contesto di malaffare sempre più subdolo e pervasivo (sabato 28 maggio ore 15.30 Tenda del Festival Piazza Duomo). Tra i grandi ospiti lo psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli che parlerà dell’importanza della pace interiore e spiegherà come la ricerca di Dio nelle “piccole cose” possa incidere su grandi eventi (sabato 28 maggio ore 18.30 Tempio di Santa Corona). Un evento a più voci dal titolo“Spazi di perdono” con, tra gli altri, SERD di Vicenza e Progetto Johnathan sviluppa il tema della pace all’interno del “mondo carcere”: inclusione sociale, sanità fuori e dentro le mura e tante storie di vita (sabato 28 maggio alle 10.30 Tenda del Festival Piazza Duomo).

3) Spettacoli e Arti. “Per moltiplicare il gusto”
Interpretazione, valorizzazione e partecipazione. Sono queste le chiavi di lettura della programmazione artistica: performances, spettacoli,concerti e animazioni con 6 eventi principali animeranno la città di Vicenza.

Alla danza il compito di interpretare il tema dell’edizione con performance coreografiche che cattureranno l’occhio e il pensiero anche del pubblico “di passaggio”, grazie al palcoscenico a cielo aperto tra le colonne di Piazza dei Signori. “ORO D’ORE. Echi di un presente a venire”è il titolo dello spettacolo della Compagnia Naturalis Labor, per cinque danzatori e la regia di Silvia Bertoncelli (repliche venerdì, sabato e domenica). L’evento clou è rappresentato dal ritorno di un grande evento di piazza, grazie all’apporto del Comune di Vicenza, con il concerto a ingresso libero in Piazza dei Signori dell’Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble multietnica ormai famosa in tutto il mondo, nata nel 2002 nel rione Esquilino a Roma grazie all’auto-tassazione di alcuni cittadini. Una realtà unica che per il Festival eseguirà ‘Credo’, un oratorio interreligioso che vuole tradurre in musica l’espressione “dialogo interculturale” (venerdì 27 maggio ore 21.30 Piazza dei Signori). Teatro e musica, sorrisi e lacrime, spettacolo e riflessione si mescolano in “Brundibar – Il suonatore di organetto”, con una recita dedicata al pubblico delle scuole, il sabato mattina, e una a quello delle famiglie, il pomeriggio. Sul palcoscenico del Teatro San Marco,solisti, coro di voci bianche e orchestra delle Scuole Musicali “Jan Novák” e “Riccardo Zandonai” di Rovereto e della Vallagarina(direzione musicale di Klaus Manfrini, regia di Michele Comite). Un felice ritorno nella programmazione è quello del maestro Enrico de Angelis, giornalista, storico della canzone e direttore artistico del Club Tenco. I suoi commenti e i suoi racconti faranno da intervallo e da sfondo a una sera dedicata alla musica leggera: “Mille papaveri rossi”, reading-concerto tutto al femminile con ben 10 cantanti donneaccompagnate da musicisti (sabato 28 maggio ore 21.30 Piazza dei Signori). Da segnalare poi la conversazione-concerto del musicista e intellettuale Filippo Faes (domenica 29 maggio ore 10.30 Stradella S. Nicola) e il particolarissimo ed emozionante Silent Play a cura delCentro di produzione teatrale La Piccionaia. Qui la partecipazione del pubblico e l’interpretazione del tema hanno il loro coronamento:“Partire è un po’ morire?” è un’esperienza dalla parte di chi fugge, resa possibile grazie allo “spettacolo” radioguidato (domenica 29 maggioPiazza dei Signori a partire dalle ore 15.00 con varie repliche).

4) Testimoni di pace. “Per aprire gli occhi”
Per questa XII edizione è stato pensato un filone speciale per ascoltare le testimonianze di chi vive i conflitti e agisce in essi per costruire percorsi di Pace. Tra gli ospiti Ernesto Olivero, fondatore del Sermig e promotore dell’Arsenale della Pace di Torino, al Festival per proporre possibili cammini di Pace a partire dalla sua ispirante esperienza personale (sabato 28 maggio ore 18.00 Tenda del Festival Piazza Duomo). “Quale futuro per l’Africa?” è l’interrogativo che animerà invece l’intervento di Mauro Garofalo, mediatore internazionale, su un continente sfruttato e spesso dimenticato che rivendica giustizia e dove si può costruire una Pace dai risvolti globali. A portare la loro testimonianza anche alcuni profughi (sabato 28 maggio ore 20.30 Tenda del Festival Piazza dei Signori). In un evento “Festival – off”, mercoledì 1 giugno(ore 18.30 Palazzo delle Opere Sociali), ci sarà inoltre Adolfo Pérez Esquivel, pacifista argentino e vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 1980 in seguito alle sue denunce contro gli abusi della dittatura militare.
LA CONCLUSIONE: L’evento finale, “Religioni per la Pace”, domenica 29 maggio alle 19.00 in Piazza dei Signori, è un vero e proprio invito aperto a tutti i cittadini: diverse religioni insieme, con il pubblico del Festival, per testimoniare in pratica prima ancora che con la riflessione, l’unità nella costruzione della pace. Dopo una breve introduzione ogni religione condividerà un messaggio, cui seguirà un momento di silenzio e un momento simbolico finale comune, per rilanciare oltre il Festival il messaggio di pace. Interverranno p. Stefano Cavalli, Istituto Studi Ecumenici, Venezia; Kamel Layachi, Comunità islamica del Triveneto; Vittorio Robiati Bendaud della Comunità Ebraico di Milano; Yoshizaku Tsumaraya, Movimento Buddhista Giapponese Rissho Losei-kai e Svamini Hamsananda Giri, Italian Hindu Union. Modera Paolo Frizzi del movimento dei Focolari e docente di dialogo interreligioso. Introduce mons. Roberto Tommasi, docente di Filosofia e Presidente del Festival Biblico.


