A Brescia una metropolitana per l’arte


La metropolitana di Brescia diventa il luogo per l’arte contemporanea.

Prosegue a Brescia l’originale progetto, intitolato SubBrixia, ideato e prodotto da Brescia Musei e Brescia Mobilità in collaborazione con il Comune di Brescia, che sta portando alcuni dei protagonisti della scena artistica italiana contemporanea ad interagire con la rete metropolitana della città di Brescia, inaugurata nel 2013.
Per ogni stazione delle prime cinque selezionate, un artista diverso sta producendo un’installazione site specific.
Nell’idea degli organizzatori il progetto non si fermerà qui, la volontà è infatti quella di estendere gli interventi artistici anche alle altre fermate come una sorta di museo d’arte contemporanea accessibile a tutti in città o meglio: sotto la città. Gli esempi illustri non mancano dalla celebre metropolitana di Napoli a quella di Londra, per non parlare poi di quella di Stoccolma che con i suoi 110 km di lunghezza è considerata l’esposizione d’arte più estesa del mondo. A Brescia, la linea metropolitana è invece composta da 17 stazioni e percorre la città per una lunghezza complessiva di circa 14 chilometri. Una metro già di per sé elegante nelle architetture e avveniristica nella tecnologia che fa sentire un po’ passeggeri del futuro o di Star Trek.

Il progetto artistico è curato da NERO, che opera nel campo della cultura e delle arti contemporanee, in collaborazione con Fondazione Brescia Musei. Si realizza come una “mostra diffusa” che esce dal museo per svilupparsi in momenti temporali e spaziali diversi. Un viaggio sotto terra con le diverse stazioni a simboleggiare i vari capitoli di un racconto fantastico che prende corpo nella realtà. Un libro aperto che indaga geografie, identità, linguaggi eterogenei.

L’installazione di Rä di Martino -tuttora esposta presso la fermata Marconi -ha dato avvio a SubBrixia, ed è ora la volta di Marcello Maloberti che interviene in quella che è già di per sé una tra le stazioni più simboliche e belle, la Stazione appunto.

Seguiranno nei mesi a venire le opere di Francesco Fonassi, Patrick Tuttofuoco e Elisabetta Benassi.

MARCELLO MALOBERTI
Brixia, (2015 installazione, Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese Milano) è il titolo dell’opera concepita da Maloberti installata tra le due scale mobili della stazione metropolitana di Brescia. L’idea del cartello stradale è strettamente legata al luogo, cioè una delle porte della città. Si tratta di una scultura-oggetto che si sviluppa in verticale, tagliando orizzontalmente lo spazio, cadendo dall’alto come un lampadario e facendo da punctum attrattivo per il passante. La scritta “Brescia” è messa sottosopra per rappresentare idealmente una seconda città, quella “archeologica” che si sviluppa sottoterra. Due città speculari, una che si sviluppa in superficie, l’altra antica sottoterra.

Marcello Maloberti (1966) vive e lavora a Milano.
Mostre personali: Fondazione Zegna, Trivero (2013); MACRO, Roma (2012); Generali Foundation, Vienna (2011); GAMEC, Bergamo (2009);
Mostre collettive: Soleil politique, Museion, Bolzano (2014); Padiglione Italia, 55 Biennale di Venezia (2013); Da Zero a Cento, Triennale, Milano (2012); Performa09, New York (2009)

SubBrixia è un progetto ambizioso e innovativo, che si propone di portare l’arte contemporanea in un luogo ad alta frequentazione quale è una metropolitana, avvicinando quindi i linguaggi artistici più moderni al grande pubblico. Per Brescia è un’operazione importante e di ampio respiro, che spinge l’acceleratore sul futuro, poiché va a coinvolgere gli elementi tra i più propulsivi del suo territorio: la metro, che negli ultimi due anni e mezzo ha trasformato la geografia urbana con i suoi 15 milioni di viaggiatori all’anno e che quindi si trasforma, come in altre città, nel luogo ideale dell’arte contemporanea. Un progetto che potrà facilmente lanciare nuovi ponti con l’Europa e confermare il carattere internazionale di una città che sa sempre più e sempre meglio parlare una lingua che va oltre i propri confini e le proprie dimensioni.

