Come era la storia della canzone della Tatangelo?

Un mesetto fa Domiziano mi aveva parlato di un certo progetto, che ora pare uscito fuori molto bene. Io, come spesso ho fatto negli ultimi mesi (in pratica, non è per SNOBYSMO, ma ho accettato solo il giuochino del primo aprile se ben ci penso), ho rifiutato adducendo la solita scusanonscusa mia, ossia quella che mi manca tempo.

Invero mi manca l’ispirazione, ho anche un umore bassissimo che lavoro e università non aiutano. Sto vegetalizzando. Va proprio malemale, ho apatia, ansia, crisi di pianto, non ci sto molto col capo e non ho una gran voglia di vedere gente. Mi sta un po’ cedendo di schianto il sistema nervoso. In pratica mi pare ci sia solo una cosa che vada benino e non ne parlo per scaramanzia (sapete come è). Ah, sì, non è la salute.

Dicevo, il progettino di sopra è bello. Ma sorge un problema. Di codesto post ironico io, sigarette escluse, mi riconosco perfettamente nel decalogo maschile.
Anche perché in casa al mare io (e mia mamma), o anche in casa qui o altrove se ora ci penso, io sono più simile a questo profilo. Potrei stare ore a parlare della differenza tra coppale e impregnante, e quali usare sul legno a seconda della destinazione d’uso. Il sole se e quando lo prendo è perché scartravetro il legno, perché smonto le stecche del cancello e le rimetto al vivo col frullino o perché passo il quarzo alla facciata.
Gabriella Bianchi*, non so chi tu sia ma ti voglio quasi del bene per quel post (anche se, diciamolo… Bianchi e Neri…. mmm, molto ironico eh… pare satira, quasi)

[in compenso anche io però mi tingo i capelli, anche se i miei amici maschi non lo capiscono, e ho una cura maniacale delle unghie. Però ecco, il bricolage mi rilassa quanto una seduta di massaggi. Che ci volete fare, noi donne etrusche abbiamo più palle di altre. Guardate anche quest’altra, per conferma.]

*Visto che Gianluca Neri non ci riesce, possiamo far organizzare a Gabriella Bianchi la blogfest? Giustappunto leggevo che c’è la blogfesttransalpina in codesti giorni…

Rosette (o michette) in vetroresina.

Io lo dicevo.
Anzi, chi vuole seriamente aprire una panetteria qui me lo dica. Io mi offro per svegliarmi alle 4 del mattino e fare il pane, che poi faccio anche come Fabio Volo e poi ci scrivo i post su me che panifico. Ci metto pure il nome per gli incentivi all’imprenditoria femminile.

Ora noi toscani sul cibo si è teste di cazzo.
[parlo io che da 15 giorni non mangio nulla, ho una gastrite della madonna, vomito che non mi va giù uno spillo e tanto che stamani un mio collega di università mi ha fatto: "eh, ma sei dimagrita"]
Dicevo, noi toscani si è molto pretenziosi sulla base della cucina.
E qui il pane fa davvero schifo. Benedettoilcielo, dico, pare polistirolo. Cosa che il giorno dopo che lo compri non è che è raffermo: puoi farci l’intifada.

Io sono per il pane quello toscano, quello che se lo metti nel canovaccio ti dura una settimana. Anche perché no, non ci ho voglia di fare spesa tutti i giorni. Poi coincidentalmente non ci ho neppure tempo. Però ecco, alla fine avessi tempo me lo farei anche in casa. Sì, potrei farlo una volta alla settimana e surgelarlo, ma insomma… sì, dovrei farmi il pane in casa.

Quando parlavo di queste cose mi prendevano per scema, qui, i locali. Poi ci aprono anche i quotidiani su una cosa del genere e quindi mi sa che avevo anche della ragione.
A Chianciano il pane costa un euro e ottanta al chilo, del pane che mi dicevo io, ossia quello che almeno per 4 giorni lo puoi mangiare. Qui sette-otto euro. Meno male che non sono abituata a mangiarlo, il pane. Sì, perché in hotel era contato per la clientela, e se non bastava eran strilli. Son cose.

Infermiera e metalmeccanico in un turbine di aghi e sindacalisti.

