Gné gné gné.

C’è questa cosa che ormai tutti ci hanno, come si dice alle mie latitudini, le fregne e quindi ci è la xenofobia di chiunque alberghi al di fuori e quindi dagli al vicino, dagli a quello che linkavi, dagli all’amico, dagli al cinese sottocasa.

Io a ‘ste cose ci son abituata, ché ho fatto il liceo a Viterbo. A ogni minima cosa si risolveva col "se vedemo dde sotto". Chi menava peggio e aveva la lingua più imbrigliata soccombeva. In pratica un formante campo balilla (che da quando ho sentito oggi pomeriggio i metodi educativi della Santanché sto sperando segretamente una roba) (non è che mi sodomizza con un manganello se espongo il mio sogno?) (no, beh, dice che siccome il bimbo aveva risposto male alla nonna stasera gli staccava il computer e finché non capiva il gravissimo errore l’avrebbe punito) (io spero che il bimbo per lo meno chieda l’affidamento al padre, e se non è così che tra 10 anni la rinchiuda in un ospizio a Predapp… ehm) (si fa satira)

Quindi questa caccia al cinese, che quanto pare è portatore di schifezze e malattie io non la capisco. Forse perché non consumavo già prodotti cinesi da prima perché nonmenefregavanulla?

In tutto questo, sentir parlare il nuovo ministro dell’Agricoltura, mi si è presa nostalgia di Alemanno. Non so se è bene eh, ma ha ripetuto "agricoltura e prodotti del proprio territorio" 40 volte in 3 minuti. Poi forse han trovato il tasto reset.

In tutto questo mi chiedo che vita avrà il nuovo sushi-bar in pieno centro di Parma. Ma aprire una tigelleria no, eh? ché tocca sempre andar a mangiare la torta fritta fuori e spendo in benzina.

Amicaaa, Cinghiò!

Cinghiò, amica!Lusciano, annamo.
Daje… telespettatrisce, amica, casalinga? Chestaiaffà? stravaccata sur divano?
Cosa te propone la tua amica Frannonika, un oggetto innovativo che nun po’ mancà nella tua macchina e nella tua casa: disce, che è?
Cinghiò! Questa è alta tecnologgia giapponese, che quelli c’hanno tutto piccolo ma c’hanno una capoccia così pe’ ste cose, sa. Mica se lo semo inventati noi itagliani, seh no, mo’ te la magnavi.
Cinghiò è tutta lega d’acciaio cromato futuristico cotto a legna, mica scuffie sa.
Allora, disce, che ce fai con Cinghiò? Boh, qualcosa se inventamo. Lusciano, seguime in particolare.

Coll’estate e i barbecue a sbafo dai parenti hai messo su un culo che pari una portaerei? Cinghiò ti fa dimagrire: guardaqquà, te lo passi sulle chiappe e ridusce l’adipe.

Poi, amica, quante volte c’avevi qualcosa da trasportà dal mercato perché il tu’ marito c’ha la sciatica e nun t’aiuta: cinghiò trasporta con facilità ogni tuo peso, va che roba…

Poi disce, quante volte trasporti in auto e il bambino je casca addosso la spesa: Cinghiò ti separa il pischello dalle bottiglie. Daje, così non ti diventa neppure ambriacone da grande.

Co’sti tempi poi nun se sta mai sicure? Amica, Cinghiò ti diventa arma di difesa! Vaqquà, je cechi un occhio se te rompono le palle…

Solo pe oggi, ppe’ voi, Cinghio a 99 euri.
Marikaaaa, quante telefonate mancano? oggi so generosa, me voglio rovinà, alle ultime tre je regalo pure er libbro dei Fincipit che tanto la gamba der tavolo nun me balla più, tiè.
Dajeee.

[Indegno omaggio a Lucia Ocone (visto che siamo nate lo stesso dì): post scatuito dal conseguente giretto per il sito di e-commerce che scoprimmo grazie al carezzevole flex (bei tempi, quelli). Ma l’articolo più, ehm, pregnante che avevo trovato, e che consiglio ormai di mettere a Parma nei distributori automatici per ovviare la carenza di bagni e il susseguente problema di evitare pisciate alla piccolodiavolo in giro è questo qua. Sì, è vero che il gel antibatterico che trasforma il bisognino in cose solide fa impressione. Però… ehm. Non leggete mentre mangiate, vero?]