Il progetto è stato realizzato anche grazie ai contributi del Progetto Moving Culture, del Fondo Regionale Expo 2^ fase, con il sostegno di Regione Lombardia e alla collaborazione di ATS Expo.

Ulteriori informazioni ed immagini: www.studioesseci.net

Progetto a cura di NERO
Info: www.bresciamobilita.it

Un #Giubileo ironico e scorretto: arriva Il Camerlengo. Dal 10 dicembre su Goofie

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Un #Giubileo dissacrante, ironico e scorretto: arriva 
Il Camerlengo
Dal 10 dicembre 2015, un’occasione per ridere del Giubileo nella Roma delle piccole grandi corruzioni
Distribuito da Goofie.eu, la piattaforma prodotta da un’inedita e affiatata squadra composta da Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore e Primo Reggiani, dal 10 dicembre arriva sul web Il Camerlengo di Marco Castaldi, una webserie inedita e divertente che accompagna l’inizio del Giubileo con un taglio ironico e intelligente.
Un team di attori professionisti (Luis Molteni, Andrea De Rosa, Marianna Di Martino, Josafat Vagni, Francesco Arienzo, Paolo Fosso) per dare vita a una serie di divertenti“backstage” rigorosamente ambientati nell’ufficio di un Camerlengo ritrovatosi controvoglia a seguire l’evento religioso, tra papa boys, un’esilarante guardia svizzera e il piglio irresistibile di Papa Francesco che – senza mai apparire in video – si dimostra pieno di umorismo…un “mattacchione” nella Roma/Italia corrotta e corruttrice.
Strutturata in 10 episodi di durata compresa tra i 45 secondi e i 7 minuti, la serie è incentrata sulla figura del Cardinal Walter.
Varesino ed ex responsabile del Padiglione Vaticano a Expo 2015, il Cardinale è costretto a trasferirsi a Roma, città che odia, per dedicarsi alla gestione del Giubileo.
Affiancato da un pittoresco entourage, il Cardinal Walter deve far fronte al delirio organizzativo che incombe su Roma e Piazza San Pietro.
Lo farà in modo surreale e tragicomico, messo a dura prova dalle avversità che incontrerà lungo la sua missione.
Non la solita webserie, ma uno spaccato unico e “bonario” dell’Italia tra piccoli grandi intoppi quotidiani e un pizzico di dissacrazione, affidata alla regia mai banale di Marco Castaldi e alla sceneggiatura di Jacopo Magri.
Il Camerlengo verrà distribuito su www.goofie.eu, una piattaforma ideata e prodotta dalla Drive di Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore e Primo Reggiani per dare spazio e nuova linfa alle produzioni indipendenti, con un occhio particolare al cinema di qualità e alle serie italiane e straniere.
“Goofie” ha dichiarato Nicolas Vaporidis “nasce dall’esigenza di creare una struttura di distribuzione web indipendente libera da i numerosi vincoli del sistema cinema e tv. Per dare la possibilità a filmakers Italiani ed Europei di unire le forze e produrre contenuti originali e indipendenti. Nuovo linguaggio visivo e nuova piattaforma: il web”.
Goofie (goofy) è il nome di Pippo della Disney. Impacciato e dissacrante. Nel surf e nello snowboard è usato per indicare la posizione del piede sulla tavola. Il contrario di regular.
“Abbiamo scelto questo nome per indicare una direzione uguale e contraria all’entertainment  (regular) a cui siamo abituati”, ha dichiarato Nicolas Vaporidis.
Scopri il Camerlengo su www.goofie.eu

 

Ecco iLife, la prima assicurazione sulla vita che si prende cura di te e dei tuoi cari.

