Fortuna ci ho la guida touring

Siete utili come l’imodium quando si è in stipsi.
Il due sono a Milano. Invero dovrei esserci, perché la mattina dovrei lavoricchiare. Ma qualcosa mi dice che dalle otto alle dodici e mezza mamma mia quanto starò male, avrò un raffreddore, un rush cutaneo nonché una sindrome vaso vagale che mi coglierà con la cornetta in mano mentre sto dicendo che invero avrei voluto tantissimo ma che no, al lavoro non ci verrò.
Poi non appena varcato però il territorio comunale verrò risanata. Alleluya.

Dicevo.
CHE CAZZO CI STA DA VEDERE A MILANO?
Tipo, domani debbo chiedere alla dolce Annina se gentilmente vogliamo andare a vedere il Cenacolo. Per la serie, io a Milano mica ci vengo su sempre. La unica volta vidi corso Buenos Aires e la stazione. E subii quella che sembra una storiella metropolitana. Quando da donne del centritalia quali si è si chiese cappuccino e cornetto, il pirla del barista mi corresse dicendo cappuccio e brioche. Io mi attaccai dicendogli che non erano la stessa cosa, quindi gli dissi che se li poteva tenere.
Insomma, però qualcosa da consigliare ce l’avrete. Lo so che Milano vi fa schifo, lo smog, il traffico, i navigli, ma insomma.

Però sulla guida touring ci son diverse cose da vedere. Chiese, museo, chiesa, chiesa, cattedrale, chiesa, castello, casa tatini.
No, sbagliai. L’ultima non c’è. Però non so perché ma mi garberà il divano, lo sento.

Dicevo, siete delle fetecchie.
Si viene a Milano, vi si chiede che diavolo ci sia da vedere oltre la stazione e vi nascondete piuttosto commentando anche il post sulla pustola carbonchiosa. Dicendo che sì, vostro cuggino una volta ebbe una cosa simile.
La Ari fa il blogtour e tutti lasciano commenti e a me non cagate punto.
Altro che simpatica, mi sa che tutti voi avete paura di pagarmi il caffè, avete.

Saluto i dieci che vedo alla Pizzata. Domani io e la Meneghini decidiamo il posto [verovero?].

0 thoughts on “Fortuna ci ho la guida touring”

  1. Un simpatico modo per dire svenimento idiopatico*

    *idiopatico in medichese significa “di natura sconosciuta”. A cazzo, venuto da lontano, chissà cosa ha ma dico una parola figa così non mi chiede cosa sia.

  2. a me avevano detto che a milano non capiscono se dici cornetto (capiscono se dici brioche). insomma a milano meglio fare colazione a casa o dire: voglio questi e questi. Per il resto a milano ho visto solo il duomo, s.ambrogio e il castello sforzesco, dove c’è la pietà rondanini di michelangelo che è bella.

    daniela (sempre la collega mediconzola)

  3. Boh, quasi quasi ti faccio fare il giro che di solito tocca ai miei ospiti che vengono da Londra/Australia (Dio bono, sembra che sono una figa spaziale messa così.)

    Il giro comprende: Quadrilatero della moda, casa dei fenicotteri, corso vittorio emanuele, Duomo, Castello, Stazione Cadorna, Casa. MUUUUUUSE

    Thurs

  4. alle indicazioni di daniela, rilancio con il quartiere brera, l’accademia che sta lì, eventualmente le mostre di palazzo reale (accanto al duomo), santa sofia in zona missori.

  5. [cit] “A milano quando c’è la nebbia non si vede… quindi la nebbia c’è e non si vede!”

    Cmq c’è tanto da vedere a Milano; per esempio il Domo di Milano, Il Castello Sforzoso, l’ultimo Cenacolo, L’Ambrogio, Il Mausoleo della scenza e della technica con il sommergibbile Totti, il grattaincielo Pirelli, i Trams, la galleria Vittorio e Manuele… insomma Milan l’è un gran Milan…

  6. Cruiser: lol

    Tungsteno: segno, anche perché a Brera volevo andarci solo giusto perché mi affascina pronunziarlo.

    mc: lol

    Thus: occhei :) Prenotiamo lì in navigli?

    Ra’: alla pizzata?

    Maxime: elloso :)

  7. il cenacolo te le scordi ci vogliono mille miliardi di giorni di prenotazione…non dimenticarti i navigli…

    la pizzeria? beh io direi la padellaccia costa poco e fanno pizze buonssime e li conosco pure

    M_L

  8. Fa così. Vai sui Navigli, citofona ad Alda Merini e chiedile un autografo con dedica per la tua amicicia di blog Nicole che è tanto bella e brava. Scherzo!

    Non ho la più pallida idea di cosa si possa vedere a Milano. Credevo che la principale attrazione fossero le giappane (donne nipponiche) che escono dalle boutique piene de sporte (leggi borse in dialèt veronese).

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