This is PAAAAARMAAA!

C’è questa cosa che qui si diede dei consigli a Vignali (uno ancora inascoltato, ma se fa questo come prossima decisione voglio un posto in giunta comunale, tanto più che il popolo m’acclama), tipo questo che era un po’ esteso a tutti i sindaci italiani: ovvero punire chi insozza tutto il suolo pubblico con multe un po’ più che esemplari in modo che qualsiasi cosa butti piuttosto te la rimangi (o come si diceva lì, mal che vada cuci il deretano al miglior amico dell’uomo).

In pratica il nostro sindaco, che io stimo da tempi di assessorato, ha tirato fuori una serie di ordinanze magari che sembrano un pochino esagerate dal punto di vista pecuniario, ma ci vogliono. Eppoi fatevelo-celo dire: a Parma si respira quest’aria di grandiosità indipercui ci stanno queste cifre che fanno girare la testa.
Insomma, le ordinanze variano da quel problema che direi carfagnano al probemillo dello sporco in giro per la città. Fatemelo dire: ce ne era, e ‘st’ordinanza serve. Ché se uno è suino dentro certe abitudini fa fatica a stroncarsele. Quindi, in tempi di austerity come questi far leva sul portafoglio è cosa buona e giusta.

Non son d’accordo con l’abbassare le multe come dice Legambiente. Una merda di cane a Parigi costa 185 euro. Uhm, almeno due anni fa costava così. Però dico, per noi era impensabile. E alla fine è giusto che il divieto di sosta costi poco. Volete mettere quanto, soprattutto gli anziani, han rotto i coglioni le nuove auto dei non-studenti nel parcheggio di via Volturno e quante multe abbiam preso noi studenti per mettere lì l’auto e arrivare alle lezioni a cui dobbiamo presenziare per forza? Ecco.

Cioè, a me se una pisciata ti costa 300 euro… frega poco. Pensa lì, quando i vigili l’avran colto in fragranza, chissà cosa avrà spiegato. Che stava facendo il pieno alla saracinesca? Ora, capisco l’incremento del costo della benzina ma ‘sto pieno gli è costato quanto una caccola di Moratti. Più pappagalli per tutti, insomma. Imparate il vecchio trucco di farla nella bottiglietta come ai festival, orsù, da dentro i pantaloni.
Lo spegnisigaretta.
Sì, c’è il solito problema che "fatta la legge, farla rispettare è uno zinzinello difficile". Qui perché? Perché i cestini non sono stati pensati per spegnere le cicche: fermo restando che io sostengo i secchi alla francese (ossia una busta senza altri cazzi e mazzi di contenitori, un po’ come c’è in alcune nostre stazioni con i vari bidoni-busta differenziato che, caro sindaco, sarebbero da mettere qua in città per via delle scadenze che vi siete dati con la differenziata. Di cui ci sarebbe da fare un discorso a parte, giacché è gestita malissimo. Ma si sa, non pensate cogli occhi del consumatore…), qua, nella grandeur di Parma, ci mancano i secchi con lo spegnicicca. Vi dirò, a Mantova ci sono. Identici, brutti e mastodontici come qui a Parma ma con gli spegnisigaretta ai lati. Qui si dovrebbe fare un lavoretto alla Muciaccia per implementarli, e del resto, visto che c’è l’ikea, direi di mettervi-ci una brugola in mano e via andare…

Blogfest/4.

Siccome Selvaggia Lucarelli mi ha consigliato molte foto ignude con molto photoshop (per rivelarmi meglio agli internauti) io direi di iniziare da questa (contravvenendo alla regola che qui non si postano foto personali, ma è bello sputtanarsi proprio nei giorni in cui hai 900 accessi unici, così poi scappano e restano solo i migliuori)

Throw it on the fire, Throw it in the air.

Ok, ok. Da domani, tempo di alzarmi dal letto e partire da casa [c’è un solo problema: ho la stessa tenuta di strada di Karen Walker. Solo che io ho smesso di bere. Per ora. Non di mia volontà eh, ma inizia a darmi fastidio dormire stesa sul materasso tipo foca spiaggiata con la bocca fuori per poter vomitare senza soffocarmi, ecco. Uhm, ehm, CIAO BAMBINI!] e sarò a Riva del Garda. Sì, alla Blogfest, che ormai la pubblicizzano talmente ovunque che mi si sta prendendo ansia per non esser stata dall’estetista a fare la pulizia del viso. Mah.

