A Reggio Emilia, la Notte Viola di Palazzo Magnani

28 novembre 2015
Palazzo Magnani, Reggio Emilia

LA NOTTE VIOLA DI PALAZZO MAGNANI
WAKE UP THE SOUL
colori e suoni dell’anima

Un’emozione lunga una notte!
Palazzo Magnani si apre in modo inedito alla città, di notte, in un’atmosfera magica e carica di suggestione. Complici la travolgente arte del video artista americano Bill Viola, le magiche atmosfere barocche di Lanfranco e un percorso multisensoriale tra sonorizzazioni, installazioni e tante proposte rigorosamente declinate in viola (in omaggio all’artista).
La sede espositiva, ma anche il cortile interno, il ristorante Bottega Burger Bar, in un tutt’uno di esperienze e performance, saranno il cuore pulsante della NOTTE VIOLA, che vedrà la partecipazione di Spazio Gerra e Gazzetta di Reggio, protagonisti insieme alla Fondazione Palazzo Magnani dell’evento.

Sabato 28 novembre, la sede espositiva di Corso Garibaldi resterà aperta con orario continuato dalle ore 10.00 del mattino alle ore 04.00 del giorno seguente e, dalle 23.00, calata la notte, sarà possibile vivere un PERCORSO ESPERIENZIALE tra arte, suoni, suggestioni audio e video, cocktails e food experience.

ETERNE VISIONI è il viaggio di Palazzo Magnani nella video arte di BILL VIOLA (in dialogo con il barocco di Lanfranco) che permetterà al visitatore di immergersi in un bagno di nero e di buio, di scoprire l’invisibile che si nasconde dietro il visibile, di esplorare i fenomeni della propria percezione sensoriale, aspetti fondanti della poetica del video artista di Long Beach, California. Un percorso davvero emozionante che vede protagonista l’installazione Isolde’s Ascension (The Shape of Light in the Space After Death) di Viola caratterizzata da un dialogo e una straordinaria armonia tra riferimenti alla classicità, l’utilizzo del video e delle sonorizzazioni.

In occasione della Notte Viola di Palazzo Magnani, SPAZIO GERRA propone l’installazione “BIOPSICOPHONIC EXPERIENCE” curata da Alfredo Miti. Il lavoro di Miti raccoglie una esperienza cominciata circa trent’anni fa dedicata alla ricerca nella registrazione e riproduzione di segnali audio; tecniche di grande effetto in passato adottate fra gli altri anche da geni del suono quali i Pink Floyd.
Un particolare sistema di diffusione audio, inserito in un supporto appositamente progettato e costruito, consentirà al visitatore di provare un’esperienza immersiva fra vibrazioni fisiche e frequenze sonore.
Fra le tante forme espressive, il suono è certamente la più immediata ed evocativa, in grado di suscitare suggestioni ed aprire ad inaspettate dimensioni emozionali e spirituali. Spazio Gerra, attraverso il lavoro di Miti, ha inteso contribuire al programma della Notte Viola, riprendendo il filo di un più ampio lavoro dedicato alla Cultura del Suono cominciato cinque anni fa con il progetto Remix Remake Remodel, e proseguito con i diversi appuntamenti tematici dedicati alle Officine Reggiane, ai Musei Civici e della Psichiatria e agli altri luoghi che hanno ospitato il progetto Music For; in un’ottica di riproposizione e rilancio di una tematica che vedrà in futuro Reggio Emilia impegnata in diverse iniziative.
Con Biospicophonic experience, il visitatore potrà sperimentare una “culla sonora” all’interno di una installazione multisensoriale di suoni olofonici e suggestioni audio, vibrazioni e frequenze tra dimensione spirituale e materiale.

Grazie alla collaborazione con GAZZETTA DI REGGIO, sarà possibile seguire IN DIRETTA LA NOTTE VIOLA: se partecipi all’evento, usa #notteviola_re per le tue foto, i video e i commenti su Instagram e Twitter; su Facebook, tagga la Gazzetta nei tuoi post, oppure manda le tue foto come messaggio.
Sul sito www.gazzettadireggio.it la diretta multimediale dell’evento!

Non poteva mancare inoltre, tra i protagonisti della serata, il ristorante di Palazzo Magnani BOTTEGA BURGER BAR che animerà la NOTTE VIOLA con proposte di FOOD & BEVERAGES declinate secondo il suo stile internazionale. ARMONIOSE CONVERGENZE: food art, food colour, food experience, un evento outdoor in linea con l’esperienza multisensoriale suscitata dall’installazione di Viola che intende coniugare piaceri gustativi e artistici per avvicinare i giovani a un nuovo metodo di percezione e ricezione dell’arte.

Giochi di luce e video mapping aspettano il popolo della notte nel cortile interno di Palazzo Magnani e in Corso Garibaldi.

Per la serata è d’obbligo indossare un capo o un accessorio viola (niente di kitsch) per entrare in sintonia con l’atmosfera dell’evento che intende celebrare e approfondire, in un percorso esperienziale insolito e coinvolgente, la poetica di uno dei più grandi video artisti viventi BILL VIOLA che con le sue opere arricchisce ed emoziona generazioni di artisti, appassionati e semplici curiosi.

LA NOTTE VIOLA DI PALAZZO MAGNANI
WAKE UP THE SOUL
28 novembre 2015
Palazzo Magnani, Reggio Emilia
dalle ore 23.00 alle ore 04.00
la mostra sarà aperta dalle 10 alle 00.04 in modo continuato

evento promosso da Fondazione Palazzo Magnani – Spazio Gerra – Bottega Burgher Bar. Burgher gourmet&Resaurant – Gazzetta di Reggio
€ 8 (percorso esperienziale+consumazione)
info 0522444.446 – info@palazzomagnani.it
#notteviola_re

Marc Chagall con Dario Fo al Museo di Santa Giulia di Brescia

Marc Chagall sarà al centro di un evento davvero straordinario, a Brescia al Museo di Santa Giulia. Dal 20 novembre al 15 febbraio.

Un progetto assolutamente originale che corre sul binario di due personalità senza alcun dubbio uniche, affascinanti, spiazzanti. Il grande artista con i suoi capolavori degli anni russi, arricchiti da un racconto d’eccezione, come può essere solo l’omaggio di un premio Nobel come Dario Fo. A pieno titolo è lecito parlare di un incontro tra due geni.

Da un lato Marc Chagall, pittore lirico e surreale protagonista dell’arte del XX secolo, dall’altro Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, commediografo, scrittore, ma anche pittore innamorato di Chagall. Cui Fo si sente particolarmente vicino, per il gusto del fantastico, del paradossale, del surreale e dell’impossibile.