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Buzzoole

Forse lo avete notato un mesetto fa su twitter, ve ne avevo proprio parlato il giorno che a Milano si era tenuto il lancio del nuovo prodotto… parlo dell’assicurazione sulla vita iLife , che oltre a proteggere il benessere e il tenore di vita del nucleo familiare(i cosiddetti beneficiari) con un capitale in caso di decesso dell’assicurato, affianca un programma gratuito di prevenzione della salute dell’assicurato stesso, chiamato “Care Program”, ed in più permette di risparmiare dal 10% al 20% del premio.
Ora siamo sotto Natale e c’è una novità accattivante. Genertel life infatti lancia una iniziativa promozionale di fine anno di iLife: niente di pantagruelico o trasgressivo, ma si parla sempre di qualcosa che tiene conto della salute e del benessere, come di regole utili per uno stile di vita sano, alla ricerca del benessere e della prevenzione della salute, anche tramite utili consigli di alimentazione basati su una dieta mediterranea. Per questo, iLife regala il Kit G-Diet che permette al cliente di avere una dieta personalizzata con suggerimenti mirati, per raggiungere un sano stile di vita, determinato anche dall’analisi del proprio DNA.

In soldoni: dal 12/11/2015 al 31/12/2015 i primi 200 clienti che acquisteranno il prodotto iLife riceveranno 1 Kit G-Diet del valore di 748 euro ed un buono sconto del valore di 425 euro per l’acquisto di un ulteriore kit.
A tutti gli altri che nello stesso periodo acquisteranno il prodotto, sarà riservato il buono sconto di 425 euro per l’acquisto del kit G-Diet.

iLife, per ogni 10 anni di copertura, paghi 9 anni.
Sul sito trovi tutte le informazioni, i documenti necessari per la comprensione del prodotto, la stipula in autonomia sul web, compresa una chiara, semplice sintetica scheda prodotto e un video tutorial che accompagna il potenziale cliente alla comprensione dei vantaggi del prodotto.

Con il Care Program il cliente può effettuare ogni due anni gratuitamente il check-up medico che consiste nell’effettuare le analisi del sangue e nella misurazione di alcuni dati biometrici. Tutto questo oltre alle caratteristiche “base” di un’assicurazione sulla vita. Per saperne di più (e per fare magari un regalo di natale innovativo ai vostri cari) andate sul sito!

“Un secolo di Amarena” al Pepoli prorogata fino al 6 gennaio

Il successo di Un secolo di Amarena
Mostra prolungata al 6 gennaio
A Palazzo Pepoli

La popolarità dell’Amarena Fabbri e l’interesse per le opere del Premio Fabbri si sono rivelate un mix davvero imperdibile.
Il successo della mostra allestita a Palazzo Pepoli Campogrande è stata superiore ad ogni attesa, tanto da decidere di prorogare la mostra per un altro mese.
“Ci attendevamo l’interesse dei bolognesi, afferma Umberto Fabbri Presidente dell’azienda Fabbri SpA, sapevamo che Fabbri è una parte della storia dell’industria ma anche del costume di Bologna. Che i bolognesi la sentono propria, di casa.
Ci ha invece positivamente sorpreso l’interesse del pubblico nazionale, decisamente superiore alle nostre attese.
Testimonianza che Amarena e Fabbri sono entrati a far parte della storia personale di moltissimi italiani.
Avevamo previsto una mostra che durava poco meno di un mese. Ci stiamo rendendo conto che il periodo è troppo breve. Di qui la decisione di prolungare l’apertura sino al 6 gennaio.”
“Non solo”, continua Umberto Fabbri, “stiamo anche valutando, proprio a seguito di questo entusiasmante risultato, di fare anche di questa edizione del Premio un biglietto da visita di Fabbri nel mondo. Il linguaggio universale dell’arte contemporanea, unito alla suggestione delle testimonianze di un secolo di storia aziendale, hanno dimostrato ancora una volta di saper essere fortemente attrattivi. E’ un progetto complesso e ambizioso. Che andrà precisamente valutato nelle sue modalità organizzative, che potrebbero richiedere tempi anche non immediati.
Però di certo, oggi abbiamo ottenuto la conferma di poter contare su un’opportunità aggiuntiva per promuovere Fabbri, e con Fabbri, Bologna, nel mondo”.

– Chiuso: 25 dicembre, 1 Gennaio e tutti i lunedì (compreso il 7 dicembre)
– Orari: 9-19
– 8 dicembre aperto.
Per informazioni:
www.premiofabbri.com
335.8159218, tutti i giorni esclusi sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 14 e dalle 16 alle 19.
Visite guidate gratuite su prenotazione: 335.8159218
Produzione: Anonima Talenti Srl
Catalogo edito da Silvana Editoriale

Villa Pamphili, rivalutare la città con l’Arte: Viteculture al Casale dei Cedrati

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Musica dal vivo e cibo all’insegna della qualità e dei prodotti a km 0: questa è l’offerta culturale che Viteculture proporrà al Casale dei Cedrati con un’attenzione particolare rivolta all’intrattenimento live con artisti noti della scena italiana e internazionale.

