Non sei una giornalista, sei solo una groupie che sa scrivere bene (cit.)

Naturalmente, me possino cecamme se ce l'ho contro i nomi indicati -con alcuni ci mangio assieme e ci bevo birre- percarità, ma nell'elenco di coloro i quali han scelto la targa giovani 2011 del MEI ci sono solo uomini. Sarebbe un caso, vero?

La giuria selezionata dal fior fiore della stampa musicale nazionale, e composta nientepopodimenoche da: Luca Valtorta (XL – Repubblica), Luca D'Ambrosio (Musicletter.it), Andrea Diani (RadUni), Fabrizio Galassi (Repubblica.it/Kataweb, Wired), Orazio Martino (Gli Osservatori Esterni), Luca Minutolo (Fuori dal Mucchio), Giorgio Moltisanti (Rumore), Antonio Oleari (Jam), Gianluigi Peccerillo (Dance Like Shaquille O'Neal), Davide Rolleri (The Breakfast Jumpers), Hamilton Santià (Il Mucchio), Jacopo Tomatis (Il Giornale della Musica) ed Enrico Veronese (Italian Embassy, Blow Up), con la supervisione e il coordinamento di Chiara Caporicci e Giordano Sangiorgi del MEI – Meeting degli Indipendenti ha elargito il suo verdetto.

[quindi solo Chiara Caporicci è l'unica ad avere la quota rosa. Meno male, dici]

Beati quelli che pagano subito perché la loro tomba non sarà scossa da metropolitane.

Ci sono diverse aziende che devono pagarmi.
Tipo che vige questa cosa molto italiana del pagarti a sessanta giorni. E andrebbe bene se i giorni fossero sessanta: invece no, sono come i ritardi trenitalia. In espansione. Cosa che se vigesse la regola che dal sessantesimo giorno gli interessi partirebbero a livello cravattaro vi giuro che tutti pagherebbero puntualissimisssimi.

Ora, secondo voi, devo preoccuparmi se non mi pagano delle cose di novembre e delle cose di febbraio? Siamo in media?

Ho perso il conto delle chiamate e delle mail mandate. Ma vi giuro, per cifre che se abitassi all'OIgettina mi servirebbero per accendere il gas o al posto della carta igienica.
E sì, per me contano, checcazzo.

GruVillage: una 6° edizione tutta da ridere!

Dopo il successo degli anni passati, torna uno dei maggiori festival estivi torinesi: la 6° edizione del Gru Village. Un ventaglio di spettacoli ricco e assortito per tutte le età all'interno di un'area allestita per tutta l'estate in città nel centro commerciale Le Gru di Grugliasco, fuori Torino.

L'area di Le Gru  su cui domina un palco di 200mq fronteggiato da uno spazio aperto per ballare durante i concerti pop e rock e che, all’occorrenza, si trasforma in platea per gli appuntamenti di cabaret o per i concerti jazz, è davvero notevole e nulla ha del triste parcheggio bitumato. Più che altro è veramente un'oasi in cui passare l'estate in città senza sentire tanto il peso delle mancate vacanze per motivi economici o lavorativi.

Infatti il pubblico potrà approfittare anche di spazi espositivi vari, gelaterie e cocktail bar, o  potrà chiacchierare nella zona chill-out, allestita come un vero e proprio salotto con comode poltrone in vimini e ombrosi gazebo per rilassarsi in un’atmosfera da giardino. Su tutto questo gli spettacoli. Grande spazio alla comicità, in quel di Grugliasco. Per questa edizione del festival ogni artista rappresenta con la sua comicità una regione italiana: un modo per celebrare il 150° dell’Unità d’Italia attraverso l’arte del far ridere. Si scelgono quindi reduci di programmi comici noti come Sergio Sgrilli o Maurizio Battista, per poi arrivare a vere punte di diamante della comicità come Maurizio Crozza che porterà nel villaggio il suo spettacolo "I Fenomeni" e, quello che personalmente preferisco per territorialità e perché insomma da piccina io ve l'ho detto che guardavo Aria Fresca e Vernice Fresca e quindi sono segnata, Giorgio Panariello con il suo spettacolo "Panariello non esiste".

Devo dirvi che inoltre la parte che più invidio al calendario è la parte musicale. Infatti mi sarebbe piaciuto avere o un grosso bonus benzina o Torino più a portata di macchina per i concerti rock e indie: con l’unica data italiana degli OK GO, il gruppo statunitense che ha conquistato la scena dell’alternative rock e il web, con geniali video virali. Nel cartellone poi anche Joan As Police Woman, i dEUS e Peter Hook performing Joy Division’s. Se siete nei dintorni di Torino specialmente non perdetevi il concerto dei belga dEUS.