Il dialogo si concretizza in due esposizioni distinte, poste in stretta relazione tra loro: nella prima sono esposte le opere di Marc Chagall raccontate dall’artista stesso attraverso una serie di stralci tratti dalla sua autobiografia Ma Vie, scritta tra il 1921 e il 1922; nella seconda Dario Fo racconta le opere di Chagall attraverso i sui testi, illustrati da preziosi disegni e dipinti, creati appositamente in occasione dell’esposizione a Brescia.

La mostra Marc Chagall. Opere russe 1907-1924, organizzata da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo e la partecipazione di Giunti Arte Mostre e Musei, con la curatela di Eugenia Petrova, direttrice del Museo di Stato Russo, si sviluppa seguendo il percorso del pittore dalla sua formazione sino ai primi anni della maturità, immediatamente precedenti la diaspora a Parigi.

La mostra propone 33 opere, 17 dipinti e 16 disegni oltre a due taccuini – con disegni e poesie recentemente ritrovati ed esposti per la prima volta al pubblico – che vanno dal 1907 al 1924: viene indagato il periodo durante il quale Chagall da Vitebsk, paese di nascita e vero protagonista delle prime opere, si trasferisce prima a San Pietroburgo, dove studia presso l’Accademia Russa di Belle Arti, e poi a Parigi, dove viene in contatto con la comunità di artisti di Montparnasse e dove si trasferirà definitivamente con la moglie Bella a partire dal 1924.

Il pubblico potrà ammirare alcuni dei più importanti capolavori di Marc Chagall, opere di fondamentale importanza per capire il percorso artistico del maestro russo, come la veduta dalla finestra a Vitebsk del 1908, Gli Amanti in blu del 1914, la Passeggiata del 1917-1918, l’Ebreo in rosa del 1915 e molti altri.

Accanto alla mostra di Chagall, i visitatori hanno l’occasione di vivere un altro evento unico appositamente progettato e realizzato per l’occasione. Il Premio Nobel Dario Fo ha realizzato ben 20 dipinti accompagnati da 15 bozzetti preparatori e da un racconto sulla vita e l’opera di Marc Chagall. Un straordinario omaggio, pittorico e narrativo, a Marc Chagall che sarà celebrato anche da un’unica lezione spettacolo che si terrà il 16 gennaio 2016 presso il Teatro Grande di Brescia.

Nell’occasione la casa editrice GAMM Giunti pubblica due volumi catalogo, ciascuno comprendente tutte le opere esposte e testi di Marc Chagall, Eugenia Petrova, Dario Fo.

MARC CHAGALL. Opere russe 1907-1924
Con un racconto per immagini di Dario Fo
Brescia, Museo di Santa Giulia
20 novembre 2015 – 15 febbraio 2016

Informazioni e prenotazioni
tel. 030.2977833-834
santagiulia@bresciamusei.com
chagall.bresciamusei.com

Giorni di apertura
Da martedì a domenica (chiuso tutti i lunedì non festivi)
Da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 17.30
Sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.00

Biglietti
Intero € 10; ridotto € 8; scuole € 6

Il biglietto della mostra garantisce l’ingresso speciale ridotto € 6 a mostra “Roma e le genti del Po. Un incontro di culture III-I sec. a.C.”

Ai Diamanti la grande mostra su De Chirico e la Metafisica

La pittura di De Chirico è una nuova visione,
nella quale lo spettatore ritrova il suo isolamento
e intende il silenzio del mondo

René Magritte

A cento anni dalla loro creazione tornano a Ferrara i rari capolavori metafisici che Giorgio de Chirico dipinse nella città estense tra il 1915 e il 1918. La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica e curata da Paolo Baldacci e Gerd Roos celebra questa importante stagione dell’arte italiana e documenta la profonda influenza che queste opere ebbero su Carlo Carrà e Giorgio Morandi, e poco dopo sulle avanguardie europee del dadaismo, del surrealismo e della Nuova oggettività.
Quando l’Italia entra nella prima guerra mondiale, de Chirico e suo fratello Alberto Savinio lasciano Parigi per arruolarsi e alla fine di giugno del 1915 vengono assegnati al 27° reggimento di fanteria di Ferrara. Il soggiorno nella città emiliana determina cambiamenti profondi, tanto nella pittura di Giorgio e nei temi ispiratori dei suoi quadri quanto nelle creazioni di Alberto, che a Ferrara abbandona decisamente la musica per dedicarsi solo alla scrittura.
Travolto da un’ondata di romantica commozione di fronte alla bellezza della città e al ritmo sospeso della sua vita, de Chirico la rende protagonista di alcuni dei suoi dipinti più famosi, nei quali il Castello Estense o le grandi piazze deserte e senza tempo svolgono un ruolo di magica affabulazione (I progetti della fanciulla, 1915, Il grande metafisico, 1917, Le Muse inquietanti, 1918). Nella pittura ferrarese stanze segrete dalle prospettive vertiginose fanno da sfondo agli oggetti più strani o più comuni che l’artista individuava nelle sue esplorazioni tra i vicoli del ghetto, e su pavimenti in fuga verso l’orizzonte, tra rosse quinte teatrali che mimano edifici del Rinascimento, sciolgono il loro canto malinconico i grandi manichini senza volto (Il Trovatore, 1917, Ettore e Andromaca, 1917). Le tele si accendono di un cromatismo intenso, dai vani delle finestre si intravedono scorci di architetture, i quadri nel quadro propongono l’eterna sfida tra realtà e illusione, e gli agglomerati di scatole con carte geografiche mute, biscotti, strumenti da disegno e di misurazione, anticipano le accumulazioni scultoree dadaiste: oggetti isolati dal loro contesto e riassemblati per evocare nuovi significati e suscitare nello spettatore un senso di straniamento.

La mostra, la prima in senso assoluto dedicata all’indagine e all’approfondimento delle peculiarità artistiche e culturali di questo periodo cruciale per l’arte italiana ed europea, presenta la più completa rassegna dei capolavori dipinti da de Chirico e Carrà nel 1917 a Villa del Seminario, l’ospedale psichiatrico militare per la cura delle nevrosi di guerra, dove i due artisti furono ricoverati nella primavera-estate del 1917, e dove svilupparono un intenso sodalizio di lavoro. Per la prima volta dopo quarantacinque anni si potranno ammirare, allestiti uno accanto all’altro, gli originali dei grandi manichini di Giorgio de Chirico del 1917-18 insieme alla serie quasi completa delle opere metafisiche di Carrà: Il gentiluomo briaco, Composizione TA, Penelope, Natura morta con la squadra, La camera incantata, Solitudine, Madre e figlio, Il dio ermafrodito, L’ovale delle apparizioni, Il cavaliere dello spirito occidentale, Il figlio del costruttore.
Altrettanto importante è la presenza di Giorgio Morandi, il cui percorso verso la sospensione metafisica e il realismo magico è documentato da un ristretto gruppo di tele realizzate tra il 1916 e il 1919: dalla famosa “natura morta rosa” fino a quelle coi busti di manichino e con i vasi sul tavolo rotondo del 1919.
Attraverso poche ma essenziali opere di Filippo de Pisis, il primo e più fedele compagno ferrarese di de Chirico, possiamo seguirne il singolare percorso che sviluppa una visione personale della metafisica, dai primi collage dadaisti fino alle opere degli anni Venti, dense di citazioni dalle opere dell’amico (Natura morta accidentale, 1919-20, I pesci sacri, 1926, Natura morta con gli occhi, 1923).
L’influenza capillare della pittura metafisica sulle avanguardie europee del dopoguerra – avvenuta soprattutto tramite la diffusione della rivista «Valori Plastici» e le mostre itineranti organizzate dal suo editore Mario Broglio – è documentata da una serie importante di opere di Man Ray, Raoul Hausmann, George Grosz, René Magritte, Salvador Dalí e Max Ernst, che realizzarono straordinari capolavori ispirati ai temi e alle iconografie ferraresi di de Chirico e Carrà.