 

Lo spazio da tempo in disuso, grazie al bando del 2013 promosso da Roma Capitale Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, vinto dall’A.T.I. CoopCulture – Linea d’Arte, oggi trasformata in Società Consortile Casale dei Cedrati torna finalmente attivo e aperto alla cittadinanza.

 

Viteculture, già alla direzione artistica dell’ex Teatro Quirinetta – oggi Quirinetta Caffè Concerto rilanciato e valorizzato grazie al suo intervento – porterà negli spazi verdi di uno dei casali più belli e storici della capitale un connubio inedito di arte e cibo, con eventi unici e format mirati, per far risaltare attraverso un’attenta offerta culturale le tante potenzialità di un luogo come quello del Casale dei Cedrati, rivolgendosi al territorio e ai cittadini più curiosi e “affamati” di buona musica.

 

Creatività, arte, innovazione sociale, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie: sono queste le parole chiave di VITECULTURE impresa culturale che da anni attiva sulla capitale, progetta e organizza eventi, riqualificando e rinnovando spazi attraverso una programmazione artistica attenta al contemporaneo e ai tanti linguaggi dell’arte.

 

ViteCulture negli anni, muovendosi tra il centro e la periferia cittadina e culturale, ha fatto da sempre delle varie proposte artistiche un organismo in continua evoluzione, un contenitore aperto e cooperativo, con soluzioni creative d’avanguardia, sinergiche e formative all’insegna dell’inclusione  sociale  e  del territorio.

 

Fondata  a  Roma  nel  2014  da  Giulio  Amorosetti e  Mamo Giovenco (già  co-fondatori  de Il  Lanificio  159), insieme a  Daniele Martelli, ViteCulture   mette  le  radici  nel   panorama   romano   vantando  già   progetti di successo come il Quirinetta, Villa Ada Roma Incontra il Mondo e altri tasselli sparsi nella città per farne un luogo di cultura e arte.

 

I primi appuntamenti con la programmazione di Viteculture all’interno del Casale dei Cedrati sono il 5 e 6 dicembre con uno speciale aperitivo serale soul jazz con i  The Blue Project, raffinato gruppo di punta della scena romana, che offrirà al pubblico un live dalle atmosfere sospese e coinvolgenti.

 

Le attività culturali del Casale sono patrocinate dal Municipio Roma XII.

Omaggio a Zao Wou-Ki alla Fondation Gianadda

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Zao Wou-Ki è riconosciuto nel mondo intero come uno dei più significativi artisti contemporanei.

Nato a Pechino nel 1920 e naturalizzato francese nel 1974, è morto nel 2013 a Nyon nel canton Vaud, in Svizzera, all’età di 93 anni.

Con la preziosa collaborazione della Fondation Zao Wou-Ki, la Fondation Pierre Gianadda presenta, in questa prima retrospettiva svizzera, una cinquantina di tele e una trentina di opere su carta, tra cui spicca un insieme eccezionale di grandi formati, dittici e trittici.

La mostra presenta le diverse tappe della pratica cromatica e luminosa dell’artista, lungo una sessantina d’anni seguendo un percorso personale tanto ricco quanto ispirato.

Dopo un primo periodo figurativo, che segue la sua scoperta della Francia nel 1948 (ritratti, nature morte e paesaggi reinventati), Zao Wou-Ki sviluppa un linguaggio originale, che ha importanti riferimenti nella poetica di Paul Klee, che lo porta in piena consapevolezza fin dagli anni 1960-1970 verso ampi sviluppi astratti dentro uno spazio lirico liberato: composizioni pregnanti che preludono agli ambiziosi formati degli anni 80, fino alle opere ultime realizzate sul finire del secolo scorso.

