Acalasia.

Alla fine, quando mi giro e rigiro nel letto nervosa, mentre la luce dell’alba filtra tra i listoni delle persiane mi capita di pensarci.
Vorrei che in quel cuscino accanto dove ci sono le piume che scricchiano sotto le mie unghie ci fossi te.
Mi piacerebbe vedere i tuoi occhi chiusi, il naso sprofondarsi nel guanciale, il braccio che sfugge in mezzo alle coperte.
Aspetterei i primi battiti delle tue ciglia o continuerei a guardare i rapidi movimenti delle palpebre, fissandoti come farebbe un bimbo che per la prima volta scorge la neve.
Ridurrei al minimo i movimenti, non lo so…
So solo che non si può. Sono anche certa che non si potrà. Ma ci si sente tanto soli a volte, anche in mezzo al casino e in mezzo a tanta gente. Alla fine ti persuadi che quel dolore in mezzo al petto non è altro che acalasia.*
 
 
[* mancato rilascio dello sfintere esofageo inferiore che provoca un male della pupazza "alla bocca" dello stomaco]

0 thoughts on “Acalasia.”

  1. Mi ha messo addosso una malinconia stò post, Fran….:-(

    Però è bellissimo, potrei aver scritto le stesse identiche parole in questo momento…(non per la stessa persona, tranquy!:-D)

    Marina

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