E inoltre…
LA LINFA DELL’ULIVO
Sono tre gli appuntamenti del programma 2016 della Linfa dell’Ulivo, rassegna a cura dell’Ufficio Pellegrinaggidella Diocesi di Vicenza che dal 2012 è parte integrante del Festival Biblico. Il primo vedrà protagonista il celebre archeologo israeliano Dan Bahat, considerato il più grande esperto mondiale della Gerusalemme antica. Bahat parlerà de “Il Re Davide conquista Gerusalemme. Tra storia, Bibbia e nuove scoperte archeologiche” (sabato 28 maggio ore 10.00 Palazzo delle Opere Sociali). Nel secondo appuntamento“Un seme che cresce: la testimonianza di vita di don Andrea Santoro”, Maddalena Santoro traccia un profilo del fratello, ucciso il 5 febbraio 2006 in Turchia (domenica 29 maggio ore 10.00 Tenda del Festival Piazza Duomo). A chiusura, un’altra importante testimonianza:suor Deema, monaca della comunità di Deir Mar Musa in Siria parlerà di “Terre bibliche tra guerra e pace”, a tre anni dal rapimento di padrePaolo Dall’Oglio (domenica 29 maggio alle 17.00 all’Oratorio del Gonfalone).

LE MOSTRE
La proposta delle mostre mette insieme molti linguaggi artistici, per raccontare la Pace come sentire popolare in forme differenti. Installazioni, accessori di design, fotografia, artigianato, scultura e i materiali più diversi, da quelli popolari e grezzi a quelli più astratti e innovativi, saranno i protagonisti dell’arte di questa XII Edizione. Il tema della Pace non poteva non mettere in primo piano ilreportage fotografico come testimonianza di popoli e luoghi martoriati. Linda Dorigo e Andrea Milluzzi propongono al Palazzo delle Opere Sociali “Nostalghia. Viaggio tra i cristiani d’Oriente”: il resoconto di un viaggio tra le comunità cristiane di nove Paesi del Medio Oriente, Iraq, Iran, Libano, Egitto, Israele, Palestina, Giordania, Siria e Turchia (in esposizione dal 19 maggio). Sempre a partire da luoghi di guerra, divenuti laboratori di Pace, si muove l’esposizione di artigianato locale ospitata da Galleria Celeste dal titolo “Donne della Bosnia Erzegovina per la pace” (in mostra dal 19 maggio). Nella cripta e cappella Valmarana di S. Corona trova spazio la personale di Jacques Toussaint “L’Esprit des Lieux”, curata da Axa – Associazione artisti per l’arte sacra di Vicenza (in mostra dal 19 maggio), mentre, sempre di Axa, nella suggestiva Loggia di Palazzo Chiericati, sarà allestita “Insania” di Manuela Bedeschi. Mediante forme e materiali luminosi l’artista interpreta il tema della Pace come dialettica non ancora risolta fra equilibrio e squilibrio, armonia e disarmonia. A cura diMuseo Diocesano la mostra ospitata all’Oratorio del Gonfalone “Schegge di Vangelo. Da frammenti di morte a racconto di salvezza”(aperta dal 29 aprile al 5 giugno) con i reperti della Grande Guerra, raccolti e composti in molti decenni da don Adriano Campiello. Tra le curiosità dell’edizione 2016 va segnalata la mostra del CantiereBarche14 “Il santino – testimone di pace, dona pace a chi lo custodisce”, una mostra-concorso di design in cui un antico strumento di fede popolare viene riletto nelle forme della contemporaneità più spinta. Completano la proposta due mostre dedicate all’anno della Misericordia, entrambe dal 26 al 29 maggio alla Loggia del Capitaniato inPiazza dei Signori. La prima, a cura del PIME, presenta le opere di misericordia vissute nelle missioni di tutto il mondo; la seconda, a cura della Cooperativa Solidarietà e Servizi di Pavia, mette insieme le opere realizzate nel Progetto dei laboratori di pittura per i Centri diurni disabili.
I LIBRI. Il programma degli incontri con gli autori si apre con un tema attuale, la giustizia riparativa. A parlarne padre Francesco Occhetta, gesuita e redattore de La Civiltà Cattolica che presenterà “La Giustizia Capovolta” delle Edizioni Paoline. (venerdì 27 maggio ore 16.00Tenda del Festival Piazza Duomo). L’incontro con gli Autori della Collana EMI, Fare misericordia, offre piccoli suggerimenti per praticare un cristianesimo semplice che metta insieme la prospettiva spirituale con quella sociale e politica. Ci saranno i teologi Cristina Simonelli eChristian Albini e il sacerdote don Giovanni Nicolini (sabato 28 maggio ore 16.30 Oratorio del Gonfalone). Al Festival anche l’approfondimento biblico di Paolo Curtaz che presenta “Ritorno. Incontrare il Dio della Misericordia” (sabato 28 maggio alle 17.30 Tenda del Festival Piazza Duomo). Le religioni, spesso accusate di fomentare la violenza, offrono un messaggio per tutti gli uomini sulla strada del “diventare più umani”. A partire da questa intuizione si muove la presentazione del testo di Sergio Paronetto, “Amare il mondo, creare la pace. Papa Francesco e Tonino Bello” Edizioni Meridiana, sul rapporto tra la figura del vescovo Tonino Bello e papa Francesco (sabato28 maggio ore 10.00 Oratorio del Gonfalone). Infine, verrà approfondito il testo “Gerusalemme, dove tutti siamo nati”, Edizioni Terra Santa, in un incontro-testimonianza con don Antonio Mazzi (domenica 29 maggio ore 15.00 Tenda del Festival Piazza Duomo).
ANIMAZIONI BIBLICHE Il Festival Biblico a Vicenza punta a coinvolgere tutte le generazioni con appuntamenti ed esperienze “attive”. La mattina di venerdì 27 maggio FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) propone una marcia per bambini, un cammino con momenti di silenzio e di canto, per dire simbolicamente insieme che la pace è possibile. Con gli insegnanti e le famiglie, anche i più piccoli si impegnano in prima persona e lanciano un messaggio di speranza a tutti. I percorsi tra arte e Bibbia proposti da don Dario Vivian e Lidia Maggi si concludono, come ormai da tradizione, con gli aperitivi biblici, piacevoli degustazioni al termine delle riflessioni. Gli appuntamenti sono alleGallerie d’Italia, Palazzo Leoni Montanari, con due visite guidate: “Il bacio della morte” (28 maggio) e “Il bacio della vita” (29 maggio). Udito e vista insieme, per cogliere i sensi delle Scritture. L’ascolto della pagina biblica, attraverso la riflessione di Lidia Maggi, si trasforma in visione, con il commento teologico delle icone di Vivian. I giovani tra i 18 e i 40 anni avranno l’opportunità, sabato 28 maggio, di provare un’esperienza di evangelizzazione di strada, per annunciare Gesù ai loro coetanei: l’evento è intitolato “Una luce nella notte” e si svolge dalle 21.00 alle 24.00. Lo precedono attività preparatorie nel pomeriggio, di preghiera e riflessione. Chiunque sia interessato può contattare il numero 0444 226566 o scrivere a giovani@vicenza.chiesacattolica.it.