Come contrappunto a questa selezione di oli emblematici dai formati molto grandi si pone un’ampia successione, volutamente limitata ai bianchi e neri, di grandi inchiostri su carta che mettono in evidenza la sua antica frequentazione dell’inchiostro di Cina e precisa, se ce ne fosse bisogno, il ponte immaginario che il pittore ha stabilito con forza lungo più di mezzo secolo tra l’Asia e l’Occidente.

Le opere provengono da collezioni private d’Europa e d’Asia.

Un importante catalogo – curato, come la mostra, da Daniel Marchesseau, conservatore generale onorario del Patrimoine de France – riunisce contributi importanti di François Cheng dell’Académie française, di Gao Xingjian, Premio Nobel per la letteratura (2000) – due scrittori francesi di origine cinese -, di Yann Hendgen, direttore artistico della Fondation Zao Wou-Ki, di Pierre Schneider, scrittore e storico d’arte, di Sam Szafran, e di Dominique de Villepin, già Primo Ministro di Francia.

Per celebrare il decimo anniversario del Pavillon Szafran, che presenta, da una parte e dall’altra, verso il parco e verso la strada, due ceramiche monumentali di Sam Szafran realizzate con Joan Gardy Artigas – Escalier (2005) e Philodendrons (2006), una sala è ormai dedicata ad accogliere diverse opere di Szafran appartenenti alla Fondation Pierre Gianadda.

Oltre alla mostra Zao Wou-Ki sono visitabili alla Fondation Pierre Gianadda la Collection Franck, il Parco delle Sculture, il Museo gallo-romano, il Museo dell’automobile.

Il biglietto di ingresso: adulti CHF 15.-

terza età: CHF 13.- famiglie: CHF 35.-

bambini oltre 10 anni e studenti: CHF 8.-

A Lugano la prima mostra in Svizzera della Pittura Analitica

E’ Lugano ad ospitare la prima mostra della Pittura Analitica in Svizzera. L’evento s’inaugura, alla presenza degli artisti, giovedì 26 novembre alle ore 18 nello spazio diPrimae Noctis Art Gallery.
Sebbene il movimento italiano, sin dagli anni settanta, abbia avuto una serie di riconoscimenti in molti paesi europei tra cui Germania, Francia, Inghilterra e Olanda, mai prima d’ora si era avuta l’opportunità di una rassegna organica in Svizzera.
L’unico appuntamento di rilievo ebbe luogo nel 1970 in occasione della rassegna Processo di pensiero visualizzati organizzata al Kunstmuseum di Lucerna in cui, tra gli analitici, era presente solo Giorgio Griffa. La relazione degli italiani con gli artisti svizzeri, tuttavia, è sempre stata molto intensa e tra questi vanno citati almeno Olivier Mosset e Niele Toroni fondatori nel 1966, insieme a Daniel Buren e Michel Parmentier, del gruppo BMPT.
Quella attuale, dunque, appare un’occasione particolarmente significativa per analizzare una delle esperienze più significative del dopoguerra e tutto ciò mentre la Pittura Analitica sta attraversando una fase di riscoperta e di rinnovato consenso.
Come afferma Alberto Fiz, curatore del progetto, “proprio oggi in un’epoca di grandi cambiamenti, diventiamo i naturali interlocutori di artisti non organici che nella loro specificità hanno dato vita ad un sistema complesso, privo di dogmi, in grado di riproporre con determinazione l’attualità della pittura intesa non come fine ma come mezzo rispetto ad una ricerca in continua evoluzione con forti ripercussioni sul linguaggio contemporaneo.”
Del resto, la mostra luganese (rimane aperta sino al 12 gennaio) giunge dopo un percorso proposto nei mesi scorsi da Primo Marella Gallery di Milano attraverso due mostre in stretta relazione tra loro dov’è stata presa in esame la Pittura Analitica nei suoi differenti aspetti analizzando sia i fondamenti storici sia l’evoluzione più recente.
Da Primae Noctis Art Gallery tornano in scena gli anni ’70 con una rigorosa selezione di opere realizzate dai protagonisti del movimento, in particolare Enzo Cacciola,Vincenzo Cecchini, Paolo Cotani, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Elio Marchegiani, Paolo Masi, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri, Pino Pinelli, Claudio Verna, Gianfranco Zappettini.
Una rivoluzione silenziosa quella compiuta dagli analitici per riappropriarsi di un linguaggio e sviluppare una rinnovata creatività dove il manufatto recupera un proprio ruolo, così come il processo operativo.
La Pittura Analitica è un’esperienza assai selettiva che si basa su una serie di procedimenti metodologici che sono comuni a tutti i partecipanti disposti, più o meno consapevolmente, ad accettarne le regole. Il tratto unificante è il desiderio di eliminare le scorie che nel tempo si sono depositate sulla pittura per recuperare una visibilità primaria, non contaminata dove l’artista non impone la visione, ma ne suggerisce il cambiamento. A questo proposito Gianfranco Zappettini, artista, oltrechè acuto teorico, ha scritto: “Solo attraverso un’indagine analitica che affronti il problema della pittura in quanto pittura, ovvero del materiale, del modo di operarlo, del lavoro che esso implica, della superficie di stesura, della dimensione, si può ricostruire un nuovo linguaggio, veramente autonomo, non mutuato da altre discipline, che trovi in se stesso i termini di riferimento e di verifica.”
Questi aspetti emergono con chiarezza osservando le opere in mostra che ad oltre quarant’anni di distanza mantengono inalterato il loro grado di problematicità e di provocazione.
Dai cementi di Enzo Cacciola alle bende elastiche di Paolo Cotani; dalle tele grezze di Giorgio Griffa alle tessiture di Paolo Masi; dai segni graffiati di Marco Gastini alle grammature di colore di Elio Marchegiani; dai dittici di Carmengloria Morales alle disseminazioni di Pino Pinelli; dalle sovrapposizioni di Vincenzo Cecchini ai bianchi diGianfranco Zappettini; dagli acquerelli al limite del visibile di Riccardo Guarneri alle stratificazioni cromatiche di Claudio Olivieri sino alle geometrie irregolari e alle monocromie apparenti di Claudio Verna.
Come emerge con evidenza dalla rassegna, è la superficie a mettersi ogni volta in discussione, a sviluppare una propria sintassi differente per ciascuna proposta. Materiali e tecniche hanno una loro intelligenza e si compiono come strumenti attivi di trasformazione affrancando l’opera d’arte dai suoi contenuti aprioristici o già metabolizzati dalla storia. Fare per pensare potrebbe essere lo slogan che conduce a una nuova consapevolezza del comportamento tracciando un’azione dove le potenzialità della pittura vengono portate al loro limite massima di estensione in una dialettica continua che smentisce in maniera risolutiva ogni ipotesi passatista o di ritorno all’ordine rispetto alle ricerche di un movimento autenticamente europeo.