Per il calendario completo clicca qui, per costi, prevendite e altre info invece clicca qui

Articolo sponsorizzato

Viral video by ebuzzing

Noi, Premium, non ce la perdiamo.

Credo che una cosa più triste dell'offerta Mediaset Premium non esista. Spiego: non che deliberatamente abbia avuto voglia di prendermi una tessera del digitale terrestre pagato. Avevo, da quando ho comprato il decoder per la tv perché ci hanno obbligato a comprarne uno, questa tessera qui, che ho visto che scadeva a fine mese. Visto che quindi era inutile infilzarla di spilloni prima di non usare qualcosa che sta lì, gratis, ho cercato di valutare come fosse 'sta cosa visto che di pubblicità naturalmente ne fanno tanta.

Ora vi posso dire che son circa sei ore che mi sto puppando il palinsesto a pagamento di Mediaset Premium e direi che è una cagata pazzesca. Molto meglio l'offerta gratuita rai nei canali non base, per dirvi. Ma proprio siamo alla tristezza.

Tra Sky e Mediaset Premium non ci sono paragoni. Non so come cazzo si possa pensare a equipararle per offerta. Ma proprio, davvero.

Anche se Sky non mi ha ancora richiamata per fare l'abbonamento. Io gli ho mandato sei email ma non mi cagano. Per una volta che volevo uscire soldi deliberatamente. Ma che diamine.

Festa del Fatto Quotidiano.

Share photos on twitter with TwitpicIeri eravamo circa 6000 persone, contando anche le nuvole cariche di pioggia e il mio conto da contadina di "oh, quella è una nuvola che rovescerà pioggia tra 20 minuti" esatto.

Si conferma che al fuori orario di Taneto ci puoi fare veramente di tutto. Anche incontrare Di Pietro e salutarlo perché ti fissa ed entrambi non sapete come uscire fuori dall'imbarazzo. Ma dico di tutto dal punto di vista organizzativo: quindi portateci un casino di concerti perché è 10km esatti da casa mia, partendo dal garage.

Mi è piaciuta? Nì. Cioè bello il clima di festa, belli i discorsi, ma tutto di una lentezza italica che mi ha fatto (sul serio) addormentare in parte sulle panchine interne del locale. Ma sono io che sono stressata. E poi gli Spinozi, una volta invitati, potevano anche farli parlare di più facendoli iniziare prima che non c'era nulla. Organizzazioni.

Tim-Ducati Social Experience

Conoscete, no, la partnership che già hanno da diverso tempo TIM e Ducati no? Ecco a questo fortunato e collaudato connubio si è aggiunto da quest’anno anche Valentino Rossi, per una combinazione tricolore vincente.


Tra il dottore e Tim si avrà una vera e propria SOCIAL EXPERIENCE, infatti sulla pagina Facebook di Tim verranno postati contenuti come foto e video esclusivi di Valentino direttamente dal paddock, dandoci una sua completa immagine al di là di come appare in pubblico soltanto.

Oltretutto voi potrete partecipare al concorso che se sei un cliente TIM è molto semplice: compila il modulo d'iscrizione rilasciando i dati richiesti e ogni settimana dal 4 maggio al 12 giugno saranno estratti bellissimi premi e tutti i partecipanti che avranno risposto in modo corretto parteciperanno il 14 giugno all'estrazione di fantastici superpremi. Invitando un amico le chances raddoppiano.I premi sono molto allettanti, anzitutto c'è in palio una Ducati Monster 696. Poi anche tanti altri piccole sorprese.

E in tutto questo c'è l'unione con quel personaggio particolare, che attrae fan anche non interessati direttamente al motociclismo che è Valentino Rossi. Dal 1997 le sue imprese sui tracciati del motomondiale diventano storiche. Ad ogni gran premio i sui duelli con Max Biaggi, Mike Doohan, fino ad arrivare a Casey Stoner sono entrati nella leggenda del motociclismo.

Per quest’occasione la TIM, sponsor ufficiale della nuova Ducati Desmosedici GP11, propone nella sua fanpage facebook 6 simpatici video del campione di Tavullia. Un inedito Valentino Rossi ancora adolescente tutto da scoprire.
Ed ecco anche uno dei video su Valentino, molto simpatico.