Il tempo di Signorini e De Nittis al Centro Matteucci di Viareggio

Read More

Il nuovo appuntamento viareggino della Fondazione Centro Matteucci per l’Arte Moderna (dal 2 luglio 2016 al 26 febbraio 2017) è molto di più di una pur emozionante carrellata di capolavori di De Nittis, Zandomeneghi e Boldini affiancati a opere non meno superbe di Signorini, Lega e degli altri protagonisti del momento macchiaiolo.
E’ il racconto per immagini – e che immagini – di una “singolar tenzone”, mai ufficialmente dichiarata eppure vissuta con passione, tra due fini intellettuali e grandi esperti d’arte nella Milano di via Manzoni, all’indomani del secondo conflitto mondiale.
I due, Enrico Piceni (1901 – 1986) e Mario Borgiotti (1906 – 1977), avevano abitazioni e collezioni a pochi passi di distanza. Entrambi frequentavano il bel mondo della cultura del tempo.
Il primo, Piceni, si occupava della Medusa e dei Gialli per Arnoldo Mondadori, era traduttore di Dickens e della Brönte, amico di Montale e di Vergani. E soprattutto appassionato estimatore degli “Italiani di Parigi”, ovvero Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi e Giovanni Boldini. Di loro cercava, e sapeva conquistarsi, opere di qualità sublime.
Il secondo, livornese di nascita e di spirito, giunse a Milano dopo essersi “formato” alle Giubbe Rosse di Firenze, amico di Papini, Cecchi e Soffici. Musicista e violinista. Ma sopratutto innamorato dei “suoi” macchiaioli. Che naturalmente cercava, anche lui dopo una selezione quasi maniacale, di condurre nella sua collezione.
Giuliano Matteucci, grazie alla collaborazione con la Fondazione Enrico Piceni e del Comune di Viareggio e grazie soprattutto al suo personale prestigio internazionale, è riuscito a proporre al pubblico, insieme, le collezioni personali dei due protagonisti, la prima confluita nel patrimonio della Fondazione Piceni, la seconda tutt’ora nella disponibilità della famiglia Borgiotti. L’occasione è di quelle da non perdere. Per la suggestione del confronto culturale, innanzitutto. E poi perché molte delle opere che saranno in mostra al Centro Matteucci sono rimaste “private” da decenni, invisibili e non concesse a nessuna mostra e museo. Giuliano Matteucci inoltre affianca ai capolavori delle due collezioni milanesi un ristretto, essenziale, nucleo di altre opere di confronto, anch’essa scelte tra i vertici sia dell’Ecole Italienne che dei Macchiaioli.
Proprio in relazione alla eccezionalità di questa mostra, degna di un grande museo internazionale, il periodo espositivo sarà particolarmente “importante”. Non solo la tradizionale stagione dell’estate viareggina ma l’autunno e poi il primo inverno, sino al 26 febbraio del 2017, perché questa mostra è molto di più che una “occasione estiva”.
Il titolo di questa affascinante esposizione – “Il tempo di Signorini e De Nittis. L’Ottocento aperto al Mondo nelle Collezioni Borgiotti e Piceni” – è una citazione ed un omaggio a Diego Martelli che sognava già nell’Ottocento una raccolta di arte italiana di respiro internazionale. Quel sogno, fatto proprio da Giuliano Matteucci, si è tradotto, qui, in palpitante realtà.

Mostra in collaborazione con Fondazione Enrico Piceni e Comune di Viareggio

Progetto di Giuliano Matteucci
Catalogo a cura di Claudia Fulgheri, Camilla Testi

Con il Patrocinio del Ministero dei Beni Culturali
Rappresentanza in Italia della Commissione Europea
Provincia di Lucca

info: 0584 430614
www.centromatteucciartemoderna.it

All’ Accademia di San Luca di Roma “Bendini ultimo (2000-2013)”

Read More

Vasco Bendini, uno fra i maggiori nostri artisti della seconda metà del secolo ventesimo, è ricordato da una mostra – allestita negli spazi espositivi del piano terra nella sede storica della Accademia Nazionale di San Luca, che la mostra ha promosso e ordinato in collaborazione con l’Archivio Bendini di Roma – che ne ripercorre, a un anno dalla scomparsa, il lavoro ultimo, attraverso circa 40 opere di grande dimensione.
Un lavoro che da un canto testimonia della fedeltà di Bendini al tema del segno e a quello della luce, tramite i quali egli ha fondato la sua pittura già all’inizio degli anni Cinquanta – quando tutta la critica più attenta al nuovo, da Arcangeli a Calvesi, da Emiliani a Barilli, da Tassi ad Argan, ne percepiva la “candida, solitaria primogenitura” in una vicenda che andava muovendosi oltre l’informale padano, verso l’astratto. D’altro canto, pur fedele sempre alle proprie fondamentali vocazioni, Bendini ha reso nell’ultimo suo tempo più coinvolta la sua ricerca, scoprendo una luce che s’è fatta sempre più attimale, concitata, drammatica.
Del suo ultimo lavoro, mai esposto prima con questa larghezza, la mostra dà conto, dopo che un positivo riscontro di pubblico e di critica esso ha registrato a New York, presso la R H Contemporary Art gallery, in una sua recentissima uscita.

Brevi cenni biografici.

