Tolleranza (o quella cosa lì)

Devo ammetterlo, sono molto prevenuta verso due categorie sociogeograficoculturali.
 
Ecco, insomma. Sono lievemente intollerante verso i testimoni di Geova (specie quando citofonano la mattina) e i bolzanini.
Se verso i primi spiegare punto per punto le ragioni sarebbe fastidioso (ma appena ne avrò davanti uno che si lascerà morire non volendo una trasfusione ci parlerò volentieri ascoltando le sue ragioni dal suo letto di morte) per i secondi faccio una dovuta eccezione. Gli abitanti di bolzano (e ivi generalizzo, qualcuno decente ci sarà) mi danno noia per la loro convinzione di essere una enclave di privilegiati nello stato italiano. Ho frequentato spesso quella cittadina, ho vissuto fianco a fianco (sportivamente) con i bolzanini. Gente che sebbene sia in Italia e abbia italiani innanzi si ostina a parlare quel tedesco che conosce. Si pensano affini ai tedeschi, ma sentendo i tedeschi son considerati sudtirolesi, non crucchi.
C’è una vera e propria emarginazione se parli italiano e vuoi anche solo mangiare a Bolzano. All’epoca venne risolta da me mandando affanculo in Bavarese molto stretto il proprietario di quel ristorante, ma se uno ci pensa è una vera vergogna. Ed è una cosa molto diffusa, specie nei giovani di vent’anni, venticinque anni. Loro, che non sanno la storia ma la vedono da una loro angolazione un po’ come quell’altra categoria sopra rilegge la Bibbia.
Non so, è una cosa che mi ha messo sempre molto rabbia.
 
E poi leggi sul corriere di fatti accaduti a Bolzano e non ti dai torto. Ma poi leggi anche di revisioni di leggi

0 thoughts on “Tolleranza (o quella cosa lì)”

  1. agghiacciante.

    Ah, e a proposito dell’ultimo link io non mi preoccuperei: secondo me in caso di sconfitta alle elezioni mirano ad ottenere almeno l’infermità mentale per Previti.. :))

  2. Ad una classe del mio liceo che è andata in gita là, si è ritrovata bloccata dalla neve ed è arrivata in Alto Adige alle undici di sera affamatissima, gli albergatori hanno nascosto il cibo.

    L’irruzione in cucina da parte di tutta la classe è stata sacrosanta.

  3. Dipende.

    Se vai li cercando rogne trovi rogne.

    Se entri in casa altrui (essi sono tirolesi da secoli) e sussurri qualche parolina dolce, sono gentili e cari.

    Restando montanari, quindi senza tanti cicci puffi mummi.

    Intendo: quelli sono stati stritolati dal fascismo e alcuni (pochi) cianno ancora un po’ di acido addosso.

    Del resto molti italiani entrano e pretendono di parlare italiano, di mangiare italiano, che vengano riveriti come italiani.

    Non funziona.

    Se entri nazionalista trovi il nazionalismo.

    Oh, ma se un friulano va ad Orgosolo, cazzo, si aspetta che parlino lu barbagiu strettu, no?

    Non che siano emiliani o friulani.

    O no?

  4. io sono italiana, nata a bolzano e sempre vissuta qui, e mi sembra che stiate dicendo tutti delle grandi cavolate piene di stereotipi… è come dire che tutti i siciliani sono dei mafiosi…

    un pò la stessa cosa…

    bolzano ha 1 sacco di cose belle da offrire… specie se ti piace la montagna, la carne e gli uffici pubblici che funzionino…

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