Poi uno un po' si irrita.

L’ultima volta che ho avuto un photopass al tunnel eravamo tipo in 4 a fotografare, e non c’era il pit. Il pit è quello spazio tra palco e transenna in cui può entrare un essere umano che può essere o il tizio della sicurezza o il fotografo. C’era solo un pertugio sulla destra. Ecco perché mi sono girati leggerissimamente i coglioni che non ho.

IMG_8868Ora credo che un po’ ovunque abbiate capito cosa intendo. Almeno al Covo so che devo fare la coda per la prima fila per stare sottopalco. Cristodiundio, però gli olandesi capiscono che quando sei lì a far foto devono farti spazio, e non sono il popolo più intelligente del mondo. Perché voi italiani no? Boh, vabbè.

Comunque: ci sono tanti fotografi italiani che si vedono che sanno stare sottopalco (ci si muove, ci si abbassa mentre il collega scatta, ci si rispetta negli spazi anche se si è in 15 come ad esempio ai Mogwai e si sta tipo matrioske) e altri beh, vedi lì. Calcola che il mio braccio si alza già da più di 150 cm…

Credo che tra gli austriaci che ti chiedono scusa al minimo contatto e gli olandesi che ti passano sopra tipo caterpillar il buonsenso stia in mezzo.

Poi vi spiego perché sto switchando al fotografare…

Baglioni è il nostro Bruce, diciamolo.

Una mia amica mentre commentavamo questo mi ha detto che non sapeva se suonasse più tipo una tortura o una cosa figa. Ma devo dirvi che invece ClaudioBaglioni regge tre ore di concerto, tre ore sioreesiori (quando ormai porci e cani ci fanno tutti un’ora e mezza e io sono tarata su quello) nonostante ci abbia un’età.

Devo confessare che il mio feticismo baglioniano (!) nasce un po’ qui:

In questi versi da canzoni tristi un po’ da sfigato (sarà che mi ci sento) coi versi “lui non ha una donna perché ha l’alito cattivo”. E Poster ecco, invece è proprio forse tra le canzoni più tristi mai scritte in Italia. Tsk, altro che si lamentavano di Tenco, il vero thristhe è Claudione. Mica è un male, quando sono davvero giù penso a Poster e penso che più in basso non è che si può andare.

La coppa di tutti!

CAM00214Popolo di commissari tecnici: tra pochi mesi ci sarà il fischio d’inizio della 20° edizione dei Mondiali di Calcio, l’evento sportivo per eccellenza, al quale tutti noi italiani, calciofili o meno, stiamo già iniziando a pensare.

Le varie edizioni della Coppa del Mondo FIFA™ hanno scandito momenti diversi della nostra vita lasciando ricordi indelebili: dai festeggiamenti per una vittoria alla delusione per un rigore mancato; dalle visioni collettive tra gli amici alle fughe dall’ufficio per non perdersi il calcio d’inizio. Dalle “notti magiche” al gol che non potremo mai dimenticare.

Per prepararci al calcio d’inizio del mondiale stiamo costruendo un racconto collettivo dei ricordi, delle emozioni e dei momenti più significativi legati alle passate edizioni dei Mondiali FIFA™ con questo video

Coca-Cola, sponsor dei Mondiali, da due edizioni organizza il FIFA World Cup™ Trophy Tour, l’emozionante viaggio con cui la vera Coppa dei Mondiali FIFA™ attraversa i 5 continenti per oltre 149mila chilometri e tocca le 89 nazioni che prenderanno parte ai Mondiali FIFA.

Anffas Open Day

Lo Yoga e l’ippoterapia di Anffas Onlus Trentino, la mostra di pittura di Anffas Onlus Mantova, l’esposizione fotografica, la lotteria e la giocoleria di Anffas Valli Pinerolesi Onlus ma anche il laboratorio di floricoltura di Anffas Onlus Lucca, l’apertura dei laboratori ergo-terapici e dello Sportello SAI? di Anffas Onlus Roma, gli incontri con le scuole locali di Anffas Onlus Leverano, la visita guidata con rappresentazione video fotografica di Anffas Onlus Corigliano, il Seminario “Il diritto di amare. Amare è possibile” di Anffas Onlus Ragusa, i percorsi interattivi di Anffas Onlus Patti e, ovviamente, l’apertura al pubblico delle centinaia di sedi Anffas del territorio nazionale per mostrare a tutta la cittadinanza quanto possono fare e quanto fanno ogni giorno le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e le loro famiglie:

questo è quanto accadrà il 28 marzo 2014 durante la VII Giornata Nazionale della Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, manifestazione nazionale promossa e organizzata da Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o relazionale, che quest’anno, per perseguire il suo obiettivo di informazione e sensibilizzazione sui temi della disabilità intellettiva e/o relazionale, si declinerà in un vero e proprio Open Day.