Vasco Bendini nasce a Bologna il 27 febbraio 1922.
Il suo primo laboratorio si svolge fra intense letture filosofiche e l’alunnato all’Accademia di Belle Arti, ove è allievo di Virgilio Guidi e di Giorgio Morandi.
Dopo l’esordio alla Bergamini di Milano nel ‘49, espone in varie mostre personali e collettive, a partire da quella alla Torre di Firenze del ’53, con introduzione di Francesco Arcangeli. È quindi presente – tra l’altro – alla Biennale del 1956, alla Quadriennale romana del 1959, alla Biennale di San Paolo del Brasile del 1961 e alla Biennale di Tokyo del 1962. Ovunque espone una pittura d’ambito informale, ma venata da una propensione a un più determinato astrattismo.
Una nuova ricerca ha inizio appena varcata la metà del settimo decennio, antesignana di certe inflessioni formali che saranno dell’arte povera. Il nuovo modo approda nel 1966 ad una personale all’Attico di Roma, presentata da Giulio Carlo Argan, e ad un’altra personale, nel ’67, allo Studio Bentivoglio di Bologna, presentata da Arcangeli.
Partecipa tra l’altro, con sale personali, alle Biennali di Venezia del 1964 e del 1972.
Nel 1973 si stabilisce a Roma, dove rimarrà a lungo, e dove tornerà a risiedere nel 2012, dopo un intervallo di vita lavorativa trascorso a Parma.
A partire dagli anni Settanta ha numerosissime, importanti mostre personali e antologiche, oltre che in molte gallerie italiane e straniere, in enti pubblici e sedi museali quali lo C.S.A.C. di Parma, l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia, il Museo d’arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’Unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, la Casa del Mantegna di Mantova, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca Comunale e il Museo della Città di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte Contemporanea di Trento, La Loggetta Lombardesca di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, Palazzo Sarcinelli di Conegliano, il Castello di Masnago a Varese, La Civica Galleria d’Arte Contemporanea di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti, il Macro di Roma.
Muore a Roma il 31 gennaio 2015.

Inaugurazione: lunedì 30 maggio 2016, ore 18.00
Accademia nazionale di San Luca,
piazza Accademia di S. Luca, 77. Roma.
tel.06.6790324
fino al 1° ottobre 2016

ingresso libero

mostra a cura di Fabrizio D’Amico

comitato scientifico: Marcella Bendini, Fabrizio D’Amico, Carlo Lorenzetti, Francesco Moschini, Rosalba Zuccaro.

catalogo: edizioni Lubrina, Bergamo

Festival Biblico: grandi Eventi a Padova

Read More

A PADOVA VIGANÒ, CURI E UN GRANDE CONCERTO PER LA PACE
LA QUARTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DAL 19 AL 27 MAGGIO

La quarta edizione del Festival Biblico a Padova prende il via il 19 maggio e si allunga fino al 27 maggio, declinando il tema “Giustizia e pace si baceranno” con eventi dedicati al dialogo e all’integrazione attraverso i linguaggi dell’Arte e della Comunicazione.

L’impegno di papa Francesco sui temi della Pace e della giustizia sarà poi l’oggetto della conversazione tra mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, e il filosofo Umberto Curi che si terrà allo studio teologico della basilica di S. Antonio il 20 maggio alle ore 16.00. Una proposta rivolta soprattutto ai giovani, che animeranno i social network con i contenuti dell’incontro. Sempre venerdì 20 maggio alle 18.00 alla Libreria San Paolo – Gregoriana il teologo Carlo Broccardo terrà la conversazione“Tra gratuità e scaltrezza, Le parabole della misericordia di Luca 15-16”. Lo sguardo inedito di un biblista sulle “parabole della misericordia” a partire dall’abbraccio accogliente che un padre riserva al figlio restituito alla vita. Tra le curiosità, sabato 21 maggio alle ore18.00, sempre presso la Libreria San Paolo – Gregoriana Brunetto Salvarani presenta il suo particolare libro “La Bibbia di De Andrè”. Tra biografia e scelte artistiche del noto cantautore genovese affiorano domande sulla religione e temi biblici. Brunetto Salvarani le ha intercettate e le ripropone tra le note di uno dei musicisti più popolari nel panorama padovano, Alessandro Modenese.

L’evento clou dell’edizione padovana del Festival sarà “Seeds of Peace”, concerto di pace e dialogo tra le religioni, il 25 maggio alle ore20.45 al Teatro Verdi di Padova. Al concerto parteciperanno tre donne appartenenti alle principali religioni monoteiste: Evelina Meghnagi(di religione ebraica), Sakina Al Azami (musulmana, accompagnata dal maestro Jamal Ouassini) e Patrizia Laquidara (di religione cristiana), alla presenza delle principali autorità religiose e civili della città. Sul palcoscenico salirà inoltre l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta. La direzione artistica è affidata, così come la direzione d’orchestra, al Maestro Diego Basso. «È la nostra risposta alla violenza del terrorismo – spiega don Marco Sanavio, organizzatore dell’edizione padovana del Festival – e un invito al dialogo tra fedi e provenienze diverse che dalle espressioni artistiche può trasferirsi anche nella dimensione del quotidiano».

Festival Biblico: grandi Eventi a Trento

Read More

JEAN LUIS SKA, GIANFRANCO CEREA E FABIO VETTORI OSPITI AL FESTIVAL BIBLICO DI TRENTO
FINO AL 22 MAGGIO, LA SECONDA EDIZIONE TRA ATTUALITÀ E EVENTI ORIGINALI

Alla sua seconda edizione, il Festival Biblico a Trento mantiene lo stile che lo ha caratterizzato lo scorso anno: un numero contenuto di appuntamenti ma di qualità, tante collaborazioni e la voglia di spaziare attraverso diversi linguaggi e modalità espressive. Il Festival sarà anche l’occasione per valorizzare gli spazi del nuovo Polo Culturale Diocesano “Vigilianum”, simbolo della cultura in dialogo con le istanze del mondo contemporaneo. Qui si svolgerà, non a caso, uno degli eventi clou della rassegna, il confronto fra il biblista Jean Luis Ska e l’economista Gianfranco Cerea sul tema “Quale giustizia per il nostro tempo?” (venerdì 20 maggio ore 20.30).