Il percorso espositivo, che comprende oltre settanta opere provenienti dai principali musei e collezioni di tutto il mondo, ha il suo fulcro nelle tele realizzate da de Chirico nella stretta forbice temporale degli anni ferraresi. Scandita in sezioni cronologico-tematiche, la rassegna è arricchita da una selezione di dipinti, ready made, acquerelli, disegni, collage e fotografie degli artisti che si ispirarono al maestro italiano, nei quali sarà possibile leggere sorprendenti riprese e citazioni.

ll catalogo della mostra, punto d’arrivo di oltre trent’anni di studio e di ricerche, è arricchito dai saggi dei maggiori specialisti di quel periodo storico e offrirà uno sguardo completo su questa straordinaria stagione dell’arte italiana ed europea.

La ricorrenza del centenario del soggiorno di de Chirico a Ferrara ha chiamato a raccolta istituzioni, associazioni e altri soggetti cittadini, che hanno dato vita ad un ricco calendario di proposte culturali ed educative, tra conferenze, concerti, incontri, mostre e progetti didattici. Con il biglietto d’ingresso all’esposizione di Palazzo dei Diamanti, sara` possibile accedere gratuitamente alla mostra Il manichino e i suoi paesaggi presso la Palazzina Marfisa d’Este (la prima rassegna italiana ad indagare questo tema in ambiti diversi, dalla moda alla scienza all’arte) e alla mostra site specific di Mustafa Sabbagh, ispirata all’opera di Alberto Savinio, al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara.

DE CHIRICO A FERRARA. Metafisica e avanguardie
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
14 novembre 2015 – 28 febbraio 2016

Mostra a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica, Milano / Berlino

Orari di apertura: tutti i giorni 9.00 – 19.00
Aperto anche 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio

Informazioni e prenotazioni
tel. 0532 244949
diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

epea, l’annuncio della terza edizione

Dodici fotografi europei chiamati a sviluppare il tema «Confini sfuggenti». Sei mesi di indagine e poi una mostra itinerante in Europa. A Lucca giungerà nell’autunno del 2016.

Dodici fotografi stanno percorrendo l’Europa per interpretarne i cambiamenti più profondi.
Lo stanno facendo nell’ambito del progetto epea European Photo Exhibition Award, alla sua terza edizione, che quest’anno ha come tema “Confini sfuggenti”.

European Photo Exhibition Award – epea, mira a creare uno spazio libero in cui sviluppare temi socialmente rilevanti in materia europea, discussi da fotografi di talento che vivono e lavorano in Europa e che ancora si trovano all’inizio della loro carriera di fotografi professionisti.

epea è un progetto promosso da Fondazione Banca del Monte di Lucca (Italia), Körber-Stiftung (Germania), Fondazione Calouste Gulbenkian – Délégation en France (Portogallo) e Fondazione Fritt Ord (Norvegia).
Ognuno dei quattro partner ha selezionato un curatore – specialista in fotografia – che ha scelto tre fotografi e si è assunto il ruolo di guida e la curatela della mostra conclusiva. I curatori sono Ingo Taubhorn (curatore del Haus der Photographie der Deichtorhallen, Hamburg), Sérgio Mah (curatore e sociologo, Lisbona), Enrico Stefanelli (fondatore e direttore artistico del Photolux Festival, Lucca) e Rune Eraker (fotografo freelance, Oslo).

I 12 fotografi scelti sono Arianna Arcara (Italia), Pierfrancesco Celada (Italia), Marthe Aune Eriksen (Norvegia), Jakob Ganslmeier (Germania), Margarida Gouveia (Portogallo), Marie Hald (Danimarca), Dominic Hawgood (Regno Unito), Robin Hinsch (Germania), Ildikó Péter (Ungheria), Eivind H. Natvig (Norvegia), Marie Sommer (Francia) e Christina Werner (Austria), che provengono da 9 Paesi europei.
I dodici fotografi nominati trasformeranno in un saggio fotografico le loro osservazioni, analisi e impressioni su soggetti, temi e ambiti socialmente rilevanti. Per la loro ricerca hanno a disposizione sei mesi.

Per realizzare il progetto, i fotografi ricevono un contributo.
Lavoro individuale e lavoro collettivo sono egualmente contemperati in epea, che prevede la partecipazione di tutti i 12 fotografi a due workshop di accompagnamento durante i quali viene loro offerta l’opportunità di lavorare insieme, con i colleghi e con i quattro curatori, intensificando un confronto sui metodi di lavoro e sul tema loro proposto.

Uno dei modi migliori di percepire la storia europea è attraverso una riflessione intorno ai cambiamenti e alle trasformazioni, persistenti e complesse. Trasformazioni lette come sintomi di un processo dinamico di sviluppo che non rimodella la sola realtà, ma anche le idee e le immagini e la stessa percezione della realtà.
Non sorprende, allora, che le analisi della situazione europea contemporanea si stiano sempre più focalizzando sugli effetti delle grandi trasformazioni che stanno avvenendo nel continente. Dalla transizione verso un’economia post-industriale, al forte incremento dei flussi e delle reti di comunicazione e di commerci, all’aumento della mobilità delle persone, alla ripresa dell’immigrazione (e l’intensificazione conseguente del dibattito sulle condizioni dell’integrazione, ma anche sui controlli e sulla legalità). Senza tralasciare gli effetti della globalizzazione economica, tecnologica e culturale. Tutti indicatori degli importanti (e in alcuni casi radicali) cambiamenti delle condizioni e delle strutture sociali e culturali in Europa. Una percezione di cambiamento e instabilità accentuata dalla grave crisi economica e politica che sta avendo conseguenze devastanti per la società, istigando nuovi fronti di frammentazione in ambito europeo e porta alla emersione di nuovi fenomeni e conflitti.