Tutti i cittadini che lo vorranno, quindi, potranno partecipare a questa grande festa e conoscere così l’Associazione, le famiglie e gli amici che la compongono e le tante attività che vi si svolgono con l’obiettivo di combattere stereotipi, pregiudizi e discriminazioni e promuovere pari opportunità in ogni ambito della società. Vi aspettiamo!

In occasione della Giornata, inoltre, Anffas e UniCredit vi invitano a scoprire perché “per una persona con disabilità una famiglia sola non basta”.

Dal 13 marzo è infatti possibile effettuare donazioni, senza alcuna commissione: – tramite tutti gli sportelli bancomat UniCredit – online al link www.ilmiodono.it/org/anffas – presso tutte le agenzie UniCredit con il seguente Iban IT 44L 02008 03284 000102973743

 

 


Articolo non sponsorizzato

Erwin Schrott (31-5-2011)

Parata di stelle in Arena di Verona per lo spettacolo di oggi che poi andrà in onda sulle reti Rai l’indomani. Alla corte di Antonella Clerici, affiancata da Gianni Morandi, oltre a numerosi virgulti della nuova generazione pop italiana come i Modà, sono stati fermamente voluti dall’organizzatore Gianmarco Mazzi due stelle della musica classica e operistica: il violinista tedesco-americano David Garrett e il basso uruguaiano Erwin Schrott. Abbiamo scambiato due parole proprio con l’uruguagio, che ingiustamente viene più spesso ricordato per il suo matrimonio con la soprano russa Anna Netrebko che per le sue indiscusse doti vocali.

Il trentottenne basso-baritono ci parla della sua leggera svolta pop avuta nella pubblicazione del suo cd di tango “Rojotango”, dicendo di essere molto incuriosito da diversi progetti come il teatro di prosa e il cinema, pur non potendoli considerare ancora per mancanza di tempo. Del galà all’arena ci dice: “Sono consapevole che per i puristi è più uno spettacolo televisivo che non un galà lirico tradizionale, ma sono anche convinto che ogni volta che si presenti la possibilità di portare la lirica al pubblico generalista sia sempre una buona cosa. Molte persone pensano all’opera come a qualcosa di vecchio e fuori dal tempo, ma la realtà non è questa. Anche il pubblico dell’opera sta cambiando, ci sono molti giovani appassionati che riempiono i teatri. Per cui portare in tv in prima serata un programma che include anche la lirica è comunque un modo per far conoscere l’opera anche a chi non la conosce ancora.”

Per quanto riguarda l’Arena di Verona riconosce un po’ di emozione sapendo di cantare in uno dei luoghi sacri dell’opera, un luogo storico. La sua speranza, ci confessa, è di poter tornare presto per cantare non solo in un galà, ma anche in una delle grandiose produzioni allestite nell’Arena. Lo spettacolo televisivo «Lo spettacolo sta per iniziare» ha infatti come obiettivo, dichiarato in conferenza stampa dai curatori, soprattutto il sostegno del festival areniano, e ne sta dando numericamente i frutti in prevendita al botteghino.

Due parole alla fine anche su cosa ne pensa di Parma, asserendo con orgoglio che, come tutti gli italiani, dovremmo essere orgogliosi della nostra cultura lirica: “Mi piace molto l’approccio che ha adottato il Teatro Regio di Parma, per esempio, l’idea del festival verdiano nei luoghi verdiani, così come avviene a Salisburgo per Mozart durante il Festspiele. L’idea che l’opera possa arrivare ovunque ma che sia anche fortemente radicata nei luoghi dov’è nata.”

(Gazzetta di Parma)

Makkox al Popstore (22-5-2011)

Al Popstore di via Nino Bixio era presente sabato Marco D’Ambrosio, che sul web si firma Makkox, ed è un quarantacinquenne che ha base a Formia e lavora come grafico.

Dal 2007 circa scrive vignette su web, per poi approdare anche a qualcosa su carta: era infatti nella nostra città per firmare le ultime copie del suo Ladolescenza, un volume di 48 pagine che raccoglie storie già pubblicate in varie riviste e siti web più un inedito. Un’opera immediatamente sostenuta dal passaparola in rete, che ha visto andare esauriti tutti i suoi albi autoprodotti in breve tempo

“Spero apprezzino la mia ormai proverbiale simpatia” diceva parlando dell’appuntamento sul suo blog. In realtà Marco è “cazzaro sul web e di persona. E’ il mio carattere, non faccio apposta, sono così al naturale”.