Tanti gli eventi originali come l’incontro ‘A tavola!’ con i sapori e gli odori dei cibi biblici accompagnati dalla parola del biblista don Stefano Zeni (venerdì 20 maggio ore 19.00 al Vigilianum) e, per i più piccoli, la possibilità di partecipare al laboratorio creativo con Fabio Vettori e le sue famosissime formichine (sabato 21 maggio a partire dalle ore 15.00). Per i più coraggiosi invece, l’incontro fra la Pace e la giustizia richiederà anche un po’ di fatica. Sveglia all’alba e partenza alle 4.00 del mattino attraverso le fortificazioni della Prima Guerra Mondiale, appena sopra Trento, per aspettare l’alba sul monte Cimirlo. Una camminata verso il sorgere del sole che può unire credenti e cercatori di Dio nell’invocazione della “Pace per questa terra”. Per ristorare gli ardimentosi il gruppo scout FSE Pergine 1 offrirà la colazione e indicherà il cammino (sabato 21 maggio).

Il Festival a Trento si concluderà con una serata in cui diverse confessioni cristiane si daranno staffetta per illuminare il testo biblico attraverso il contributo della propria tradizione e della propria sensibilità. Domenica 22 maggio si inizierà alle 18.00 con i corali della tradizione Evangelica e poi, a ogni ora, seguirà un nuovo appuntamento. Un viaggio nel mondo della tradizione Ortodossa e quella Etiope, l’ascolto della Parola nei musical, e, per finire, alle 22.00, nella Cattedrale di Trento, un percorso alla scoperta degli animali nascosti nella pietra. Il loro simbolismo e il loro mistero sarà svelato da don Lodovico Maule, Decano del Capitolo della Cattedrale.

“La Bibbia non si rivolge a profeti o sacerdoti ma a tutti, al popolo, e per questo è capace di lasciare le sue tracce all’interno della concretezza della cultura: cinema, arte, letteratura, fumetto. Non si tratta di cercare in film o romanzi a soggetto religioso ma piuttosto di scoprirne la presenza nascosta e potente, capace di provocare gli uomini di ogni tempo, anche nei luoghi più impensati – spiega Leonardo Paris, direttore dell’Ufficio Diocesano Cultura e Università – e d’altronde la domanda di giustizia, rivolta a Dio, agli uomini o a se stessi, non è qualcosa di astratto, ma attraversa le nostre società e la nostra cultura, talvolta in modo urlato, talvolta in modo ironico. Non si tratta di una domanda eludibile”.

Il Camp Jeep torna dal 2 al 5 Giugno a Barcellona

Read More

Buzzoole
Ogni anno Jeep organizza il Camp Jeep: un raduno che non è solo tra i detentori di auto del famoso marchio Jeep ma anche un vero evento unico ed irripetibile. Adatto sia a coloro che amano il brand Jeep e che quotidianamente affrontano l’off-road, ma anche agli appassionati del brand che guidano la propria Jeep in contesto urbano e che amano attività outdoor e il contatto con la natura.

L’appuntamento Camp Jeep per questo 2016 è previsto dal 2 al 5 Giugno a Barcellona! Qui potete vedere tutti i dettagli guardando l’evento su facebook.

Per i dettagli della tappa, per dettagli biglietto e maggiori info potete subito consultare il Jeep Owners Group.

 

11752624_798372176948012_757368017060087079_nQuest’anno, l’evento ha una rilevanza particolare in quanto proprio nel 2016 cade il 75° Anniversario di Jeep. Sarà un evento unico ed irripetibile che non potete assolutamente farvi sfuggire! L’evento, gestito dal JOG (Jeep Owners Group), unico club ufficiale del marchio già attivo in 17 Paesi dell’area EMEA, l’anno scorso ha visto la presenza di quasi 2.000 partecipanti provenienti da 25 nazioni e di circa 350 4×4 yankee. Quest’anno se ne prevedono molti di più, data la sua cadenza in concomitanza sia con l’anniversario del brand che con il ponte del 2 giugno, che permetterà anche a molti italiani di prenderne parte.

Potete guardare in questo video cosa succede!

Ecco il programma:

1° GIORNO:

Pomeriggio :

Dalle ore 14.00 – Apertura Camp Jeep®
Jeep® activities
(Accesso libero)

Sera

Cocktail di Benvenuto

2° GIORNO:

Giorno :

Rotazione dei gruppi

  • Jeep® activities
  • Attività extra

Sera :

  • Cinema all’aperto

3° GIORNO:

Giorno :

Rotazione dei gruppi

  • Jeep® Activities
  • Attività extra

Sera :

  • Concerto a sorpresa

4° GIORNO:

Mattina :

  • Jeep® Activities
    (Accesso libero)
  • Itinerari individuali

Pomeriggio :

  • Trasmissione del Moto GP
    (Accesso libero)
  • Termine dei programmi

La coesione e le sue “contaminazioni culturali”: spettacoli, concerti, libri, documentari

Read More

Numerosi eventi, tutti gratuiti, affiancano i dibattiti dei Social Cohesion Days e parlano della coesione sociale per immagini, musica e narrazioni: dallo spettacolo teatrale “Potevo essere io” di Renata Ciaravino, interpretato da Arianna Scommegna, astro nascente del teatro italiano, al concerto del violinista siriano Alaa Arsheed, fino all’ultimo libro di Alessandro Leogrande. Chiude il festival l’anteprima nazionale del documentario “Lampedusa in Winter” di Jakob Brossmann

Un programma artistico eclettico arricchisce il cuore dei dibattiti del Festival Internazionale della Coesione Sociale. Dal 26 al 28 maggio Reggio Emilia declina il tema della coesione sociale attraverso le varie forme dell’espressione artistica e culturale, individuale e collettiva. Un viaggio ricco e sorprendente che mette in mostra, in musica e in scena i diversi volti di una realtà complessa.