L’intento del progetto epea European Photo Exhibition Award è quello di stimolare l’individuazione e l’analisi dei segni (temi, situazioni, comportamenti, fenomeni) che evidenziano i processi di riflessione e di riadattamento, l’alterazione dei concetti e delle categorie, immagini rappresentazioni, talvolta degli stereotipi, associati alle differenti realtà europee. Il tutto con occhio non solo rispettoso ma pienamente empatico con quanto sta accadendo.

Il calendario completo del tour è:
20 maggio – 28 agosto 2016: Parigi, Fondation Calouste Gulbenkian – Délégation en France
15 ottobre – 11 dicembre 2016: Lucca, Palazzo delle Esposizioni, Fondazione Banca del Monte di Lucca
3 marzo – 1° maggio 2017: Amburgo, Haus der Photographie der Deichtorhallen
21 settembre – 29 ottobre 2017: Oslo, Nobel Peace Center

Per ulteriori informazioni sui fotografi, curatori e locali:
HYPERLINK “http://www.epeaphoto.org” www.epeaphoto.org e seguiteci su facebook, twitter e instagram.

A Verona, il 15 novembre apre al pubblico il Museo degli Affreschi

A Verona, il 15 novembre apre al pubblico il Museo degli Affreschi Giovan Battista Cavalcaselle, presso la Tomba di Giulietta, con una nuova sezione espositiva – l’ala sud completamente rinnovata. Ampliato nel suo percorso, il nuovo museo integra la grande raccolta di affreschi, già presenti sin dal 1973, anno della sua apertura per cura di Licisco Magagnato, allora direttore dei civici musei, con importanti opere del Medioevo e del Rinascimento veronese realizzate sempre con la tecnica “a fresco”.

Sede del complesso museale è l’ex convento di San Francesco al Corso che accoglie, oltre alla celebre Tomba di Giulietta, ampi spazi destinati a verde e all’esposizione di reperti e frammenti lapidei.

I lavori di sistemazione dell’ala meridionale del chiostro rappresentano la fase finale di un lungo intervento di riqualificazione del complesso museale, finalizzata a recuperare gli spazi ora nuovamente allestiti, integrandoli a quelli preesistenti.

In previsione di tale completamento, la Direzione Musei d’Arte e Monumenti ha condotto una campagna di catalogazione e studio degli affreschi, delle sculture e dei reperti lapidei al fine di approfondire, per quanto possibile, l’origine di questo ingente patrimonio, con l’intento di arricchire l’esposizione già disponibile al pubblico. I reperti cronologicamente e artisticamente più significativi sono stati selezionati per essere presentati lungo un rinnovato percorso museale.

Il nuovo ordinamento prevede nel chiostro, ad accogliere il visitatore, sei statue, rappresentanti le Virtù e le città di Verona e Vicenza, provenienti dal recinto delle Arche Scaligere, inserite in tale contesto al fine di riunirle e di creare un ideale dialogo con i pezzi trecenteschi esposti nelle sale superiori del museo.
L’importante intervento di recupero giunto a conclusione ha consentito la realizzazione al pianterreno di una sala riunioni da 70 posti – essenziale per le attività culturali del museo­, che l’Amministrazione comunale ha deciso di intitolare a Giacomo Galtarossa, il maggior mecenate dei musei veronesi del secondo Novecento e primo presidente degli Amici dei Musei di Verona

Proseguendo, mediante un percorso cronologico, la nuova apertura del museo consente di compiere un viaggio attraverso i secoli nella città dipinta. Partendo dall’anno Mille, in un suggestivo piccolo ambiente che rievoca il sacello scarpiano del Museo di Castelvecchio, sono esposti frammenti lapidei e architettonici, iscrizioni, capitelli, mensole e patere di grande valore storico e decorativo, provenienti da edifici religiosi distrutti (la chiesa di San Daniele e quella di Tombazosana) coevi al ciclo affrescato della grotta di San Nazaro. Tali rarissime pitture, il cui primo strato è datato 996, in occasione della riapertura del museo sono state smontate e ricomposte secondo la nuova restituzione studiata dalla professoressa Tiziana Franco dell’Università di Verona.

Nell’adiacente salone sono esposti gli imponenti sottarchi con ritratti di imperatori romani, provenienti dal Palazzo scaligero di Cansignorio affrescati da Altichiero a partire dal 1364 e staccati nel 1967. Dopo un accurato restauro, eseguito dal Laboratorio di Restauro dellaSoprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Verona, Rovigo e Vicenza, i sottarchi vengono ora presentati con un particolare sistema a sospensione che ne consente una lettura dal basso simile a quella che il ciclo aveva originalmente. Accanto agli undici sottarchi, trovano posto una monumentale Crocifissione e affreschi trecenteschi provenienti dal chiostro di Santa Eufemia, dalla chiesa di Santa Felicita e da altre chiese veronesi, con elementi lapidei riferibili al periodo scaligero e post scaligero, come i medaglioni marmorei con profili di imperatori romani, quale esempio di sviluppo umanistico del tema scelto da Altichiero, ispirandosi a monete romane di cui sono presentati dei preziosi esempi.

Nel corridoio laterale del secondo piano è collocato il lungo fregio continuo affrescato da Jacopo Ligozzi e bottega (1547-1627) per una sala di Palazzo Fumanelli, raffigurante la Cavalcata di Carlo V e Clemente VII in Bologna nel 1530, staccato e donato ai musei civici veronesi alla fine dell’Ottocento. Esso è costituito da tredici grandi elementi che compongono un ciclo di circa trenta metri lineari. Dieci di tali elementi vengono presentati nella fascia sommitale della parete, a richiamare l’antica collocazione, mentre tre elementi contigui sono abbassati all’altezza dello sguardo dello spettatore, per consentirne un più diretto apprezzamento, con riferimento alle fonti grafiche che li ispirarono.
Da questo punto in avanti il percorso museale si connette con quello esistente, continuando il racconto della città dipinta con gli affreschi di Bernardino India e Domenico Brusasorzi per Palazzo Fiorio della Seta, e prosegue con le tele di Felice Brusasorzi, Anselmo Canera, Paolo Farinati. Queste ultime, commissionate da Pellegrino Ridolfi nel 1584, rappresentano tre episodi della Vita di Mosè e furono esposte a Castelvecchio fino al 1944, quando vennero danneggiate a seguito dello scoppio del vicino ponte sull’Adige.
Nella medesima sala sono esposti 16 bronzetti affiancati a una importante statua in bronzo di inizio Seicento raffigurante San Rocco, proveniente dal Lazzaretto di Michele Sanmicheli, presentata in precedenza solo in sporadiche occasioni.

