La gente che parla ai concerti dovrebbe poi abbonarsi all'imodium.

Ieri, discutendo su facebook di questo post, ho notato che c'è più di una persona -oltre me- che inizia a seccarsi.
Il punto è uno, ed è molto semplice: uno esce e consapevolmente va a un concerto di un cantante. Una cosa che, tranne casi particolari, ti può succedere a volte tre-quattro volte l'anno. Quindi non è che sei a un pub a bere e improvvisamente suona qualcuno. Sei in un posto dove la maggior parte delle volte hai pagato. E non poco, visto che sono rimasti pochi i posti dove in massimo duecento andiamo e paghiamo, giustamente, il biglietto che si aggira sui 15 euro. Quindi, non dico il rispetto per me, ma anche per l'artista e quello che hai scelto di vedere: perché far casino? Non puoi parlare nei tempi morti o uscendo o salcazzo? Non puoi incantonarti in fondo e limonare o parlare dei cazzi tuoi?

Rimane una cosa che continua a sfuggirmi. Poi lì Vale mi ha risposto che "durante il concerto di ieri sera, ho dovuto cambiar posto almeno 5 volte per riuscire a sentire la voce di Lou Reed invece delle chiacchiere a voce alta della maggior parte degli astanti" e Tere "Stessa cosa per Washed out, sia ai lati che dietro… Fortunatamente davanti e nel mezzo c'erano gli interessati". La cosa che mi da un po' noia, poi, è che se glielo fai notare o ti mandano affanculo o ti dicono "sono qui per divertirmi, cazzo vuoi".

Ti casca un po' tutto quello che ti è attaccato, che vuoi rispondergli? Per me il divertimento sarebbe sentire la musica. Sono fatta a traverso.

L'immancabile post a punti che invece potrebbe farmi fare una settimana di post.

  • Franci mi ha detto ciao Franci scrivi un post su Nevermind che poi lo mettiamo assieme agli altri? Quindi ecco che c'è anche il mio contributo su questo post nel miglior musicblog italico.
  • Ho avuto l'oltraggioso culo, per una volta, di scrivere di un'artista che si avvicina a ciò che tratto per piacere. In questi giorni c'è Joan Wasser in tour in Italia, anche a Carpi. Serviva sulla Gazzetta di Parma un articolo di presentazione, ho preferito far parlare direttamente lei. Ma l'intervista uncut è su Radionation.
  • Ieri, visto che su google plus mi hanno aggiunto quasi un migliaio di persone, ho chiesto se qualcuno almeno sapesse chi sono. Così, per curiosità. Ne è uscito un ramo di discussione con al solito qualcuno che fa l'elicotterino col pene.
  • Rimanere in coda su un viadotto e sentire le vibrazioni elastiche delle macchine che invece sfrecciano dall'altra parte è una figata.
  • Devo progettare un tour. Io. Ahaha.
  • Mi chiamano per lavori in zone dove io non sono tre ore prima di farli. O contano davvero su di me o la disperazione è una brutta cosa.
  • Questa cosa che il Grosseto è in serie B mi perplime.
  • Coloro i quali lavorano negli uffici di quotidiani e usano font che fanno piangere la madonna e mettono tutti i collaboratori non in ccn dovrebbero morire malissimo.

Dalle foto di Budapest a quelle dei concerti.

Ieri Getty Images via flickr mi ha chiesto di licenziare questa foto. Che è orrenda. E lì capisci che il criterio "a cazzo di cane" dovrebbe pervadere il piano del fare tutte le cose, visto che l'ho fatta così, camminando, ché mi garbava a vederla. Secondo me fa cagare, ma ormai i giudizi miei vedo non valgono una fava.

Quindi un suca a chi rosica.