La mostra è accompagnate da un catalogo in italiano e inglese pubblicato da Silvana Editoriale che, accanto al saggio di Alberto Fiz, comprende un’ampia selezione di opere per ciascun artista e le loro riflessioni teoriche.

Primae Noctis Art Gallery
Via Canonica 7, Lugano
tel. +41 (0)91 9222003
info@primaenoctis.com – primaenoctis.com
Orari: Lunedì-venerdì 10.00-18.00
Sabato su appuntamento

“L’Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello. Una storia di 500 anni fa, una donna di oggi.

“L’Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello. Una storia di 500 anni fa, una donna di oggi. Da domani in libreria
“L'Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello. Una
storia di 500 anni fa, una donna di oggi. Da domani in libreriaBella, colta e astuta, fin dalla nascita Lucrezia è stata educata per diventare la regina delle cortigiane. Corteggiata dagli uomini più potenti della Roma che conta, viziata da prelati e signori, modella nientemeno che di Raffaello per il “Trionfo di Galatea”, la giovane conquista in fretta successo e agiatezze. Il prezzo? La schiavitù di un ruolo che sente sempre meno suo. “L’ Imperatrice” è il primo romanzo di Silvia Vaccari, edito da Fazi. Una storia vera ma dimenticata, che ha compiuto da poco i suoi 500 anni e anche solo per questo meritava di essere raccontata