L’ordinamento espositivo, curato da Paola Marini, con Ettore Napione, Sara Rodella e Ketty Bertolaso, è corredato da ampi testi illustrativi e da un adeguato apparato grafico-didascalico, integrato da strumenti multimediali con informazioni collegate alla storia della città. L’allestimento è di Valter Rossetto con la collaborazione Alba di Lieto e Viviana Taggetto.
L’inaugurazione del rinnovato Museo degli Affreschi Cavalcaselle è fissata per sabato 14 novembre 2015, con ingresso gratuito al pubblico a partire dalle ore 14.30 ed è estesa a tutta la giornata di domenica 15 novembre. Inoltre, in alcuni week end di novembre e dicembre, il nuovoMuseo degli Affreschi ospita un ricco carnet di appuntamenti e attività gratuiti per i visitatori in possesso del biglietto di ingresso (in allegato il calendario degli appuntamenti).

Info
tel. 045 8062611 – Direzione Musei d’Arte Monumenti
T 045 8000361 – Biglietteria museo degli Affreschi
museodegliaffreschi.comune.verona.it

Orari
lunedì 13.30 – 19.30
da martedì a domenica 8.30 – 19.30
(chiusura biglietteria 18.45)
Il museo è chiuso la mattina del 1 gennaio e il 25 dicembre

Prenotazione visite guidate
(gruppi e scuole)
T 045 8036353
(lunedì – venerdì 9.00 – 13.00 e 14.00 – 16.00)

Biglietti
biglietto intero: € 4,50
biglietto ridotto: € 3,00 per gruppi (sup. 15 unità), agevolazioni, anziani sup. 60 anni
biglietto ridotto scuole (dalle primarie alle secondarie di secondo grado) e ragazzi (8-14 anni, solo accompagnati): € 1,00
biglietto cumulativo musei Tomba/Casa di Giulietta intero: € 7,00
biglietto cumulativo musei Tomba/Casa di Giulietta ridotto: € 5,00
ingresso gratuito: anziani con età superiore a 65 anni residenti nel Comune di Verona, portatori di handicap e loro accompagnatori, con VeronaCard

Da ottobre a maggio, prima domenica del mese tariffa unica: € 1,00 (in caso di mostre in corso si applicano le tariffe ordinarie di ingresso).


Per il Centenario di Burri un Convegno Internazionale a Perugia

Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Città di Castello
Università degli Studi di Perugia

MATERIA, FORMA E SPAZIO NELLA PITTURA DI ALBERTO BURRI

Convegno internazionale di studi venerdì 20 – sabato 21 novembre 2015
Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia
Mostra sabato 21 novembre 2015
Galleria Tesori d’Arte, Fondazione per l’Istruzione Agraria

Complesso monumentale dell’Abbazia benedettina di San Pietro, Perugia
Borgo XX Giugno 74 06121 Perugia, Italia

progetto e cura di Bruno Corà

La Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello per il Centenario della nascita del Maestro Alberto Burri promuove l’evento Materia Forma e Spazio nella pittura di Alberto Burri Convegno Internazionale e Mostra, a cura di Bruno Corà, realizzato in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia nel Complesso Monumentale dell’Abbazia Benedettina di San Pietro.
Materia, Forma, Spazio, insieme con l’assidua ricerca di un equilibrio compositivo nella volontà di controllo dell’imprevisto, hanno costituito i cardini di molta parte dell’opera pittorica e plastica di Alberto Burri. In occasione del Centenario della sua nascita, pertanto, accanto alle numerose iniziative che si susseguono quest’anno in Italia e all’estero – dal completamento del Grande Cretto Gibellina, al ripristino del Teatro Continuo a Milano, dalle mostre al Parlamento Europeo a Bruxelles, a Palermo, a Pistoia, a Sansepolcro, a Rende (Cosenza), ai Convegni di Morra e di Milano, al meeting-mostra internazionale di artisti e studiosi a Città di Castello Au rendez-vous des amis (Giugno-Dicembre 2015), fino alla spettacolare retrospettiva (tuttora in corso) al Guggenheim Museum di New York, con circa cento opere, non poteva mancare un appuntamento di ampia riflessione storico-critica sul lavoro rivoluzionario di uno dei protagonisti indiscussi della scena artistica europea e internazionale dal secondo dopoguerra del XX secolo fino all’attualità. Così, mentre altre interessanti iniziative si preparano in Germania a Düsseldorf, a Napoli, a Teramo e altrove, questo appuntamento promosso dalla Fondazione insieme con l’Università degli Studi di Perugia ha l’obiettivo di dare la parola – senza presunzione esaustiva – ad alcuni dei testimoni critici della vicenda artistica e umana del Maestro, per una ulteriore riflessione priva del carattere di un bilancio che, per un artista della grandezza di Burri, è la storia stessa ad aver già compiuto, sia in rapporto alla sua fortuna critica che sul destino di conservazione della sua opera. Egli, d’altronde, in vita aveva già provveduto alla creazione di ben due sedi museali a Città di Castello per la conoscenza del suo lavoro.
Il Convegno internazionale di studi vede la partecipazione di studiosi stranieri come Bernard Blistène, direttore del Musée National d’Art Moderne di Parigi, Megan Fontanella, del Solomon R. Guggenheim di New York, Lisa Melandri, del Contemporary Art Museum di St. Louis e di numerosi studiosi e critici d’arte che si sono occupati, nel tempo, dell’opera di Alberto Burri, come Enrico Crispolti, Vittorio Brandi Rubiu, Carlo Pirovano, Carlo Bertelli, Giuliano Serafini, Italo Tomassoni, Arturo Carlo Quintavalle, Marco Vallora, Claudio Spadoni e Stefania Petrillo dell’Università di Perugia, Francesco Tedeschi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Chiara Sarteanesi della Fondazione Burri. Sono previste inoltre comunicazioni di altri studiosi dell’opera di Alberto Burri.
Il pubblico può iscriversi preventivamente ai lavori del Convegno internazionale di studi on-line a www.burricentenario.com. E’ disposta la traduzione simultanea in due lingue. E’ prevista la pubblicazione degli atti integrali del Convegno.
In occasione di questo significativo appuntamento, sabato 21 novembre alle ore 16,00, sempre presso l’ Aula Magna, sarà presentato il nuovoCatalogo generale delle opere del Maestro in sei volumi, edito dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri.
Alle ore 17,00 nei locali della Galleria Tesori d’Arte della Fondazione per l’Istruzione agraria, anch’essa situata all’interno dello storico Complesso Monumentale dell’Abbazia Benedettina di San Pietro, sarà inaugurata la mostra I Mixoblack di Alberto Burri, serie di dieci mixografie su carta a mano realizzate nel 1988. La mostra resterà aperta fino al 5 Gennaio 2016 con i seguenti giorni di chiusura: 8, 24, 25, 26 dicembre 2015 e 1 gennaio 2016. Orario: tutti i giorni 10.00-12.00 / 15.00-18.00.
Un particolare ringraziamento va alla Regione Umbria, al Comune di Perugia, al Comune di Città di Castello, al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, alla Fondazione per l’Istruzione Agraria per la concessione della prestigiosa sede e alle Casse di Risparmio dell’Umbria per il sostegno alla realizzazione dell’evento.