Beh, allora, non ricordo esattamente quanti giorni fa ma mi trovavo per le scale di casa mia. Sì, io in pratica ho un ingresso semindipendente e la scala interna (i famosi XVII scalini) che portano poi qui alla zona pascolo di casa mia.
Ho mai detto quanto mi garba casa mia?
Dicevo, stavo lì per le scale, e fuori la mia porta il pratica c’è tutto un porticato che se uno fa una scorreggia tipo lì lo scoiattolo petomane della virgorsol [spiega tutto Gattostanco, se, beati voi, skippate le pubblicità] la risentiamo in dolby ovunque. Sì, potevo dire anche una cosa soft come se uno sussurra in un angolo c’è una cotal acustica che pure un duro d’orecchie l’avvertirebbe, ma era meno di impatto.

Dicevo c’erano il $vicinocompito e la $vicinainfermiera che parlavano di cazzi loro.
Ora, capitemi, aver lavorato in albergo per di più in portineria mi ha provocato degli scompensi. Sì, codesto è un disclaimer. Poi capitemi, con la Ari si fa taglia e cuci, con Filo si fa le lavandaie e con Alessio ci si siede sulla panchina e si sembra quelle donnine che fanno la calza o filano con le seggiole fuori casa loro nei paesi. Quindi è normale questo spirito pettegolo. Ora però basta dacché sembra che mi scusi, in realtà il diffondere notizie non mi pone alcun problema etico.

Dicevo, c’erano sti due che parlavano con la stessa vis oratoria ciceroniana. Specie lei. Cielo, sembrava che dovesse vendere il pesce (ehm) e la finestrella che da lì, sul portico, era aperta. Io casualmente gattonando vicino mi misi ad ascoltare. Ecco, e mi sembrava una trama di Squadra Speciale Lipsia*, ché me lo ricordo che c’era un episodio dove c’era pure Mandala Tyde, che fece dei film pure da noi. Insomma, la trama parlava di un’agenzia matrimoniale che intortava su gli iscritti mettendo due fighe e un manzo avanti per far si che si iscrivessero porci e cani convinti di trovare l’ammore. Poi moriva qualcuno, ma non ricordo chi. Però insomma, arrivando al punto, i vicini si son conosciuti dacché membri della stessa agenzia matrimoniale. Ed ecco, mentre lui si lamentava perché non trovava donne interessanti lei ha iniziato a raccontarne di ogni. Dal "Ma ci pensi, mi avevano presentato un metalmeccanico di Cremona… io dico…" [perché, pensai io, temeva di fare Infermiera e metalmeccanico in un turbine di aghi e sindacalisti?] nonché si lamentava che all’inizio aveva conosciuto uno, molto bello che addirittura tutte le sue colleghe erano così gelose che la guardavano male. Ma era perché ‘sto qui era così bello eh. Solo che la trattava male, perché lei non sapeva andare a cavallo [sì, zitti], e poi stranamente riceveva chiamate a tutte le ore da parte delle donne che frequentavano l’agenzia. Però era bello. Ma insomma, la faceva sentire inferiore [probabilmente però ci stava perché era bello, ma non ne son sicura]
Alla fine hanno concordato che hanno speso soldi inutilmente.
Ah, ma non usciranno assieme. Perché lei cerca il tipo bello, giovane e benestante. Il vicino è solo piacente, capitemi, non si può.

*Già, ho una cultura immensa sui telefilm crucchi. Ne parlammo pure su Radiosglaps. Appropo, domani mi sa niente radio. Se mi vien voglia ve lo dico qui, sennò a dopo Pasqua e tante care cose. Non è per tirarmela o per SNOBYSMO, ma ci ho una stanchezza cronica che mi do noia anche da sola. Minchia, avete un tonico?

Psittacosi.**

Temo di essere perseguitata da Barbara Palombelli.

[sì, noi studenti di medicina abbiamo tendenze complottistiche. Figuriamoci io che sono egocentrica, con credenza alla teoria della cospirazione e ultimamente odio anche un po’ chiunque respiri. Ehm… però ci sono diversi indizi che mi portano alla ragione eh.]

Tipo tutti i giorni accendo la radio, metto su radiodue e becco barbarapalombelli. Ora, a me da noia come parla barbarapalombelli. Tanto che ispesso mi avventuro nella sua imitazione, specie quando sono completamente fuori di brocca per la stanchezza. Non è che ci vuole molto, basta tenere una paresi facciale e la voce esce simile. E approposito, diciamolo, ora che ho scoperto che posso accendere vivaradiodue alle 13:45 senza collegarmi mezz’ora prima col nuovo mediaportale (cioè, ci han messo due giorni ad attivarlo, ma ora va) ché sennò prima il server mi diceva: "ahò, abbella, nunjelafo. Eccheraspe, se so collegati tutti e io vo a pedali…". Però continua a far schifo, lo streaming rai in realplayer. Buffera. Si suicida da solo. Mi fa perdere i momenti scazzati di Mike. Non si può. E io posso ascoltare radiodue solo in streaming, che qui non si prende. Un momento, mi hanno detto già che l’avevo altresì scritto. Mah, certo che ho una memoria che fa cagare ma almeno ci avete la conferma che non mi invento minchiate.
Dicevo, però sentirsi barbarapalombelli in radio, che non ha la voce radiofonica, che sta lì tutta spenta come se le avessero pignorato il cesso di casa non è bello.

