Shame on you.

Continua il favoloso corso scopri anche te una canzone dei Muse alla volta tanto per sdirozzarsi e capire che i Muse non sono come i Gazosa, che cantavano I love you, you love me (e mi piaci sempre più, w w w mi piaci tu).

Matthew Bellamy in Como/2

Dopo aver avuto il coraggio di iniziare con Assassin continuiamo la via coraggiosa e passiamo a descrivere le canzoni che voi pubblico dal dopoabsolution ignorate.
Dead Star è una di quelle canzoni che, come molte altre, le puoi relare o a una visione amorosa o contingentemente sociale. Dead Star forse è la connessione che mancava tra Origin of Symmetry e Absolution, o forse no.
Perché tra Absolution e Black Holes and Revelations la connessione è, e si vede ah-quanto-si-vede anche perché nelle scalette del BH&R tour ci sta benone in mezzo alle altre canzoni, Butterflies and Hurricanes [change everthing you are… your time is now è molto simile alle liriche di Knight of Cydonia, per dire].
Tra OOS e Absolution era difficile trovare connessioni, forse per via dell’11/9 in mezzo, forse per la genesi del primo album… alla fine l’unico brano che voleva anticipare la svolta classicistica dei Muse era la intro di Space Dementia [che è una riduzione del secondo concerto per piano di Rachmaninov]
Dead Star, nella sua versione studio, non la troviamo da nessun’altra parte se non sul doppio singolo con In your world. Siamo nell’epoca epica (perdonate la figura retorica) di OOS/Hullabaloo, col matt coi capelli a  porcospino rosso.
Mentre In your world non ci lascia né ci toglie nulla [ma non è una b-side, è un doppio singolo] e al massimo sembra un doppione condensato radiofonico [parliamo della canzone dei Muse più corta, forse solo la cover di Please, Please, Please let give me what I want è più corta, ma dovrei ricontrollare] di Dead Star, quest’ultima appare almeno a me come una chicchetta.
Nella versione studio sono stati lasciati tutti gli atti respiratori, come in Bliss, ma anche l’effetto risucchio-saliva che però non crea schifo, ma insomma, però almeno a me fa ganzo [sarà l’amore cieco] all’inizio della canzone. Poi c’è una linea chitarra basso che va un po’ più sul metal, tutto sommato diciamo la musica dell’album precedente e i testi dell’album a seguire.
Lo stesso Matthew Bellamy finisce per non sapere esattamente spiegarla, cincischiando prima sul suo amore per Star Trek e continuando poi a dire, parlando della canzone: "La canzone parla, fammi pensare, a come ognuno ha reagito ai fatti dell’11 settembre. Eravamo a Boston in quel periodo, eravamo bloccati là, ed è quando abbiamo registrato queste canzoni. Così, in qualche maniera, le parole parlano un po’ dell’isteria attorno a quei momenti e come la gente era davvero pronta a puntare il dito contro qualcun’altro quando non hanno guardato a se stessi".
Se andiamo a guardare, o meglio a sentire, i significati sono riducibili a due. O collegarsi alle parole di Bellamy e pensare al testo come "americanuccio, non è che ti stanno dando addosso a caso e per pura sfiga; magari tutto quello che sta capitando è colpa del cretino che ti governa, vedi di prendere a calcinculo lui prima di dargli allo straniero" oppure a una sorta di incitamento verso qualcuno fortemente autolesionista [shame on you for thinking you’re all alone] che pensa di essere solo e l’unico al mondo a soffrire e implode su se stesso, proprio a mo’ di buco nero come una stella morente.

Dead StarAlla fine il video di Dead Star, come quello di In your world è stato girato con 50 sterline.
Aggiungendo qualche immagine presa dal live a Le Zenith, quello di Hullabaloo, ma girato a Brighton (Casa di Chruchill) con la Sony Handycam di Tom Kirk [sempre-sia-beato]. La prima versione (a lato cliccare sulla immagine per vedere il video, stream in Real, si ringrazia microcuts.net) è ripulita dagli shots live, la seconda invece no.

0 thoughts on “Shame on you.”

  1. quando sono arrivato a “le puoi relare o a una visione amorosa o contingentemente sociale” ho capito che non c’avrei capito ancora una volta ‘na mazza, e ho guardato bene la barra degli indirizzi perchè temevo di essere finito sul blog di enrico ghezzi :p

    ma mangi così bene tu? :D

  2. Quoto dalla mail della una e trenta:

    Faccio seguito alla telefonata intercorsa in data odierna, per segnalare quanto segue: nel porticato condominiale del palazzo di fronte la lampada posta all’esterno del muro sovrastante al portone dell’appartamento prospicente al mio (per capirci il gemello di fronte), l’impresa ha attaccato la sua accensione alle altre luci condominali.

  3. usando lo stesso stile aulico, il tuo amministratore avreà detto “ah, la solita sbragamaroni” :p

    (ma se scrivi “per capirci il gemello di fronte” perdi il gusto di sottoporgli il rompicapo, eh!)

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