Informazioni e iscrizioni al convegno:
www.burricentenario.com
centenario@fondazioneburri.org
+39 075 8559848/+39 075 8554649

Informazioni mostra:
Galleria Tesori d’Arte
Borgo XX Giugno 74 06121 Perugia, Italia
tel.: 075/33753
info@fondazioneistruzioneagraria.it

Secondo Spotify “Viva La Vida” dei Coldplay è la canzone ideale per aiutare il risveglio

  •  Spotify ha collaborato con l’esperto David M. Greenberg, psicologo musicale all’Università di Cambridge e alla City University di New York, per svelare una playlist costruita scientificamente per aiutare le persone a svegliarsi la mattina
  • Viva La Vida” dei Coldplay è la canzone ideale per il risveglio; anche “Downtown” di Macklemore & Ryan Lewis, “Lovely Day” di Bill Withers, e “Confident” di Demi Lovato condividono ingredienti musicali per alzarsi dal letto

2 novembre 2015. Con l’arrivo dell’ora legale, può diventare ancora più difficile uscire da sotto le coperte. Per dare il calcio d’inizio a quelle mattine in cui ci si sente un po’ intontiti, Spotify ha collaborato con David M. Greenberg, psicologo musicale all’Università di Cambridge e alla City University di New York, per identificare la Wake Up playlist, scientificamente costruita per cominciare la giornata, con “Viva La Vida” dei Coldplay in cima alla lista.
Spotify ha collaborato con Greenberg per determinare quali canzoni, basate sui seguenti ingredienti musicali, sono ideali per farti uscire dal letto:

  • Musica che cresce d’intensità: una canzone che è troppo vigorosa fin dall’inizio non aiuterà ad alzarsi – sarebbe troppo, troppo presto. Le canzoni che iniziano più dolcemente (anche solo per pochi secondi) e poi crescono, aiutano a risvegliarsi più gradualmente
  • Positività: una volta svegli, bisogna essere anche motivati ad affrontare la giornata, testi positivi aiutano ad uscire da uno stato di irritazione e passare a una attitudine positiva
  • Ritmo forte: non contano solo i testi, ma anche gli ingredienti che riguardano il suono della musica. Canzoni che enfatizzano il ritmo 2 e 4 di ogni misura – solitamente con il basso e la batteria – con un BPM di 100-130 circa ti faranno avvicinare a uno stato d’animo positivo.

La Wake Up playlist, curata da Spotify e Greenberg, include una serie di brani che funzionano con la ricetta musicale. La playlist contiene sia note classiche come “Lovely Day” di Bill Withers, sia successi di oggi come “Downtown” di Macklemore & Ryan Lewis, e per chi è diretto al lavoro, “Money On My Mind” di Sam Smith – tutti brani che garantiscono un inizio di giornata pieno di energia.

“Svegliarsi è dura. E’ un vero sforzo, a volte anche una battaglia, passare da essere stanco e agitato a essere sveglio e motivato”, spiega David Greenberg. “La scienza mostra come la musica ci tocchi in modi diversi, inclusa la parte emozionale, psicologica e mentale. La musica giusta – come ‘Viva La Vida’ dei Coldplay con la sua energia positiva e il suo grande slancio – puoi aiutare ad alzarti, diventare pieno di energia e affrontare il resto della giornata”.

“La musica può rafforzare qualunque momento del giorno, dal viaggio verso l’ufficio, al lavoro, alla festa. La playlist Wake Up di Spotify ti aiuterà a iniziare le giornate grigie, anche prima del caffè del mattino”, commenta Angela Watts, VP, Global Communications di Spotify.

Note


Wake Up
playlist:

  1. Coldplay – Viva La Vida
  2. Lucia – Elevate
  3. Macklemore & Ryan Lewis – Downtown
  4. Bill Withers – Lovely Day
  5. Avicii – Wake Me Up
  6. Pentatonix – Can’t Sleep Love
  7. Demi Lovato – Confident
  8. Arcade Fire – Wake Up
  9. Hailee Steinfeld – Love Myself
  10. Sam Smith – Money On My Mind
  11. Esperanza Spalding – I Can’t Help It
  12. John Newman – Come and Get It
  13. Felix Jaehn – Ain’t Nobody (Loves Me Better)
  14. Mark Ronson – Feel Right
  15. Clean Bandit – Rather Be
  16. Katrina & The Waves – Walking on Sunshine
  17. Imagine Dragons – On Top of the World
  18. MisterWives – Reflections
  19. Carly Rae Jepsen – Warm Blood
  20. iLoveMemphis – Hit The Quan

Wake Up playlist:



About David M. Greenberg

David M. Greenberg è uno psicologo musicale all’Università di Cambridge e alla City University di New York; inoltre è un ricercatore esterno all’Autism Research Centre. Le sue ricerche analizzano i comportamenti musicali e i punti di incontro con la la scienza della personalità, sociale e cognitiva. Nel 2015, è stato premiato con il Early Career Research Award dalla European Society for the Cognitive Sciences of Music (ESCOM) per lo sviluppo di un nuovo modello di interazione musicale. I suoi recenti studi hanno esplorato il modo in cui la personalità e gli stili di pensiero predicono le preferenze e le abilità musicali.

Per ulteriori informazioni sull’interazione tra musica e personalità e per effettuare quizz di musica-scienza e ottenere il tuo punteggio sui gusti musicali, abilità e altro, basta visitare: www.musicaluniverse.org

About Spotify

Spotify è un servizio di musica on demand in streaming a livello mondiale, che consente agli utenti di accedere a oltre 30 milioni di canzoni* da computer, tablet e smartphone. Il nostro obiettivo è di rendere disponibile a tutti la musica proveniente da tutto il mondo, ovunque e in ogni momento. Spotify nasce con funzioni e modalità social e rende particolarmente agevole scoprire, gestire e condividere la musica con i propri amici, con la certezza di un giusto compenso per gli artisti.

Attualmente il servizio conta più di 75 milioni di utenti attivi di cui oltre 20 milioni di abbonati ed è presente in 58 paesi.