Roma, inizio Cinquecento, pieno Rinascimento. Nella città del papa Borgia fioriscono le arti, i cenacoli letterari, le sontuose feste di corte, ma anche gli intrighi di potere, lo sfarzo, gli eccessi. Sono questi gli anni in cui cresce Lucrezia, figlia di una prostituta e di un importante prelato, educata per raggiungere un unico obiettivo: diventare l’imperatrice delle cortigiane. La sua vita – una storia vera – è raccontata nel primo romanzo diSilvia Vaccari, “L’ Imperatrice”, edito da Fazi e in uscita domani 26 novembre in tutte le librerie.
Fin dalla nascita Lucrezia è stata educata per diventare la regina delle cortigiane. La madre investe energie e denaro per fare di lei una meretrix honesta: bella, colta e scaltra, regina dei salotti della Roma che conta. Ma le aspettative superano di gran lunga ogni più rosea previsione: nei primi anni del ‘500, sotto il pontificato di Giulio II, Lucrezia – poco più che ventenne – è conosciuta come “Imperia” ed è già una delle donne più famose del suo tempo. Corteggiata dagli uomini più potenti di Roma, viziata da prelati e signori, la giovane conquista in fretta successo e agiatezze.
La nota persino Raffaello, che la sceglie come modella per il suo celebre dipinto “Il trionfo di Galatea”. E così, se Tracy Chevalier ne “La ragazza con l’ orecchino di perla” inventava un romanzo partendo da un pittore (Vermeer) e da un quadro realmente esistiti, qui Silvia Vaccari racconta la storia – documentata – di questo incontro tra due personaggi reali.
La storia di Imperia è vera: l’autrice ha impiegato anni per documentarsi sui dettagli della vita quotidiana dell’epoca e per mettere insieme tutti i particolari della vicenda, facendo sì che l’ambientazione e gli scenari fossero rigorosamente veritieri. Frutto della fantasia sono i soli personaggi minori e, naturalmente, il profilo psicologico dei protagonisti.
Sullo scenario della Roma dei Borgia e della rinascita delle arti, fra cene sfarzose e incontri galanti, “L’ Imperatrice” è la storia di una donna che conquista tutti ma che non riesce a farsi conquistare, schiava di un ruolo – quello di cortigiana – di cui non riesce a liberarsi e che sente via via sempre meno suo.
“L’ Imperatrice” è il primo romanzo di Silvia Vaccari, edito da Fazi. Una storia vera ma dimenticata, che ha compiuto da poco i suoi 500 anni e anche solo per questo meritava di essere raccontata.
Silvia Vaccari vive a Bomporto, nella bassa modenese, e lavora da anni nella grande distribuzione. Ha scritto questo romanzo più di venti anni fa, tra l’89 e il ’95, quando Internet ancora non c’era. Tutte le ricerche sono state fatte a mano sui volumi impolverati dell’Archiginnasio di Bologna.
La scheda del libro
Autrice: Silvia Vaccari
Titolo: L’imperatrice
Editore: Fazi
300 pagine
Euro 12.50
ISBN 978887625557-1
Disponibile anche in eBook

Dieci anni del Premio Euromobil Under 30 ad Artefiera

Euromobil main sponsor di Arte Fiera
Il Premio Gruppo Euromobil under 30 celebra i suoi primi 10 anni

Il Premio Gruppo Euromobil under 30 si appresta a celebrare il suo primo Decennale. Lo farà, come di consueto, ad Artefiera Bologna, manifestazione della quale Gruppo Euromobil si conferma come main sponsor.

Il Gruppo Euromobil, con i marchi Euromobil cucine, Zalf mobili e Désirée divani leader nei sistemi e complementi d’arredo, sarà quindi ancora una volta partner principale della Fiera Bolognese che nel 2016 festeggia la sua 40° edizione. I fratelli Lucchetta incontreranno i visitatori, i galleristi e gli artisti nel proprio spazio “I luoghi dell’arte, i luoghi del design” dedicato a selezionati prodotti di design oltre che alle precedenti nove edizioni del “Premio Gruppo Euromobil under 30”.

Circa il Premio “Gruppo Euromobil Under 30”, nel 2016 alla 10° edizione, il Gruppo ha confermato la scelta di affiancare al tradizionale Premio conferito dalla Giuria di esperti, un secondo riconoscimento assegnato direttamente dal pubblico. Risulterà vincitrice di questo ulteriore Premio Speciale del Pubblico l’opera (e quindi l’artista) che avrà ottenuto il maggior numero di voti dai visitatori ad Arte Fiera assommati ai voti che chiunque potrà assegnare visionando le immagini delle opere in concorso pubblicate sul sito www.gruppoeuromobil.com.
Il Premio della Giuria, come di consueto, si concretizzerà nell’acquisizione della opera vincitrice che arricchirà le collezioni di Gruppo Euromobil.

