Ieri, discutendo su facebook di questo post, ho notato che c'è più di una persona -oltre me- che inizia a seccarsi.
Il punto è uno, ed è molto semplice: uno esce e consapevolmente va a un concerto di un cantante. Una cosa che, tranne casi particolari, ti può succedere a volte tre-quattro volte l'anno. Quindi non è che sei a un pub a bere e improvvisamente suona qualcuno. Sei in un posto dove la maggior parte delle volte hai pagato. E non poco, visto che sono rimasti pochi i posti dove in massimo duecento andiamo e paghiamo, giustamente, il biglietto che si aggira sui 15 euro. Quindi, non dico il rispetto per me, ma anche per l'artista e quello che hai scelto di vedere: perché far casino? Non puoi parlare nei tempi morti o uscendo o salcazzo? Non puoi incantonarti in fondo e limonare o parlare dei cazzi tuoi?
Rimane una cosa che continua a sfuggirmi. Poi lì Vale mi ha risposto che "durante il concerto di ieri sera, ho dovuto cambiar posto almeno 5 volte per riuscire a sentire la voce di Lou Reed invece delle chiacchiere a voce alta della maggior parte degli astanti" e Tere "Stessa cosa per Washed out, sia ai lati che dietro… Fortunatamente davanti e nel mezzo c'erano gli interessati". La cosa che mi da un po' noia, poi, è che se glielo fai notare o ti mandano affanculo o ti dicono "sono qui per divertirmi, cazzo vuoi".
Ti casca un po' tutto quello che ti è attaccato, che vuoi rispondergli? Per me il divertimento sarebbe sentire la musica. Sono fatta a traverso.


Un uomo che tutti pensavano fosse gay e invece è andato a inseminare un po' ovunque in giro come se fosse la scena di Benigni nel piccolo diavolo con Matthau che gli diceva "rimettilo dentro". Anche se potrebbe essere per l'amore globale, che ne sappiamo, però intanto è una di quelle persone che nonostante abbia usato i dettami cristiani per salvietta ha fatto il matrimonio cattolico.