For one moment, I wish you’d hold your stage, With no feelings at all
Open minded, I’m sure I used to be so free…

[on air: Muse – Citizen erazed]

Se siete lettori di vecchia data [la decina dei miei affezionati-bimbette urlanti] sapete quanto umorale sia l’andamento di questo sglaps. Insomma, va con gli umori miei, coglie ispirazione dalla coda alla cassa del superercato o la coda sullo stradone causa Nazionale che gioca. Non scrivo di professione. Probabilmente [purtroppo] non lo farò mai… ma ho il vizio di comunicare quel che sento.

Non posso far a meno di pensare come l’empatia riesca a distogliermi da tutto, a irrigidirti fino a paralizzarti nei tuoi gesti. Anche se ho “quella faccia che sta quasi a dire – non rompermi i coglioni perchè non me ne frega nulla-“ fondamentalmente il non poter far qualcosa, o almeno il credere di non far qualcosa di buono per i tuoi amici nel momento del bisogno ti taglia le gambe. Perchè quando i problemi sono tuoi lotti fino allo strenuo delle forze perchè sai quali sono i tuoi limiti. Ti conosci, sai dove puoi arrivare e fino dove puoi arrampicarti e arrancare. Con gli altri no. Devi osservare, cercare di capire. Non puoi immedesimarti in loro perchè non è la stessa cosa. Hai quel senso di impotenza che ti fa guardare lo scorrere dei loro problemi come se fosse un film proiettato al cinematografo. E tu lì. Vorresti fare ma più di tanto non devi e non riesci. E ti dispiace, e ti fa sentire piccolo piccolo…


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