Dal lancio svedese nel 2008, Spotify ha riconosciuto più di tre miliardi di dollari ai detentori dei diritti. Spotify risulta essere la seconda fonte di guadagno delle etichette discografiche per quel che riguarda il mercato digitale (IFPI 2011) e il servizio di musica in streaming più grande e di maggior successo

www.spotify.com

Photolux porta a Lucca i maestri della fotografia

Il Programma del PHOTOLUX si arricchisce di due nuove mostre. I due grandi fotografi americani che hanno scelto Lucca per presentare il proprio lavoro sono Andres Serrano e Stanley Greene ed è una grande soddisfazione per gli organizzatori “E’ una conferma del fatto che il Photolux è ormai entrato a pieno titolo nel calendario dei grandi eventi dedicati alla fotografia in Europa” – afferma Enrico Stefanelli che del festival di Lucca è direttore e fondatore, “sono due grandi maestri e li considero perfetti per raccontare il tema del festival”.


Il tema: Sacro e Profano
Photolux Festival per l’edizione 2015 ha scelto il tema “Sacro e Profano”. Declinarlo attraverso la fotografia permette, da un lato, di compiere un viaggio intorno al mondo, che è anche un viaggio interiore, alla scoperta dei luoghi dello spirito e degli uomini che li animano sperimentando una tensione verso il divino di volta in volta diversa e sempre affascinante. Dall’altro, di rileggere l’iconografia sacra in chiave dissacrante o provocatoria, di avventurarsi in territori ritenuti generalmente non rappresentabili, confrontandosi con le pulsioni e i sentimenti più terreni dell’animo umano e le sue aberrazioni.
Senza tralasciare tutto quanto si trova nel mezzo, nelle sottili sfumature che sempre colorano contrasti che non possono essere netti. Il mezzo fotografico, dunque, come linguaggio privilegiato per svelare questa dualità e indagarne le diverse declinazioni e interpretazioni possibili.


Le mostre
L’edizione 2015 di Photolux Festival indaga il tema Sacro e Profano attraverso il lavoro di importanti autori della fotografia contemporanea e del fotogiornalismo internazionali:

Joel-Peter Witkin: (a cura di Enrico Stefanelli)
Il grande maestro americano Joel-Peter Witkin (Brooklyn, USA, 1939) è l’ospite d’onore di Photolux 2015, con una retrospettiva presentata che approfondisce il rapporto tra sacro e profano, visti attraverso il suo sguardo unico e provocatorio.

Ernst Haas: La Creazione (a cura di Enrico Stefanelli)
Ernst Haas (Vienna, 1921) è stato uno dei pionieri della fotografia a colori. La Creazione (pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1971) è considerato uno dei pilastri della storia della fotografia.

“Sacro e profano” di Andres Serrano
Andres Serrano è uno dei fotografi contemporanei più discussi e controversi. I temi religiosi e l’iconografia religiosa sono da sempre centrali nella sua produzione artistica. In questa mostra, alcuni dei suoi capolavori, dal Piss Christ del 1987 alla più recente serie Holy Works del 2011.

Bettina Rheims: INRI (a cura di Enrico Stefanelli)
Attraverso un’attenta rilettura dei testi, lavorando sulle fonti originali e cercando di combinare la storia e la leggenda, in questo lavoro del 1999 Bettina Rheims (Neuilly-sur-Seine, 1952) ha trasposto le storie sacre nel nostro tempo.

Kenro Izu: Sacredness (a cura di Enrico Stefanelli)
A Lucca per la seconda volta dopo la grande retrospettiva del 2011, Izu presenta gli ultimi sviluppi del suo lavoro, dove trova spazio per la prima volta la rappresentazione della figura umana.

Aurelio Amendola: San Pietro (a cura di Enrico Stefanelli)

Aurelio Amendola (Pistoia, 1938), nel corso della sua lunga carriera, ha lavorato più volte sull’opera di Michelangelo e in particolare sulla basilica di San Pietro. In via di pubblicazione un nuovo volume sulla basilica illustrato con le sue fotografie, edito da Franco Maria Ricci, che verrà presentato in occasione di Photolux 2015.

“Haiti” di Stanley Greene
Fondatore dell’agenzia Noor e leggenda del fotogiornalismo, Stanley Greene presenta a Lucca il suo lavoro sui riti voodoo ad Haiti.

Ivo Saglietti: Sotto la tenda di Abramo
Ivo Saglietti (Tolone, 1948) è dagli anni Settanta uno dei più attivi e apprezzati fotogiornalisti italiani. Nel suo reportage Sotto la tenda di Abramo racconta di un possibile e necessario dialogo tra le religioni e gli uomini, documentando l’esperienza del monastero siro antiocheo di Deir Mar Musa el-Habasci.

Patrick Willocq: I am a Walé Respect me (a cura di Azu Nwagbogu)

Il progetto di Partrick Willocq (Strasburgo, 1969) indaga un rito d’iniziazione diffuso tra i pigmei Ekonda del Congo. Le fotografie sono la rappresentazione della canzone che ciascuna Walé (giovane madre) canta il giorno in cui finisce l’isolamento che devono rispettare dopo la nascita del primo figlio.

Charles Fréger: Wilder Mann (a cura di Mariateresa Cerretelli)
Nella serie Wilder Mann il fotografo francese Charles Fréger (Bourge, 1975) esplora riti e tradizioni europee in cui l’abito diventa maschera, travestimento, incarnazione del mito.

Jordi Pizarro: The Believers
(a cura di Lucy Conticello)
The Believers è un progetto ongoing del giovane fotografo spagnolo Jordi Pizarro (Barcellona, 1985), che esplora le comunità religiose di dieci differenti Paesi, in quattro continenti, focalizzando l’attenzione anche su gruppi di fede minoritari.

James Estrin: Observance
James Estrin è senior photographer del New York Times. In questo lavoro ha documentato esperienze spirituali di ogni genere, nel tentativo di catturare l’essenza di qualcosa di invisibile e impalpabile in un’immagine visibile.

Michele Borzoni: Inshallah. Le comunità cristiane in Medio Oriente
(a cura di Renata Ferri)
Michele Borzoni (Firenze,1979) ha dedicato più di tre anni a questo lavoro sulle comunità cristiane del Medio Oriente, viaggiando in ogni singolo Paese in momenti diversi per concentrarsi sulla morfologia umana e geografica del territorio.

France Keyser: Nous sommes français et musulmans (a cura di Dimitri Beck)
France Keyser (Francia, 1970) ha realizzato nel 2008 questo reportage che racconta la vita quotidiana dei musulmani di Francia: ritratti di uomini e donne perfettamente integrati nella società francese, in alcuni casi anche di personaggi pubblici.

Enrico Rondoni: Nel regno della luce
Enrico Rondoni (Napoli, 1953) è giornalista e vice direttore del tg5. Il reportage dal Laddak (India) Nel regno della luce racconta la rappresentazione della lotta tra il bene e il male, con simbologie sacre e profane che si svolge ogni plenilunio d’agosto nel Monastero buddista del XVI secolo di Phyi-Yang.