Altrove ragionavo con Enricosola incolpandolo della mia svolta concertara. Egli mi ha detto "tutto tranne che le foto di Budapest ancora in mezzo". Ora, io non so come dirglielo, ma al netto mi hanno fruttato più quattro scatti sghembi che fare di Radionation un blog musicale con molte donne e qualche ometto (il mio migliore amico Massimo su tutti, che ormai intervista gente come un treno) a scrivere di ciò che piace a loro. Con la gente (tipo Robertino Raths, capoccia di etichetta gggiovane, nell'ultima intervista, ha scritto nella mail agli adorabili promoterz dicendo "ho risposto prima a questa perché lei è veramente interessata a ciò che faccio, si nota, è anche andata a far ricerche") che ti da grandi soddisfazioni e la blogopalla italica che ti snobba per partito preso. Giuro: ho i nomi della gente che ha riso per i precedenti blogauards o che piuttosto che cagare noi si taglierebbe una mano. Che poi mi fa ridere, perché io di loro non rido. Pazienza.

Non so, forse a Natale meglio tornare in Ungheria.

Carrozzerie.

Io oggi, notando che ormai è un casino la roba lì di mantenere normale la carrozzeria esterna di una macchina con la gente che ormai ti viene addosso o i vicini che con le chiavi ti intagliano la divinacommedia nella portiera, o le persone che non san fare i parcheggi o peggio di tutto le donnine lì che ti mettono il carrello e il carrello della spesa ti graffia la portiera.
Dico, col carrello della spesa. Che è una cosa infame, tu almeno se sbagli qualcosa e di tua sponte con te al volante ti fai tutta la fiancata ti senti un coglione ma oh, è colpa tua e potevi magari rimanere offeso oppure ecco, sei un coglione e stop, e vabbè… ma questo è uno sfregio di serie b che ti fa gridare al complotto e alle madonne acquistabili in punti fragola.

Io oggi ho detto che la prossima carrozzeria, o questa se la mia macchina mi fa la gentile concessione di trasportarmi ancora per un bel po', la voglio a Bugnato.

[che dopo la moda della vernice opaca nera potrebbe essere la prossima, io quindi lo scrivo e in caso sapete che è colpa mia]

Quelle robe che scrivi a punti perché almeno le scrivi.

  1. C'è Gualtiero che scrive una cosa giustissima su quel provvedimento AGCOM, e uno sta qui a pensare che non si può far meglio e quindi non si può fare che linkarlo.
  2. Da un paio di giorni c'è gente che si offende tantissimo. Stavolta non è successo a me, ma a mia mamma. Ma spesso è successo anche a me: se volete far incazzare qualcuno basta che gli dite che non è professionale nel suo lavoro. La vedono come un'ingiuria peggiore che se gli arroti la sorella o gli sputi la madre sulla tangenziale. Oh, davvero, provare per credere, anche se la circostanzi. Addirittura questo si era incazzato così tanto che voleva rileggere la mail che la mamma gli aveva mandato al telefono, sempre a mia mamma. Per farvi capire quanto sbroccano.
  3. Comunque ecco nelle discussioni via telefono due tips da considerare sono: a) se lei continua così metto il cellulare avanti alla tv/radio così può continuare il suo monologo come le pare sentendo qualcuno che l'ascolta per rallegrarsi b) sì, ci sono due opinioni, ma resto della mia che sicuramente è la migliore.
  4. Il caldo fa male.
  5. Il cambio dell'olio costa esattamente la metà a Reggio Emilia rispetto che a Parma.
  6. Mi sono ricordata che Anna Calvi non conosce Dalida, e io nell'intervista le ho detto che ci somiglia molto. Mi avrà preso per scema?
  7. Oggi sono tornata a nuotare e ce la faccio ancora. Questa cosa mi commuove.
  8. Radionation sta iniziando ad avere troppe donne al suo interno. Se ce ne sono altre che voglion scrivere di musica o magari qualche ometto noi si è qui eh.
  9. Ho sbagliato tinta di capelli: è troppo scura. Ah, ma dite che d'estate si fa prima di mettersi al sole? Il sole? Cosa è?

Poi ci sono anche le foto di Budapest.

Share photos on twitter with TwitpicQuesta è quella sul libro di storia dell'arte della Zanichelli. Finalmente è arrivato dopo più di un annetto, e mi fa piacere.
L'obiettivo di quest'anno sarebbe andare in siti archeologici meno visitati (tipo poggio bacherina, tipo anche il tempio di Fucoli a Chianciano), ma devo ammettere che andare sola mi da un po' fastidio (anche perché non posso fare in solitaria l'imitazione di Alberto Angela, è uno spreco) e poi se continua col caldo così sinceramente mi passa proprio la voglia.