Si comincia giovedì 26 maggio alle 21 (Teatro Cavallerizza) con lo spettacolo teatrale “Potevo essere io” di Renata Ciaravino, interpretato da Arianna Scommegna. E’ il racconto di una bambina e di un bambino che tra gli anni ’70 e gli ’80 diventano grandi partendo dallo stesso cortile alla periferia nord di Milano. Bambini che giocavano in cortile a lanciarsi palloncini con dentro le lamette, i genitori “terroni”, le mamme che facevano le pulizie negli ospedali. Le ragazze che al parco si sputavano in faccia dopo essersi tirate i capelli in una piscina comunale. I ragazzi che facevano la tangenziale contromano per scommessa. Quei bambini e ragazzi poi sono cresciuti: ognuno a procedere alla cieca cercando di salvarsi. Ma cosa ci fa salvare? E se uno si salva, veramente si è salvato? Cosa ci fa andare da una parte o dall’altra? Quante volte abbiamo detto: “potevo essere io, e invece, poi, no”? Lo spettacolo è un monologo tragicomico di grande impatto emotivo, con una protagonista che, come un vero ciclone, rapisce il pubblico con la sua energia e non lo lascia mai solo.

C’è una linea immaginaria eppure realissima, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. Alessandro Leogrande venerdì 27 maggio alle 20 presenta il suo libro “La frontiera”, edito da Feltrinelli (Chiostro del Marmi, Musei Civici): porta il pubblico a bordo delle navi dell’operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Lo porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; racconta l’altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l’altra ancora, quella dei Balcani; introduce in una Libia esplosa e devastata, fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime.

La serata prosegue con un dialogo e un concerto: a prendere la “parola” è un musicista in fuga dalla sua patria, la Siria. Alaa Arsheedha 30 anni, un violino e il passaporto di un Paese che non c’è più. Si esibisce alle 21.30 al Teatro Cavallerizza con la Adovabadan jazz band in un concerto dove le roventi ritmiche dello swing anni venti incontrano le arabesche melodie del Medio Oriente, a prova che l’arte e la musica danzano sopra i confini. Alaa Arsheed quando ha lasciato la Siria, pochi mesi dopo l’inizio della titanica quanto disperata rivolta contro Assad, sognava di tornare presto a casa per ricominciare a suonare e dar lezioni di musica ai bambini; adesso si sente come Orfeo che per sottrarre agli inferi il suo passato non deve mai voltarsi indietro. La storia di Alaa è quella di una generazione di siriani che quattro anni fa ebbe l’ardire d’immaginarsi rivoluzionaria: giovani colti, liberal, borghesi, sufficientemente audaci da sfidare il silenzio dei genitori terrorizzati dal regime ma non abbastanza per sopravvivere al tiro incrociato di Damasco e della follia islamista. Oggi è un fantasma apolide, epigono di un ex paese sepolto sotto una guerra da almeno 250 mila vittime e oltre 5 milioni di profughi.

Il festival si chiude sabato 28 maggio alle 21 con una proiezione in anteprima nazionale del documentario “Lampedusa in winter” di Jakob Brossmann. È inverno. Lampedusa, «l’isola dei rifugiati», ha un’aria desolata. I turisti se ne sono andati e gli immigrati ancora rimasti lottano per essere trasferiti sul continente. Dato che il vecchio traghetto che collegava l’isola con la terraferma è bruciato, il sindaco Giusi Nicolini e i pescatori stanno cercando un’altra imbarcazione. Il trasporto dei rifugiati avviene infine per via aerea, mentre i pescatori occupano il porto in segno di protesta. Ora Lampedusa è isolata. Le scorte di cibo si stanno esaurendo e i manifestanti cominciano a litigare tra loro. Una piccola comunità ai confini d’Europa e la sua strenua lotta per la solidarietà con i rifugiati africani. Un film a basso costo (113mila euro), indipendente, realizzato da un team di 6 persone, regista compreso. Due inverni vissuti a Lampedusa per documentare, in punta di piedi e con grande sensibilità, come vivono gli abitanti dell’isola più citata ma meno raccontata da stampa e tv italiana ed europea.

Le politiche della felicità: da Benjamin Radcliff e François Bourguignon al ministro Poletti. Ecco i Social Cohesion Days, dal 26 al 28 maggio a Reggio Emilia

Read More
Le politiche della felicità: da Benjamin Radcliff e François Bourguignon al ministro Poletti. Ecco i Social Cohesion Days, dal 26 al 28 maggio a Reggio Emilia
Le politiche della felicità: da Benjamin Radcliff e François Bourguignon al
ministro Poletti. Ecco i Social Cohesion Days, dal 26 al 28 maggio a Reggio EmiliaAccoglienza, disuguaglianze, reddito minimo, qualità e innovazione nei servizi educativi, ma anche indennità di accompagnamento e media education: sono numerosi e concreti i temi al centro dei “Social Cohesion Days”, il festival internazionale della coesione sociale, dal 26 al 28 maggio a Reggio Emilia. Tre giornate di confronto e oltre 20 appuntamenti sulla coesione sociale in Europa e in Italia, con grandi nomi dell’economia, della politica: dal ministro Giuliano Poletti a Benjamin Radcliff e Alexander Pacek, da Romano Prodi a François Bourguignon

Quattro milioni e 102mila persone residenti in Italia, pari al 6,8% dell’intera popolazione del Paese, vivono in condizioni di povertà assoluta, ovvero un milione e 470mila famiglie (dati Istat). Sempre secondo l’Istat gli over 65 in Italia sono il 21,7 % della popolazione, con un indice di vecchiaia in costante aumento e pari al 157,7: questo equivale a dire che ci sono 157,7 anziani ogni 100 minori con un’età compresa fra gli 0 e i 14 anni.
Un paese sempre più povero e vecchio, dunque, dove i minori sono in calo e non se la passano bene: l’Italia risulta agli ultimi posti della classifica dei paesi OCSE in tutti gli indicatori di benessere dell’infanzia; è tra i paesi con il tasso di povertà infantile più elevato: il 17% della popolazione minorile, pari a 1.750.000 minori, vive sotto la soglia di povertà (dati Unicef).
Gli stranieri residenti in Italia sono 5.014.437 e rappresentano l’8,2% della popolazione residente (dati Istat 2015); sono 153.842 gli stranieri soccorsi o sbarcati sulle nostre coste alla data del 31 dicembre 2015 (fonte Ministero dell’Interno), il 9% in meno rispetto al 2014, con 170.100 persone sbarcate.