Oppure, l’altra sera era a Matrix.

[Anche qui sarebbe da aprire una parentesi. Mentre pomeriggio mia madre mi disse sentendo Sofri a radiodue ne ha apprezzata la voce (coff) la sera ha manifestato simpatia per Facci. Ho paura.]

Dicevo, non capisco perché mi debba trovare la Palombelli ovunque. Fa paura. Sì, so che guardo la più infima programmazione dell’etere talvolta (deve essere anche questa una perversione degli $studentidimedicina) però ecco. Ehm. Basta. Non ne posso più. Sta ovunque. Peggio di Giulio Base e Tiziana Rocca quando andavano a Porta a Porta. Peggio del plastico di Cogne. Peggio di Klaus Davi. Palombelli, ti prego, mettiti a seguire tuo marito. Perché insomma, tra lui e lui* fa più ridere il secondo.

*che poi, non seguii la tendenza a sparare addosso a italia.it, ché mi da noia seguire la corrente come i salmoni in riproduzione, ma volevo fare un altro post riguardo al turismo e il belpaese. Ma mi sfava così tanto che non riuscirei a ben porre il giusto sarcasmo. In Italia non sappiamo fare turismo. Nel senso visto dagli operatori, non da gregge pascolante in gita eh. Anche perché girare in Italia, provate a smentirmi, è costosissimo e la qualità non va di paripasso. Sì, la nostra nazione è bellissima, e ne varrebbe la pena, ma fa rodere molto. Manca un certo tipo di offerta, e non è che si risolve con un portale asgheps. Cielo, voglio fare il ministro della cultura, così scorto quadri in Giappone e faccio video promozionali in sanscrito. Altro che Interni o Salute. Io voglio i Beni Culturali. Cribb… ops.
**il titolo è ermetico. Ma se ci penso mi applaudo da sola. Non la capirà nessuno, ma sono orgogliosa.

Tradizioni (o roba simile)

Ora, vi dirò una cosa.
Odio le fiere. Nel senso bancarelle ammassate a vendere ogniccosa gente che pascola a una velocità simile tra il passo da processione e quello dell’ambriaco in giro per un centro storico.
Invero io non amo le folle. Per quello non andrei mai in ferie ad Agosto di mia sponte. Questa è una cosa che farà molto piacere ai miei colleghi, spero.
Orbene io vissi del tempo in Viterbo, in cui è similtradizione andare a fare la Fiera (nel senso uscire, pascolare e comprare) quelle due volte all’anno che corrispondono con le festività per la Santa Patrona a Settembre [che abilmente schivavo essendo altrove in Toscana] e al giorno dell’Annunziata, ossia oggi.
Non è la stessa malattia che già colpì il Manzoni, ma credetemi che una giornata in giro con la gente che affluisce anche dai paesi [non che odi la gente dei paesi, essendo io paesana di altre latitudini. Ma in alcuni paesi c’è gente che ha del particolare folklore, diciamo] ti spinge verso l’odio razziale e a convinzioni che Nikolaus Barbie poteva sembrare al mio confronto un ciellino chiesino.
Se poi penso che delle tre fanciulle con cui m’accompagnavo a pascolare una si sta laureando in filosofia [e al liceo aveva 6, come se io mi stessi laureando in fisica], l’altra è mamma da due anni [cielo, la debbo ancora chiamare…] e la terza è la mia migliore amica con la quale tutte le volte che ci sentiamo o via telefono, o via sms o via im continuiamo a dire, in diversi modi a volte alquanto simpatici per inventiva, quantoèbruttaviterbomasoprattuttochegentedimerdaiviterbesi direi che il quadro è a tratti desolante.

Poi dopo si chiedono perché mi piaccia Parma.

[un’altra tradizione ad esempio è studiare sempre coi mondiali di nuoto sotto]

Postscriptum: stasera non fo radiosglaps. Mi trascino da una settimana febbre e un miscuglio di bacilli. Qui il concistoro di mamme vuole che mi riposi. Però per la prossima settimana accettasi idee e proposte, così. Ora approposito di acqua mi fo la borsa e mi metto sul divanikea.