Articolo sponsorizzato

Vidéo virale par ebuzzing

Chiedi e ti sarà dato (l'esatto opposto di quel che cerchi)

Ieri l'altro una agenzia di marketting (tranquilli, non faccio il vostro nome manco morta) mi manda una mail con toni molto amichevoli sebbene non ci si sia mai coperti prima, ma credo sia il web 2.0. ma non lo so bene, perché io sono solo una diarista (come influencer ormai piloto solo vacanze, vendite dei biglietti dei concerti, ristoranti, palestre, 40 persone portate al Frequency Festival che se prendessi il 10% del solo biglietto crucchenfestival sarebbero mh… 600 euro tondi) e le dinamiche lì non le capisco, dicendo in detta mail dopo i saluti di rito che si occupa del digital di questa birra qui di Brema che ora non so neppure più se la fanno a Brema.

Ma insomma, quelle birre lì commerciali, le lager che bevete voi italiani. Quelle tanto in pubblicità. Quelle che mi fan venire in mente Homer in birreria da Boe che dice che nella birra c'è qualcosa di strano, e staccano sul birrificio e ci nuotano i cani.
Ecco.

Il piccolo problema sinora era che non riuscirei a dire Brema, ma meglio Bremen. Almeno la tipa ha nascosto l'indecenza di tanti altri che scrivono e dicono "uuuuuh, ti leggo da tanto e vorrei proporti…". Non è vero che mi leggi. Qui, voi lettori abituali, sapete anche che cibi schifo. 

Ma poi parte la cosa che mi avrebbe fatto rispondere solo con un monosillabo.
"hai voglia di raccontarci il tuo modo alternativo di vivere la vita?"

Mio. Modo alternativo? Alternativo? Io?
Eh, deve essere il mio è una mail personale.
Alternativo. 
"Dai, quindi scrivi un messaggio su FACEBOOK e avvertici quando l'hai fatto che ti premieremo con UNA bottiglia di birra SERIGRAFATA"

[da lì ho cercato di rabberciare una risposta cortese ma temo non sia uscita così cortese. Me ne scuso in caso]

Spiegone del maiuscolo?
Facebook: scrivere qualcosa di mio, con costrizione, su una pagina facebook di un marchio equivale tipo a dover raschiare i chewingum dalle panchine del Vaticano offrendo la mia opra aggratis. Facebook lo uso per i bollettini, tra la guerra e l'archiatra.

Una: una bottiglia? da 33 cl? cazzo ci faccio. Io già bevo quattro-sei litri d'acqua al dì, vuoi che se bevo una birra ne bevo anche 66 cl SOLI? (ho delle foto per la rete che dicono no, la birra si beve da un litro, se si pasteggia)

Serigrafata: no, seriamente. Dopo mi sgamano subito che la molotov che ho lanciato è la mia, non posso.

Towel?

Share photos on twitter with TwitpicOggi è il Towel Day e il pupazzo Rodesindro si è raccattato il primo asciugamano girante per casa per indossarlo e, stranamente, farsi una foto.

L'asciugamanino fa parte della Couvette Wilkinson di quest'anno (ricordate Topindo che rasava i pratini?) dove c'è scritto che c'è il set chiomette perfette dell’hair-stylist internazionale Jean-Paul Baffetti. Il set quest'anno è molto più ricco e carino. Oltre ad esserci le formine, che andranno a una mia amichetta che me l'ha richieste (ciao Marina!) e il solito rasoio 3 in 1, utilissimo vi dico anche per ritoccare i capelli col trimmer che va a pile, c'è anche lo specchietto (ehm, per il trucco, suppongo, no?) e le ricariche. Nonché l'asciugamanino che ora mi è stato fregato dal pupazzo e che quindi non rivedrò mai più.
Da giugno potrete avere anche voi il kit, comprando un prodotto Wilkinson per donna e poi andando su facebook.com/WilkinsonBikini mettendo i codici a barre dell'acquisto.

[Con chi prendersela per la campagna: Il video, quando lo vedrete, Chiomette Perfette è stato realizzato da JWT/RMG. La campagna è stata ideata dall’art Dario Agnello e dal copy Cristino Battista sotto la Direzione Creativa di Davide Boscacci, copy e Direttore Creativo Associato. La direzione Creativa Esecutiva è di Daniela Radice. Firma la regia Edoardo Lugari (Bedeschifilm), mentre la musica è di PF Musicland.]