Ridurre i divari economici, sociali e territoriali esistenti a livello nazionale ed europeo: è questo l’obiettivo delle politiche di coesione, le principali politiche di investimento dell’Unione Europea. In che modo? Sostenendo la creazione di posti di lavoro, la competitività tra imprese, la crescita economica, l’investimento nelle politiche per l’infanzia, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Dal 26 al 28 maggio Reggio Emilia dedica tre intere giornate al dibattito istituzionale e civile su questi temi con i Social Cohesion Days, il festival internazionale della coesione sociale (www.socialcohesiondays.com), alla sua seconda edizione: oltre 20 appuntamenti – tutti gratuiti – tra conferenze, tavole rotonde, spettacoli, proiezioni, concerti. Protagonisti i grandi nomi dell’economia e della politica internazionale: il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, gli economisti Benjamin Radcliff e Alexander Pacek, Romano Prodi, François Bourguignon.

L’iniziativa è promossa da tre organizzazioni pubbliche e non profit: Fondazione Easy Care, Comune di Reggio Emilia, Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Reggio Emilia accoglie la seconda edizione dell’evento come citta? che, per vocazione, mette le persone e i loro bisogni al centro del progetto di comunità.

La “Politica della Felicità” è il tema di apertura: Benjamin Radcliff, politologo dell’University of Notre Dame, Stati Uniti, e Alexander Pacek della Texas A&M University si confrontano sulla relazione tra le politiche pubbliche e la felicità umana all’interno delle democrazie industrializzate (giovedì 26 maggio, Teatro Cavallerizza). Chiude il festival un dialogo su “Disuguaglianza, democrazia e coesione sociale” tra Romano Prodi, fondatore e presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, e François Bourguignon, ex capo economista della Banca Mondiale (sabato 28 maggio, Teatro Cavallerizza). Tra i due eventi altri 20 appuntamenti, moderati da grandi giornalisti – Riccardo Iacona, Ferruccio De Bortoli, Gad Lerner – con oltre 50 relatori appartenenti a diversi mondi (università, istituzioni pubbliche, organizzazioni del terzo settore e della società civile, imprese) che affronteranno le varie facce della coesione sociale: immigrazione, inclusione sociale, istruzione, media education, infanzia, integrazione europea.

“I Social Cohesion Days sono l’espressione collettiva di chi crede che la coesione sociale non possa essere costruita dall’alto o dal basso, ma debba essere un processo circolare in grado di coinvolgere tutti” – sottolinea  Raul Cavalli, portavoce del Comitato Promotore del festival, che precisa: – “Da qui la necessità di costruire delle infrastrutture che consentano di rendere protagonisti i cittadini che si organizzano e si attivano dinamicamente per determinare una società migliore, ricreando così un patto tra le generazioni e – guardando più in grande – tra gli Stati e i loro cittadini”.

La seconda edizione del festival è stata ufficializzata nel febbraio scorso a Roma in una sede d’eccezione: il meeting di Confindustria con Papa Francesco, che ha riunito per la prima volta le imprese italiane in Vaticano. Settemila imprenditori hanno incontrato Papa Francesco per celebrare il “Giubileo dell’Industria”, dove è intervenuto anche Raul Cavalli in qualità di presidente della Fondazione Easy Care che, ricordando l’appuntamento con il festival, ha sottolineato: “Basta con la tirannia del Pil, bisogna investire in settori che possano creare nella società civile un senso di appartenenza”.

Il festival tiene a battesimo un’iniziativa unica in Europa: l’Osservatorio Internazionale sulla coesione e inclusione sociale (OCIS), che viene presentato giovedì 26 maggio alle 11.30 nel corso dell’incontro “La realtà attraverso i dati”, introdotto da Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa. Partendo dal presupposto che la coesione sociale è anche il prodotto di politiche pubbliche inclusive e volte alla promozione del bene comune, l’Osservatorio si propone l’obiettivo di essere un laboratorio di idee e proposte per il rafforzamento della coesione sociale in Italia e all’estero e di fornire utili strumenti di conoscenza circa la genesi, lo sviluppo e il consolidamento della coesione sociale nelle comunità politiche e sociali contemporanee.
Inoltre viene presentata una selezione di esperienze concrete di coesione sociale in Italia: circa 60 progetti in totale, che spaziano dalla protezione delle categorie vulnerabili (anziani, minori, disabili) a forme innovative per la risposta ai bisogni delle comunità e l’erogazione di servizi di welfare, dalla promozione del dialogo interculturale, all’accoglienza dei rifugiati. L’obiettivo è dare avvio a un percorso di incubazione di progetti di coesione sociale, creando relazioni tra i protagonisti e sviluppando idee sostenibili ed innovative.

I Social Cohesion Days hanno ricevuto il patrocinio di: Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, UNICEF, Consiglio d’Europa, Parlamento Europeo, Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Emilia Romagna e Fondazione Cariplo.
Main sponsor della manifestazione è Gruppo ITAS, gli official sponsor sono SCA Group e Stop&go.

Il programma completo su: www.socialcohesiondays.com

Seguici su:
Facebook: https://www.facebook.com/socialcohesiondays
Twitter: https://twitter.com/cohesiondays
Canale youtube: https://www.youtube.com/channel/UCQFeF-hL8JgRtj02KeueeAg

Festival Biblico: grandi Eventi a Verona

Read More

DAOUD NASSAR (TENDA DELLE NAZIONI), SHAI DORON E TORNIELLI TRA GLI OSPITI DI VERONA
DALLE TAVOLE INTERRELIGIOSE AI PIATTI BIBLICI, BEN 30 GLI EVENTI DELLA QUINTA EDIZIONE

Giustizia e pace. Ma anche misericordia. Valori, doni, dimensioni che ci toccano quotidianamente, ma che sempre più percepiamo come impalpabili e irraggiungibili. E per questo bisognosi di una pluralità di linguaggi che sappia tradurli in un’esperienza viva e concreta. Con questa rinnovata sfida dal 19 al 22 maggio prenderà il via la quinta edizione del Festival Biblico di Verona, una ricca proposta di circa 30 appuntamenti dall’anima creativa e dal taglio attuale, impreziositi dalla presenza di ospiti internazionali. “La quinta edizione veronese della rassegna sulle Sacre Scritture – spiega don Martino Signoretto, referente diocesano del Festival e Vicario Episcopale per la Cultura – si presenta come un ricco buffet di proposte, dal quale ciascun uomo e donna, credente e non, cristiano, ebreo o musulmano, potrà attingere il nutrimento più adatto alle proprie esigenze”.