Nicolò Degiorgis: Hidden Islam
Nicolò Degiorgis (Bolzano, 1985) documenta i luoghi di preghiera della popolazione musulmana nel Nord Est d’Italia: garages, negozi, magazzini e vecchie fabbriche. Hidden Islam ha ricevuto molti e importanti riconoscimenti internazionali, vincendo, tra gli altri, l’Author Book Award 2014 dei Rencontres d’Arles e il Photobook Award di Paris Photo.

Toni Meneguzzo: Divine Bovine
Quella di Toni Meneguzzo (Portogruaro, Venezia, 1949) è una lunga ricerca di esplorazione della tradizione Hindu di vestire e adornare le vacche sacre. Un lungo percorso di studi e viaggi, durato cinque anni, per ottenere il più vasto repertorio possibile di un’arte che sta scomparendo e lasciarne testimonianza.

Joana Choumali: Resilients (a cura di Azu Nwagbogu)
Joana Choumali (Abidjan, Costa d’Avorio, 1974) nei sui lavori indaga i temi dell’identità femminile, del rapporto della donna africana con le proprie tradizioni. In questo progetto si concentra sull’aspetto esteriore di queste tematiche: gli abiti tradizionali. Alla riscoperta dell’importanza del contatto con le radici per costruire appieno la propria identità.

Anna Maria Germontani: Momenti nella comunità ebraica di Milano nella prima metà degli anni ‘90 (a cura di Giuliana Scimé)
Le immagini che documentano alcuni momenti nella comunità ebraica di Milano, realizzate tra il 1991 e il 1995, fanno parte di un ampio lavoro di Germontani incentrato sulle comunità a-cattoliche del capoluogo lombardo.

Crimini contro l’umanità (a cura di Giuliana Scimé)
Una collettiva che raccoglie fotografie d’agenzia e video che raccontano i crimini contro l’umanità che il mezzo fotografico ha potuto documentare: dall’atomica all’Olocausto, dall’Apartheid alle recenti persecuzioni dei Cristiani da parte degli estremisti dell’Isis.

Nel programma espositivo si inseriscono anche la mostra del World Press Photo 2015, ospitata a Lucca per l’undicesimo anno consecutivo, le tre mostre dedicate ai progetti vincitori dei contest ROBERTO DEL CARLO PHOTOLUX AWARD, YOUNG CURATORS PHOTOLUX CONTEST, SELF PUBLISHING PHOTOLUX AWARD, FUOCO SACRO, la mostra dei vincitori del Leica Oskar Barnack Award 2015, la mostra del vincitore del 2015 Documentary Photography Grant della Manuel Rivera-Ortiz Foundation e la mostra “Burma” di Carolina Sandretto in collaborazione con Progetto Vitalità Onlus.

Insieme al ricco programma di mostre, fitto sarà anche il calendario degli eventi collaterali. I Leica Talk vedranno importanti relatori internazionali: tra gli altri, Karin Kaufmann (Art Director Leica Galleries International), Inas Fayed (Direttrice Leica Fotografie International) eAndrea Pacella (Marketing Manager, Leica Camera Italia) discuteranno del ruolo che Leica svolge nel mondo della fotografia anche grazie alle sue attività espositive, editoriali e didattiche; Lars Boering (direttore World Press Photo) con Alessia Glaviano (senior photo editor di Vogue Italia) e David Campbell discuteranno delle problematiche legate alla manipolazione dell’immagine e all’etica e al futuro del fotogiornalismo; i vincitori italiani del World Press Photo 2015 che presenteranno i propri lavori e discuteranno del ruolo del fotogiornalismo oggi; Lorella Zanardo che con Paolo Iabichino e Isabella de Maddalena parlerà dell’immagine e della rappresentazione della donna nei media; Oliviero Toscani che presenterà il suo ultimo libro Più di cinquant’anni di magnifici insuccessi.
I workshop proposti quest’anno vedranno coinvolti fotografi e esperti italiani e internazionali: i fotografi italiani Andrea Boccalini, Massimo Mastrorillo e la fotografa spagnola membra dell’agenzia Magnum Cristina Garcia Rodero per Leica Akademie Italia; Rebecca Simons, Senior Producer e Project Manager del World Press Photo con Magdalena Herrera, direttore della fotografia di Geo Francia; il fotografoPaolo Woods; i docenti di fotografia Alessandra Capodacqua e Martino Marangoni.
Il programma delle letture portfolio vede la partecipazione di esperti internazionali, photo editor, fotografi, curatori, docenti di altissimo livello.

Si rinnova anche quest’anno l’esperienza di Expolux, lo spazio espositivo dedicato agli editori, gli stampatori, i professionisti del settore e le scuole di fotografia, che animerà la sede del Real Collegio nel fine settimana del 28 e 29 novembre.

La Photolux Night, il 28 novembre, vedrà la premiazione di tutti i vincitori dei contest e la consegna del premio alla carriera all’ospite d’onore di questa edizione, il grande fotografo americano Joel-Peter Witkin.

Sabato 28 novembre si riunirà a Lucca la giuria (aperta al pubblico) del contest Sunday Photographers, organizzato in collaborazione con La Stampa: Mario Calabresi (direttore de La Stampa), Paolo Pellegrin (fotografo membro dell’agenzia Magnum), Lorenza Bravetta (direttore di Camera, Torino), Irene Opezzo e Giulia Ticozzi. (photo editor de La Stampa) prenderanno visione dei portfolio pervenuti e sceglieranno il vincitore.

La sera del 7 dicembre, una serata di fotografia e musica con il fotografo Pino Ninfa e i jazzisti italiani Paolo Fresu e Dino Rubino, organizzata in collaborazione con il Teatro del Giglio di Lucca.

Tutte le informazioni utili sulle mostre e sul programma sono consultabili al sito:www.photoluxfestival.it

Ceres supports Pasta Rummo


Buzzoole
In pratica c’è il riassunto della internet figaggine: ricordate le campagne di Ceres su twitter e quanto stanno sul pezzo? Ricordate la settimana passata gli hashtag #savepastarummo #saverummo dopo l’alluvione nel Beneventano?

Perché il 15 ottobre 2015, Benevento è stata colpita da un’alluvione che l’ha messa in ginocchio. l fiume Calore è esondato trascinando il suo fango che ha coperto strade, case e anche la fabbrica di pasta Rummo. Alla Rummo hanno perso il grano, i macchinari e i locali, invasi dal fango e circa 30 operai per salvarsi la vita sono stati costretti salire sul tetto del padiglione industriale e tratti in salvo dall’arrivo dei Vigili del fuoco.

Ecco: qualcosa si unisce e crea una giornata unica. Anche se molte persone a causa dell’alluvione hanno perso il lavoro…

Sabato 24 ottobre, in seguito all’alluvione che ha colpito il Sannio, Ceres era a Benevento. Con una bella cena e birra, per celebrare gli sforzi dei volontari che in questi giorni stanno riportando le città al loro splendore.

Ceres c’è! E sta con Rummo.