Qualora mi vogliate vedere (non so perché, ognuno di voi ha le sue fisse, tipo fare f5 dal proprio posto di lavoro in assicurazione su tutti i miei blogs) sabato sarò responsabile del Barcamp Generalista in piazza Battisti, la mattina. Il pomeriggio non so, a far radio. Il venerdì al martcamp. Insomma, poi Riva non è sta metropoli e quindi è facile avvistare una sellerona rossa con la faccia stordita.

[naturalmente se non mi avete votato qua mica ci vedremo alle premiazioni eh]

Il post scrittum a tutti è naturalmente che se non mi presento o saluto qualcuno è proprio perché o son timida o non vi riconosco (rincoglionita).

Sempre approposito di Riva (marò, che collegamento di guano), è uscito l’EP di Gaia Riva. Tre canzoni mi piacciono molto, per davvero, la quarta e ultima uhm, non so, non mi convince per ora.
Comunque congratulazioni a lei, anche perché è sesta nella classifica album di iTunes. Ora, fate sto piccolo sforzo economico e accattatevillo, e togliamoci dai coglioni il primo posto della falsa Winehouse made in Esselunga. Daje.

La canna del gas no, con quel che costa.

Ore 24 circa: stronzeggiare con gli amici riguardo alla Blogfest e ricordare che Madeddu aveva detto -portando sfiga- sotto il diluvio della diretta dei radioincontri che no, mica avrebbe piovuto a settembre a Riva. Preparare delle idee per far radio, anche se non ci cagherà nessuno ma a noi ci piace e fa tanto alternativo.

Ore 1 circa: escono le nomination di Macchiawards. Sempre meglio, dopo blog umoristico si passa a blog rivelazione. Non so bene rivelazione nel senso se vi rilevo troppi cazzi miei (del resto sì, mancano solo le cartelle cliniche) o rivelazione nel senso che il pubblico di Macchianera mi ha sentito ai Radioincontri e si è accorto solo in quel momento che anche io esistevo e avevo della carne, un po’ tipo un Paolo sulla via di Rivadelgarda. Infatti una dopo avermi sentito lì mi chiese se ero la morosa di Bordone, cioè… mah.
In pratica io sono nuova come Veltroni quando è stato candidato dalla sinistra e presentato come novità. Mah. L’altra categoria è per il podcast-radio per RadioSglaps e lì ne sono orgogliosa.
Naturalmente sto chiedendo in modo un po’ vago, ma fermo e gentile il vostro voto, quello del vostro compagno, del vostro cane e dei vostri nonni. Anche defunti va bene, basta abbiano una mail. E mi raccomando: dio vi vede quando ci avete il mouse in mano, eh.

Ore 4 circa: non dormire per nulla.
Ore 4:30 avere caldo, molto caldo.
Ore 5 circa: avere freddo, molto freddo.

Ore 13 circa: pranzo con due redbull, un panino e un caffè. Ormai si può dire che son resistente alla caffeina.

Ore 13:30 ringraziare l’umida brezzolina in bici presente a Parma che ti permette di non abbioccarti sul manubrio. Notare che siccome non si prendeva la bici da un anno (ah, star troppo a letto e non per motivi scabrosi…) c’è il bicipite femorale che si commuove indolenzendosi e dicendo "oddio! ma ci rimuoviamo di nuovo!!! SANGGEEENNAAAAROOO".

Ore 17 circa: ricevere una notizia di merda, a cui ci dovresti aver fatto l’abitudine ma stavolta eri fiduciosa fosse diverso. E invece no. Quindi trattenere le lacrime fino a casa e mentre rincasi chiudendo la porta inizi a piangere come se ti abbian ciulato la merenda all’asilo. Chiudersi ermeticamente in se stessi tanto da attaccare anche il telefono in faccia alla propria madre che si spreca in mille parole carine per consolarti e dire: "dai, stavolta l’affronteremo assieme e ti segue anche la mamma" (poraccia, mi sa che ci si sta abituando ad essere trattata di merda. Ah, povera donna.) e mettersi sul letto -a piangere of course- e dire che no, non ci hai voglia di uscire a buttarti dal viadotto vicino all’Ikea dopo esserci arrivata stremata in bici perché fisicamente gnafai.