L’evento di apertura, giovedì 19 maggio alle 18.00 nell’auditorium della Gran Guardia, sarà un’importante tavola rotonda che vedrà confrontarsi sul tema “Il perdono incarcerato – La riconciliazione in carcere” un rappresentante del Ministero della Giustizia, don Virgilio Balducchi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, Maria Clara Rossi, docente universitaria di Storia della Chiesa e giuristi del territorio; Margherita Forestan, Garante delle persone private della libertà personale del carcere di Montorio e Arrigo Cavallina, ex brigatista. Nello stesso giorno, sempre nell’Auditorium, alle 20.30, si terrà un grande appuntamento interreligioso dal titolo “..e pace in terra”con Luciano Meir Caro, Rabbino di Ferrara, Mohamed Guerfi, Imam di Verona e mons. Boghos Levon Zekiyan, arcivescovo di Istanbul per la comunità Armeno Cattolica di Turchia. Un dialogo a più voci accompagnato da brani musicali tratti dalle rispettive tradizioni religiose e interpretati da altrettanti cori.

Il dialogo interculturale sarà il grande file rouge anche degli eventi di venerdì 20 maggio. Israele e Palestina, due facce di un conflitto che non trova soluzione. Quale via praticabile oltre la costruzione di un muro? Invitati a portare la propria testimonianza di “ambasciatori di pace” nelle difficili terre del vicino Oriente saranno l’israeliano Shai Doron, direttore del Jerusalem Biblical Zoo, dove palestinesi e israeliani, ebrei e musulmani, lavorano insieme nel comune intento della cura del creato (ore 10.30 Parco Naturale di Pastrengo – Bussolengo), e Daoud Nassar, cristiano palestinese di Betlemme che assieme alla sua famiglia ha trasformato la fattoria di proprietà in una “Tenda delle Nazioni”, per la prima volta in Italia (ore 17.00 Biblioteca Civica Verona).
Tra gli eventi da segnare in agenda sabato 21 maggio alle 15.00, la conversazione con Andrea Tornielli, giornalista e autore del libro – intervista a Papa Francesco “Il nome di Dio è Misericordia”, al Teatro Stimate. Sempre sabato 21 maggio, tra le curiosità, da non perdere la Scuola Campanaria di Verona che farà rintoccare i campanili delle chiese di Santa Maria in Organo alle 16.15 e San Giorgio in Braida alle18.00, mentre da sabato a domenica 22 maggio il Festival Biblico si legherà alla 25ma Festa dei Popoli con l’evento “Non muri ma ponti”, musiche danze e cibi dal mondo. Torna inoltre l’itinerario enogastronomico del Piatto Biblico, che quest’anno vede l’ingresso di quattro nuovi e celebri ristoranti e, tra le novità, un inedito pellegrinaggio nelle chiese in cui sono raffigurati animali biblici, guidato dagli studenti del liceo artistico Nani-Boccioni.

Mille Miglia 2016: il 19 maggio al via la corsa automobilistica più bella del mondo

Read More

Mille Miglia 2016 – 19-22 Maggio

Brescia>Rimini>Roma>Parma>Brescia

La nuova generazione Marzotto pronta a ripercorrere le tappe di famiglia e del leggendario Giannino Marzotto che vinse la gara nel 1950 e 1953

Ancora pochi giorni di attesa e la trentaquattresima edizione rievocativa della Mille Miglia, la corsa che Enzo Ferrari definì “un museo viaggiante unico al mondo” avrà finalmente inizio. 440 auto in gara in rappresentanza di 36 Nazioni di 5 continenti, 63 case automobilistiche, più di 3000 persone coinvolte, un percorso che parte da Brescia e che si snoda per oltre oltre 1.800 km sulle strade italiane e migliaia i volti che saluteranno il passaggio delle macchine ai lati delle strade. Uno spaccato di un’Italia che conserva il sapore di altri tempi.

Tra le Scuderie presenti in gara una spicca su tutte in rappresentanza del Belpaese, si tratta della Scuderia Santa Margherita Gruppo Vinicolo, di proprietà della Famiglia Marzotto, legata a questa competizione da un vittorioso passato ricco di traguardi e gioie. Infatti la gara di auto d’epoca più famosa del mondo è un simbolo e una metafora dello straordinario tragitto della famiglia Marzotto: dei fratelli Vittorio, Umberto, Giannino e Paolo, che negli stessi anni in cui vincevano sui circuiti più leggendari della Mille Miglia, guidavano con immensa dedizione la moderna visione produttiva avviata dal padre Gaetano nel 1935.

Ieri come oggi: a correre quest’anno, e a ripercorrere le tappe che negli anni 50 avevano segnato la storia della famiglia, la nuova generazione Marzotto, rappresentata da Alessandro e Sebastiano Marzotto, sulla mitica
 Lancia Lambda. Quella di esserci oggi, di correre e di mettersi in gioco a distanza di tanti anni è una scelta, una filosofia e di approccio alla vita che riconosce nella gara un simbolo e possiamo dire che questa è una storia di famiglia. Di uomini sempre pronti a sfidare i propri limiti. Di imprenditori che continuano a celebrare il legame tra la sapienza e il territorio, tra la natura e la tecnologia, tra le risorse del nostro paese, lo slancio all’innovazione e la vocazione internazionale.

Santa Margherita Gruppo Vinicolo ha inoltre scelto Miriam Leone come madrina della Scuderia, riconoscendo nella giovane attrice e conduttrice televisiva gli stessi ideali di modernità, grinta e bellezza che da sempre ispirano il Gruppo.

Miriam raggiungerà la il pubblico e la Scuderia il 19 maggio in Piazza della Vittoria a Brescia alle ore 11.30 presso la lounge del Gruppo.