Prima o poi.

Sono in pieno periodo masochista tra università e rapporti intrapersonali.
Quindi mi ci applico fino all’esaurimento, in entrambi i campi.
Tutto ciò si può riassumere con lo scambio di sms di oggi tra me e mio padre.
Argomento uno: come vedere con un otoscopio una aspergillosi.
Argomento due: la toxoplasmosi in uno che ha già la mononucleosi.
Argomento tre: le mezze stagioni.
Argomento quattro: i sindacati medici e paramedici sono asserviti al potere, sono 12 euro ciulate sulla paga e non ti danno neppure l’agendina.
Argomento cinque: ma i medici i pazienti non portatori di peste nera bubbonica potrebbero anche toccarli, anche.
 
In tutto questo sto cercando di consolare il mio migliore amico dall’ennesima delusione con una donna e lo sto caldamente invitando a non evirarsi in casa mia, ché il sangue viene via male. Sto dicendo a Rigagnolo che siamo troppo uguali e sto cercando una scusa con mia mamma per non dirle che mi devo rioperare di un’altra cosa, ma che insomma, è come una revisione. Il problema sarà come affrontare la terapizzazione. In tutto questo se non mi faccio di glutatione svengo. Sì, drogata sono. Per stare in piedi ormai mi faccio veleni e antiveleni. No, non mi fermo che sennò veramente sennò inizio a pensare. Però è buffo come nei momenti in cui sai che se le cose non volgessero al meglio potresti non rivedere nessuno che ha contato qualcosa nella tua vita cerchi nuovamente tutto e tutti. Sì, perchè alla fine l’aver parlato con mio nonno solo due volte in tutta la mia esistenza mi ha lasciato qualcosa di vacuo. Non so, poi son paranoie. Ma sapere che sei arrivato prima di qualcos’altro per ben due volte e che ti si è data l’occasione di rinascere o di allungare la tua vita da una parte di galvanizza fino a sentirti un padreterno. Dall’altra ti mette un’angoscia, un senso di inadeguatezza e una voglia di dare 15 esami in blocco per diventare il medico migliore che te non hai avuto.
Io alla fine credo nel destino. E il destino mi ha dato delle bellissime persone che credono in me anche se mi nega a tratti la felicità.

0 thoughts on “Prima o poi.”

  1. L’ultima frase (tagliando “Io credo nel destino”, che non ci ho mai creduto visto che ci ho sempre lottato contro) è stata la mia consolazione in almeno mille momenti nella mia vita. Insieme a “Io sono migliorato, ma la mia vita no”. A volte devi trovare qualche slogan per difendere te stesso :-)

    Non ti conosco, sono passato di qui ieri pensando di leggere il blog di un uomo appassionato di calcio (nonostante tutto, riemergono i soliti pregiudizi maschilisti) e invece mi sono trovato a leggere il blog di una futura collega, quindi non esprimo pareri su cose che non conosco. Tranne che su una: dillo alla mamma. Per quel poco che leggo, mi dà l’impressione di una scelta dettata dal desiderio di non creare problemi, non far preoccupare, non cercare aiuto. Ma spesso cercare aiuto e condividere i nostri problemi con gli altri è sintomo di forza e non di debolezza. Ma ne so poco quindi posso sbagliarmi, ovvio.

    (Ho la tendenza allo sproloquio come avrai già visto su Visionietc, perciò scusami anticipatamente per la lunghezza e per il tono da Donnaletiziarisponde)

  2. Che carini, grazie. Perdonate la mancanza di tempo degli ultimi dì.

    Bad: in realtà, peccando di mancanza di umiltà, di calcio ne capisco molto rispetto la media. Solo che ultimamente ho della repellenza nei confronti dei cotifosi ;)

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