In coda per le dediche, tanti ragazzi che dicono di averlo tra i contatti su facebook, o altri che l’hanno conosciuto grazie al suo blog, visto proprio che Makkox fa parte di quella generazione di fumettisti digitali che usa la rete come palcoscenico e palestra collaborativa, interagendo sempre con i lettori e dando nuova linfa a un mercato del fumetto che era un po’ in stallo e che l’editoria italica considera ancora prodotto di serie B.

Fan conquistati a colpi di disegni taglienti e dialoghi fulminanti:  “noi che ce la cantiamo e ce la suoniamo sul web non consideriamo però quale sia l’esplosione di creatività che ha portato sia la rete, io ci sto dentro ma non capisco bene fino a dove arriverà, ma soprattutto facebook. Anche se molti per errore considerano facebook come se fosse internet, e quindi non capiscono eventuali cose come le censure… non arrivano a considerare che sia un servizio soltanto. Ma già il fatto che non sia uno strumento passivo, come invece la televisione, aiuta a stimolare le persone a fare un qualcosa… e la trovo una cosa estremamente positiva”

E tutti gli attestati di stima avuti dal web, come li coglie? “Vedi, ad esempio quando Luca Sofri mi ha offerto uno spazio su Il Post, senza alcuna retribuzione, ho chiesto subito di poter avere assoluta libertà su quello che avrei postato. Infatti al massimo mi dice dopo se qualcosa per lui non va bene, o mi fa una critica, ma intanto io l’ho postata. Per me avere un ritorno di gente che commenta è quasi più importante di essere pagato…”

Un uomo che si mette in gioco senza paura e che scherza sempre, infatti il più grande difetto di come viene visto dagli altri è che alle riunioni serie non viene invitato. Ma chi l’ha detto che l’ironia non è una visione veritiera delle cose?

(La Sera di Parma)

Antonio Padellaro all'Unipr (19-5-2011)

All’interno delle varie iniziative culturali per “Notti di evasione” di quest’anno è stato anche ospite il direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, in una conferenza tenuta nel tardo pomeriggio di giovedì alle aule universitarie dell’ex carcere di San Francesco, in via Del Prato.

Padellaro ha tenuto a precisare che non è nuovo a iniziative del genere: quest’anno ha avuto molti incontri con liceali anche perché secondo lui “i giornali vivono dentro quattro mura ed è invece giusto uscire e sentire le opinioni altrui”

L’incontro verteva sulle rivoluzioni che ci sono state nell’area mediterranea, (ed era moderato da Silvia Bia/Pia di Parma Qui), con particolare accento circa il ruolo che ha anche tenuto l’Italia nei loro confronti; argomento che il direttore ha già trattato per l’introduzione di un libro di prossima uscita sulle rivolte nel Maghreb viste sotto il punto di vista di internet. Ha infatti evidenziato la funzione rivoluzionaria della rete, spiegando che senza di essa le sporadiche manifestazioni di piazza potevano essere facilmente spazzate via dai regimi.

Il problema della politica estera italiana è che non esiste, secondo il direttore de Il Fatto Quotidiano, ma ci si accoda sempre a chi parte per primo, che sia questo un Sarkozy o sia la Nato, per poi fare in modo che si creino situazioni paradossali, come quella in cui si è passati dal baciamano al leader libico Gheddafi ai bombardamenti sulla Libia. “Io vengo dall’altro secolo e ricordo che quando c’era la DC l’Italia aveva il suo ruolo di mediazione, come ad esempio nella questione palestinese. Adesso ci troviamo in situazioni comiche pur applicate a tragedie, visto che non c’è minima idea di quale debba essere la nostra politica estera”

Infine, sempre per Padellaro, l’economia è alla base di tutto il discorso dell’emergenza immagrazione “sebbene la Lega abbia basato la sua propaganda sul “foera dai ball” non, quindi ,su un progetto ma sull’invettiva contro gli immigrati, sa benissimo che questa ideologia non può essere usata se non sull’elettorato. Perché invece gli studi di Confindustria dopo dicono ai dirigenti che c’è bisogno di nuove forze lavoro che arrivano dall’estero”. Economia che è stata anche la molla per le rivoluzioni nell’area del Mediterraneo: “infatti i Paesi sono stati tenuti sotto scacco dai rispettivi regimi finché erano presenti risorse da redistribuire. Ma con la crisi sono iniziati i guai, basti vedere che in Tunisia si sia partiti proprio dalla rivolta del pane”

Francesca Fiorini Mattei- La sera di Parma