Il secoue le poireau.

Secondo Terna, il gestore della rete elettrica, l’ora legale serve a risparmiare energia.
Certo, tanto per via dell’ora legale sicuramente terremo spenti condizionatori e frigoriferi quest’estate. Non so, non era da farla subire solo all’industria, l’ora legale?
Non so, è che per me, che ragiono con la mentalità biologica e anche io mi sveglio come le bestiole con la luce, tutta ‘sta cosa di perdere un’ora di sonno e soprattutto di dover spostare le lancette ai sei orologi che posseggo escluso cellulare e computer mi sa una grossa sega (mentale, a due mani).

[se qualche imparato lettore ci spiega qui daremo lustro e esposizione delle Sue conoscenze sull’argomento]

Se uno ha i nonni di Pitigliano e di Baviera.

Narrasi che il mio bisnonno materno producesse un vino di gradazione sui 14 gradi.
Infatti credo che si sia evoluta la nostra alcool deidrogenasi, enzima che ti permette di smaltire lo alcool senza che ti ciucchi subito come fossi un ggggiapponese qualsiasi a cui l’enzima funziona quanto un regionale trenitalia se te sei pendolare, a livelli di funzionalità ed efficienza svizzera.

Ora non per dire, ma pare che sedersi con una boccia de vino vicino non faccia gggiovane.
Anzi.
Ieri sentendo che in pratica anche se uno si è cibato con un babà al rum della lidl verrà multato, incarcerato e costretto a guidare solo auto fiat ho iniziato a pensare che questo sia un mondo triste (e solitario). Poi ce lo meritiamo Lapo che ci dice che è stata l’eroina e non la coca a farlo stramazzare in overdose. Perché ora ci manca che dobbiamo girare con uno con un segno di riconoscimento se non si beve a turno la sera. Minchia, la stelladidavide o la letterascarlatta ci fanno una sega eh.

(che alla fine ci ha detto bene Tom, sul pacchetto Bianchi)

Dico, ma se giro con la mia macchina, per quanto io fisicamente ami la mia macchina, volete che mi ciucco pure e dopo debbo pagare l’aumento dell’assicurazione, il carrozziere, la controparte etc etc in caso di minimo contatto di lamiere? Ma siamo fessi? Il problema non è principalmente quello. In Italia le strade fanno schifo, la gente guida da schifo anche da sobria ed è indecente che io non abbia un bus che faccia servizio rimorchiandomi fuori da un locale mentre sto per sfiorare il coma etilico dopo una settimana di merda, perché sì, magari a me va di divertirmi così dacché anche la tachipirina e le patatine fritte incasinano il fegato ma non mi danno soddisfazione.

Però, dicevo, l’etilismo.
Dannoi sin da piccini ci si fa comprendere che il vino non è qualcosa di cattivo. Veniamo traviati dalla puccia di biscotto nel bianco. Dovete capirci. Poi si cresce, non si capisce perché la gente adopri la sambuca o il fernet (il fernet, cielo) per correggere il caffé oppure come mai la gente si ciucchi col primo Negroni. Signori miei, era meglio una volta, quando si esponeva la frasca fuori le cantine e si andava a cantare la sera in osteria. Che tempi, signora mia. Inzia ad essere più facile e a buonmercato comprare cocaina che una bottiglia di Brunello. Mah.

[merda, non bevo da tre mesi, si inizia a notare]

"Specie di mezze seghe".

Dalla prima lettera dei carampawurstel che occuparono questi lidi un mese fa (costringendo in mia assenza il fedele fratellone a provvedimenti d’urgenza):

  • Scritto da lauraforever

    http://lovejoy83.blogspot.com/2006_12_01_archive.html andate a vedere offendono laura sti scemi e anche questo http://fran.splinder.com/archive/2006-12 anche questo qui dovrebbe essere rinchiuso in un manicomio e pestato a sangue io mi arrabbio davvero tantissimo con queste false fredde dementi persone del cazzo che dovrebbero buttarsi sottto ad un treno e ammazzarsi io mi chiedo come fanno ad offendere una persona cosi bella,brava,educata,gentile,speciale ecc senno mi ci vorrebbero 1000 libri,io quando offendono laura mi arrabbio perche e come offendessero me e incomincio ad insultare chiunque apra bocca a sproposito con queste specie di mezze seghe che emettono giudizi per sentirsi grossi w ora e sempre la favolosa laura che io difendero sempre contro tutto e tutti

(tutto qui, commento #96, si ringrazia l’Autore as usual)