La misura, le persone.

Oggi ho intervistato Cristina Donà. In realtà mi sto accorgendo che qualsiasi intervista faccia, da dopo il Frequency Festival, se telefonica o di persona si attesta sempre sulla mezzoretta. E poi dopo le persone mi ringraziano della chiacchierata. Non nego che mi faccia molto piacere. Almeno scopro di avere qualcosa di buono: ossia mettere a proprio agio le persone.
Quello che faccio ora lo considero propedeutico a quello che voglio fare poi, quindi per un medico mettere a proprio agio le persone prima di terrorizzarle lo trovo molto ganzo.
L'unico problema è che in questi giorni ho quella che posso definire la Lapite: una sorta di sindrome di Lapo Elkann che ti porta a espirmerti in una lingua tutta tua che è praticamente errata in qualasiasi linguaggio tu possa relazionarla. Ciò capitava mentre scrivevo le mie 2800 battute, ciò capitava mentre ero al telefono con Cristina e parlavo tipo Homer col mio cervello: "come cavolo si dice questo".

Allegria.

Non che sia un problema qui sopra, qui sopra anche se a volte commentate dicendo "mi piace tantissimo quello che scrivi e come lo scrivi" io in realtà scrivo alla cazzo. Scrivo come scrivo in chat, scrivo contorto come parlo in casa. Non ho barriere. Se il blog dovesse avere una barriera o una letteratura di fondo allora diventerebbe un lavoro (sì, il periodo ipotetico va bene)
Questo è quello che non capisco degli altri che non capiscono la mia scrittura e non mi hanno mai dato due cent per scrivere altrove: in diversi mezzi di comunicazione si scrive in modo differente. Ora, lo si fa anche parlando, no? Non è che a un bimbo parliamo di batracomiomachia o a un anziano ci andiamo a dire delle Braz. No. E per una persona semplice va bene dire bozzo. Si chiama scendere a livello. 

Il fatto perché io poi scriva alla cazzo qui non è mancanza di stima e fiducia verso un mondo esterno, anzi l'inverso.

Tornando in cima: la Donà al telefono, parlarci sembra discorrere con una persona che conosci da tanto tempo, pur non essendo io fan sfegatata.

[no, la prossima settimana non ho in programma nessuno]


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