Ore 18 circa: vomito, presumibilmente il caffè. Sotto sul pavimento ormai ci sono più fazzoletti di carta che in una maratona di pippe tra adolescenti.

Ore 18:30: prevista sbronza con bottiglia di Negramaro quello che non stona e 2mg di pastiglie, di cui non dico il principio attivo, sennò mi si accusa di allarmismo.

[però se non mi sentite entro dopodomani mi sa che il 118 è meglio che lo chiamiate. Ma credo lo faccia mia mamma prima di voi. Ciao veh]

Terme Sensoriali. (forse ce la faccio)

[Dimmi che finalmente riesco a fare questo post, secondo me porta male come la maschera di Tutqualcosalà. Ogni volta il pc mi si spegne in modo sinistro e si riavvia. Non so cosa abbia. Sta spirando?]

Chianciano, terme sensoriali.

Amici,
finalmente, dopo anni di noia, travestiti da svaghi inventati da zero tipo che ne so, fotografare anziani pascolanti per le vie e tifare che essi si sfracellassero al suolo (che dovete sapere, poi, che le vie a Chianciano sono divise tra via a cura del comune e via a cura delle terme. Quindi a voi converrebbe sfracellarvi in una via curata dalle Terme. Sotto lauto pagamento vi darò la differenza su una mappa) c’è uno svago bello per noi gggiovani che stiamo lì alle terme. Ovvero l’apertura delle terme sensoriali, che sono state aperte da due anni ma sapete come è: questi ultimi due anni sono stati di completa merda e quindi ci siamo persi l’happening.
Ma qui siamo pieni di risorse (eh? sì, crediamoci) e abbiamo deciso di provare per voi e recensire le terme Sensoriali site in Chianciano.

Volevo anzitutto reverendissimamente salutare il prossimo direttore delle Terme dicendogli che io non sono una persona un po’, come dire, bastian contraria come mio papà ma anzi sono apertissima alle innovazioni (tutto questo detto con un sorrisone alla cartellone elettorale forzista), e che queste cose nuove sono bellissime. Nonché credo sia d’uopo tra quattro o cinque anni assumere giovani medici portati alle innovazioni e con una robusta tradizione famigliare termale, magari donne, sul metro e ottanta e coi capelli rossi, con ottima conoscenza delle lingue straniere e una discreta presenza apprezzata soprattutto dagli anziani, target della stazione termale. Se nel frattempo vogliamo cedere anche qualche ingresso gratis, colpiti da tanta zerbinosità, io non mi lamento eh. Anzi.
 

Chianciano, terme sensoriali.

Ma parliamo delle terme come farebbe una mystery shopper (coff).
Le terme sensoriali sono state un’innovazione per Chianciano. Per Chianciano, infatti, il passar le acque declinava tra la mattinata in quell’acqua che Pirandello definì in una sua novella come amara e che anche Fellini riprese. E anche per quelle orchestrine, il liscio, Little Tony e Mirna Doris il pomeriggio, il minigolf. Qualcosa più avanti. Certo, qualcosa che costa 35 euro, ma ormai anche se bevi, che ne so, un caffè al tavolo ti costa un euro e ottanta. Per non parlare di una pulizia del viso, signora mia. Insomma, questi prezzi corrono e questo mondo va così, a donnine allegre di una certa età che noi abbiamo sempre trovato lì alle terme e di cui tanto potremmo parlare. Ma non lo faremo, no, almeno ora.
Le terme sensoriali sono ganze. Non so mio padre di cosa si possa essere lamentato, ma la mia parte medica può capirlo: il problema è l’anziano, caro direttore.Terme sensoriali, Chianciano.
L’anziano mi entra lì e per ammortizzarsi la quaranta euro mi fa spozzerato tutte le "attrazioni". E dopo l’anziano mi stramazza, perché l’anziano non ha il fisico. Quello è il problema, ché non c’è controllo per quelli che sono dei rottami (a meno che il cencio sia un operatore medicale e si autoregolamenta da solo, ecco).
 