Il pupazzo Rodesindro non è stato maltrattato per averlo mostrato in questa campagna. Anzi: chiede se può essere ingaggiato come indossatore di tutine visto che quello che indossa è un pigiamino bimbo della Liabel regalatogli da mia nonna.

Ma ricordiamolo, anche, pacatamente "If we die, we die togheter"

O dell'anche maremma mayala.

[nell'indecisione fine del mondo sì/no/non risponde ascoltiamo tutti Neutron stars salcazz dei Muse: arriviamo tutti dritti dritti espiati nelle Colpe]

[non sentite in essa il cloppete cloppete del Tristo Mietitore?]

[tutti mietuti nell'ouuuscean]

[la finisco]

Ciao, io vorrei dire a tutti quelli che si inventano predizioni (tipo che domani Gesù dovrebbe passare, secondo questi qui) e fondano religioni li invidio molto. Io non avrei né tempo né il coraggio delle mie azioni a parlarne in giro, di robe del genere. Ci ho questo pudore che mi blocca molto.
[ed anche un senso di attenzione che OPS GUARDA UNA MOSCA invidiabile. Del tipo che adesso stavo scrivendovi queste cagate e ho twittato questo. Sì, sto facendo tre cose assieme: embè?]
C'è questa cosa che io ho sempre discusso solo col mio pupazzo, Rodesindro. Questa cosa del fondare una religione nuova. Lui sembra molto propenso a questa cosa: l'altro giorno mi ha anche spiegato la sua nuova idea: dopo che vi avevamo detto che era propenso a farsi passare come pupazzo santo visto che il mercato sarebbe molto ampio (preti che si comportano male coi bimbi, bimbi traumatizzati… il pupazzo santo coprirebbe una nicchia e sarebbe rassicurante e avvicinante) sia per gadget che per tournée e simili (non fatemi cercare il post, mi pesa) ha detto che ci sarebbe una soluzione migliore.
Ora il pupazzo vorrebbe diventare Faraone. Perché -ha detto- coniugherebbe il comando all'essere in pratica visto come una divinità.
Quindi mi ha detto se per favore, oltre a dargli tutine nuove, magari chiedendo alla famiglia Bellamy quelle future dismesse dall'erede (raccomandandosi che magari un paio glitterose sarebbe figo) lo faccio studiare per farlo diventare Faraone.

La vedo dubbia.

Il problema è che il mio pupazzo ha avuto molte idee circa la gestione populistica. Queste idee poi sono state adottate anche da uno basso, lampadato e un po' mignottiere che comanda nel nostro Paese. Ora, Rodesindro ci tiene tantissimo a dire che l'idea di ripristinare il Faraonierato è la sua. Sisamai.

"no, ma c'è un articolo della Costituzione che garantisce la libertà di stampa"

Oggi vicino casa mia c'era il direttore del Fatto Quotidiano che diceva 'ste cose, e lui sinceramente diceva che internet può tenere le rivoluzioni con la gente che si mette d'accordo, che internet può dare tanta scelta, che è gratis, che robe lì e simili nonché al solito "ma insomma, bisogna discernere che ci son tante cagate".

Secondo me internet lo capisci se prima ci sei stato su. Nel senso: un blogger può essere giornalista, un giornalista difficilmente può essere blogger. Non considero essere blogger una figata, ma credo che il 75% di noi (tranne alcuni) scriva giù i post di getto come faccio io senza pensare a pubblico/ortografia/barriere/stocazzo.
Il giornalista mi parte prevenuto.

L'altra cosa che pare non arrivare a tutti è che internet è come la vita: c'è gente che al bar parla di figa, e chi di problemi politici. Io ad esempio sono una cazzara, non è che tutti i blogger siamo là a fare la rivoluzione. Maddai, mi fo tanto il culo per tante cose che sviscero le mie due esistenze. Il blogger è uno che scrive perché ha trovato un posto per farlo: fine.

Ora secondo me c'era Current che era un ottimo mediatore tra pubblico italico che di internet non ne maneggia/giornalismo di informazione indipendente. Qui da Enrico Sola due paroline sulla cosa, con la giusta riflessione che -purtroppo- il denaro conta sempre sopra tutto quel di buono che puoi fare. Qui l'annuncio diretto di Current, dove si spiegano direttamente.
Questa è la pagina facebook dove ci si attiva/si da solidarietà a coloro i quali rischiano di veder chiuso il posto dove lavorano. Se volete però ben seguire tutta la cosa vi consiglio di seguire gli accadimenti su Friendfeed da Livia.