Non muta l’ambito di indagine del Premio fondato e voluto da Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari del Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte. Potranno concorrervi le opere di artisti under 30 presentate dalle diverse gallerie ad Arte Fiera. Anche il successo di questa manifestazione ha stimolato quest’anno i curatori di Arte Fiera a potenziare il settore “Nuove Proposte” riservato esclusivamente alle gallerie specializzate nei giovani artisti.

Nelle nove precedenti edizioni, la Giuria ha mostrato interesse sia per le proposte più internazionali, (sei degli artisti premiati sono stranieri), sia per le artiste (6 le vincitrici).

La Giuria del Premio Euromobil 2016 sarà così composta: Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari del Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte, Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, direttori artistici di Arte Fiera, Beatrice Buscaroli critico d’arte, Aldo Colonetti, direttore scientifico IED e Cleto Munari, designer. Segretario della Giuria: Roberto Gobbo. Il conferimento del Premio della Giuria si terrà sabato 30 gennaio alle ore 16,00 nello spazio “I luoghi dell’arte, i luoghi del design” Hall 25 di Bologna Fiere, mentre la votazione del Premio del pubblico proseguirà fino a lunedì 8 febbraio ore 12,00. L’annuncio del vincitore/vincitrice di quest’ultimo premio verrà dato, tramite social media e sito web del Gruppo Euromobil, martedì 9 febbraio 2016.

Per informazioni: www.gruppoeuromobil.com

Riccardo Cepach e la coscienza dello Zen

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Comune di Pordenone

 

Yume –Sogni Giapponesi

Venerdì 27 novembre, ore 18, Galleria Pizzinato

 

La coscienza dello Zen. Italo Svevo, il Giappone e l’arte di smettere di fumare

Incontro con Riccardo Cepach, direttore del Museo Sveviano di Trieste,

in collaborazione con Bottega Errante

 

 

Come appuntamento della mostra Yume.Sogni giapponesi, promossa dal Comune di Pordenone – che presenta una significativa selezione di fotografie giapponesi all’albumina colorate a mano, realizzata a cavallo tra Ottocento e Novecento –  nella Galleria d’arte moderna e contemporanea Pizzinato di Pordenone venerdì 17 novembre alle 18 si tiene l’incontro “La coscienza dello zen. Italo Svevo, il Giappone e l’arte di smettere di fumare”, condotto da Riccardo Cepach, responsabile del Museo Sveviano di Trieste e dunque raffinatissimo cultore dello scrittore, in collaborazione con Bottega Errante. Quali sono i collegamenti tra la storia letteraria  di Zeno, Italo Svevo e la cultura orientale? Argutamente Cepach ne individua parecchi, partendo anche dalla propria esperienza personale e professionale in Giappone, accompagnandosi con le immagini da lui scattate nel paese del Sol Levante e con le stampe tradizionali giapponesi (che costituiscono il substrato culturale da cui sono nate le fotografie in mostra) di cui nella biblioteca di Svevo sono stati trovati 2 preziosi volumi. Eccone alcuni. Zeno, proprio come un monaco Zen, utilizza la forza del nemico a suo vantaggio e ama i paradossi, tanto cari alla filosofia orientale. Svevo era un appassionato lettore di Schopenhauer, autore molto legato al buddismo. Con la sua arte di smettere di fumare inoltre Zeno mette in atto una concezione circolare del tempo, rinviando continuamente per tornare al punto di partenza. A tutto questo Cepach aggiunge un “viaggio impossibile” di Svevo in Giappone sbalordito dalle sue contraddizioni, affascinato dai suoi paradossi, incantato dagli avveniristici mezzi di trasporto e dalla impensabile tecnologia, sconvolto dal divieto di fumare una ultima, ultimissima sigaretta nelle strade della metropoli da cui il fumo è bandito. Un viaggio da cui sono nati alcuni reportage, da cui nascerà presto un libro per la collana “Gli Erranti” di Bottega Errante.