Altre cose non fighe da consumatore:
  • La spugna dell’accappatoio asciuga poco. Una monodose di docciaschiuma non basta (io faccio la doccia prima di entrare, per buona norma igienica -ma ho sentito gente arrivare in idromassaggio con sentori di sudore che se non avessi lo stomaco-dell’-internista sarei svenuta- e prima di uscire, e quindi ecco, uff). Una sola tenda che copre-non-copre per cambiarsi tipo negozio non basta: non tutte hanno precedenti in spogliatoio calcistico e quindi se ne fregano della nudità. Anche perché se passano gli uomini in corridoio… ma vabbè. Ah, altra cosa, mettere magari dei deodoranti negli armadietti ché quanto pare c’è gente che usa deodoranti al gorgonzola.
  • Si può migliorare la cortesia. Di quattro addette alla reception due erano odiose, una imbambolata e una gentilissima. Ringrazio soprattutto l’ultima per un disguido tecnico avvenuto, è stata gentilissima assieme ad un’altra operatrice del centro: magari non sarò sembrata amichevole ma stavo bestemmiando dentro di me per non avere più i miei copripudenda.Chianciano, terme sensoriali.
  • Gli addetti all’interno delle terme magari potrebbero coordinarsi meglio: la quantità di acqua è sempre cospicua sul pavimento, e spesso vederli ciarlare lì senza far nulla ti pone alcune domande (per esempio: ma come li hanno assunti, che fo domanda anche io per non fare una mazza?)
  • La manutenzione, se guardiamo bene, è un po’ affidata alla volontà di Dio, anche qui si può migliorare, anche se questo punto è dettato da un occhio eccessivamente attento.
  • Lasciare le tisane a libero consumo e far firmare la liberatoria senza prima neppure un controllo pressorio non mi sembra una cosa molto seria.
Detto ciò vi do una revisione delle varie cose stilando un percorso alternativo agli altri che potrete naturalmente chiamare percorso sglaps.
  1. Doccia calda, 4 minuti, lavarsi bene se non lo si è fatto soprattutto a casa, ché si va in mezzo agli altri e mica tutti son raffreddati.
  2. Melmarium: spargersi di fango depurativo dalla cintola in giù, di fango energizzante nel tronco e di fango rilassante sulle spalle/capelli. Quindici minuti lì, e altri dieci nel Calidarium. Poi docciarsi ben benino ché il fango vien via male e poi ci avete sempre l’accappatoio bisunto.
  3. Reidratazione: tisana e acqua a volontà. Non preoccupatevi se poi pisciate più del passero di Del Piero, fa bene.
  4. Camminata nel fiume: almeno quattro giri, con calma, non avete Tremonti attaccato al culo.
  5. Docce Emozionali: io le consiglio ogni volta prima di mettersi a bagno. Perché almeno sentite lo sbalzo termico. E fa bene alla circolazione. Nonché l’olio essenziale vi rilassa.
  6. Due idromassaggi nella vasca relax, quindici minuti nella vasca salina.
  7. Reidratazione. Almeno quattro bicchieri di liquido. Io vi consiglio di bere mentre poggiate il culo nella sala dell’aromaterapia. Magari quella rilassante.
  8. Sauna. Scegliete quella che volete, ma se siete carrette come me che svenite e avete casini pressorio-cardiaci scegliete pochi minuti di quella etrusca: è molto secca, quindi non si avverte se non dopo il quinto minuto il senso di svuotamento cranico.
  9. Due bottoni pigiati di nebbia fredda per riabbassare la temperatura corporea. Bere almeno due bicchieri di liquido e sbragarsi nella svaccoterapia. Finché non vi riprendete e fate il ciclo: doccia-idromassaggio-salina-idromassaggio.

Chianciano, terme sensoriali.

Questi naturalmente sono consigli elaborati da chi ha un’esperienza in fitoterapia, terapie dolci e medicali. Mica cazzi, ecco.
Infine un ultimo consiglio amicale, anzi, degli ultimi: oltre a quello di bere mentre vi spaparanzate con l’aromaterapia (vedi prima foto) state attenti ai diffusori: ho visto gente batterci la testa. Seconda cosa, la vasca sensoriale (che potete vedere tra le altre foto qui) è molto -oltre che ganza- intima, ecco. Terza cosa, gli orari migliori per godersi le Terme senza tante file e anziani in ogniddove (che han sempre fretta) vi consiglio di entrare verso le 18-18:30. In questo modo uscirete sì tardi, ossia tre ore e mezza dopo ma sia lo spettacolo della piscina illuminata sia la scarsa affluenza, sia il piacevole freschino quando vi tirate fuori dalla vasca esterna è una sensazione molto bella, almeno a mio parere, ecco.
[e ora, dopo ‘sta marchetta, cacciate un ingresso gratis, ingrati]