Di altre cose etrusche ci ho la fila di cose che vorrei fotografare. Peccato, nel caso di Monterozzi qui in foto, tutte le menate varie dei permessi per le foto non all'aperto. Vabbè, da pensarci.

Migliora il tuo Schweppes Appeal.

Ehilà, amisci. Avete presente quell'ultimo spot Schweppes girato da David La Chapelle (già fotografo di moda e regista di video musicali, e quindi molto glam e colorato) che si basa sull'equivoco che lo pesudogiornalista giovane quando la Uma Thurman gli parla della bevanda qui e lì lui pensa ad altro che non è proprio una cosa da bere?

Ecco. Schweppes, il famoso soft drink dal 1783, ora offre ai suoi fan una nuova esperienza "social" attraverso una simpatica applicazione sulla sua pagina facebook. Sicuramente quindi quello del tizio di cui parlavamo prima nella pubblicità era Schweppes Appeal ai minimi storici. Ma noi possiamo fare una figura migliore, dello pseudogiornalista e  Per imparare l'arte del parlare Scweppesy sulla pagina Facebook di Schweppes potrete partecipare ad un vero e proprio corso tenuto dal maestro di seduzione Guy Gadbois. Per testare il vostro aplomb vi basterà avere un microfono collegato al computer e ripetere gli insegnamenti del guru dello Schweppes Appeal. Potrete così vedere a che livello di seduzione siete e poi condividere il tutto con i vostri amici su facebook, magari sfidandoli a fare meglio.

Molto ironico, Guy vi farà da personal trainer per apprendere l’arte del parlare Scweppesy, correggendovi financo fino a migliorare la vostra performance. E sappiate che è pretenziosissimo, ma c'è molto da divertirsi. 

Per farvi un'idea, prima di testare voi stessi sull'applicazione facebook, potete vedere il trailer del video.

 


 

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Viral video by ebuzzing

Del resto prince albert è anche una pratica ai genitali.

Un uomo che tutti pensavano fosse gay e invece è andato a inseminare un po' ovunque in giro come se fosse la scena di Benigni nel piccolo diavolo con Matthau che gli diceva "rimettilo dentro". Anche se potrebbe essere per l'amore globale, che ne sappiamo, però intanto è una di quelle persone che nonostante abbia usato i dettami cristiani per salvietta ha fatto il matrimonio cattolico.

Ma intanto noi qui si tifa per la sposa, che oltre ad essere una sportiva, quindi una con più palle di tutta quella famiglia lì di genovesi rinnegati francesizzati, è stata finora sequestrata perché sennò quello lì non se lo sposava nessuno. Spero solo gli fotta tutto il patrimonio, in allegria.

Oust non basta.

Ognuno certo che si gestisce come vuole. Io ci avrò un naso che funziona anche troppo bene e ora con questa cosa, dico della stagione, che uno tiene le finestre aperte è un casino.

Io a volte già non so la gente del vicinato che cazzo si cucini per far uscire certe folate da casa sua: frattaglie, prodotti biologici di solito rilasciati in un ambiente con molta ceramica la mattina, rifiuti, animali fu domestici. Roba solitamente fritta, poi. Cose che secondo me si incorporano per millenni anche nell'intonaco di casa, proprio dal tanfo, e al confronto una sala settoria è un laboratorio di profumi di chanel.

Ma proprio che trappoco ari-è ora di cena e la vivo malissimo. Ho paura.
Nonché c'è anche questa cosa che ormai, siccome voi fumatori siete odiati da tutti, finite a fumare sul terrazzino o fuori casa. O se fumate dentro casa temo si crei la stessa cappa di puzzo come se in casa vostra fosse in Valtellina e voi avete provato a stagionare speck da quando ci siete dentro. C'è questa cosa che io ormai quando dall'aria aperta mi arriva un alito di fumo, o di vento fumoso starnutisco abbestia. Che è una cosa che all'aperto ti fa amare da tutti. Non ve lo dico. Ma ecco, non è per la società.

Quindi pensate che tristezza eh.